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venerdì 16 novembre 2012

Legge di Stabilità


Legge di Stabilità: più detrazioni per i bebè, fondi alle scuole paritarie fuori dal patto di stabilità

Al via la discussione generale, nell'Aula della Camera, sulla Legge di Stabilità e sul Bilancio. Il governo è pronto a mettere tre fiducie il prossimo martedì e le rispettive votazioni si terranno il giorno dopo. L'ok finale della Camera è previsto per giovedì. Il testo poi passerà all'esame del Senato. Il governo è stato battuto su due emendamenti su cui aveva espresso parere negativo. Il primo stanzia 250 milioni in favore dei comuni e delle Regioni colpite dall'attuale alluvione, e il secondo riguarda il comparto sicurezza. Una seduta, quella della commissione Bilancio, ad alta tensione, sospesa e poi ripresa a notte fonda per i forti contrasti tra governo e maggioranza. Il braccio di ferro si è verificato su alcuni emendamenti dei relatori, su cui il governo ha dato parere contrario perché privi, a suo giudizio di copertura. Gli emendamenti riguardavano la sicurezza, le alluvioni, le scuole paritarie e le deroghe per i comuni al patto di stabilità interno. Ecco le misure principali.
Cambiano le detrazioni, più soldi bebè - L'aumento dello sconto non sarà più di 180 euro per tutti. Sarà di 150 euro per i figli sopra i 3 anni (si arriva a 950 euro) e di 320 euro per i bebé under 3 (arrivando a 1.220 euro). Salgono di 400 euro le detrazioni per i figli disabili.
Fondi per alluvionati - Arrivano 250 milioni in favore delle regioni e dei comuni colpiti dall'alluvione. Le coperture arrivano però da un taglio alle risorse stanziate per la produttività.
Produttività - Stanziate nuove risorse per incrementarla: 600 milioni nel 2014 e 200 milioni nel 2015. Nel complesso però a questa voce vanno tolte le risorse che servono a coprire le zone alluvionate e così il fondo passa da 1.200 milioni a 950 milioni per il 2013.
Sicurezza - Sale, nel primo anno e secondo anno, dal 20 al 50% il tetto per il blocco del turn over nel comparto. Le risorse arrivano da risparmi interni e da un Fondo ad hoc da 10 milioni l'anno. Ma nuove risorse sono attese in Senato.
Pensioni guerra, nodo reversibilità - 'Salva' l'esenzione Irpef ma non per gli assegni di reversibilità. Un tema però sul quale c'è l'impegno di Monti in vista del Senato.
Irap - Aumentano dal 2014 le deduzioni forfettarie per le assunzione a tempo indeterminato e per quelle dei giovani. Nonostante abbia e polemiche di artigiani e commercianti rimane l'esenzione Irap per i micro imprenditori.
Iva - L'aliquota intermedia dell'Iva rimarrà invariata al 10%, mentre quella del 21% salirà al 22%.
Immobili esteri - Slitta l'imposta sugli immobili e le attività finanziarie detenute all'estero.
Coop sociali - L'aumento dell'Iva per le cooperative sociali dal 4% al 10% slitta dal 2013 al 2014.
Esodati - I nove miliardi già stanziati verranno usati tutti per garantire questa categoria di lavoratori. Se non bastassero, oltre i 100 milioni di euro previsti dalla Legge di Stabilità, scatterà la deindicizzazione alle pensioni oltre i 3mila euro lordi e dei vitalizi. Vale come tutela per oltre 10.000 persone. Resta il nodo degli 'esodati' nella scuola.
Scuole non statali - I fondi, pari a 223 milioni di euro nel 2013, già stanziati dalla Legge finanziaria per le scuole non statali non saranno calcolati nel patto di stabilità interno.
Fondo calo tasse - Si parte con il 2103. Ne fanno parte anche le cosiddette tax expenditures. Un contributo arriverà dal calo degli spread, anche se la valutazione è rinviata al Def.
Fondo Giavazzi - Le risorse che arriveranno dalla razionalizzazione dei trasferimenti alle imprese sono destinate alla ricerca e al cuneo fiscale.
Tfr - Torna la clausola di salvaguardia per il trattamento di fine rapporto.
Orario professori, stop 24 ore - Niente allungamento dell'orario dei professori, restano le 18 ore settimanali.
Fondo sociale - Ok all'ex Fondo Letta da 900 milioni (nel 2013) ora destinati in gran parte al sociale. 200 milioni vanno alle non autosufficienze (tra cui Sla). Nelle voci finanziate c'é un po' di tutto, dalle borse di studio allo sport.
Cooperazione - I fondi non spesi per il 2012 verranno recuperati e destinati al 2013.
Patronati - Confermato il taglio ai patronati per 30 milioni di euro ma solo per il 2013. In arrivo anche una riforma.
Terremoti, dal Belice all'Aquila - 10 milioni per i territori colpiti dal sisma del Belice del 1968 ma anche 35 milioni per l'Aquila.
Salta la stretta su immobili enti previdenza - Gli enti previdenziali potranno acquistare immobili e stipulare affitti.
Spese arredi, dieta Pa meno rigida - Si allenta la stretta sulle spese per acquisto di mobili e arredi della pubblica amministrazione e delle Autorità indipendenti.
Lsu - Un milione per stabilizzare i lavoratori socialmente utili nei comuni con meno di 50mila abitanti.
Comuni e tasse - I Comuni possono continuare a trattenere i tributi statali.
Più fondi a esuli Istria, meno a Slovenia - Sì ai fondi per gli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia ma meno risorse per l'uso della lingua slovena nella p.a..
TASSA GIOCHI - Tassa 500 euro per le gru acchiappa-peluche.
GIUSTIZIA - Cancellata la possibilità di destinare a incentivi per i magistrati una quota delle risorse per il funzionamento degli uffici giudiziari. TRASPORTO PUBBLICO - Confermata l'istituzione del fondo per il concorso dello Stato al settore, anche ferroviario, e che sarà alimentato da una compartecipazione al gettito dell'accisa su benzina e gasolio per autotrazione.
GASOLIO - Cala l'agevolazione per il gasolio agricolo.
MOSE - Taglio di 100 milioni di euro dei fondi stanziati per il proseguimento dell'opera a favore di interventi per Venezia e Chioggia.
TRENTO E BOLZANO - Si allenta la stretta sul fronte dei beni e servizi nel settore della sanità per Trento e Bolzano. prevista anche una clausola di salvaguardia ad hoc.

venerdì 19 ottobre 2012

Legge di stabilità, Di Taranto: "Continuare a tassare non solo è sbagliato ma anche pericoloso"


Legge di stabilità, Di Taranto: "Continuare a tassare non solo è sbagliato ma anche pericoloso"

di Michael Pontrelli
La legge di stabilità varata dal governo Monti non doveva toccare le tasche dei cittadini italiani ma ancora una volta le cose sono andate diversamente. I benefici derivanti dalla riduzione dell’Irpef saranno infatti inferiori agli effetti negativi dovuti al futuro aumento dell’Iva e al taglio delle detrazioni fiscali. Il provvedimento è stato criticato dai partiti politici e dalle parte sociali ma il governo lo ha difeso ponendo ancora una volta l’accento sulla necessità di proseguire il risanamento dei conti pubblici nonostante la dura recessione in corso. Chi ha ragione? Lo abbiamo chiesto ad uno dei più autorevoli economisti italiani, Giuseppe Di Taranto, docente all’università Luiss Guido Carli di Roma.

Professore, partiamo dall’aspetto più controverso della legge di stabilità: riduzione degli sconti fiscali con effetto retroattivo. Cosa ne pensa? 
“E’ un elemento giustamente criticato perché colpisce le classi sociali più deboli. I detentori dei redditi più bassi già con le precedenti manovre del governo avevano pagato duramente l’aggiustamento dei conti pubblici. L’aspetto più preoccupante della legge di stabilità non è però il taglio degli sconti fiscali ma la mancata eliminazione dell’aumento futuro dell’Iva”.

Perché questa prospettiva la preoccupa in modo particolare? 
“Perché l’aliquota che passerà dal 21 al 22% colpirà anche i carburanti e siccome l’86% dei trasporti italiani sono su gomma il ritocco produrrà un forte impatto sui prezzi ovvero maggiore inflazione che a sua volta comporterà una ulteriore riduzione del potere di acquisto de cittadini. Questo meccanismo negativo è stato già osservato sul campo con il precedente aumento dell’imposta sul valore aggiunto”.

Perché il governo anziché rimanere concentrato sull’obiettivo di evitare l’aumento dell’Iva all’ultimo momento ha cambiato le carte in tavola agendo anche sull’Irpef ?
“Il motivo è semplice. Il governo vuole dimostrare all’Europa che va avanti con la linea del rigore. Il problema però è che ancora una volta la distribuzione dei sacrifici sta avvenendo in modo non equo e questo non gioverà all’andamento dell’economia. Vorrei sottolineare che già all’inizio dell’esperienza Monti, subito dopo il varo del decreto Salva Italia, due organismi tecnici autorevoli come Bankitalia e Corte dei conti avvisarono l’esecutivo sugli effetti recessivi delle misure prese. Le previsioni fatte allora si sono puntualmente avverate: l’aggiustamento dei conti pubblici è costato circa 2 punti percentuali di Pil di mancata crescita e purtroppo anziché invertire rotta si prosegue su questa strada molto pericolosa”.

In che senso pericolosa? 
“Nel senso che se si continua a prestare così poca attenzione ai problemi sociali dei cittadini la crisi potrebbe portare anche nel nostro Paese a delle conseguenze drammatiche simili a quelle che si sono verificate in Grecia e in Spagna. Mi auguro ovviamente che questo non avvenga ma bisogna essere consapevoli dei rischi che esistono”.

Il governo difende però la manovra ed ha annunciato di essere aperto a modifiche a patto però che i saldi restino invariati. Se rinuncia a questa ennesima stretta fiscale dove può recuperare le somme mancati? 
“Tutti gli scandali di questi giorni dimostrano che ci sono modi diversi, e sotto il profilo sociale più equi, per recuperare risorse. Sarebbe certamente preferibile limitare gli sprechi degli enti locali partendo da quelli delle Regioni. Per fare questo bisogna proseguire la spending review delle spese correnti”.

In Italia però, nonostante gli sprechi, la spesa pubblica resta un totem intoccabile. Molti citano addirittura Keynes per invocare un rilancio dell’economia basato sulla spesa in deficit. 
“Su Keynes ci sono molte incomprensioni. E’ vero che gli economisti keynesiani, in opposizione a quelli liberisti del Washington Consensus (fautori del rigore, delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni), sostengono l’utilizzo della spesa pubblica per il rilancio dell’economia ma le somme impiegate devono finanziare investimenti produttivi in tecnologia o infrastrutture e non spese correnti. E’ una differenza molto importante perché solo nel primo caso si innescano quei processi virtuosi per l’economia che portano ad un aumento della crescita e a una riduzione del deficit e del debito pubblico. Se al contrario il denaro pubblico viene utilizzato per finanziare la spesa corrente dello Stato (stipendi, pensioni, sanità e così via) allora non ci sono benefici sostanziali per la crescita e si produce solo altro deficit”.

Il ragionamento è molto logico ma in Europa al momento prevale l’idea di contrastare in qualsiasi modo la spesa pubblica in deficit e a questo fine sono stati posti numerosi paletti. Il famoso limite del 3% al rapporto deficit pil con il fiscal compact scenderà addirittura allo 0,5%. “E’ un grosso errore. I paletti fissati dall’Unione europea non hanno nessuna valenza scientifica. Per esempio il limite del 3% venne fissato dal presidente della Repubblica francese Mitterand per frenare le continue richieste di soldi dei suoi ministri. Successivamente è stato esteso dai tecnocrati di Bruxelles a tutta l’Europa ma la sua determinazione è avvenuta senza nessuno base teorica. Qualcuno dice addirittura che è stato scelto il 3% perché il numero ricorda la trinità. Come ho detto prima l’approccio corretto da seguire è quello di distinguere tra spesa in deficit per investimenti produttivi e spesa in deficit per finanziare la parte corrente. La prima va sostenuta, la seconda no”.

Sui mercati finanziari sta tornando la calma. Lo spread italiano si è ridimensionato e gli investitori stranieri stanno tornando a comprare i nostri titoli di Stato. E’ la prova che la politica del rigore sta funzionando? 
“Direi di no. E’ la prova che sta funzionando il processo di cambiamento delle istituzioni europee ed in particolare è il frutto della decisione presa dalla Bce di intervenire sui mercati per acquistare titoli di Stato in caso di richiesta da parte di un paese in difficoltà. Se invece ci focalizziamo sul rapporto esistente tra valori dello spread e attività dell’attuale esecutivo allora l’analisi porta a conclusioni differenti. La media del valore dello spread durante il governo Monti è superiore alla media dello spread durante il governo Berlusconi. Aggiungo poi che l’attuale valore del differenziale (circa 315 punti ndr) è ancora troppo alto e non sostenibile nel lungo periodo, perciò andrei cauto con l’affermare che per l’Italia la crisi sia risolta. In tutta sincerità le dico che non vorrei trovarmi nei panni del prossimo presidente del Consiglio italiano perché la strada da percorrere resta ancora molto difficile”.

sabato 13 ottobre 2012

Legge di Stabilità: tra franchigie e tetti cambia l'impatto delle detrazioni e delle deduzioni


Legge di Stabilità: tra franchigie e tetti cambia l'impatto delle detrazioni e delle deduzioni

Tetto di spesa e franchigia: gli italiani dovranno munirsi di calcolatrice per verificare come cambiano gli sconti fiscali, deduzioni e detrazioni. Per la quasi totalità degli sconti varrà la franchigia, ovvero la possibilità di considerare le spese solo a partire dai 250 euro in su. La maggior parte delle voci messe insieme, non tutte, dovrà invece tenere conto del tetto dei 3.000 euro, ovvero la possibilità di considerare ai fini fiscali una spesa massima di 15-16.000 euro (considerato che 3.000, la spesa detraibile, è il 19% di 15.789 e che al 20% sono rimasti ormai pochi sconti, come quelli per mobili e frigoriferi). Un mix, questo, che porterà a ricalcolare, al ribasso, i vantaggi per il 730 o Unico, che potrebbero però essere compensati, in molti casi, dal taglio delle prime due aliquote Irpef di un punto percentuale. Ecco un vademecum per cominciare a fare i primi calcoli.
Iva - le attuali aliquote del 10 e del 21% saliranno all'11 e al 22% dal primo luglio. Il governo ha sterilizzato solo in parte l'aumento previsto di due punti. Tra le novità di dettaglio contenute nelle ultime bozze - il testo è ancora in attesa dei ritocchi finali - c'é anche l'aumento dell'Iva dal 4 al 10% (e poi all'11%) per alcune prestazioni educative dell'infanzia, sanitarie, di ricovero o fatte da asili nido e case di riposo. IRPEF - Dal 2013 si riducono le prime due aliquote Irpef di un punto: quella del 23%, che si paga fino a 15.000 euro, scende al 22%; quella del 27%, che tassa i redditi tra i 15.000 e i 28.000 euro, scende al 26%. L'effetto reale sarà nel 2013 sulle trattenute in busta paga dei lavoratori dipendenti e sui ratei dei pensionati, e nel 2014 sui redditi indicati nella dichiarazione dei redditi da tutti i contribuenti.
Taglio retroattivo sconti Irpef - Sulle detrazioni e le deduzioni Irpef arriva una doppia manovra, che scatta in modo retroattivo sui redditi di quest'anno (ma avrà effetto reale, di cassa, solo sulla dichiarazione che si presenteranno nel 2013). L'effetto retroattivo è chiaro anche nella norma che riporta espressamente che viene introdotta in deroga al principio di irretroattività stabilito dallo "Statuto del Contribuente". Da quest'anno le detrazioni e le deduzioni dovranno applicare una franchigia di 250 euro. Per le detrazioni, poi, arriva un tetto di 3.000 euro (il beneficio massimo sarà quindi di 570 euro) ma escluse dall'intervento sono le detrazioni sulle spese mediche, sulle spese per le ristrutturazioni immobiliari e sugli interventi di risparmio energetico (bonus energia). Nessun taglio di detrazioni, poi, per i redditi sotto i 15.000 euro.
Pensioni di guerra e invalidità tassate - Si applicherà l'Irpef sulle pensioni di guerra e quelle di invalidità per i contribuenti che hanno redditi superiori ai 15.000 euro.
Agricoltura, rivalutazione terreni - Il settore agricolo perde alcuni degli sconti previsti in proprio favore. Le società agricole di capitale (Srl, Sas Snc e coop) non potranno più optare per una tassazione su base catastale. Inoltre anche i redditi agrari e dominicali, previsti per i terreni, vengono rivalutati del 15%, ma con uno sconto che porta al 5% il maggior onere per i terreni, anche non coltivati.
Tobin Tax - Le compravendite di azioni e di altri strumenti finanziari è tassata dal primo gennaio 2013 con un imposta di bollo dello 0,05%. Il nuovo tributo non si applica sui titoli di stato e sugli aumenti di capitale. Va pagata anche su acquisti di titoli fatti all'estero da residenti italiani. L'imposta è dovuta in parti uguali dalle controparti delle operazioni, cioé sia da chi compra, sia da chi vende. Esentate le operazioni che hanno come controparte l'Ue, la Bce e le banche centrali.
Sgravi produttività - La finanziaria stanzia 1.200 milioni nel 2013 e 400 nel 2014 finalizzati a favorire l'incremento della produttività. E' legato all'intesa che le parti sociali potrebbero raggiungere. Senza accordo entro il 15 gennaio 2013 i soldi ritorneranno nelle casse pubbliche per migliorare il deficit.
Detrazioni e deduzioni - Nel primo caso si parla di uno sconto sull'imposta lorda, nel secondo della riduzione della base imponibile.
Franchigia 250 euro - Riguarda la maggior parte delle detrazioni e deduzioni, dalle spese mediche a quelle per istruzione, dalle spese per l'assicurazione a quelle sui mutui.
Non scatterà nel caso di redditi sotto i 15.000 euro.
Tetto 3000 euro - La stretta in questo caso riguarda l'entità massima della detrazione (non della spesa), considerati tutti gli sconti messi insieme dal contribuente.
Limite che non vale per una delle principali voci di sconto fiscale, le spese sanitarie, che riguardano oltre 15 milioni di contribuenti per una spesa media, secondo i dati delle ultime dichiarazioni dei redditi, di 910 euro a contribuente. Niente tetto neanche per le ristrutturazioni.
Calcoli da mille variabili - Si tratta di calcoli che hanno tantissime variabili: il livello di reddito, i carichi di famiglia, il tipo e la quantità di spese sostenute. Non c'é solo il medico o il mutuo che riguarda molti italiani. Ma, per esempio, anche l'assicurazione o l'iscrizione all'università del figlio, o ancora un funerale.
Mutui badanti e scuola - 47,5 euro - Sono solo alcuni esempi: la franchigia fa diminuire infatti l'agevolazione massima. Per l'asilo nido si passa da uno sconto massimo di 120 euro a 72,58.
Via lo sconto palestra - Già si poteva portare in detrazione solo 210 euro della retta pagata per il figlio, ora con 250 euro di franchigia lo sconto si annulla, a meno che si abbiano due o più figli.
Veterinario, sconto dimezzato - Il vantaggio fiscale massimo passa da 49 a 26 euro
Stime diverse - Intanto, facendo i calcoli, arrivano anche le prime valutazioni. Se per il Forum delle associazioni familiari "non solo non si interviene a favore delle famiglie più bisognose ma addirittura si peggiora la loro situazione" per la Uil "la rimodulazione delle detrazioni e delle deduzioni potrebbe vanificare la riduzione dell'Irpef"; per la Cisl, invece, con il combinato che si ottiene dalla riduzione delle aliquote e dai nuovi vincoli posti agli sconti fiscali, si raggiunge un saldo positivo per una famiglia bireddito, oltre i 28.000 euro l'anno, di 371 euro.