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domenica 12 maggio 2013

I PEPERONI AIUTANO A PREVENIRE IL PARKINSON


I PEPERONI AIUTANO A PREVENIRE IL PARKINSON
di Francesca Mancuso
I peperoni possono ridurre il rischio di ammalarsi di Parkinson. Lo dicono i numeri. Consumarli due o più volte a settimana infatti ridurrebbe del 30% la possibilità di essere colpiti da questa malattia neurodegenerativa.
A confermarlo un nuovo studio condotto presso la University of Washington di Seattle. Della stessa "famiglia” botanica del tabacco, i peperoni dunque possono essere gli alleati della salute nella lotta al Parkinson.
La patologia, come sappiamo, deriva dalla perdita di cellule cerebrali che producono dopamina. Nelle fasi iniziali, essa è caratterizzata dal classico tremore e dalla difficoltà nel controllare i movimenti. I sintomi iniziali includono infatti oltre al tremore alle mani, rigidità agli arti e problemi di deambulazione. Col progredire della malattia, però, subentrano anche problemi cognitivi e una progressione della demenza. Le fonti alimentari di nicotina possono però avere un effetto protettivo.
In effetti, sebbene alla nicotina possano essere imputati effetti negativi, precedenti studi hanno dimostrato che essa ridurrebbe della metà il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson.
Ma la dott.ssa Susan Searles Nielsen, del Dipartimento di Scienze ambientali ha studiato gli effetti della nicotina dal punto di vista alimentare. “Se il tabacco è effettivamente protettivo, e se il motivo è la nicotina come alcuni studi sperimentali suggeriscono, allora la nostra ipotesi era che le altre piante della famiglia delle Solanacee che contengono nicotina potrebbero essere anch'esse protettive", ha detto. Tra esse i peperoni e pomodori.
I soggetti che hanno preso parte allo studio erano 490 pazienti con nuova diagnosi di malattia di Parkinson ricevuta poco prima e altri 644 soggetti dello studio di controllo non imparentati e non affetti dalla patologia, dunque neurologicamente normali.
Ad essi è stato fornito un questionario per valutare il tipo di alimentazione e l'eventuale uso di tabacco. Esaminando i risultati, gli scienziati di Seattle hanno scoperto che nell'associazione tra il Parkinson e il consumo di alcune verdure, tra cui peperoni, pomodori e patate, i peperoni avevano mostrato la massima protezione. La diminuzione del rischio di malattia inoltre era più evidente con l'aumento del consumo di peperoni soprattutto nei soggetti che non avevano mai fatto uso di tabacco.
Tuttavia, saranno necessari ulteriori studi per confermare definitivamente questi risultati ed esplorare nuove vie per la prevenzione del Parkinson.
La ricerca è stata pubblicata ieri su Annals of Neurology.

martedì 27 novembre 2012

Morbo di Parkinson, c’è poca informazione


Morbo di Parkinson, c’è poca informazione

Morbo di Parkinson
Morbo di Parkinson, si sperimenta una nuova cura per rigenerare i neuroni
La IV Giornata dell’Informazione sulla Malattia di Parkinson nasce con l’intento di diffondere la conoscenza circa questa malattia: ancora si sa troppo poco ed è necessario informare la popolazione circa le modalità con cui colpisce e i progressi fatti nella ricerca.
Si legge nella nota diramata da Limpe che «una recente indagine dell’Eurisko ha evidenziato che il 78% dei parenti di pazienti parkinsoniani non conosce i sintomi della malattia e l’87% di loro non aveva minimamente pensato alParkinson prima della diagnosi». I sintomi sono difficili da interpretare e, se in passato si credeva che nella maggior parte dei casi questi si presentassero dopo i 60 anni di età, oggi è bene sapere che in un paziente su dieci compaiono anche prima dei 40 anni.
Il Presidente della Limpe, il professore Giovanni Abbruzzese, ha però colto l’occasione per dare buone notizie circa la ricerca sulla Malattia di Parkinson: «In Italia la ricerca sulla Malattia di Parkinson sta conoscendo un nuovo impulso e riteniamo che lo studio sullaprevenzione delle cadute possa aiutare quei pazienti che si trovano nella fase intermedio-avanzata della malattia e cominciano a presentare evidenti difficoltà di deambulazione e disturbi dell’equilibrio, con elevata frequenza del rischio di cadere».
Oggi purtroppo non esistono ancora farmaci o sostanze in grado di prevenire la Malattia di Parkinson e dunque la ricerca diviene indispensabile in tal senso. L’arma più efficace è assolutamente la diagnosi precoce, anche se non è sempre semplice diagnosticare la malattia in tempo.