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venerdì 12 settembre 2014

Parcheggio di Stella Polare


Passando nei pressi del parcheggio di Stella Polare non può che suscitare malinconia e rabbia lo scorgere quel gazebo abbandonato quasi in mezzo alla strada. Era il punto cassa del parcheggio adiacente. Oggi è diventato il ricovero solitario di qualche tavolo e sedia in plastica.

Il parcheggio è quello che la Giunta Comunale ha affidato in gestione all'Azienda Speciale, e con il quale, Sindaco e Assessori, nonché direttrice, presidente e tutto il consiglio di amministrazione dell'Azienda Speciale, erano straconvinti di incassare € 406.651,00 dal 1 giugno al 31 dicembre di quest'anno.

Naturalmente è tutto scritto e documetato nella delibera n. 119 del 27 maggio 2014, quella che recepiva e approvava lo “Studio di Fattibilità” sulla gestione del parcheggio elaborato dall'Azienda Speciale.
La stratosferica somma era il risultato di una serie di grafici, formule e passaggi matematici, scopiazzati di sana pianta da un sito internet, che prodigiosamente conducevano allo strabiliante risultato:

Ricavo annuo = N x E x H x D = 406.651,00 Euro

Dopo aver letto lo studio di fattibilità e la delibera di giunta, alla fine di giugno noi di SEL abbiamo fatto notare pubblicamente che i risultati previsti erano praticamente impossibili da raggiungere.
Valutazioni assurde e ridicole contenute in quei documenti non avevano un minimo fondamento ed assente era una qualsivolgia attinenza con la realtà. Si trattava di semplici ed inutili carte, riempite di numeri messi un po' a caso qua e là giusto per far vedere che c'era uno straccio di documentazione.
Ad una sommaria lettura, anche uno studente di scuola media si sarebbe accorto che si trattava solo di carta straccia. Bastava leggere.
Appunto, proprio quello che non hanno fatto il Sindaco e gli assessori che hanno firmato ed approvato quel piano.

Tutte le nostre perplessità si sono presto rivelate fondate. Tutte le contraddizioni rilevate allora sono puntualmente emerse oggi.
La più evidente:
lo “Studio di Fattibilità” dell'azienda, nella introduzione, motivava l'affidamento della gestione del parcheggio con il “nobile” obiettivo della Giunta di dare maggiore autonomia finanziaria all'Azienda Speciale. La delibera di Giunta però diceva esattamente il contrario in quanto al punto 6) disponeva che l'ammontare dell'utile che l'Azienda Speciale Terracina avrebbe realizzato dalla gestione del parcheggio sarebbe stato decurtato dall'ammontare dei trasferimenti che il Comune deve all'Azienda stessa per l'annualità 2013. In concreto gli utili della gestione sarebbero andati tutti al Comune.
Inoltre, al punto 4) la delibera indicava che immediatamente gli uffici preposti avrebbero dovuto predisporre tutti gli adempimenti necessari per la gestione diretta dell'area da parte del Comune a partire dal 1 gennaio 2015.
Allo stato dell'arte, tutto il progetto è decaduto. Non rimane che un gazebo abbandonato.
Altro che autonomia finanziaria!

A questo punto non serve neanche attendere i dati ufficiali sugli incassi.
È chiaro che questa operazione si è dimostrata un fallimento totale che va a pesare sopratutto sull'Azienda Speciale.
L'irresponsabilità di coloro che hanno permesso che ciò accadesse è ancora più grave per il fatto che le conseguenze negative che ne derivano vanno a scaricarsi direttamente sui cittadini per i quali i servizi offerti dall'Azienda Speciale costituiscono risposte importanti ai loro bisogni vitali.
E l'azienda, da questa vicenda, non può che uscirne ancora più indebolita dopo aver già sofferto i tagli ai trasferimenti che il comune le deve per quest'anno per ulteriori 250.000 Euro.

Inoltre, l'amministrazione comunale, ancora una volta dimostra un acutissimo senso per la pianificazione, così raffinato da permettere che si smantellasse tutto proprio adesso, in concomitanza con la dipartita delle giostre e con l'occasione persa per allargare l'area del parcheggio a tutta la spianata di Stella Polare.

Noi di SEL abbiamo espresso valutazioni sul merito della questione sin da subito con il nostro consueto atteggiamento per nulla pregiudiziale ma diretto all'analisi concreta del progetto visionando attentamente gli atti. Il nostro giudizio su tutta l'operazione, mosso già a giugno, doveva essere preso come contributo al superamento delle criticità evidenti. Si era in tempo utile.
Invece, questa amministrazione continua ad ostentare arroganza, seguita a marciare guidata dal solo faro dell'autoreferenzialità, sorda a qualsiasi tentativo di contributo, propinando soluzioni improvvisate che si rivelano ridicole e grottesche, come in questo caso conclusosi con un'altro fallimento che peserà ancora una volta sulle spalle dei cittadini.

Eppure, davanti a questa vicenda, non banalizzando ma andando ad analizzarla nel profondo, nei dettagli più minuziosi e apparentemente irrilevanti, nella più totale inconsapevolezza generale ci si accorgerà di essere al cospetto di una scoperta straordinaria:
circa un secolo fa Einstein offrì all'umanità la formula E=mc² a conferma della teoria della relatività;
oggi a Terracina i nostri amministratori offrono all'umanità la formula O=N x E x H x D a conferma della teoria della ottusità.


Il Coordinatore del Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà
di Terracina
Giuseppe De Santis



Segue un estratto dallo “Studio di Fattibilità” presentato dall'Azienda Speciale e approvato dalla giunta. Giusto per comprendere la raffinatezza dell'ipocrisia raggiunta da questi signori:

Se indichiamo con N il numero totale di posti auto destinati alla sosta a rotazione a pagamento in un parcheggio, con E la tariffa oraria media, con H l'occupazione oraria media giornaliera (chiamata anche "tasso di occupazione") e con D il numero di giorni l'anno nei quali il parcheggio funziona a pagamento, il ricavo annuo previsto sarà pari a:
Ricavo annuo = N x E x H x D
In questo caso H rappresenta dunque il parametro di occupazione oraria media, che potrebbe coincidere con quella di una giornata tipo. I parametri di occupazione consentono di quantificare e di valutare l'effettiva utilizzazione dei parcheggi rispetto alla loro massima capienza. Per la loro affidabile valutazione è necessaria molta pratica, in relazione ai dati disponibili sulla domanda e sull'offerta di sosta nel bacino di influenza del parcheggio considerato, considerando con attenzione la presenza di poli di attrazione nell'ambito di tale bacino.
Occupazione oraria media
L'occupazione oraria media H , misurata in ore e frazioni di ora, è sempre riferita ad un periodo di tempo nell'arco della giornata. Per chiarirne il significato, si consideri inizialmente l'occupazione oraria media H24 riferita al periodo di 24 ore. In questo caso non ha importanza l'ora di inizio del periodo di riferimento, ma per esemplificare si ipotizzi che il periodo vada dalle 08.00 di un giorno alle 08.00 del giorno successivo.........................................................................................................…..................................................................................................................................................................................................................................................................................
Relazione tra i parametri occupazionali P ed H
Si è visto che l'occupazione oraria media H24 configura un grafico di occupazione percentuale (fig. 1) nel quale per la durata del periodo H24 il parcheggio risulta occupato al 100%, mentre per il tempo rimanente è completamente vuoto.
Anche in questo caso è possibile determinare l'occupazione percentuale media P24. Infatti, indicata con T la durata del periodo in ore (nel caso considerato 24), si ha che:
P24 = H24 / T
dove il rapporto tra H24 e T va espresso in percentuale (%).
In generale, si può affermare che l'occupazione percentuale media relativa ad un periodo è uguale al rapporto percentuale tra l'occupazione oraria media relativa a quel periodo e la durata in ore del periodo stesso. Ossia:
P = H / T
La formula è sempre valida, purché ci si riferisca al medesimo periodo (per esempio 24 ore, o 12 ore diurne, sempre iniziando dalla stessa ora) per entrambi i parametri.
Inversamente, si ha che:
H = P x T
L'occupazione oraria media relativa ad un periodo è dunque pari all'occupazione percentuale media relativa a quel periodo, moltiplicata per la durata in ore del periodo stesso.
I seguenti esempi aiutano a comprendere meglio quanto precedentemente esposto:
Esempio 1 - Si supponga che, per T = 24 ore, sia H24 = 6 ore. Si ha allora che, sempre sullo stesso periodo di 24 ore, P24 = 6 / 24, cioè l'occupazione percentuale media è del 25%.
Esempio 2 - Sempre per T = 24 ore, sia P24 = 18%. Si ha allora H24 = 18% x 24 ore = 4,32 ore.
Esempio 3 - Si supponga ora che Pd , riferito al periodo diurno di 12 ore, sia uguale al 35%. Si avrà in questo caso Hd = 35% x 12 ore = 4,2 ore.
Esempio 4 - Ecco un caso più complesso: in un parcheggio si ha dalle 07.00 alle 21.00 Pd = 35%, e dalle 21.00 alle 07.00 seguenti Pn = 15%. Si vuole calcolare H24 sulle 24 ore (a partire dalle 07.00). Si ha:
P24 = (35% x 14 + 15% x 10) / (14 + 10)
Dunque P24 = (4,9 + 1,5) / 24 e, in percentuale arrotondata, P24 = 26,67%, da cui risulta H24 = 26,67% x 24 ore = 6,4 ore. Si può anche calcolare H24 come somma di Hd + Hn, con Hd = Pd x 14 ore = 35% x 14 ore = 4,9 ore, e Hn = Pn x 10 ore = 15% x 10 ore = 1,5 ore. La somma dà ancora 6,4 ore.”

giovedì 21 agosto 2014

Applicazione dello Statuto del Comune di Terracina

                                                                                               Al Presidente della Commissione                                                                                                        Consiliare Permanente per la Verifica                                                                                     dell’Applicazione dello Statuto del                                                                                                      Comune di Terracina
                                                                                              Avv. Vincenzo Coccia
                                                                                             
                                                                                  e p c    A sua eccellenza Illustrissima
                                                                                              Il Prefetto di Latina
                                                                                              Dott. Antonio D’Acunto

                                                                                      “      On. Nazzareno Pilozzi


            L’Art. 43 comma 3 della legge 267/2000 (TUEL) stabilisce il diritto dei Consiglieri Comunali a vedere discusse le proprie interrogazioni entro 30 giorni dalla presentazione al protocollo comunale. Analogo diritto è previsto dall’art 14 dello statuto del Comune di Terracina.

            Faccio riferimento alle norme sopra citate in quanto è ormai prassi consolidata nel Consiglio Comunale di Terracina, quella di prendere per i fondelli i Consiglieri Comunali che prendono iniziative in coerenza con i dettami della legge e dello Statuto Comunale presentando interrogazioni al Sindaco.

            Infatti, la prassi prevede la iscrizione, generica, interrogazioni, in ogni ordine del giorno di tutti i Consigli Comunali convocati, per poi dire, durante lo svolgimento dei lavori dei Consigli Comunali da parte del Presidente del Consiglio che non vi sono interrogazioni da discutere e chiudere in questo modo l’argomento. 

            Ho più volte richiamato l’attenzione di sua eccellenza il Prefetto su tale prassi ma con o senza il suo intervento, non mi è dato di saperlo, nulla si è modificato in questa distorta applicazione della legge e del regolamento che tendono a limitare il raggio d’azione e l’autonomia operativa dei Consiglieri Comunali.

            Quanto sopra ha determinato la paradossale situazione in cui il sottoscritto, ad oggi, deve ancora discutere interrogazioni presentate il 22 Luglio dell’anno 2011 (DUEMILAUNDICI) ESATTAMENTE DA OLTRE TRE ANNI.
                       
            Mi rivolgo anche a lei Presidente, dopo aver importunato vanamente più volte il Prefetto,  in quanto l’art. 73 dello Statuto Comunale è alla commissione da lei presieduta che da il compito di vigilare e controllare sulle modalità di applicazione dello Statuto Comunale.





            Medesimo dettato, e non poteva essere diversamente, è previsto dall’art. 2, competenze, del regolamento per la verifica dell’applicazione dello Statuto.

            Alla luce di quanto sopra, fermo restando che sarebbe auspicabile che l’autorità di Governo Territoriale desse dimostrazione di essere in possesso della vitalità sufficiente a risolvere il problema, sono cortesemente a chiederle la convocazione della Commissione Consiliare Permanente per la Verifica dell’Applicazione dello Statuto del Comune di Terracina, della quale lei è Presidente, per una valutazione del problema e delle conseguenti azioni da mettere in campo per far capire al nostro  Sindaco ed a tutta  la maggioranza amministrativa del nostro Comune, che i nostri concittadini quando si sono recati alle urne, lo hanno fatto per votare ed eleggere un Sindaco e non di un podestà e quindi conseguenzialmente  fargli capire,  che le leggi ed i regolamenti conseguenti sono vincolanti anche per lui.  

            Mentre, al contempo, far presente al Presidente del Consiglio Comunale, che è grazie anche alla sua complicità ed al suo modo di fare che si afferma nel modo di amministrare di questa città un siffatto grave malcostume. 
                                                          

            Certo di cortese riscontro, sia da parte sua che da parte di sua eccellenza il Prefetto, invio                                                      Distinti Saluti.

                                                           Il Consigliere Comunale
                                                           Vittorio Marzullo

Rifiuti Solidi Urbani del Comune di Terracina



                                                                                  Al Direttore Esecuzione del Contratto                                                                                    Rifiuti Solidi Urbani del Comune di Terracina
                                                                                  Signora Luciana Maragoni


            Con mie lettere depositate al protocollo comunale, ed a lei indirizzate, rispettivamente nelle seguenti date, 29 Novembre 2013, 9 Gennaio 2014, 6 Febbraio 2014 e 9 Giugno 2014, ed a cui ho allegato abbondante documentazione attestante carenze nella prevenzione e nella tutela della salute dei lavoratori da parte della Servizi Industriali, il non rispetto del C C N L da parte della stessa azienda nei confronti dei dipendenti, ed in particolare nei confronti dei signori Toso Gianni e Caiazzo  Gennaro, ed in aggiunta a quanto sopra, il licenziamento discriminatorio del delegato della CGIL Palmacci Vincenzo.

            Vanno  succintamente richiamati in particolare, a mo di esempio, i fatti relativi alle dimissioni per colpa dall’azienda da parte del Signor Caiazzo Gennaro, in quanto non percepiva gli stipendi e tutte le spettanze maturate, da ultimo a lei rappresentate direttamente da parte dei legali dello stesso in modo analitico con lettera datata 23 Giugno 2014, lettera inviata anche al sottoscritto in quanto Consigliere Comunale, ed in cui venivano denunciate conseguenzialmente anche evasioni contributive.

            In una delle mie missive a lei indirizzate ho allegato copia di un Decreto Ingiuntivo direttamente  esecutivo, emesso dal Tribunale di Latina nei confronti del Comune di Terracina e della Soc. Servizi Industriali e notificato in data 30 Gennaio 2014 al Comune di Terracina ed il 4 Febbraio 2014 alla Soc. Servizi Industriali, in cui veniva riconosciuta al Sig. Toso Gianni la somma di Euro 7.126,00 a titolo di mensilità arretrate non corrisposte dall’azienda, e condannava le parti al pagamento delle spese legali pari ad Euro 420,00.

            Senza andare troppo indietro nel tempo, ed al solo fine di rendere più snello il ragionamento, le faccio presente che il sig. Toso Gianni ha percepito, a titolo di retribuzione durante l’intero anno 2014,  la modesta somma complessiva di Euro 2.600,00, quindi una somma che a dir poco inadeguata e non corrispondente alle effettive spettanze maturate dal dipendente significa dire un eufemismo.

            Con le mie missive, sempre a lei indirizzate, ripetutamente le ho chiesto di procedere alla rescissione del contratto  di appalto di servizio nettezza urbana , raccolta e trasporto dei rifiuti urbani ed assimilati  (comprensivi gli oneri di smaltimento ed altri servizi connessi), firmato tra il Comune di Terracina e la Soc. Servizi Industriali il 18 Settembre 2013 presso la casa comunale, richiesta che alla luce dei fatti sopra descritti sono con la presente costretto a ribadire, per cui ritengo ineludibile l’applicazione  nei confronti dell’azienda l’art. 8 – RISOLUZIONE DEL CONTRATTO PER INADEMPIMENTO, previsto dal sopra richiamato contratto d’appalto. 
            Alla luce di quanto previsto dalla legge 241/90, meglio nota come legge sulla trasparenza degli atti pubblici, con la presente chiedo di sapere cosa lei ha fatto in conseguenza  delle mie richieste, intendendo:
A)    Sono state fatte contestazioni formali all’azienda nel merito dei problemi da me sollevati?
B)    Quali sono eventualmente state le risposte da parte dell’azienda?
C)    E’ in atto una qual si voglia iniziativa nei confronti dell’azienda da parte dell’Ente?
D)    A quali determinazioni è arrivata la signoria vostra o il Responsabile Unico del Procedimento o, ancora meglio, il dirigente responsabile?

            Come già fatto in passato le ribadisco la mia intenzione di proseguire con costanza nella direzione ormai chiaramente nota di far rispettare il contratto d’appalto, e l’attivazione, con la presente,  della procedura prevista dalla legge 241/90 ne è la dimostrazione.

            Ovviamente non sfuggono al sottoscritto, e credo alla città intera, i disservizi a cui i cittadini sono costretti a sottostare in conseguenza di una incapacità gestionale e strutturale che fa semplicemente spavento, soprattutto se messa in relazione alla stagionalità. Ma su questo ci ritorneremo in separata discussione.

            Sperando in un tempestivo riscontro, ma comunque in un riscontro inderogabile entro i termini di legge, colgo l’occasione per porgerle distinti saluti.


                                                           Il Consigliere Comunale
                                                           Vittorio Marzullo

lunedì 11 agosto 2014

Cadono ancora le teste ma il muro di omertà rimane intatto.

Cadono ancora le teste ma il muro di omertà rimane intatto.

Le dimissioni di Walter Di Pinto da Presidente dell'Azienda Speciale arrivate la scorsa settimana contribuiscono ad infittire le maglie già opache intorno alla gestione amministrativa dell'ente strumentale del Comune.
Le motivazioni date, relative a presunte incompatibilità con altri incarichi di lavoro, risultano per lo più generiche di fronte alla tempistica dei fatti e alle vicende che si sono susseguite in capo all'azienda negli ultimi tempi.

Nessun elemento di chiarezza è pervenuto dall'ultima riunione della Commissione Servizi Sociali tenutasi lunedì mattina. Si sperava almeno in qualche elemento conoscitivo in più anche sulla situazione finanziaria dell'azienda, ma in concreto non è emerso praticamente nulla soprattutto sullo stato dell'arte dei bilanci.

Nonostante le ormai infinite richieste affinché lo si porti in Commissione Bilancio o Servizi Sociali, del Bilancio Consuntivo dell'Azienda Speciale non se ne ha traccia.

Eppure quel bilancio è stato approvato da mesi; siamo nell'imminenza della discussione sul bilancio preventivo 2014 del Comune e oltre a non conoscere il consuntivo 2013 dell'Azienda, non abbiamo neanche quello preventivo per il 2014. Logica elementare vuole che il Comune può prevedere i trasferimenti necessari all'azienda se il previsionale dell'azienda è già nella disponibilità del Consiglio Comunale. Chi si inventa altro è semplicemente un cialtrone.

Comunque qualche vaga idea sul perché i documenti non vengono fuori noi di SEL ce l'abbiamo: forse che i conti non tornano?

In effetti sono passati quasi due anni da quando il Sindaco promise che avrebbe ripristinato al più presto l'assistenza domiciliare. 
In pratica non se n'è fatto nulla.

Forse perché con tutte le scelte scellerate da lui fatte, i soldi necessari a chi ha veramente bisogno sono stati bruciati facendo gestire in modo dissennato e fallimentare all'Azienda Speciale la manutenzione dei cimiteri di via Anxur e di Borgo Hermada?
A questo proposito sono stati assegnati all'azienda 104.000 Euro l'anno quando in precedenza per gli stessi lavori il Comune aveva indetto una gara d'appalto al costo di 224.000 Euro l'anno. Veramente un bell'affare.

Forse perché il bilancio sta letteralmente sprofondando con la gestione del parcheggio di Stella Polare?
Ricordiamo che con un ridicolo studio di fattibilità si è previsto di incassare per il solo periodo che va dal 1 Aprile al 31 Dicembre 2014 ben 406.651 Euro, a fronte del fatto che per l'intero anno 2013 sull'intero territorio Comunale si sono incassati 750.000 Euro e che nel periodo 1 Maggio al 31 Ottobre 2013 si sono ricavati dal parcheggio di Via Stella Polare soli 23.020,10 Euro.

Intanto rimangono inascolate le molte sollecitazioni di chiarimento in merito al problema della verifica della corretta applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per tutti i dipendenti e la quantificazione degli eventuali arretrati dovuti agli stessi.

Inoltre non si riesce a sapere se l'Azienda Speciale è in regola con i versamenti dei contributi ai propri dipendenti.

E allora, invece di venire in commissione a parlare ipocritamente di generico problema sullo stato di sofferenza del personale, si dica in modo chiaro quali sono i problemi concreti e si dimostri come si intende risolverli.
Certo, se i dipendenti verificano che la loro posizione contributiva è ferma al 30 Giugno 2010, qualche forte ragione di malessere è più che giustificata.

La realtà è che a qualsiasi richiesta di chiarimento gli amministratori dell'Azienda non rispondono. Eppure i mezzi per farlo ci sono. L'unica certezza infatti è che la dirigenza è arrivata a costare circa il 15% di tutti i trasferimenti che il Comune destina all'Azienda Speciale. E forse si sta intascando pure il premio di risultato per la realizzazione del programma sulla trasparenza. Una trasparenza a dir poco opaca.
E allora se provate un briciolo di rispetto per i cittadini vediamo se nel giro di una settimana siete capaci di tirare fuori uno straccio di documento.

Carissimi Direttrice Amici, Assessore Tintari, Consigliere Golfieri, Presidente Zappone, se i documenti sono pronti siamo disposti a venirli a visionare anche il giorno di Ferragosto.
Venire a raccontarci a chiacchiere, come avete fatto nell'ultima commissione, che tutto è in ordine senza mostrarci le carte ma solo perché lo dite voi, convinti che voi siete voi e gli altri non contano niente, allora vi diciamo che è tempo perso. 
Noi continueremo a denunciare la scandalosa persistenza del muro di gomma che si erge intorno all'Azienda Speciale.

Se poi arriverete a spiegarci, finalmente, come hanno fatto alcune persone reclutate come assistenti scolastici a diventare impiegati amministrativi a tempo indeterminato senza averne i titoli mentre altri sono rimasti strozzati nella soluzione a tempo determinato, offrireste un bell'esempio di onestà verso tutti i cittadini.

Se insisterete a non rispondere sarà lecito per tutti continuare a pensare male.   


Il Coordinatore del Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà 
di Terracina
       Giuseppe   De Santis

sabato 26 luglio 2014

Comunicato Congiunto Consiglieri Comunali PD-SEL

Comunicato Congiunto Consiglieri Comunali PD-SEL


La sentenza del TAR che ha annullato l'aggiudicazione della gara d'appalto per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei RSU a favore della Servizi Industriali impone alcune brevi considerazioni: in primis, il mutamento di orientamento da parte del Consiglio di Stato e quindi del TAR che lo ha fatto proprio non può, in termini assoluti, costituire una giustificazione idonea ad allontanare dalle responsabilità la commissione che ha provveduto all'aggiudicazione. 

Quei principi espressi nella suddetta sentenza erano infatti costantemente applicati per i contratti di avvalimento nel settore dei lavori pubblici e tenuto conto che gli orientamenti giurisprudenziali non sono mai immutabili un approccio più rigoroso rispetto alle caratteristiche del contratto di avvalimento presentato dalla Servizi Industriali si imponeva; ciò soprattutto se si considera che della commissione di aggiudicazione faceva parte il Vice Prefetto. 

Vorremmo fortemente credere che la commissione abbia poi potuto svolgere il proprio compito scevra da condizionamenti e pressioni del livello politico ma la fretta con la quale si è proceduto proprio alla valutazione di tale fondamentale aspetto – circostanza questa richiamata nelle valutazioni della società ricorrente – ci induce a pensare male. 

Le conseguenze che potrebbero discendere dalla sentenza in questione ci preoccupano e riguardano un duplice profilo: il primo è quello legato ad un possibile avvicendamento nella gestione che potrebbe avvenire in piena stagione estiva con quasi certe difficoltà di carattere organizzativo tali da pregiudicare il corretto svolgimento del servizio; il secondo è quello legato alle conseguenze di carattere giuridico e più specificamente a quelle da un lato, conseguenti ad azioni risarcitorie che a questo punto la Servizi Industriali potrebbe porre in essere nei confronti del Comune e dall'altro, legate al mancato pagamento da parte dei cittadini del corrispettivo del servizio che è calcolato su tariffe legate ad un piano economico finanziario strettamente collegato all'offerta con la quale la Servizi Industriali si è aggiudicata la gara. 

A questo punto è lecito chiedersi perché l'amministrazione e per essa la commissione di aggiudicazione non abbia preteso dalla Servizi Industriali, prima di procedere all'aggiudicazione in suo favore, un contratto di avvalimento che avesse caratteristiche tali da mettere al riparo l'amministrazione e per essa la città da conseguenze del tipo di quelle che purtroppo rischiano di prodursi. 
Se da parte del livello politico non vi è stato nessun condizionamento allora quel livello non potrà esimersi dall'attribuire alla commisione una specifica responsabilità per il danno prodotto alla collettività ( danno stimabile, in forza della sola sentenza del TAR, in circa duecentomila euro). 

Qualora l'amministrazione dovesse invece soprassedere allora vorrà dire che in quella decisione e nel procedere con quella celerità a licenziare come idoneo il contratto di avvalimento presentato dalla Servizi Industriali avrà giocato un ruolo rilevante anche il livello politico. E' chiaro che per il bene della città ci auguriamo che questa sentenza possa essere ribaltata dinanzi al Consiglio di Stato anche se dal punto di vista giuridico tale aspetto appare allo stato assai poco probabile.

Alessandro DI TOMMASO
Giuseppe D'ANDREA
Vincenzo COCCIA
Vittorio MARZULLO