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domenica 2 giugno 2013

Lavoro, la Cgil lancia l'allarme: "Ci vorranno 63 anni per tornare ai livelli occupazionali del 2007"

Lavoro, la Cgil lancia l'allarme: "Ci vorranno 63 anni per tornare ai livelli occupazionali del 2007"

Anche se l'Italia intercetterà la ripresa ci vorranno 63 anni per recuperare i livelli occupazionali del 2007. Solo nel 2076, cioé, si tornerebbe alle 25.026.400 unità di lavoro standard nel 2007. E' quanto risulta da uno studio dell' ufficio economico Cgil che prende come punto di partenza il contesto attuale. Nello studio della Cgil'La ripresa dell'anno dopo - Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l'occupazione", si simulano però alcune ipotesi di ripresa, nell'ambito delle attuali tendenze e senza che si prevedano modifiche significative di politica economica, sia nazionale che europea, per dimostrare la necessità di "un cambio di paradigma: partire dal lavoro per produrre crescita". Se quello delineato inizialmente è quindi lo scenario peggiore, lo studio Cgil prende in considerazione "ipotesi più ottimistiche" legate alla proiezione di un livello di crescita pari a quello medio registrato nel periodo 2000-2007, ovvero del +1,6%. In questo caso il risultato prevede che il livello del Pil, dell'occupazione e dei salari verrebbe ripristinato nel 2020 (7 anni dopo il 2013) mentre quello della produttività nel 2017 e il livello degli investimenti nel 2024 (12 anni dopo il 2013).
La perdita cumulata è pari a 276 miliardi di euro di Pil - Lo studio della Cgil calcola inoltre anche la perdita cumulata generata dalla crisi, cioé il livello potenziale di crescita che si sarebbe registrato nel caso in cui la crisi non ci fosse mai stata, e che è pari a 276 miliardi di euro di Pil (in termini nominali oltre 385 miliardi, circa il 20% del Pil). Uno studio, quindi, funzionale alla Cgil per rivendicare la centralità del lavoro. "Per uscire dalla crisi e recuperare la crescita potenziale occorre un cambio di paradigma", osserva il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, secondo il quale "per non attendere che sia un'altra generazione ad assistere all'eventuale uscita da questa crisi, e ritrovare nel breve periodo la via della ripresa e della crescita occupazionale, occorre proprio partire dalla creazione di lavoro".
Il ministro Giovannini: "Piano in tre mosse per rilanciare l'occupazione" - L'accordo siglato tra sindacati e Confindustria sulla rappresentanza è "un risultato storico che testimonia la volontà forte delle parti sociali di cooperare per risolvere i problemi". Lo afferma il ministro del Lavoro Enrico Giovannini in un'intervista a La Repubblica nella quale spiega anche il "piano in tre mosse" che il governo sta mettendo a punto per rilanciare l'occupazione, soprattutto giovanile e sottolineando che mettere intanto risorse per l'Imu serve "per sostenere i consumi".. "Innanzitutto - dice - va reso più fluido il funzionamento del mercato del lavoro. E le misure normative saranno a costo zero" attraverso una "manutenzione" della legge Fornero, in particolare sui tempi e le motivazioni per i contratti a termine. Bisognerà intervenire anche sull'apprendistato perché "le imprese denunciano complicazioni nell'applicazione di questo contratto", fermo restando che si tratta di una tipologia "fondamentale perché è una risposta al precariato" e "può essere lo strumento intermedio" tra tempo determinato e indeterminato. Il secondo tipo di interventi, spiega Giovannini, "é invece oneroso ad esempio per ridurre le tasse e i contributi sulle assunzioni dei giovani, introdurre incentivi per la creazione di nuove imprese giovanili. La stessa staffetta anziani-giovani fa parte di questa categoria. Poiché sono necessarie risorse finanziarie ci dovremo ragionare a fondo. Poi ci sono gli investimenti per lo sviluppo. Pensiamo all'attivazione di fondi della Bei".

giovedì 28 marzo 2013

IL CANALE È UNA DISCARICA, L’ALLARME DEL WWF DI TERRACINA


IL CANALE È UNA DISCARICA, L’ALLARME DEL WWF DI TERRACINA
di Diego Roma
Canale Lungolinea impresentabile a pochi mesi dall’estate. Arriva la denuncia del WWF sullo stato di degrado in cui versa il corso d’acqua che attraversa la città. Un aspetto «terribile» scrive l’associazione ambientalista sul suo blog, «ci si trova di tutto, carta, plastica, resti di potature, alberi abbattuti». La descrizione, corroborata dalle fotografie, non lascia spazio a interpretazioni. «Anche gli argini offrono uno spettacolo impietoso con rifiuti abbandonati e scoperti alla luce del sole dopo il recente taglio delle erbe realizzato in un tratto». La questione è allarmante anche sul fronte dell’inquinamento, con l’acqua «di un verde denso senza alcuna trasparenza e denuncia evidenti “maltrattamenti” lungo i pochissimi chilometri dalla vicina sorgente».

giovedì 17 gennaio 2013

APRILIA, QUEI LIQUAMI FLUORESCENTI. L’ALLARME AL FOSSO DELLA FICOCCIA È SCATTATO LUNEDÌ A PRANZO, CONTROLLI NELLE AZIENDE


APRILIA, QUEI LIQUAMI FLUORESCENTI. L’ALLARME AL FOSSO DELLA FICOCCIA È SCATTATO LUNEDÌ A PRANZO, CONTROLLI NELLE AZIENDE
Una cosa mai vista. È con queste parole che sia gli agenti del Settore Ecologia e Ambiente della Polizia Municipale sia i tecnici dell’A hanno commentato i liquami che l’altro ieri hanno invaso il fosso della Ficoccia, alle porte di Aprilia.
L’allarme è scattato intorno all’ora di pranzo. Qualcuno ha allertato il Comando della Polizia Municipale in questi giorni affidato agli ordini del tenente Gianfranco Caracciolo che ha inviato sul posto il responsabile del Settore, il tenente Missimei e la collega Patrizia Vecchio. La denuncia infatti parlava di un fiume fluorescente. Ed era proprio così: al loro arrivo nei pressi del fosso, sebbene nell’aria non ci fossero odori sospetti, gli agenti hanno trovato il canale invaso da un liquido verde fluorescente. È stata immediatamente allertata l’ARPA, ma nelle due ore necessarie all’arrivo dei tecnici regionali, gli agenti di viale Europa non se ne sono stati con le mani in mano. Temendo che il liquido sospetto si potesse disperdere, hanno, con dotazioni di fortuna e da loro realizzate, effettuato dei campionamenti e hanno cominciato a risalire il canale per cercare di capire da quale scarico arrivasse la marea colorata. Alla fine sono risaliti a tre aziende del luogo, una delle quali ha però negato loro l’accesso ai pozzetti di controllo. Quando sono giunti i tecnici dell’ARPA, come aveva previsto il tenente Missimei, del liquame verde restava poco. Gli uomini dell’Agenzia Regionale hanno però plaudito allo spirito di iniziativa degli agenti e, verificata la correttezza delle campionature effettuate, le hanno acquisite ed inviate d’urgenza al laboratorio analisi. Anche loro infatti avrebbero sottolineato la natura straordinaria del fenomeno. Nuovi sopralluoghi sono stati effettuati anche ieri mattina, ma il canale appariva così limpido come non lo era mai stato da anni. Gli agenti di viale Europa, dati i rischi legati all’inquinamento (eventuale) del fosso che attraversa diversi agglomerati urbani, hanno deciso di continuare le verifiche anche questa mattina e nei prossimi giorni per cercare di risalire alle sostanze sversate e ai responsabili.

domenica 4 novembre 2012

Crisi, Angela Merkel lancia l'allarme: "Ci vorranno più di 5 anni per superarla"


Crisi, Angela Merkel lancia l'allarme: "Ci vorranno più di 5 anni per superarla"

'Ci vorranno piu' di cinque anni per superare l'attuale crisi economica''. Lo ha detto oggi a Sternberg, in Germania, la Cancelliera Angela Merkel, secondo quanto riferisce Bloomberg, che cita l'agenzia tedesca Dpa. La Cancelliera ha sottolineato che ''c'e' bisogno di rigore per convincere il mondo che vale la pena investire in Europa''. 
"E' necessario essere rigorosi" - "Dobbiamo trattenere il fiato per almeno cinque anni" perché questo è il periodo che ci vorrà per uscire dalla crisi, ha spiegato la Merkel in una riunione del suo partito a Sternberg, nell'est della Germania. E' necessario "essere rigorosi per convincere il mondo che é redditizio investire in Europa", ha aggiunto sottolineando che "molti investitori non credono che manterremo le nostre promesse in Europa".