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martedì 19 febbraio 2013

PUBBLICO, IL CARRELLO DELLA SPESA A TERRACINA


PUBBLICO, IL CARRELLO DELLA SPESA A TERRACINA
di Pierfederico Pernarella
Beni e servizi: è la privatizzazione, bellezza! Un credo politico a cui l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Procaccini sta votando buona parte delle proprie energie amministrative. O quelle che rimangono ai tempi del dissesto che, contrariamente da quanto si poteva pensare, ha aperto la strada, anzi un’autostrada all’ingresso dei privati nella gestione dei beni e dei servizi della città. Auguri.
L’uomo della strada ti prende sotto braccio e all’orecchio sussurra: «Qua, piano piano, ai privati gli danno pure l’aria». È un tipo naif l’uomo della strada ma come sempre ha saggezza da vendere, perché se l’aria – c’è da augurarsi – verrà risparmiata, per il resto l’amministrazione comunale si è messa a buon punto. Portando avanti in alcuni casi iniziative del precedente esecutivo, per altri invece mettendoci del suo. Molto del suo. Su un punto infatti non c’è dubbio: l’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Procaccini ha un debole particolare per le privatizzazioni. Dal Tempio di Giove all’illuminazione, passando per Morelle e la raccolta rifiuti, i trasporti, il canile. E chi più ne ha, più privatizzi. La lista dei servizi è già lunga ma di questo passo rischia di essere sterminata. Per certi versi non c’è nulla di cui meravigliarsi essendo un’amministrazione di centrodestra e dunque «politicamente» predisposta all’ingresso dei privati nella gestione della cosa pubblica. Punto di vista legittimo fino a prova contraria, ma non si può trascurare un dettaglio: da qui ai prossimi dieci anni, nelle gestioni di beni e servizi affidate ai privati, ballano decine e decine di milioni di euro. Non è uno scherzo, insomma. Gli interessi in gioco, finanziari e non solo, sono pazzeschi. Il che stride con una città economicamente depressa e un Comune in stato di dissesto finanziario. Già, il dissesto. Ma con la dichiarazione del crac, l’ente municipale non avrebbe dovuto adoperarsi per gestioni in economia magari attraverso l’impiego di personale interno? Pare di no, se è vero come è vero, che la Giunta intende «esternalizzare» persino il servizio di consegna dei blocchetti della mensa, oggi gestito dall’Azienda Speciale. Non parliamo di cifre astronomiche – pare circa 2.000 euro al mese – ma è il segnale di un trend. Che altrove vuol dire qualche zero in più. È il caso del Tempio di Giove affidato alla società «Munus». L’appalto prevede un costo a carico del privato pari a 1.200.000 euro spalmato in quattro anni, garantendo al Comune il 40% degli introiti degli ingressi. Una bella sfida che a quanto pare si è fatta già sentire sul costo del biglietto. E poi ci sono i trasporti: 12 milioni spalmati in 9 anni alla Cotri. E l’illuminazione: 800.000 euro all’anno per 12 anni alla Gemmo S.p.A. in cambio del rifacimento del parco luci della città e del risparmio energico. Il Comune avrà forza e mezzi per vigilare sulla corretta applicazione di queste gestioni milionarie? Con altri privati, la Terracina Ambiente è finita come sappiamo. Ma è acqua passata. L’affare dei rifiuti ora sarà gestito solo dai privati: l’appaltone da circa 48 milioni di euro per sei anni per il servizio di raccolta, a cui si è aggiunto il project financing dell’impianto di Morelle. Che appunto sarà rimesso in funzione e gestito da privati, secondo le direttive della Provincia di Latina a cui il Comune ha affidato il compito di redigere il progetto. Della serie, quando ancora non sono i privati, sono sempre gli altri, seppure sempre enti pubblici. Ed è con un project financing che sta andando avanti il progetto della piscina a San Martino. Il privato in questione è l’ex consigliere Alfredo Lauretti che, in cambio dell’investimento, otterrà la gestione dell’impianto per i prossimi quarant’anni. Resta ancora tutta pubblica, con l’Azienda Speciale, la gestione del Terzo settore. Ma per quanto ancora? Intanto nei giorni scorsi è stata approvata la delibera per l’affidamento ai privati del canile. I soldi per pagare i volontari non ci sono, ma per un ditta esterna sì: 150.000 euro all’anno. Miracoli delle privatizzazioni.

sabato 16 febbraio 2013

ACQUA PUBBLICA, A BRUXELLES UN MILIONE DI FIRME CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE


ACQUA PUBBLICA, A BRUXELLES UN MILIONE DI FIRME CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE
L'annuncio ufficiale arriva dal vicepresidente della Commissione UE Maros Sefcovic: un milione di persone ha aderito alla campagna Right2Water attraverso lo strumento noto come Iniziativa dei Cittadini Europei, che permette di sottoporre a Bruxelles temi di interesse comunitario, raccogliendo appunto un milione di firme in almeno 7 Paesi dell'Unione.
Il comitato promotore - che raccoglie una serie di organizzazioni in Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia (con CGIL Funzione Pubblica e Forum italiano dei movimenti per l'acqua), Olanda, Repubblica Ceca, Romania e Spagna - ha centrato l'obiettivo in meno di sei mesi. E ha già annunciato di voler doppiare il traguardo: la campagna continuerà fino a settembre per arrivare a due milioni di firme e mettersi al sicuro dal rischio che parte delle adesioni vengano considerate non valide.
Una volta terminata la raccolta, infatti, le sottoscrizioni devono essere certificate dalle autorità competenti degli Stati membri coinvolti. Solo a quel punto l'ICE viene trasmessa alla Commissione Europea, che deve esaminare la richiesta e decidere come procedere.
Nel caso di Right2Water, la richiesta rivolta a Bruxelles è di proporre norme comunitarie per l'accesso universale all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari e contro la privatizzazione, in linea con lo slogan dell'iniziativa “L'acqua è un diritto, non una merce”.
Gli organizzatori della campagna saranno chiamati ad illustrare l'iniziativa all'Esecutivo UE e potranno presentarla in un'audizione pubblica al Parlamento Europeo, dove la presidente della Commissione Petizioni Erminia Mazzoni si è già detta pronta a convocarli. Il tutto, entro tre mesi, scaduti i quali la Commissione Europea dovrà adottare una comunicazione con le conclusioni sull'ICE.
Lì l'Esecutivo UE spiegherà come intende procedere e, se lo riterrà impossibile, dovrà motivare l'eventuale decisione. La strada da qui in poi non è affatto in discesa: la proposta della Commissione potrebbe non arrivare; agli Stati membri, soprattutto ad alcuni, l'idea di sottrarre al mercato una risorsa così preziosa probabilmente sembrerà fuori discussione. La mobilitazione dovrà essere ancora maggiore a quel punto per strappare un risultato.
Intanto, un importante risultato è stato raggiunto e ad ammetterlo è lo stesso Sefcovic: "L'obiettivo delle iniziative dei cittadini europei è quello di innescare dibattiti paneuropei sulle questioni che preoccupano i cittadini di tutta Europa e ottenere che quelle questioni entrino nell'agenda comunitaria. Right2Water ha certamente ottenuto questo".