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sabato 13 luglio 2013

Guariti 6 bambini con terapia genica che usa il virus dell’Aids. Un successo della ricerca italiana Telethon

Guariti 6 bambini con terapia genica che usa il virus dell’Aids. Un successo della ricerca italiana Telethon

Non tutti i virus vengono per nuocere ma se c’era un male capace di scatenare terrore in chiunque, quello era proprio l’Aids. L’idea di usarlo per salvare vite umane è quindi ancora più rivoluzionaria, anche se non è certo la prima volta che si usa la caratteristica invadenza di un virus per guarire una malattia degenerativa. Del come e del perché, ai sei bambini guariti da gravi malattie ereditarie importerà poco, ma il fatto è che la terapia genica che usa come cavallo di Troia il virus dell'Aids ha funzionato. La ricerca italiana, pubblicata su Science, è stata presentata in una conferenza stampa a Milano, dai ricercatori dell'Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica (Tiget).
Tre anni di lavoro - I risultati, che i ricercatori del Tiget definiscono incoraggianti e molto promettenti, sono stati ottenuti dopo tre anni di trattamento su sei bambini. Di questi, tre (provenienti da Libano, Usa ed Egitto) con una malattia neurodegenerativa considerata finora incurabile, la leucodistrofia metacromatica; gli altri tre (provenienti da Italia, Turchia e Usa) con da una rara immunodeficienza, la sindrome di Wiskott-Aldrich.
Sei bambini trattati - Il risultato, celebrato da una doppia pubblicazione sulla prestigiosa rivista Science e presentato in un'affollata conferenza stampa, si deve all'intuizione di Luigi Naldini, oggi direttore dell'Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica (Tiget) di Milano. Proprio lui, nel 1996, pensò di disarmare il temutissimo virus Hiv, responsabile dell'Aids, per trasformarlo in un efficiente cavallo di Troia che trasporta nella sua pancia i geni sani con cui correggere gravi malattie ereditarie, arrivando fino alle cellule dell'inaccessibile sistema nervoso centrale.
La sperimentazione - Dopo anni di esperimenti in laboratorio per valutare sicurezza ed efficacia della terapia genica sulle cellule staminali del sangue, nel 2010 è partita la sperimentazione su 16 piccoli pazienti da tutto il mondo, di cui 6 affetti da una grave malattia neurodegenerativa, la leucodistrofia metacromatica (la malattia di Sofia al centro del caso Stamina), e 10 colpiti da una rara immunodeficienza, la sindrome di Wiskott-Aldrich. Dopo tre anni, ecco i primi frutti. Jacob (3 anni, americano), Canalp (4 anni, turco) e Samuel (9 anni, di Roma), tutti affetti dalla sindrome di Wiskott-Aldrich, sono potuti quasi rinascere.
I bimbi guariti - Lo racconta Alessandro Aiuti, responsabile dell'unità di Ricerca clinica pediatrica del Tiget. "Nella sindrome di Wiskott-Aldrich - spiega Aiuti - le cellule del sangue sono direttamente colpite dalla malattia e le staminali corrette hanno sostituito le cellule malate, dando luogo a un sistema immunitario funzionante e a piastrine normali. Grazie alla terapia genica i bambini non vanno più incontro a emorragie e infezioni gravi e possono correre, giocare e andare a scuola". Ottimi risultati sono stati ottenuti anche su Mohammad (4 anni dal Libano), Giovanni (3 anni dagli Usa) e Kamal (3 anni, egiziano), i primi tre pazienti trattati per la leucodistrofia metacromatica: la malattia, aggredita prima della comparsa dei sintomi, è stata arrestata.
Il caso del piccolo Mohammad - "Il caso più eclatante è quello di Mohammad, il primo si cui siamo intervenuti", spiega Alessandra Biffi, che ha coordinato questa seconda ricerca. "Ha iniziato la terapia quando aveva solo 16 mesi: dopo la settimana di cura e i due mesi di osservazione in ospedale, è tornato alla sua vita. E' sopravvissuto ai due fratelli maggiori, morti per la stessa malattia, e ormai - conclude la ricercatrice - ha raggiunto in buona salute un'età a cui nessun paziente era potuto arrivare in simili condizioni".

sabato 4 maggio 2013

100 STRADE PER GIOCARE 2013: BAMBINI A SCUOLA IN BICI E A PIEDI


100 STRADE PER GIOCARE 2013: BAMBINI A SCUOLA IN BICI E A PIEDI
Strade chiuse al traffico per rilanciare una mobilità alternativa che tenga conto delle esigenze e dei desideri dei più piccoli, scegliendo di spostarsi in bicicletta, in bus o a piedi. È questa la proposta di Legambiente che sabato 4 e domenica 5 maggio, con lo slogan "Vado a scuola con gli amici in bus, a piedi, in bici", dà il via a "100 strade per giocare", l’iniziativa di sensibilizzazione che nel primo week end di maggio chiude al traffico piazze e vie per fare in modo che questi spazi diventino luoghi piacevoli da frequentare e spazi di socializzazione e di aggregazione.
Giunta alla XX edizione, quest’anno l’obiettivo della campagna è quello di sensibilizzare cittadini e amministratori nella promozione di percorsi casa-scuola senz’auto, rilanciando così una mobilità sostenibile salutare per se stessi e l’ambiente. Legambiente vuole porre l'attenzione su questi problemi cittadini, seguendo l’esempio della prima manifestazione #MobilitàNuova, organizzata sabato 4 maggio a Milano, che vedrà "pedoni, pedali e pendolari" uniti per modificare il modello di mobilità e chiedere a governo e Parlamento una ridistribuzione delle risorse pubbliche destinate al settore trasporti. Questo week end, annuncia Legambiente, saranno tante le iniziative di "100 Strade per Giocare" organizzate nella penisola come biciclettate, decorazioni per rendere le strade più colorate, ed ancora spettacoli teatrali, blitz fotografici o multe simboliche per reprimere i comportamenti pericolosi degli automobilisti. "100 strade per giocare è bellezza, vivibilità e sicurezza dei centri urbani", spiega Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente. "Da 20 anni con la nostra campagna proponiamo la chiusura al traffico delle strade, perché crediamo in un’altra idea di città: un centro urbano sostenibile a 360 gradi dove gli spazi pubblici siano spazi di aggregazione e socializzazione, i monumenti e le opere d’arte siano valorizzati e accessibili, e soprattutto dove ci si possa muovere anche a piedi o in bicicletta. In particolare – aggiunge – questa edizione vuole fare in modo che i bambini si possano muovere in maniera autonoma nella propria città, affermando quello che è un loro diritto".
Negli ultimi anni in Italia l’autonomia di spostamento degli studenti, già limitata, si è ulteriormente ridotta: solo il 7% va a scuola da solo contro il 41% dei coetanei inglesi e il 40% di quelli tedeschi. I dati rivelano dunque un ritardo dell'Italia sul fronte della mobilità sostenibile: i genitori accompagnano i figli a scuola spostandosi quasi sempre con l’auto, senza neanche prendere in considerazione l’opzione dell’andare in bicicletta, a piedi o con i mezzi pubblici. Bisogna invece dare un'opportunità ai bambini di andare e tornare a scuola a piedi o in bicicletta in compagnia degli amici, desiderio a volte difficile da realizzare a causa dei pericoli stradali e dei punti critici presenti sul tragitto casa-scuola.
Nel week end, Legambiente dà dunque appuntamento in tutta Italia con numerose iniziative in programma: a Milano al parco Ravizza i volontari di Legambiente organizzeranno giochi di strada per bambini e un laboratorio per imparare a costruire gli aquiloni. In Piemonte, a Carmagnola (TO) da piazza Sant’Agostino partirà una biciclettata per le vie della città e saranno organizzati attività ludiche e giochi di piazza. Nel Lazio, a Roma i ragazzi dell’Istituto Viale Venezia Giulia si incontreranno per andare tutti insieme a scuola e all’arrivo saranno accolti dal presidente e l’assessore ai Lavori Pubblici del VI Municipio. In Calabria, a Castrovillari (CS) il 4 e 5 maggio ci saranno attività di animazione ludica, giochi creativi e laboratori didattici. Inoltre sarà organizzato un corso di sicurezza stradale. In Basilicata, a Potenza i bambini del Pedibus di Rione Bucaletto saranno accompagnati a scuola dall'assessore alla pubblica istruzione del comune. In Sicilia, a Siracusa nella borgata di Santa Lucia i volontari di Legambiente porteranno alcuni studenti, a piedi o in bicicletta, al parco della Balza Akradina, dove illustreranno le emergenze archeologiche e botaniche, e poi arriveranno fino alla strada Riviera Dionisio il Grande. Qui, in collaborazione con un gruppo di architetti, realizzeranno un’aiuola con piante e installazioni.
Inoltre, "100 strade per giocare" sarà condivisa anche dalle Famiglie arcobaleno, l’associazione dei genitori omosessuali che domenica 5 maggio festeggeranno insieme ai loro bambini la Festa della Famiglie, in programma nei parchi e nelle piazze di 9 città italiane (Ferrara, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Roma, Torino, Venezia) e con la partnership di Amnesty International, Coordinamento Genitori Democratici e Legambiente.