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mercoledì 30 luglio 2014

Due operai morti in un impianto di compostaggio

Due operai morti in un impianto di compostaggio a Latina: uccisi dal perclorato

Due operai sono morti in un impianto di compostaggio ad Aprilia in provincia di Latina. I cadaveri sono stati recuperati in una vasca dell'impianto dai vigili del fuoco. I due operai della Kyklos avrebbero respirato, a quanto si apprende, esalazioni letali probabilmnente di perclorato. Ma al contrario di quanto sostenuto in un primo momento, le esalazioni non sarebbero arrivate dall'impianto, ma dall'autocisterna che i due guidavano. Questo sarebbe emerso dai primi accertamenti svolti sul luogo dell'incidente. L'impianto sarebbe quindi sicuro e per questo per ora l'area di pericolo è stata circoscritta all'autocisterna sulla quale lavoravano i due operai e non all'area dell'impianto. L'allarme era stato lanciato verso le 9.45. L'azienda di compostaggio si trova in delle Ferriere 15, ad Aprilia, Latina. 
Uccisi dalle esalazioni di perclorato - I due autotrasportatori avevano 44 e 42 anni ed erano italiani. Nell'impianto della Kyklos viene trattata la frazione organica dei rifiuti provenienti da gran parte delle discariche del Lazio. Le vittime erano dipendenti di una ditta esterna. Avevano appena consegnato un carico nell'impianto e avrebbero accusato il malore mentre sversavano la sostanza dall'autocisterna. In seguito all'incidente l'intera area dell'impianto - e in parte anche quella esterna - è stata interdetta.

martedì 13 novembre 2012

Maltempo: crolla ponte, tre morti E scatta una nuova allerta meteo


Maltempo: crolla ponte, tre morti
E scatta una nuova allerta meteo

Le vittime nel Grossetano, interviene l'esercito
Allagamenti, chiusa l'A1/ FOTO L'Arno a Firenze

La situazione più difficile ad Albina, sommersa dall'acqua. Timore per l’ondata di piena del fiume Ombrone, in calo i livelli dell'Arno
L'auto dalla quale sono state estratte le tre vittime del maltempo nel Grossetano (Ansa)
L'auto dalla quale sono state estratte le tre vittime del maltempo nel Grossetano (Ansa)
Roma, 13 novembre 2013 - Il giorno dopo la devastante alluvione che ha provocato un morto e un ferito grave, nel Grossetano l’attenzione resta alta. C’è il timore per l’ondata di piena del fiume Ombrone e il Centro di coordinamento soccorsi, presieduto dal prefetto Marco Valentini, ha predisposto un piano di interventi da attuare in caso di esondazione.
Nella notte appena trascorsa tre operai che lavoravano per l'Enel sono morti dopo che l'auto di servizio, con la quale si stavano recando sul luogo di un intervento,  è rimasta coinvolta nel crollo del ponte sul fiume Albegna in località Marsiliana, sulla Strada Provinciale 94, già chiusa al traffico. I soccorritori hanno individuato i corpi ma non sono ancora riusciti a recuperarli.
La situazione più grave resta ad Albinia, sommersa dall’acqua: molti hanno trovato rifugio ai piani alti delle case o sui tetti e i soccorsi sono stati portati con gli elicotteri, i gommoni e i mezzi anfibi. Nella notte è stato rotto l’isolamento della cittadina grazie alla rimozione di alcune frane sulle strade provinciali tanto da permettere il passaggio ad una colonna mobile organizzata dalla Regione Toscana con volontari, natanti, sei mezzi del Savoia cavalleria: anche l’esercito è al lavoro in Maremma. Ci sono ancora 2300 persone senza elettricità.
E’ sempre grave, infine, la donna di 73 anni travolta da un’ondata d’acqua mentre si trovava in auto ad Orbetello. Ieri un agricoltore, anche lui di 73 anni, è morto nella sua auto a Capalbio, travolto da un torrente in piena.
NUOVA ALLERTA - Una nuova allerta meteo in Toscana, di livello 2, è stata emessa alle 13.30 di oggi dalla Sala operativa della protezione civile, con validità fino alle ore 8 di domani mattina. Lo rende noto la Regione spiegando che l’allerta riguarda ancora la provincia di Grosseto e quelle di Arezzo, Firenze e Siena. Attualmente si registrano residue precipitazioni nelle zone del Mugello e del Valdarno, in ulteriore attenuazione nelle prossime ore. I livelli idrometrici dei corsi d’acqua, in particolare del Fiume Arno (GUARDA LE FOTO), sono tutti scesi sotto il primo livello di guardia e sono in ulteriore diminuzione. Secondo la protezione civile della Provincia di Firenze non si registrano al momento particolari criticità sul territorio provinciale.
A1 CHIUSA - Sull’A1, a seguito dell’allagamento della sede autostradale, permane la chiusura del tratto compreso tra gli svincoli di Valdichiana e Fabro in direzione Roma e, in direzione Firenze, della stessa A1 a partire da Orte fino a Chiusi. Autostrade per l’Italia consiglia agli automobilisti diretti a Sud verso Roma e a Nord verso Firenze di utilizzare la dorsale adriatica A14 e l’A24. Per gli utenti diretti a Roma dal tratto toscano dell’Autosole permane l’itinerario alternativo di uscire a Valdichiana, percorrere il raccordo autostradale Valdichiana-Bettolle fino a Perugia e successivamente la E45, rientrando allo svincolo di Orte. Percorso inverso per gli utenti diretti verso Firenze (IL TRAFFICO IN TEMPO REALE).
Ancora interrotta la strada statale Aurelia per i numerosi allagamenti in provincia di Grosseto. All’alba, all’altezza del km 149.300, si è aperta una voragine di circa 7 metri che coinvolge entrambe le carreggiate dell’Aurelia. La ferrovia Tirrenica continua ad essere bloccata, mentre è ritornata in funzione la linea ferroviaria Siena-Grosseto.
LE PREVISIONI - Secondo le previsioni meteo, comunque, sono in arrivo giorni di maggiore tranquillità grazie al rinforzo dell'alta pressione che da oggi favorirà un miglioramento del tempo: dal pomeriggio non sono previste piogge di rilievo, poi domani qualche rovescio o temporale interesserà le nostre due Isole maggiori e giovedì anche il Sud, fino a lambire il Lazio e l'Abruzzo. Tra mercoledì e giovedì, dicono gli esperti, il vortice di bassa pressione generato dalla perturbazione, porterà piogge, localmente anche forti, in Sardegna, Sicilia e zone ioniche. Il tempo si manterrà per lo più discreto sul resto dell'Italia, soprattutto al Nord, Toscana, Umbria e Lazio, le regioni più coinvolte da quest'ultima ondata di maltempo. Nei prossimi giorni i venti di Scirocco continuano a regalare un clima mite, con temperature minime elevate e massime anche oltre i 20 gradi.
NAPOLITANO - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso "la propria solidarietà alle Comunità coinvolte, la sua commossa partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime, e al tempo stesso il vivo apprezzamento a quanti sui territori colpiti sono impegnati nella gestione dell’emergenza e nelle operazioni di soccorso".

lunedì 10 settembre 2012

Economia senza operai


Il commento|Economia senza operai

E’ un peccato che non abbia invece sentito il bisogno
di interloquire con il messaggio a pagamento della Cgil barese che gli chiedeva di incontrare i lavoratori

La notizia, una «breve», come si dice in gergo giornalistico, è a pagina sedici del «Sole-24 ore» di sabato e racconta che un’azienda di Bari, la Mermec, definita una multinazionale tascabile, ha vinto l’appalto per impiantare un congegno futurista, attraverso un raggio laser e un sistema hi-tech, che controlla i binari mentre i treni sono in movimento nella metropolitana di Londra, la più antica del mondo, battendo una concorrenza internazionale spietata. Forse ha pensato a questa impresa pugliese il premier Mario Monti quando l’altro giorno ha tessuto l’elogio del Sud che produce e lavora. E’ un peccato che non abbia invece sentito il bisogno di interloquire con il messaggio a pagamento della Cgil barese che, sulle colonne dei quotidiani, gli chiedeva di incontrare i lavoratori per discutere le numerose situazioni di crisi. Chi non ama Monti, non è il caso di chi scrive, potrà leggere in questo contrasto la durezza spietata dei tecnici che badano ai numeri e al prodotto e poco alle persone. Un segno dei tempi.
C’è persino chi, penso allo storico Piero Bevilacqua, ha descritto questi tempi come dominati «da una visione capovolta del mondo, per cui sembra che le merci si producano da sole, e che sia sufficiente dare loro la libertà di spostarsi per accrescerne il numero e la potenza, (rivelando) sotto quale gigantesco asservimento giace oggi il lavoro umano». Non credo sia il caso di Monti. Il premier si trova in queste settimane di fronte a problemi giganteschi e all’emergere della questione-lavoro sia in rapporto al tema della disoccupazione crescente sia di fronte a casi di crisi industriali assai simbolici come l’Ilva di Taranto e le miniere sarde. Non si può dire, onestamente, che questi dossier siano trascurati dal governo e in particolare da alcuni suoi ministri, fra cui Fabrizio Barca sceso con il premier a Bari per l’avvio della Fiera del Levante. Tuttavia nel discorso del presidente, che pure conteneva accenti nuovi sul Sud, manca un soggetto fondamentale. Monti ha parlato il linguaggio della verità soprattutto quando ha detto ai meridionali che la famosa crescita non è la parte terminale di un tubo alimentato dal continuo, ininterrotto e incontrollato flusso di denaro pubblico. Il soggetto che manca nel ragionamento del premier è quello citato nel manifesto-appello della Cgil. Non sono fra quelli che ha mai taciuto critiche al sindacato, ai suoi ritardi, ai suoi errori, anche al suo conservatorismo. Tuttavia l’appello a Monti contiene però un ragionamento di primaria importanza. Non penso solo all’elenco davvero impressionante delle situazioni di crisi. Penso al tema di fondo, che si potrebbe tradurre in questi termini: in nome di chi si governa? Finora abbiamo letto diverse risposte, penso solo a quelle nobili, cioè che si governa in nome di un’economia sana, di una paese che deve tornare a crescere, di una competizione internazionale da non sottovalutare.
Penso invece che bisogna governare per le persone e per il lavoro. Viviamo in un mondo, che viene descritto come dominato da economie nuove dove si addensano i lavori, anche quelli brutti, sporchi e cattivi, che coabita con un altro dove si fanno attività che non degenerano in lavoro, come diceva il mio amico sociologo Enzo Persichella, in cui si consuma, e spesso ormai ci si danna la vita, perché ci sono meno risorse. Spariscono sia i concetti di umanità, come lamenta Jacques Attali nel suo ultimo bellissimo libro («Domani chi governerà il mondo?», Fazi editore) in cui ricorda che la nostra storia è ormai la storia del mondo, sia spariscono le persone concrete come soggetti viventi che producono, consumano, godono (se così si può dire). E’ proprio uno strano caso che il lavoro abbia perso la sua centralità nel dibattito pubblico proprio quando invece torna ad essere fondamentale nell’economia reale non solo dei paesi in cui si produce più acciaio che a Taranto ma anche nella città dove è nato mio padre come nelle miniere sarde. Il lavoro, punto e basta. Che vuol dire buon lavoro, ben pagato, ma che vuol dire soprattutto immaginare una società in cui «le merci, e i servizi, non si producono da sole». Ecco perché Monti dovrebbe ascoltare l’appello della Cgil. Non si può immaginare economia e impresa se non si immagina il lavoro. Lasciate perdere i falsi cantori della modernità che mettono assieme fondamentalismo economico, teorie salvifiche della politica e, spesso, dottinarismo religioso. La vera modernità, oggi, è tornare a parlare di lavoro e di società.