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domenica 27 gennaio 2013

Inchiesta bus Roma, manager: i soldi erano per la segretaria di Alemanno. Ma il sindaco nega


Inchiesta bus Roma, manager: i soldi erano per la segretaria di Alemanno. Ma il sindaco nega

I soldi della tangente "erano destinati alla segreteria di Alemanno". E' quanto ha detto al gip di Roma Stefano d'Aprile Edoardo D'Incà Levis, imprenditore italiano residente a Praga, arrestato circa un mese fa. Per l'accusa fu lui il mediatore per la tangente da 600 mila euro per una commessa di 45 bus per il Comune di Roma. L'imprenditore nel corso dell'interrogatorio, avvenuto l'8 gennaio, spiega al Gip che Roberto Ceraudo, ad della Breda Menarinibus arrestato martedì scorso, "fece riferimento alla 'segreteria di Alemanno' come destinataria delle risorse finanziarie". Nell'inchiesta sulla presunta maxitangente per la fornitura di bus destinati al Corridoio Laurentina a Roma risulta indagato anche l'ad di Eur Spa, Riccardo Mancini, da ieri dimissionario.
Alemanno: non ho mai interferito negli appalti - "Escludo nella maniera più categorica che membri della mia segreteria possano essere tra i destinatari di somme in denaro per questo o per qualsiasi altro affare", ha detto il sindaco di Roma a proposito delle presunte tangenti legate all'acquisto di 45 bus per il Comune di Roma.
Manager: Ceraudo mi disse che la politica voleva soldi - Parlando al gip Stefano Aprile di una "lobby Rome", D'Incà Levis, secondo quanto emerge dal verbale di interrogatorio, afferma: "Ceraudo mi disse che la politica voleva ancora soldi e che erano destinati alla segreteria di Alemanno. Non precisò né io chiesi se la segreteria di Alemanno fosse destinataria di tutto o di parte delle risorse". Il denaro destinato a Ceraudo per la formazione della tangente - spiega Incà Levis, nel frattempo tornato in libertà, è "stato consegnato allo stesso da una persona che mi è stata indicata da un amico: io materialmente ho dato ordine alla banca di consegnare a quest'uomo la somma di 233.360,00 euro in data 16 marzo 2009 e la somma di 312 mila euro in data 24 settembre 2009, somme che Ceraudo mi ha confermato di avere ricevuto. La terza tranche pari ad euro 204.100,00 è stata da me bonificata in data 17 luglio 2009 su un conto presso Bsi Sa Lugano indicatomi da Ceraudo. In seguito nonostante già la stampa si fosse occupata della questione sotto le pressioni di Ceraudo emisi tramite la società inglese Rail & traction le altre fatture". L'inchiesta giudiziaria, del pm Paolo Ielo, è quella sfociata nei giorni scorsi nell'arresto di Roberto Ceraudo, ex amministratore delegato di Breda Menarini, una delle società, del gruppo Finmeccanica, fornitrici dei 45 bus del comune di Roma. Per la commessa da 20 milioni di euro di bus, mai utilizzati e destinati ad essere utilizzati nel cosiddetto "corridoio della mobilità Laurentina", nel 2009 sarebbe stata pagata una tangente frutto del meccanismo delle sovrafatturazioni. Tra gli indagati anche l'ormai ex ad dell'Ente Eur Spa, Riccardo Mancini, ritenuto dall'accusa destinatario di una parte della tangente.
Alemanno: non potevamo influenzare gara - "L'amministrazione non poteva avere influenza su questa gara, il potere d'influenza da parte nostra era zero". Così il sindaco di Roma Gianni Alemanno nel corso di una conferenza stampa riguardo all'inchiesta sull'appalto di 42 bus per il corridoio della mobilità Laurentina. La gara "é avvenuta nel 2009, tutto era già stato previsto e determinato prima di me", ha aggiunto Alemanno. Parlando dell'imprenditore Edoardo D'Incà Levis, che in un interrogatorio da detto che i soldi della tangente per la commessa dei bus "erano destinati alla segreteria di Alemanno" il sindaco ha detto: "bisogna chiedere a questo signore perché ha citato la mia segreteria, perché dice ora questo". "Perché dice questo e perché vengono fuori queste storie chiedetelo a lui -ha aggiunto il sindaco- prima si è detto che Mancini era stato nominato ad dell'Ente Eur come contropartita per l'intermediazione, poi che aveva preso la tangente, ora si dice che c'entra la mia segreteria e fra un po' verrà fuori che é stata mia madre". "Non permetterò a tutto questo di influenzare la campagna elettorale e i romani non si faranno influenzare. I romani giudicheranno mio operato. Resto in campo e non torno indietro per questo", ha aggiunto Alemanno. 

lunedì 17 dicembre 2012

La fine del mondo? La macchina della paura esiste da sempre ma adesso ha imparato a fare i soldi


La fine del mondo? La macchina della paura esiste da sempre ma adesso ha imparato a fare i soldi

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Tra pochi giorni, venerdì prossimo, sarà il 13.0.0.0.0 e il mondo finirà, non è chiaro come, ma la profezia Maya dice questo. Lo strano numero è quanto spetta, secondo il calendario semplificato di quell'antico popolo americano, al nostro più umano 21.12.2012. Ovviamente non esiste nessuna profezia, checché se ne dica, ed è inutile controbattere l'infinita serie di bufale, queste sì cosmiche, che si sono succedute su questo argomento: pianeti che sarebbero apparsi all'improvviso facendoci a pezzi, un tal Nibiru, asteroidi più grandi del Texas che ci vengono addosso, come ha trasmesso un importante telegiornale nazionale un mesetto fa cadendo nella trappola tesa da un finto sito di Cnn.
Inutile, perché chi vuole "credere" non viene convinto neanche dall'evidenza più lampante: un asteroide grande come il Texas, 20 volte l'Italia, lo potremmo vedere a occhio nudo da varie settimane. Si studiano comunque soluzioni di backup nel caso il mondo non finisse: forse è invece l'inizio di una nuova era, ovviamente di felicità. Peccato che tuttora un centinaio di guerre sanguinose siano purtroppo in atto. 
La macchina della paura esiste da sempre, la prima "fine del mondo", predetta con un documento certo, e rimasta inevasa, è descritta in una tavoletta assira del 2.800 avanti Cristo. Semmai nell'epoca della tecnologia e della rete la "macchina" ha imparato a fare soldi, con blog terrificanti e ignoranti, purtroppo seguiti anche da tante persone che poi vivono nell'ansia. Sono circa 3 milioni i link che si trovano con Google se si cerca "end of the world 2012" e la tecnica usata dagli imbonitori virtuali è banale: si attirano utenti con notizie inesistenti e si fidelizzano promettendo altre rivelazioni, facendo qualche soldo con la pubblicità, libri e un po' di merchandising.
Il senso del ridicolo poi non li sfiora: il sito "ufficiale" del 2012, da qualche giorno offre il manuale per sopravvivere, al 50% di sconto ma per "un tempo limitato". A riferire fini del mondo furono peraltro anche grandi uomini, da Cristoforo Colombo, a Newton, il grande fisico matematico di fine '600, che però era anche un apprendista mago e quella volta i numeri li dette.
Eppure sappiamo che, se non ci distruggeremo prima da soli, la fine ci sarà. Fra 4 miliardi di anni il Sole si espanderà e la Terra finirà arrostita, di questo siamo sicuri. E una Supernova, stella gigantesca, potrebbe scoppiare non troppo distante da noi e folgorare la vita sulla Terra, per non parlare poi del fatto che un asteroide di notevoli dimensioni può sempre arrivarci addosso, basta guardare la butterata Luna per convincersi. Uno da 5 chilometri per 3 di pura roccia è passato nella notte del 12 scorso a "soli" 7 milioni di chilometri dalla Terra e il suo urto avrebbe l'effetto di una bomba da 2 megatoni, farebbe fuori 500 chilometri quadrati di territorio.
È poi meglio che non si sappia che i cosmologi litigano in continuazione sul destino dell'Universo intero: continuerà a espandersi o diverrà un posto buio e privo di qualunque possibilità di vita? C'è poco da fare, oggi sappiamo di essere in 7 miliardi su un piccolo pianetino in una galassia che contiene 100 miliardi di stelle e che viaggia assieme a miliardi e miliardi di altre galassie. Ma pensiamo comunque di essere noi i padroni.
Come sempre nelle bufale sulla fine del mondo c'è un posto salvifico per pochi eletti. Stavolta con 2.000 euro si può affittare una camera nel paese di Bugarach, in Francia ai confini con la Spagna 190 abitanti circa, che da secoli prospera su varie bufale. Lì sarebbe sepolto il Santo Graal, lo cercarono anche personaggi importanti, da Victor Hugo a Steven Spielberg, e lì la fine del mondo non arriverà. Come mai? E chi lo sa, non importa ma ci "credo". Per la scienza ritornare il 22.12.2012.

lunedì 23 luglio 2012

21mila miliardi di dollari sono i soldi nascosti dai super-ricchi


Oltre 21mila miliardi di dollari: sono i soldi nascosti dai super-ricchi nei paradisi fiscali

In questo articolo
Tanto quanto le economie di Stati Uniti e Giappone messe assieme: i patrimoni dei super-ricchi di tutto il mondo nascosti nei paradisi fiscali arrivano a qualcosa come 21mila miliardi di dollari, secondo uno studio condotto da un ex capo economista di McKinsey, James Henry, intitolato "Il prezzo dell'offshore rivisto" e che fa il punto a fine 2010.
Secondo l'autore, precisa la Bbc, in realtà la vera cifra potrebbe arrivare a 32mila miliardi di dollari, poichè il suo monitoraggio ha preso in considerazione solo i depositi bancari e gli investimenti finanziari, tralasciando beni concreti come proprietà o yacht. Il rapporto è stato commissionato da Tax Justice Netwotrk, un gruppo che milita contro l'evasione fiscale. «Le mancate entrate fiscali che risultano dalle nostre stime sono enormi. Abbastanza da cambiare sensibilmente le finanze di molti Paesi», ha dichiarato Henry. Il tutto, costituisce «un enorme buco nero nell'economia mondiale».

giovedì 19 luglio 2012

Terracina: ancora soldi sui rifiuti


ALLA SERVIZI INDUSTRIALI 250 MILA EURO SUL BILANCIO 2012
Ancora soldi per i rifiuti,
spuntano i costi «aggiuntivi»
I SOLDI per la raccolta dei rifiuti
non bastano mai. E soprattutto, si
trovano sempre. In arrivo dal Comune alla Servizi Industriali altri
250 mila euro, e la delega a percepire i corrispettivi derivanti
d a l l a   r a c c o l t a
differenziata dal
Conai. Un pozzo
senza fondo il
settore rifiuti, almeno stando alle
tre delibere di
giunta approvate
lo scorso 13 luglio, che assegnano, in due atti
distinti, ulteriori
250 mila euro.
Non solo: il Comune rinuncia anche agli introiti
della differenziata, che andranno
alla società. Nella delibera 355 si
premette che la Servizi Industriali si è occupata del «carico, trasporto e smaltimento di rifiuti
depositati presso il sito di Morelle», area che, a quanto pare, dal
gennaio scorso, non è più idonea
ad essere centro di raccolta. Altra
incombenza della società, la «rimozione, il trattamento, l’imbal -
laggio, il carico e il trasporto per
lo smaltimento dei materiali», tipo l’amianto, ritrovati sul territorio comunale. E ancora, «lo smaltimento della raccolta differenziata». Ce ne è abbastanza per la
giunta Procaccini per impegnare
200 mila euro nel bilancio del
2012. E altri 50
mila euro in una
delibera successiva, la 356, ancora per la raccol t a  di ff e r enz i a t a   o p e r a t a
dalla Servizi Industriali. Ultima
della lista, la delibera 357, che
invece stabilisce di delegare la
società a percepire «i corrispettivi derivanti dalla raccolta differenziata». In cambio la Servizi
industriali dovrà fornire 80 cassonetti in più rispetto a quelli
presenti, e pulire la «parte di
competenza comunale» del canale Pio VI. Servizi aggiuntivi, insomma, e imprevedibili. In realtà
la delibera circolava già da maggio, data del parere contabile firmato dal dirigente Ada Nasti.
Anche se poi la delibera è stata
approvata a luglio. Un dato è
certo: dai 4 milioni 800 mila previsti per un anno
di lavoro (401
euro al mese, il
canone versato
alla società), si è
p a s s a t i   a
5.050.000 euro.
Quanto alla non
idoneità del sito
di Morelle, la norma è del 2006
ma da noi entra in vigore solo a
gennaio 2012. Dimenticando
nella notte dei tempi, il finanziamento provinciale mai arrivato.
D. R .

sabato 7 luglio 2012

Istat, crolla il potere dìacquisto


Il potere di acquisto delle famiglie, tenuto conto dell'inflazione, è diminuito nel primo trimestre del 2012 dell'1% rispetto al trimestre precedente e del 2% rispetto al primo trimestre del 2011. Lo comunica l'Istat. Nel primo trimestre del 2012 la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalità, è stata pari al 9,2%, risultando invariata rispetto al trimestre precedente e in aumento (+0,4 punti percentuali) nei confronti del primo trimestre del 2011. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, mentre è aumentato dello 0,9% rispetto al corrispondente periodo del 2011.
Il tasso di investimento delle famiglie - Nel primo trimestre del 2012 il tasso di investimento delle famiglie consumatrici (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi, che comprendono esclusivamente gli acquisti di abitazioni, e il reddito disponibile lordo) è stato pari al 6,7%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,4 punti rispetto al primo trimestre del 2011. Gli investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici hanno subito una consistente contrazione, diminuendo del 2,7% rispetto al trimestre precedente e del 4,6% nei confronti del primo trimestre del 2011.
Dal 2008 calo del 12% - Il nuovo ribasso del potere d'acquisto delle famiglie rende "ancora più drammatico il bilancio complessivo dal 2008" a oggi. E' quanto rilevano Federconsumatori e Adusbef, commentando gli ultimi dati Istat e sottolineando che così "la caduta complessiva della capacità d'acquisto a partire dall'inizio della crisi ammonterà a fine anno al -11,8%". Per le due associazioni, a tutela del consumatore si tratta di "una perdita gravissima, che non potrà che avere ricadute disastrose sui consumi e sulla produzione". Ecco che, aggiungono, "risultano addirittura ottimistiche le prime stime effettuate dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, sulla base dell'analisi del proprio campione relativamente alle previsione sull'andamento dei consumi nel 2012. Se prima si stimava una caduta del -3,2%, il consuntivo del 2012 rischia di attestarsi ad oltre il -5%". 
Il profitto delle società finanziarie - Nel primo trimestre del 2012 la quota di profitto delle società non finanziarie (misurata dal rapporto tra il risultato lordo di gestione e il valore aggiunto lordo ai prezzi base) è scesa al 38,8%, con una diminuzione di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Tale caduta è determinata da una flessione del risultato lordo di gestione (-4,1%) maggiore di quella del valore aggiunto (-1,8%). In termini tendenziali, il tasso di profitto è diminuito di 1,3 punti percentuali, per effetto di una contrazione del 5,3% del risultato lordo di gestione, più ampia della contestuale riduzione del valore aggiunto (-2,1%).
Il tasso di investimento delle società finanziarie - Nel primo trimestre del 2012 il tasso di investimento delle società non finanziarie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi ed il valore aggiunto lordo ai prezzi base) è stato pari al 21,6%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2011. Gli investimenti fissi lordi delle società non finanziarie hanno segnato una flessione del 2,8% in termini congiunturali e del 7,4% rispetto al corrispondente trimestre del 2011.

venerdì 15 giugno 2012

Le Banche in amministrazione controllata

Da Treviso a Rimini, le banche italiane in amministrazione straordinaria


di Enrico MarroCronologia articolo14 giugno 2012Commenta

In questo articoloArgomenti: Banca d'Italia
Cosenza
Catania
Salerno
Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo
Roma
Luigi Sturzo
Treviso
Banca Network Investimenti spa



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Questo articolo è stato pubblicato il 14 giugno 2012 alle ore 15:08.



Accedi a My Da Treviso a Cosenza, da Rimini a Salerno, sono dieci le banche italiane (come Banca Network, che ha bloccato i conti correnti) in procedura di amministrazione straordinaria. Lo indica il servizio vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d'Italia, sottolineando che si tratta delle procedure «in essere all'8 maggio 2012».





Ecco l'elenco:

- Delta/SediciBanca spa (Bologna-Roma)

- Bcc di Cosenza (Cosenza)

- Cassa di Risparmio di Rimini (Rimini)

- Bcc di Tarsia (Cosenza)

- Bcc "Luigi Sturzo" di Caltagirone (Catania)

- Bcc di Altavilla Silentina e Calabritto (Salerno)

- Banca Network Investimenti spa (Milano)

- Istituto per il Credito Sportivo (Roma)

- Banca Tercas - Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo (Teramo)

- Bcc Monastir e del Sile (Treviso)



A queste banche si aggiungono due intermediari non bancari (SGR):

- Total Return SGR (Mantova)

- Cape Regione Siciliana SGR (Palermo)



Quando scatta l'amministrazione straordinaria

L'amministrazione straordinaria viene disposta quando le criticità di un istituto di credito (che spaziano dalla gravità delle perdite patrimoniali, alle irregolarità e alle violazioni normative e amministrative) «non presentano caratteri di irreversibilità».

Obiettivo della procedura è accertare la situazione aziendale e avviare soluzioni nell'interesse dei depositanti.

Se ci sono ragioni di assoluta urgenza, la Banca d'Italia può nominare uno o più commissari che assumono i poteri di amministrazione dell'intermediario per un massimo di due mesi ("gestione provvisoria").



La garanzia del Fondo interbancario di tutela fino a 100mila euro

Quando la crisi assume caratteri di irreversibilità, l'intermediario viene assoggettato a liquidazione coatta amministrativa, con provvedimento del ministro dell'Economia (sempre emanato su proposta della Banca d'Italia, che nomina anche gli organi liquidatori). Nei casi di liquidazione coatta amministrativa i sistemi di garanzia dei depositanti, ai quali le banche italiane sono tenute ad aderire, effettuano i rimborsi nel limite di 100mila euro per ciascun depositante.