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domenica 31 agosto 2014

Terracina, a settembre la festa della Cgil ‘Piazza bella piazza’

Terracina, a settembre la festa della Cgil ‘Piazza bella piazza’

cgil “Piazza bella piazza” è il titolo della Festa della Cgil della provincia di Latina che si terrà il 10 settembre prossimo nell’ambito della sesta edizione di “100 piazze nel Lazio”. La manifestazione, all’interno della quale ci saranno spazi di dibattito, musica, informazione, si terrà presso il molo di Terracina.
I dettagli dell’iniziativa saranno illustrati domani, sabato 30 agosto, alle 11.30 nel corso di una conferenza stampa alla quale parteciperanno il Segretario Generale della Camera del Lavoro di Latina Anselmo Briganti,  Maria Cristina Compagno e Dario D’Arcangelis, componenti della segreteria provinciale Cgil.
L’appuntamento è presso la sede della Cgil in via Cerveteri a Latina.
I colleghi giornalisti sono invitati a partecipare.

domenica 2 giugno 2013

Lavoro, la Cgil lancia l'allarme: "Ci vorranno 63 anni per tornare ai livelli occupazionali del 2007"

Lavoro, la Cgil lancia l'allarme: "Ci vorranno 63 anni per tornare ai livelli occupazionali del 2007"

Anche se l'Italia intercetterà la ripresa ci vorranno 63 anni per recuperare i livelli occupazionali del 2007. Solo nel 2076, cioé, si tornerebbe alle 25.026.400 unità di lavoro standard nel 2007. E' quanto risulta da uno studio dell' ufficio economico Cgil che prende come punto di partenza il contesto attuale. Nello studio della Cgil'La ripresa dell'anno dopo - Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l'occupazione", si simulano però alcune ipotesi di ripresa, nell'ambito delle attuali tendenze e senza che si prevedano modifiche significative di politica economica, sia nazionale che europea, per dimostrare la necessità di "un cambio di paradigma: partire dal lavoro per produrre crescita". Se quello delineato inizialmente è quindi lo scenario peggiore, lo studio Cgil prende in considerazione "ipotesi più ottimistiche" legate alla proiezione di un livello di crescita pari a quello medio registrato nel periodo 2000-2007, ovvero del +1,6%. In questo caso il risultato prevede che il livello del Pil, dell'occupazione e dei salari verrebbe ripristinato nel 2020 (7 anni dopo il 2013) mentre quello della produttività nel 2017 e il livello degli investimenti nel 2024 (12 anni dopo il 2013).
La perdita cumulata è pari a 276 miliardi di euro di Pil - Lo studio della Cgil calcola inoltre anche la perdita cumulata generata dalla crisi, cioé il livello potenziale di crescita che si sarebbe registrato nel caso in cui la crisi non ci fosse mai stata, e che è pari a 276 miliardi di euro di Pil (in termini nominali oltre 385 miliardi, circa il 20% del Pil). Uno studio, quindi, funzionale alla Cgil per rivendicare la centralità del lavoro. "Per uscire dalla crisi e recuperare la crescita potenziale occorre un cambio di paradigma", osserva il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, secondo il quale "per non attendere che sia un'altra generazione ad assistere all'eventuale uscita da questa crisi, e ritrovare nel breve periodo la via della ripresa e della crescita occupazionale, occorre proprio partire dalla creazione di lavoro".
Il ministro Giovannini: "Piano in tre mosse per rilanciare l'occupazione" - L'accordo siglato tra sindacati e Confindustria sulla rappresentanza è "un risultato storico che testimonia la volontà forte delle parti sociali di cooperare per risolvere i problemi". Lo afferma il ministro del Lavoro Enrico Giovannini in un'intervista a La Repubblica nella quale spiega anche il "piano in tre mosse" che il governo sta mettendo a punto per rilanciare l'occupazione, soprattutto giovanile e sottolineando che mettere intanto risorse per l'Imu serve "per sostenere i consumi".. "Innanzitutto - dice - va reso più fluido il funzionamento del mercato del lavoro. E le misure normative saranno a costo zero" attraverso una "manutenzione" della legge Fornero, in particolare sui tempi e le motivazioni per i contratti a termine. Bisognerà intervenire anche sull'apprendistato perché "le imprese denunciano complicazioni nell'applicazione di questo contratto", fermo restando che si tratta di una tipologia "fondamentale perché è una risposta al precariato" e "può essere lo strumento intermedio" tra tempo determinato e indeterminato. Il secondo tipo di interventi, spiega Giovannini, "é invece oneroso ad esempio per ridurre le tasse e i contributi sulle assunzioni dei giovani, introdurre incentivi per la creazione di nuove imprese giovanili. La stessa staffetta anziani-giovani fa parte di questa categoria. Poiché sono necessarie risorse finanziarie ci dovremo ragionare a fondo. Poi ci sono gli investimenti per lo sviluppo. Pensiamo all'attivazione di fondi della Bei".

venerdì 25 gennaio 2013

'Lavoro e' come pane, da qui per uscita crisi'


'Lavoro e' come pane, da qui per uscita crisi'

25 gennaio, 17:04
Susanna Camusso alla Conferenza di Programma al Palalottomatica Susanna Camusso alla Conferenza di Programma al Palalottomatica
'Lavoro e' come pane, da qui per uscita crisi'
ROMA - "Creare lavoro per dare futuro e sviluppo al Paese": con questo slogan la Cgil, con il segretario generale Susanna Camusso, presenta oggi alla Conferenza di programma il Piano del lavoro. Un nuovo Piano del lavoro, a distanza di 64 anni da quello firmato nel 1949 da Giuseppe Di Vittorio.
Al centro ci sono i giovani. E, appunto, la creazione di posti di lavoro. A questo obiettivo possono essere destinati 50-60 miliardi di euro nel triennio. L'attivazione del Piano avrebbe un impatto, nel 2013-2015, di un +2,9% sull'occupazione, +3,1% sul Pil e riporterebbe la disoccupazione ai livelli pre-crisi. In particolare, secondo una simulazione econometrica del Cer (Centro Europa ricerche), la sua attuazione potrebbe generare per l'occupazione (prevista a -0,4% quest'anno) una crescita dell'1,9% nel 2013, dello 0,6% nel 2014 e dello 0,4% nel 2015. Il tasso di disoccupazione (che oggi viaggia oltre l'11%) quindi potrebbe arrivare al 7% nel 2015 (9,6% nel 2013 e 8,5% nel 2014). Il Pil, sempre sulla base delle stesse proiezioni, potrebbe segnare una crescita cumulata del 3,1% (2,2% nel 2013, 0,8% nel 2014, 0,1% nel 2015). Una forte spinta arriverebbe dagli investimenti (+10,3% sempre nel triennio). Aumenterebbero anche il reddito disponibile (+3,4%) e i consumi delle famiglie (+2,2%).
Le risorse vanno destinate principalmente al piano "straordinario" di creazione "diretta" di posti di lavoro (15-20 miliardi), al sostegno all'occupazione e agli ammortizzatori sociali (5-10 miliardi), ad un "nuovo" welfare (10-15 miliardi), ai progetti operativi (4-10 miliardi) ma anche alla "restituzione fiscale" (15-20 miliardi). Per recuperarle, si fa leva innanzitutto su una "riforma organica" del sistema fiscale, con un "allargamento" delle basi imponibili, una "maggiore progressività" delle imposte ed una patrimoniale sulle grandi ricchezze, insieme ad un recupero "strutturale" dell'evasione: da qui possono arrivare, come entrate, almeno 40 miliardi annui. Altri 20 miliardi di risparmi strutturali possono essere generati dalla riduzione dei costi della politica e degli sprechi e dalla "redistribuzione" della spesa pubblica. Insieme ad un utilizzo programmato dei Fondi strutturali europei. Anche il riordino delle agevolazioni e dei trasferimenti alle imprese può consentire il recupero di almeno 10 miliardi. Il piano punta anche su un "ritrovato protagonismo dell'intervento pubblico" come "motore" dell'economia. La Cassa depositi e prestiti può diventare "uno dei soggetti essenziali per l'innovazione e la riorganizzazione del sistema Paese".
"Parlare del lavoro è parlare del pane". Il lavoro è "l'unica vera condizione per creare ricchezza nel nostro Paese e nel mondo". E' "la condizione per uscire dalla crisi". Così il leader della Cgil, Susanna Camusso, aprendo la Conferenza di programma con la presentazione del Piano del lavoro. "Creare e difendere lavoro è l'unica premessa credibile di una proposta per uscire dalla crisi".
"Le scelte europee e la loro traduzione italiana hanno aggravato la crisi, non hanno posto le premesse per uscirne. Perché è stata sbagliata la premessa: quella del rigore e dell'ossessione del debito pubblico": così il segretario generale della Cgil. "Dobbiamo essere netti: non si esce dalla crisi italiana - dice - se non c'é un governo che sappia e voglia scegliere, che sappia proporre una via di uscita dalla crisi".
"La prima grande necessità si chiama equità fiscale, una seria progressività della tassazione e una tassa sulle grandi ricchezze, sui patrimoni e sulle rendite finanziarie mobiliari e immobiliari", sottolinea Camusso. Un'altra delle "strade di finanziamento" viene dalla lotta all'evasione fiscale: "Dopo anni di propaganda pro-evasione, il tema deve e può tornare sui giusti binari".
Siamo "convinti che l'Italia può uscire dalla crisi se è tutta insieme" e non "a pezzi". Così il segretario generale della Cgil introducendo la Conferenza di programma con il Piano del lavoro. "A pezzi - aggiunge - si aggrava la crisi".
ELEZIONI: CAMUSSO, SERVE RISPETTO, NO CREARE NEMICI - "Non è riconoscimento e rispetto quel tramestio che caratterizza la campagna elettorale, che non distingue i ruoli, che confonde responsabilità, che crea nemici per non provare a misurarsi sui contenuti, che scarica responsabilità per non ammettere che ha trascurato il Paese". Così il leader Cgil, Susanna Camusso, sulle ultime polemiche.

giovedì 22 novembre 2012

PRODUTTIVITÀ: C'È L'ACCORDO MA SENZA LA CGIL


PRODUTTIVITÀ: C'È L'ACCORDO MA SENZA LA CGIL


C'è l'accordo tra imprese e sindacati sulla produttività, ma senza la Cgil. La firma da parte delle imprese e di Cisl-Uil-Ugl è avvenuta stasera a Palazzo Chigi. Mario Monti ha definito l'accordo un "passo importante" (il governo ci mette 2,1 miliardi nel periodo 2013-2014) per innalzare la competitività del paese e attrarre così maggiori investimenti stranieri. Il premier si è anche augurato che la firma della Cgil arrivi in un secodo tempo ma la leader del sindacato Susanna Camusso  non ha cambiato opinione ed ha parlato di "strada sbagliata"."Oggi le Parti sociali (ABI, ANIA, Confindustria, Lega Cooperative, Rete imprese Italia, CISL, UIL, UGL) - dice il comunicato di palazzo Chigi - hanno firmato l’accordo che fissa le “Linee programmatiche per la crescita della produttività e della competitività in Italia”. Il Governo è convinto che l’intesa rappresenti un passo importante per il rilancio dell’economia, la tutela dei diritti dei lavoratori e il benessere sociale. L’accordo conclude un percorso iniziato il 5 settembre con l’incontro tra il Governo e gli imprenditori e poi proseguito l’11 settembre con le organizzazioni sindacali. In tali incontri, il Presidente del Consiglio Mario Monti aveva sollecitato l’impegno a migliorare il livello della produttività del lavoro in Italia, innalzare la competitività e l’attrattività degli investimenti. A questo fine aveva incoraggiato il confronto tra le parti sociali, condividendone lo spirito e gli obiettivi. Per questo il Governo ha proposto nella legge di Stabilità uno stanziamento complessivo di 1,6 miliardi di euro per il periodo 2013/2014 per la detassazione del salario di produttività - stanziamento che si è poi ulteriormente esteso nel tempo e rafforzato a 2,1 miliardi per effetto degli emendamenti approvati alla Camera - ponendo come condizione per erogare questi incentivi finanziari che le parti trovassero un accordo adeguato a tali finalità".

mercoledì 14 novembre 2012

Cgil in piazza. Camusso: 'L'austerità strangola il lavoro'


Cgil in piazza. Camusso: 'L'austerità strangola il lavoro'

E attacca Monti: 'Un anno di disastri'

Susanna Camusso, segretario generale della Cgil nazionale, con il sindaco di Terni Leopoldo di  Girolamo Susanna Camusso, segretario generale della Cgil nazionale, con il sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo
Cgil in piazza. Camusso: 'L'austerità strangola il lavoro'
ROMA - Giornata di mobilitazione europea della Ces (la Confederazione europea dei sindacati), "per il lavoro e la solidarietà e contro l'austerità", nell'ambito della quale la Cgil ha proclamato uno sciopero generale di quattro ore ed è scesa in 100 piazze italiane. La manifestazione principale a Terni, partita dai cancelli delle acciaierie ThyssenKrupp, scelta come simbolo delle incertezze sul futuro produttivo del Paese, con il leader del sindacato di Corso Italia, Susanna Camusso: "L'austerità sta strangolando il lavoro, impoverendo il Paese. Ci rivolgiamo al governo" che, seguendo "pedissequamente" una linea di rigore, "sta determinando una profondissima recessione che toglie qualunque speranza al lavoro", ha detto Camusso. Quello del governo Monti, ha sostenuto, è stato "un anno di disastri e non risposte al mondo del lavoro. E non ci continuino a raccontare che c'e' una luce in fondo al tunnel, serve verita'".
Proteste e disagi stanno comunque interessando molte città. E non mancano gli scontri: un poliziotto è stato ferito gravemente a Torino dagli autonomi. Oltre allo sciopero della Cgil, oggi ci sono anche lo sciopero generale proclamato dai Cobas e quello dei Cub per la scuola e numerosi cortei di studenti e centri sociali, spesso sfociati in momenti di tensione.
Tornando alle iniziative della Cgil, le manifestazioni si sono svolte in cento piazze d'Italia. La Fiom è a Pomigliano, dopo la decisione della Fiat di licenziare 19 operai per assumere altrettante tute blu della Cgil, in seguito all'ordinanza della Corte d'Appello di Roma: cori si sono levati contro il ministro del Lavoro Elsa Fornero e l'ad del Lingotto Sergio Marchionne. Al corteo partecipano, oltre al leader della Fiom Maurizio Landini, i leader di Sel Nichi Vendola e dell'Idv, Antonio Di Pietro.
Alla giornata di mobilitazione europea hanno aderito anche la Cisl e la Uil ma con iniziative diverse dallo sciopero: Raffaele Bonanni all'assemblea della Funzione pubblica della Cisl contro i tagli all'Inps e all'Inail; Luigi Angeletti a Napoli incontra studenti e insegnanti di un istituto superiore per un confronto sulla crisi che parte dalla scuola e dal lavoro per i giovani. "Non bisogna scappare dalle piazze", ha detto Camusso a Cisl e Uil. "In questa stagione così difficile in cui cresce la disperazione ciò che un sindacato deve fare è dare un messaggio di possibilità alle persone, di non rassegnarsi".
Lancio di uova, poi l'invasione della Cisl di Bologna. E' il blitz del collettivo degli studenti che ha sfilato in corteo nel capoluogo emiliano. La sede di via Milazzo è stata occupata simbolicamente per un paio di minuti, ma c'é stata tensione tra attivisti e persone all'interno degli uffici. Sono volati spintoni. Poi il corteo è ripartito. La Cisl ha condannato la "grave aggressione" definendola "conseguenza di un clima sempre più avvelenato che da più parti si sta alimentando, anche all'interno del movimento sindacale, di fronte ai problemi reali che vivono oggi i lavoratori e i giovani".
In Europa sono in corso iniziative in 23 dei 27 paesi, con scioperi generali anche in Spagna, Portogallo e Grecia. Dallo sciopero della Cgil sono escluse le zone della Toscana e dell'Umbria colpite dal maltempo. Per quanto riguarda i trasporti, dalle 14 alle 18 lo stop riguarda le ferrovie; ritardano di quattro ore le partenze di navi ed traghetti; si fermano le ultime quattro ore gli addetti di autostrade e Anas e gli autisti di camion. Lo sciopero non riguarda il trasporto aereo e il trasporto pubblico locale. Per il pubblico impiego l'astensione è invece indetta per l'intero turno.

giovedì 13 settembre 2012

Lavoro, è scontro Cgil-Monti


Lavoro, è scontro Cgil-Monti

Il Prof attacca lo statuto dei lavoratori.

Guerra aperta tra il presidente del Consiglio, Mario Monti e il segretario della Cgil, Susanna Camusso.
Tema della discordia: il lavoro.
Al leader sindacale non sono, infatti, andate giù le parole affermate dal premier collegato in videoconferenza durante un convegno dell'università Roma Tre: «Certe disposizioni dello Statuto dei lavoratori ispirate all'intento nobile di difendere i lavoratori», ha detto Monti giovedì 13 settembre «hanno determinato insufficiente creazione di posti di lavoro».
NESSUNA IDEA. Apriti cielo. La risposta targata Cumusso è arrivata come un fulmine a ciel sereno: «Penso che sia la dimostrazione che questo governo non ha idea su cosa fare per lo sviluppo e la crescita». Non solo. «Pare che il governo abbia esaurito qualunque spinta propulsiva. La ripetizione di un film che abbiamo già visto».
CERCASI CRESCITA. Camusso è un fiume in piena: «Ci dica il governo cosa vuol fare per la crescita». «Non vorrei che qualcuno, siccome non c'è una idea su nulla, si reiventasse una logica contro i lavoratori. Mi pare che abbiamo fatto già abbastanza contro i lavoratori».
Per il numero uno della Cgil «si continua a riproporre ricette che hanno già dimostrato la loro fallimentarietà oppure si butta la palla in un altro campo, come hanno fatto sulle questioni della produttività».
E ancora. «È il peggiore liberismo, quello che ha teorizzato che la diseguaglianza abbia fatto crescere il mondo sono quattro anni che il mondo non sa uscire dalla crisi determinata proprio da quella logica lì».