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mercoledì 22 maggio 2013

Imu-Tares e Iva, una batosta da 734 euro per le famiglie italiane


Imu-Tares e Iva, una batosta da 734 euro per le famiglie italiane

Tra il possibile aumento Iva del primo luglio, la scadenza Imu di giugno al netto dell'esclusione della prima casa e il pagamento della nuova tassa sui rifiuti, la Tares a dicembre, potrebbe arrivare una batosta 2013 da 734 euro a famiglia. A calcolarlo è la Federconsumatori, sommando i rincari annui per ogni singola imposta a carico di una famiglia media: 45-45 euro per la Tares, 207 euro per l'Iva, 480 euro medi per l'Imu (prima casa esclusa).
IMU - Un decreto del governo ha sospeso il versamento della rata Imu del 16 giugno per la prima casa. La scadenza resta però valida per le seconde e altre case e per gli immobile extralusso. Il governo si è dato tempo fino al 31 agosto prossimo per mettere a punto una riforma complessiva del sistema fiscale sugli immobili. Se però entro quella data non si riuscisse a centrare l'obiettivo, la rata sulla prima abitazione dovrà comunque essere pagata, fissando un nuovo termine al 16 settembre. La sospensione della prima rata vale 4 miliardi di versamento allo Stato.
IVA - Dovrebbe scattare il prossimo primo luglio il programmato aumento dell'aliquota standard dell'imposta sui consumi, passando dal 21% al 22%. Un'intervento che vale 2 miliardi e che nelle intenzioni, il governo vorrebbe scongiurare. L'imposta sul valore aggiunto, nell'eventuale maggiorazione, riguarderà vino, birra, carburanti, abbigliamento e altri beni e servizi. Dall'aumento dell'Iva sono esclusi invece i beni di prima necessità, come alimentari, sanità, istruzione, la casa e tutti i beni ai quali si applica l'Iva al 10% o al 4%, o non si applica affatto.
TARES - la Tariffa Rifiuti e Servizi è una tassa di scopo sui costi di raccolta e smaltimento rifiuti e altri servizi comunali, calcolata in base alla metratura delle abitazioni e al numero dei componenti. Sostituisce la Tarsu e la Tia, rispetto alle quali comporterà un aumento medio di 0,30 euro al metro quadrato. Dopo una serie di rinvii sulle scadenze, è stato deciso che la maggiorazione di 30 centesimi a mq verrà adottata a partire da dicembre, andando a finire tutta direttamente nelle casse dello Stato.

lunedì 20 maggio 2013

Imu, Tares e Iva: in arrivo una 'stangata' da 700 euro a famiglia


Imu, Tares e Iva: in arrivo una 'stangata' da 700 euro a famiglia

Una 'stangata' da 734 euro a famiglia nel 2013. A tanto ammonterà la somma che dovrà sborsare ogni nucleo nel corso di quest'anno tra Imu (al netto dell'esclusione della prima casa), la Tares di dicembre e il possibile aumento di un punto percentuale dell'Iva dal primo luglio secondo uno studio di Federconsumatori e Adusbef che hanno sommato i rincari previsti voce per voce: 40-45 euro per la Tares, 207 euro per l'aumento dell'Iva dal 21 al 22%, 480 euro in media per l'Imu. Nello stesso tempo Confcommercio stima che l'aumento dell'Iva acuirà la crisi nel commercio al dettaglio e porterà alla scomparsa nel corso del 2013 di 26.000 piccole imprese del settore. "Non si è ancora capito - affermano in una nota Federconsmatori e Adusbef - che il potere di acquisto delle famiglie, ormai ridotto ai minimi storici, sta determinando un mercato in continua contrazione e recessione, con gravi ripercussioni sia sul benessere delle famiglie stesse che sulle imprese. Anche alla luce di altri aumenti quali prezzi e tariffe, vi sarà un'ulteriore riduzione del potere di acquisto, soprattutto a danno dei redditi fissi (lavoratori e pensionati). In uno scenario simile, aumentare l'Iva avrebbe una ricaduta impressionante e deleteria su un mercato già asfittico, facendo impennare ulteriormente prezzi e tariffe". "Quel che è peggio - proseguono Federconsumatori e Adusbef - è che ad aumentare non saranno solo i prodotti soggetti all'Iva al 22% peraltro il 70% del totale, ma, attraverso costi aggiuntivi a partire da quello fondamentale dei carburanti, incidendo sui costi di trasporto verranno ritoccati i prezzi di tutti i beni trasportati su gomma, in particolar modo i beni di largo consumo, nonché le tariffe praticate da artigiani e professionisti, oltre agli arrotondamenti che si verificheranno come sempre a sfavore delle famiglie Si può calcolare che l'aumento dell'Iva determinerà, con le motivazioni indicate, un'implementazione del tasso di inflazione di 0,6 - 0,7 punti percentuali, con una ricaduta negativa complessiva di 207 euro annui in più a famiglia con un nucleo di tre persone".

sabato 6 aprile 2013

Rifiuti, per ora niente stangata Tares


Rifiuti, per ora niente stangata Tares

Restano in piedi le modalità della Tarsu per le prime due rate

L'annuncio del governo: c'è la conferma del conguaglio solo a dicembre. Per ora resta in piedi il meccanismo della Tarsu
IVA, IMU, TARES: ECCO LA STANGATA Quanto dovrai pagare
Pagamento delle tasse (Fantini)
Pagamento delle tasse (Fantini)
Roma, 6 aprile 2013 - Stangata Tares, la nuova tassa sui rifiuti che sostituisce la Tarsu: per ora non cambia nulla, questa almeno è l'assicurazion e del governo.
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'Per il 2013 resta in piedi il meccanismo della Tarsu per le prime due rate: si paghera' quanto pagato l'anno scorso e non ci saranno sorprese. Il bollettino sara' inviato dalle amministrazioni. Sull' ultima rata ci potra' essere un conguaglio''.
Lo dice Antonio Catricala' durante la conferenza stampa del governo sullo sblocco dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione.
Quindi, come era già ventilato nei giorni scorsi, c'è la conferma che fino a dicembre non ci sarà la stangata prevista. A fine anno il conguaglio con la possibilità di applicare l'aliquota aggiuntiva di 3 centesimi al metro quadrato.

giovedì 4 aprile 2013

Tares, non solo rifiuti ma anche i servizi indivisibili: illuminazione, sicurezza e verde pubblico


Tares, non solo rifiuti ma anche i servizi indivisibili: illuminazione, sicurezza e verde pubblico

di Michael Pontrelli
Il 2012 per gli italiani sarà a lungo associato all’Imu. Il 2013 potrebbe invece essere ricordato per la Tares, la nuova tassa comunale sui rifiuti e sui servizi indivisibili che a partire dal 1 gennaio del 2013 ha sostituito la Tarsu (Tassa sui rifiuti solidi urbani). Il nuovo balzello è stato introdotto nell’ottobre del 2011 con il decreto sul federalismo fiscale. Dovrebbe essere applicato a partire dal prossimo luglio ma la profonda crisi economica e l’agonia di famiglie e imprese sta spingendo verso un rinvio dell’entrata in vigore al 2014. Una richiesta esplicita in questa direzione è arrivata dal nuovo presidente alla Camera Laura Boldrini. Il governo provvisorio di Monti ci sta lavorando ma il problema di fondo rimane sempre lo stesso: dove trovare le risorse per finanziarie lo slittamento all’anno prossimo? La decisione costerebbe 2 miliardi di euro perché questo è l’importo annuale aggiuntivo che peserà sugli italiani con l’arrivo della nuova tassa.

Perché la Tares ci costerà più della Tarsu? - I motivi sono semplici. In primo luogo la nuova tassa dovrà finanziare integralmente il costo di raccolta e smaltimento dei rifiuti a differenza di quanto avviene oggi. Sono pochissimi infatti i comuni italiani che con la Tarsu riescono a raggiungere una copertura delle spese pari al 100%. In secondo luogo la Tares servirà per finanziarie anche i servizi indivisibili ovvero quelli che il Comune eroga a tutti. Fanno parte di questa categoria la polizia locale, l’anagrafe, l’illuminazione pubblica, la manutenzione del verde e delle strade. Le risorse che prima lo Stato trasferiva ai comuni per finanziarie queste attività sono state eliminate e questo conferma che molti tagli della spesa pubblica fatti in precedenza non sono serviti per colpire gli sprechi e le inefficienze ma sono stati dei puri e semplici aumenti di tasse mascherati. Il decreto del 2011 ha definito anche le modalità di calcolo della Tares. La sola componente dedicata ai servizi indivisibili di base comporterà un costo di 30 centesimi al metro quadrato dell'immobile o dell'area occupata dal contribuente. Ma analogamente a quanto accaduto con l’Imu i comuni potranno però andare oltre la tariffa base e arrivare fino a 40 centesimi a metro quadro. Non è difficile prevedere che saranno numerosi i sindaci che opteranno per questa seconda strada analogamente a quanto fatto con l’imposta sulla casa. Come base imponibile si prenderà in considerazione l’80% della superficie catastale dell’immobile del contribuente.
Batosta per cittadini e attività commerciali - Comunque andrà a finire il tentativo in corso di rinvio della Tares al 2014 è certo che prima o poi per i cittadini italiani il costo del nuovo balzello sarà salato. I maggiori introiti per le casse delle Stato pari a 2 miliardi di euro comporteranno rispetto alla Tarsu aumenti di spesa medi per le famiglie pari al 30%. Andrà ancora peggio per le attività commerciali e di ristorazione. La nuova tassa distinguerà tra le varie tipologie di rifiuti in base alle modalità di raccolta e smaltimento. Questo, secondo i dati diffusi da Confcommercio, determinerà per i negozi in genere un rincaro del 290% con punte del 400% per ristoranti, bar e pizzerie e addirittura del 600% per i negozi di frutta e verdura. All’orizzonte si profila perciò una vera e propria batosta per molte attività produttive già messe alle corde da una crisi senza precedenti.
Sullo sfondo rimane anche l'aumento dell'Iva dal 21 al 22% - E la Tares non è l’unico “giro di vite” che ci aspetta nel 2013. Sullo sfondo rimane infatti anche l’aumento dell’aliquota ordinaria dell’Iva, previsto sempre per luglio, dal 21% al 22%. La tassazione sui consumi, che vale oltre 100 miliardi di euro, nel corso degli anni ha subito una escalation impressionante. All’entrata in vigore nel 1973 si è partiti con un 12% per arrivare dopo 6 aumenti al 21% lo scorso settembre. Un aumento del 75% rispetto all’inizio che salirà all’83,3% se non si riuscirà ad evitare il nuovo intervento.  Questui numeri, se ancora ce ne fosse bisogno, dimostrano che l’Italia sta morendo di tasse. Il carico fiscale per famiglie e imprese è ormai insostenibile considerando anche il fatto che il Paese ha tassi di evasione fiscale da terzo mondo ed ha uno degli apparati amministrativi più costosi ed inefficienti dell’occidente. Le priorità sono chiare ma purtroppo la nostra classe politica non solo non le affronta ma non riesce neppure a costituire un governo.

Tares, Anci: si paga a maggio. Maggiorazione da dicembre


Tares, Anci: si paga a maggio. Maggiorazione da dicembre

IN QUESTO ARTICOLO
Media
«Abbiamo ottenuto che la Tares venga pagata solo all'ultima rata», a novembre-dicembre, quando «sarà presente la sovrattassa che lo Stato incassa», nel frattempo «i Comuni potranno utilizzare per i pagamenti della raccolta rifiuti le vecchie modalità». A dirlo il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, lasciando Palazzo Chigi. «Questa - ha detto - é una grande vittoria dei sindacati, delle imprese e dei comuni. Siamo assolutamente convinti sia la strada giusta».

La maggiorazione andrà direttamente allo Stato
Insomma il pagamento della Tares, la nuova tassa sui rifiuti, inizierà dal prossimo mese di maggio, ma i 30 centesimi in più a metro quadro previsti verranno applicati solo da dicembre. La maggiorazione di 0,30 euro in più a dicembre «andrà direttamente allo Stato».
Decreto sblocca pagamenti entro lunedì
«Il governo ci ha garantito che il decreto che sblocca i pagamenti della Pa sarà varato entro il fine settimana o al massimo entro lunedì», ha chiarito Delrio, al termine dell'incontro con il governo a Palazzo Chigi. «Questa - spiega - é una grande vittoria dei sindacati, delle imprese e dei comuni. Siamo assolutamente convinti sia la strada giusta».
Immediatamente disponibili sette miliardi per le imprese
Nel decreto del governo che sblocca i pagamenti delle pa saranno «immediatamente disponibili sette miliardi alle imprese», ha detto il presidente dell'Anci.

giovedì 17 gennaio 2013

Rifiuti, la prima rata Tares slitta a luglio, l'aula del Senato approva il decreto


Rifiuti, la prima rata Tares slitta a luglio, l'aula del Senato approva il decreto

In questo articolo
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Più tempo per la prima rata della Tares, che andrà pagata a luglio e non più ad aprile. L'Aula del Senato ha infatti approvato in prima lettura il decreto rifiuti n. 1/2013 modificato da un emendamento che dispone la proproga proposto dal relatore, Antonio d'Alì. Obiettivo dichiarato dello slittamento, permettere al nuovo governo che uscirà dalle elezioni di febbraio di modificare la norma sulla Tares riportandola ad essere una tariffa (costo a fronte di servizio) e non una imposta patrimoniale sotto mentite spoglie, come sottolineato da vari gruppi al momento delle dichiarazione di voto.
La bocciatura iniziale in commissione Bilancio
Sul punto, la proposta iniziale (differimento dell'istituzione della Tares) era stata approvata all'unanimità in commissione Ambiente, ma bocciata dalla commissione Bilancio per problemi di copertura. Il decreto rifiuti è passato con il voto contrario dell'Idv e l'astensione di Radicali e Lega, a favore gli altri gruppi.
Terremoto Emilia, i contributi per la ricostruzione portati al 100%
Il decreto, che passa ora all'esame della Camera, comprende anche una norma che facilita l'accesso ai contributi per la ricostruzione del dopo terremoto in Emilia, e varie proroghe al 31 dicembre 2013 di gestioni commissariali, tra le quali figura anche quella relativa al naufragio della Costa Concordia. In particolare, il decreto approvato da Palazzo Madama prevede l'innalzamento dall'80 al 100% dei contributi per la ricostruzione dopo il terremoto in Emilia. Gli interventi per le popolazioni colpite dal terremoto nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, spiega il capogruppo della Lega Nord in commissione Ambiente, Gianpaolo Vallardi - copriranno integralmente «le spese occorrenti per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili».
L'emergenza a Roma: individuati i 4 impianti tmb nel Lazio
Intanto sono stati individuati i quattro impianti tmb che riceveranno i rifiuti indifferenziati prodotti a Roma, Fiumicino, Ciampino e Città del Vaticano. Il commissario per l'emergenza Rifiuti a Roma, il prefetto Goffredo Sottile, ha indicato i siti di: Albano Laziale (Roma), Viterbo, Colfelice (Frosinone) e Castelforte (Latina).
Ok emendamento trasversale su contributi post sisma Emilia
Per quanto riguarda il decreto sui rifiuti, la Commissione aveva approvato alla vigilia anche altri emendamenti per l'esame dell'Aula. Tra questi, uno firmato trasversalmente dai senatori emiliani è di "chiarimento' sui contributi per la ricostruzione post sisma in Emilia: si prevede che la concessione del contributo per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa, ad uso produttivo e per servizi pubblici e privati e delle infrastrutture, dotazioni territoriali e attrezzature pubbliche, distrutti o danneggiati (previsto dal Dl 74/2012) «può essere determinato in ogni caso in modo tale da coprire integralmente le spese occorrenti per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili». Si precisa poi che la disposizione «opera nell'ambito delle risorse già stanziate e non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».
Dalle apparecchiature elettroniche all'emergenza idrica alle Eolie
Un altro emendamento del relatore toglie la scadenza del febbraio 2013 prevista dal Dlgs 151/05 per i rifiuti da apparecchiature elettroniche. Una proposta di modifica firmata da Bruno Alicata (Pdl) estende la proroga delle gestioni commissariali all'emergenza idrica nelle Eolie. Approvato infine un emendamento del relatore che modifica il riferimento normativo contenuto nel decreto legge relativamente alla applicazione alla regione Campania (dopo la scadenza della proroga) delle norme relative alla organizzazione e gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi. Invece dell'articolo 19 del Dl 95/2012 si fa riferimento all'articolo 14 del Dl 78/2010; le due norme peraltro, sul punto, sono identiche.
La nota di Anie Confindustria: positiva per aziende e consumatori la facoltà di inserire eco contributo
L'industria rappresentata da Anie Confindustria prende atto con soddisfazione della sensibilità dimostrata dal ministero dell'Ambiente e dalla presidenza della commissione Ambiente del Senato che hanno supportato con convinzione la richiesta di inserire nel decreto legge emergenza rifiuti, da poco votato in Senato, l'emendamento che consente alle imprese la facoltà di continuare ad esporre l'eco contributo ambientale Raee. L'eco contributo ambientale previsto dalla normativa vigente in materia di Raee copre i costi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti. Renderlo visibile non potrà che migliorare la consapevolezza del consumatore in merito ai costi di gestione del fine vita delle apparecchiature, sensibilizzando sulle tematiche ambientali l'intera filiera. Speriamo che l'emendamento possa essere approvato in via definitiva alla Camera.