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venerdì 9 novembre 2012

Ospedali Lazio, tagliati 2mila posti letto

Ospedali Lazio, tagliati 2mila posti letto


PER APPROFONDIRE tagregione laziosanità
di Mauro Evangelisti
ROMA - Ancora tagli ai posti letto del Lazio: meno 2.000. Tra coloro che hanno preparato i criteri, su scala nazionale, c’è Aldo Morrone, direttore generale dell’ospedale San Camillo. Il documento finale della commissione del Ministero della Salute passerà all’esame della conferenza Stato Regioni. «Ma è sbagliato parlare di semplici tagli - ricorda Morrone - è più giusto parlare di rimodulazione, che significa evitare repartidoppioni, ridurre realtà che hanno una percentuale di riempimento sotto il 60 per cento. E portare più sanità sul territorio, fuori dagli ospedali». Ma Domenico Gramazio, Pdl, parla di «vera e propria carneficina».

Nel dettaglio i numeri, effetto della spending review: il Lazio dovrà raggiungere la percentuale di 3,7 posti letto ogni mille abitanti. «Così suddivisi - dice Morrone - 3 per gli acuti e 0,7 per la lungodegenza e la riabilitazione di cui c’è grande esigenza». Il problema quando si parla di posti letto in rapporto al numero di abitanti è capire a quali dati Istat si fa riferimento. Se si prendono i dati del primo gennaio 2012, il Lazio ha 5.775.038 residenti. Bisogna ridurre i posti letto fino a quota 17.090 per gli acuti e 3.988 per la riabilitazione e la lungodegenza: totale 21.078. Partendo da dove? Attualmente il Lazio è attorno ai 4 posti letto ogni mille abitanti, dopo avere già tagliato molto a causa del piano di rientro. Per capire: nel 2009 eravamo a circa 26.500 posti letto, nel 2012 il Lazio era già sceso (secondo i dati del Ministero della Salute) a 23.041.

Il Lazio, quando questa ulteriore sforbiciata sarà conclusa, avrà perso in sei anni oltre 6 mila posti letto, oltre il 20 per cento del totale. «Ci sarà anche una riorganizzazione dell’offerta sanitaria» spiega Morrone. Il piano prevede una maggiore integrazione tra le diverse specialistiche e classificherà gli ospedali in vari livelli: il secondo livello con un bacino d’utenza tra i 600 mila e il 1.200.000 abitanti, il primo sopra i 150 mila, il base sotto i 150 mila. Ma questa operazione di razionalizzazione della rete ospedaliera va in parallelo con la cura del commissario per la sanità Enrico Bondi, che sta incontrando uno per uno i direttori generali e ha già visitato l’Umberto I e il San Camillo. Negli ospedali gli effetti della spending review si stanno facendo sentire: sui fornitori di beni e servizi da settembre è scattato un taglio del 5 per cento. In certi casi è sopportabile, in altri sta causando problemi seri.

mercoledì 13 giugno 2012

Ospedali provincia di Latina: un disastro

Ospedali, un disastro a Latina e Frosinone




Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Giugno 2012 12:28 Scritto da Michele Marangon Mercoledì 13 Giugno 2012 11:32 Questo articolo e' stato letto: 90 volte

Cronaca - CRONACA : LATINA



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I Carabinieri del NAS di Latina, in risposta ad una crescente richiesta, da parte dei cittadini, di sicurezza sanitaria e di certezza della regolarità delle pratiche mediche erogate nelle strutture del SSN, hanno predisposto, sin dai primi giorni dell'anno in corso, una costante attività di controllo ai principali nosocomi pubblici delle provincie di Latina e Frosinone.



Le verifiche hanno consentito di rilevare alcuni casi di gravi carenze (strutturali, tecnologiche ed organizzative) dei reparti ospedalieri ispezionati, tali da determinare disagi ai pazienti e gravare significativamente sui trattamenti sanitari erogati, nonché episodi di superficialità nella gestione amministrativa dei reparti, con ripercussioni sull'efficienza delle prestazioni sanitarie.







In particolare, dal controllo ispettivo effettuato presso i reparti di Dialisi e Terapia Intensiva Neonatale di due nosocomi della provincia di Latina, emergevano inconvenienti (accesso per disabili non idoneo, tracce di umidità sugli intonaci, presenza di locali angusti, mancanza di idonea attrezzatura medica) che venivano relazionati ai competenti uffici sanitari della Regione Lazio e dell'Azienda Unità Sanitaria Locale di Latina. La puntuale risposta organismi istituzionali, interessati della vicenda, ha consentito di eliminare gli inconvenienti rilevati e di scongiurare ulteriori disagi agli utenti. Irregolarità sono state rilevate anche presso alcuni reparti di un presidio ospedaliero del frusinate. In particolare, all'interno dell'ambulatorio di Emodialisi i Carabinieri del NAS hanno rilevato carenze strutturali ed organizzative (assenza di locali per soggetti affetti da patologie infettive, sovraffollamento dei letti rispetto alle misure dell'ambiente, carenze di personale medico, etc) anche queste segnalate alla Regione Lazio ed alla Direzione Generale della competente Azienda USL. Un controllo presso il reparto di Medicina ha portato invece al sequestro amministrativo di oltre 300 cartelle cliniche, relative a pazienti ricoverati e successivamente dimessi, in quanto non erano state compilate e trasmesse, ai competenti uffici sanitari regionali, le relative schede di dimissione. Le stesse, necessarie per richiedere il pagamento delle somme dovute per i ricoveri, hanno causato all'Azienda USL di Frosinone mancati introiti per circa 1 milione di Euro. Altra situazione irregolare è stata rilevata nel reparto di Ematologia del nosocomio ciociaro, dove i militari hanno sottoposto a sequestro 90 dispositivi medici di varia natura (aghi, siringhe, contenitori per liquidi ematici, vetrini per esami diagnostici, etc.) pronti all'utilizzo nonostante fossero scaduti di validità, contestando al responsabile della struttura sanitaria violazioni amministrative per un ammontare complessivo di oltre 85mila euro. Controlli nello specifico settore sono stati effettuati anche nei confronti di strutture sanitarie private ed attività commerciali; in quest'ambito, recentemente la Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo (UTG) di Latina, competente per materia, ha concordato con quanto rilevato dal personale del NAS Carabinieri, che ha contestato violazioni alle normative sanitarie nei confronti di 3 nosocomi privati ed una rivendita di oggettistica varia, tutti della provincia latinense. In particolare, presso due delle strutture sanitarie è stata rilevata la presenza di dispositivi medici (rispettivamente utilizzati per attività medico- oculistiche in sala operatoria e per la rianimazione cardiopolmonare in emergenza) con data di scadenza superata, mentre a carico della terza struttura è stata contestata la produzione, l'acquisto e la messa in servizio di protesi dentarie sprovviste delle certificazioni di conformità alle normative di sicurezza europee. L'esercizio commerciale, gestito da un soggetto di nazionalità cinese, vendeva invece occhiali premontati da vista mancanti delle indicazioni relative agli accorgimenti ed alle modalità d'uso. A carico dei responsabili delle suddette strutture, l'UTG ha pertanto emesso altrettanti provvedimenti ingiuntivi, determinando il pagamento all'erario di una somma complessiva di oltre 170.000 euro.