"Venezia e le grandi navi" di Gianni Berengo Gardin, nella città sull'acqua la mostra sui "bisonti del mare" osteggiata dal sindaco Luigi Brugnaro (FOTO)
Pubblicato: Aggiornato:
Ritratti in bianco e nero i bisonti del mare non fanno sconti. Alti come palazzi di quattordici piani sembra quasi che vogliano ingoiare la città, mentre la costeggiano e la osservano alteri. "Venezia e le grandi navi" è la mostra di Gianni Berengo Gardin, a cura di Alessandra Mauro, che fino al 6 gennaio al Negozio Olivetti in Piazza San Marco mette in fila trenta fotografie della città sull'acqua costantemente solcata dalle turistiche cattedrali del mare. "Vedere la mia Venezia distrutta nelle proporzioni e trasformata in un giocattolo, uno di quei suoi cloni in cartapesta come a Las Vegas mi turbava profondamente” ha dichiarato il fotografo, ma la sua voce è solo l'ultima di un coro più ampio - composto da attivisti, ambientalisti, artisti, politici - da tempo levatosi "contro un flusso turistico crescente, insostenibile e ingovernato, che se da un lato costituisce una risorsa economica irrinunciabile per Venezia, dall’altro ne sta evidentemente compromettendo l’integrità e l’identità" sottolinea il FAI, Fondo Ambientale Italiano, organizzatore della mostra insieme a Fondazione Forma per la Fotografia e Contrasto.
E infatti le polemiche non sono mancate. L'estate scorsa il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, preoccupato per le possibili ripercussioni sull'immagine della città, ha provato a bloccare l'esposizione di Berengo Gardin, suggerendo di far slittare a data da destinarsi la partenza, già prevista per settembre. L'intenzione del primo cittadino era quella di affiancare gli scatti del fotoreporter alle tavole del progetto "Tresse Est", approvato di recente dalla giunta di centrodestra, che prevede la creazione di una via alternativa per il passaggio delle navi senza avvicinarsi a San Marco. Insomma, l'obiettivo era accostare visivamente al problema - "i mostri del mare" - anche la soluzione - lo scavo del canale Vittorio Emanuele mescolando racconto fotografico e lavoro tecnico. In questo modo l'impatto delle fotografie delle "Grandi Navi" sarebbe stato sicuramente depotenziato, senza trascurare gli inevitabili esiti propagandistici che avrebbe assunto la vicenda. Ma così non è stato, la mostra ha rinunciato all'originaria sede del Palazzo Ducale ed è partita, in autonomia, lo scorso 22 ottobre.
Lo sguardo implacabile di Berengo Gardin, che procede per contrasti di buio e di luce, denuncia l'inquinamento visivo delle navi di lusso di fronte San Marco e nel loro ingresso nel Canale della Giudecca, svela proporzioni e sproporzioni reali, quelle messe in dubbio da Brugnaro che ha anche accusato il fotografo di aver utilzzato “chissà quali teleobiettivi” per creare effetti artificiosi. Non si è fatta attendere, in una lettera aperta al sindaco, la risposta del fotoreporter: "Vorrei sottolineare il fatto che ho addirittura dovuto utilizzare dei grandangoli, perché le navi erano così grandi che non entravano nel mirino della macchina".
Nessun commento:
Posta un commento