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domenica 4 novembre 2012

Consumo del suolo, via libera delle Regioni al ddl Catania


Consumo del suolo, via libera delle Regioni al ddl Catania

Proposta una moratoria di tre anni che impedisca il consumo di superficie agricola

31/10/2012 - La Conferenza Unificata ha dato parere positivo, ma condizionato all’accoglimento di alcune osservazioni, al disegno di legge in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo, presentato dal Ministro delle Politiche agricole Mario Catania.Letto 1969 volt
Consumo del suolo, via libera delle Regioni al ddl Catania

Norme correlate

Bozza non ancora in vigore 30/10/ 2012

Schema di disegno di legge recante norme di delega in materia di infrastrutture, trasporti e territorio..

Bozza non ancora in vigore 10/09/ 2012

Disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo ..

Il ddl - ricordiamo - mira a valorizzare le aree agricole, tutelare il paesaggio e l’ambiente, limitare il consumo di suolo e promuovere uno sviluppo equilibrato delle aree urbanizzate e delle aree rurali (leggi tutto).

Le Regioni hanno espresso un giudizio favorevole presentando però degli emendamenti “per migliorare il testo che, nella fase iniziale, era inattuabile e incostituzionale” ha detto Dario Stefàno, assessore all’Agricoltura della Regione Puglia e coordinatore della Commissione Agricoltura della Conferenza dei governatori.

Una delle proposte di modifica avanzate dalle Regioni è unamoratoria - per tre anni dall’entrata in vigore della legge - che impedisca il consumo di superficie agricola, fatte salve le opere pubbliche e di pubblica utilità e le previsioni degli strumenti urbanistici vigenti, e gli interventi strumentali all’esercizio delle attività degli imprenditori agricoli.

Le Regioni hanno chiesto di sostituire la norma che avrebbe fissato l’estensione massima di terreni agricoli edificabili a livello nazionale con un 'obiettivo nazionale in termini quantitativi di riduzione del consumo di suolo agricolo'. Inoltre, il testo ministeriale vietava il cambio di destinazione d'uso per i terreni agricoli che hanno usufruito di aiuto di Stato o comunitari; le Regioni chiedono di aggiungere a questo divieto anche quello di realizzare interventi di trasformazione urbanistico-edilizia non funzionali all'attività agricola. Tali vincoli dovranno essere esplicitati negli atti di trasferimento della proprietà e del possesso dei terreni.

Per il Ministro Catania, le proposte emendative delle Regioni sono “in larga parte condivisibili”. “Un primo passaggio istituzionale è stato completato - ha proseguito Catania. Questa non può che essere considerata una buona notizia da tutti coloro che credono che la cementificazione dei terreni agricoli del Paese sia un’emergenza nazionale. Ora il nostro obiettivo è quello di proseguire nell’iter previsto, che richiede un ulteriore passaggio a Palazzo Chigi prima del coinvolgimento del Parlamento, per fare in modo che questo provvedimento diventi legge prima della fine dell’attuale legislatura”.

Un parere favorevole ‘con riserva’ è arrivato anche dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci). Il provvedimento dovrebbe essere “inquadrato nell’ambito della problematica della legge sui suoli - ha commentato il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, presente per l’Anci al tavolo - mentre questo ddl riguarda solo il suolo agricolo”. “Servirebbe una valutazione più generale” ha concluso, sottolineando che i sindaci sono comunque d’accordo sulle ‘finalità generali’ del provvedimento.

Le autonomie locali si sono espresse su un testo sostanzialmente modificato rispetto alla versione originaria: innanzitutto il suolo è stato definito ‘bene comune e risorsa non rinnovabile’ e, come tale, dichiarato meritevole di tutela nel suo stato di fatto.

Sulla definizione di ‘aree agricole’ che rimandava alla classificazione operata dagli strumenti urbanistici vigenti, aveva espresso alcune perplessità l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) alla vigilia della riunione della Conferenza Unificata. Secondo l’Inu, questa impostazione rischiava di  legittimare le operazioni speculative che spesso si nascondono dietro le modifiche dei piani comunali.

Soddisfazione per le modifiche apportate al testo è stata espressa da Legambiente: “I tavoli tecnici della Conferenza Unificata tra Stato e Regioni hanno prodotto un testo sensibilmente migliorato, che ci permette di esprimere un primo giudizio molto positivo sul ddl - ha dichiarato Damiano Di Simine, responsabile suolo di Legambiente -; ci sono ancora margini di miglioramento, che non mancheremo di segnalare nel corso dell’istruttoria parlamentare”.

“Ci auguriamo - ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - che la responsabilità finora dimostrata dagli esecutivi di Stato e Regioni non venga frustrata da ostacoli e lungaggini nell’iter parlamentare. L’approvazione della legge a tutela dei suoli introduce un fondamentale caposaldo giuridico in un ordinamento totalmente sguarnito di strumenti atti a prevenire le speculazioni edilizie sui suoli agricoli, si tratta di una profonda quanto irrinunciabile innovazione legislativa da cui trarranno grande vantaggio l’agricoltura, l’ambiente e l’assetto del territorio del nostro Paese”.

Ancora l’Inu auspica che il Governo riassuma le norme sul consumo di suolo, insieme con quelle sulle città e sul territorio approvate e allo studio, in un provvedimento organico e complessivo di riforma del governo del territorio, regolamentato da una legge del 1942.

Sulla riforma della legislazione in materia di edilizia e urbanistica il Governo sta già lavorando, attraverso il disegno di legge su infrastrutture, trasporti e territorio, che punta ad armonizzare tutte le disposizioni esistenti, riordinare Dia, Scia e permesso di costruire, favorire il risparmio energetico in edilizia e limitare il consumo di suolo. Il disegno di legge è stato approvato proprio ieri dal Consiglio dei Ministri (leggi tutto).

venerdì 14 settembre 2012

Governo approva ddl per ridurre cementificazione terreni


Governo approva ddl per ridurre cementificazione terreni

ROMA (Reuters) - Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare il disegno di legge per valorizzazione le aree agricole e contenere il consumo del suolo.
Per spiegare l'importanza del provvedimento, il governo dice che "in Italia ogni giorno si cementificano 100 ettari di superficie libera".
"Dal 1956 al 2012 il territorio nazionale edificato è aumentato del 166%. La perdita di superficie agricola - e la conseguente riduzione della produzione - impedisce al Paese di soddisfare completamente il fabbisogno alimentare nazionale e aumenta la dipendenza dall'estero", si legge in una nota di Palazzo Chigi.
Il ddl mira a garantire l'equilibrio tra i terreni agricoli e le zone edificate o edificabili, ponendo un limite massimo al consumo di suolo e stimolando il riutilizzo delle zone già urbanizzate. Ha inoltre l'obiettivo di promuovere l'attività agricola che si svolge (o si potrebbe) svolgere su di essi, contribuendo alla salvaguardia del territorio.
"Il mantenimento dell'attività agricola infatti consente di poter gestire il territorio e contribuisce a diminuire il rischio di dissesti idrogeologici".
Più in dettaglio, il disegno di legge identifica come "terreni agricoli" tutti quelli che, sulla base degli strumenti urbanistici in vigore, hanno destinazione agricola.
Viene inoltre introdotto un meccanismo di identificazione, a livello nazionale, dell'estensione massima di terreni agricoli edificabili (ossia di quei terreni la cui destinazione d'uso può essere modificata dagli strumenti urbanistici).
Lo scopo, dice Palazzo Chigi, "è quello di garantire uno sviluppo equilibrato dell'assetto territoriale e una ripartizione calibrata tra zone suscettibili di utilizzazione agricola e zone edificate".
Il provvedimento prevede inoltre il divieto di cambiare la destinazione d'uso dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuto di Stato o di aiuti comunitari.

domenica 9 settembre 2012

Ddl anticorruzione, Monti: "Essenziale per competitività". Severino: "Reddito salirebbe del 2-4%"


Ddl anticorruzione, Monti: "Essenziale per competitività". Severino: "Reddito salirebbe del 2-4%"

La legge sulla corruzione serve, anzi è "essenziale" all'Italia per essere competitiva: parola del presidente del Consiglio, Mario Monti, che lo ha ripetuto al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Una scelta non casuale, considerato che al Forum ha partecipato anche il segretario Pdl Angelino Alfano. Proprio il Popolo della Libertà è il partito che pone più paletti sul disegno di legge che sarà martedì in commissione Giustizia al Senato. Lo stesso Alfano oggi ha ricordato l'accordo fra partiti e governo del marzo scorso in base al quale si sarebbe dovuti procedere parallelamente sui tre dossier, aggiungendo che l'esecutivo deve "battere due colpi". Ma per il Pd, la capogruppo in Senato Angela Finocchiaro, ha risposto che "volere legare l'approvazione dell'anticorruzione al Senato al provvedimento sulle intercettazioni e a quello sulla responsabilità civile dei magistrati inserito nella Comunitaria significa solo voler bloccare tutto".
Pd e Udc sono i partiti che più sostengono il bisogno di approvare il testo - L'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha dichiarato che va fatto in questa legislatura e "non é accettabile un rinvio". Anche la Lega Nord chiede l'approvazione "in fretta" ma a una condizione, ha spiegato Roberto Maroni, cioè che non si ponga la fiducia. Di riforma "doverosa e migliorativa" ha parlato il presidente dell'Anm Rodolfo Sanelli, convinto però che si debba"fare di più".
Chi invece boccia il testo è l'Idv - Antonio Di Pietro è convinto che serva una legge ma che quella approdata in Parlamento non sia giusta. "Governo e Parlamento, che fino ad oggi non ci hanno voluto ascoltare - ha sottolineato - sono partiti con il piede sbagliato". Però, l'ex pm ha anche ribadito la distanza dal partito di Berlusconi aggiungendo che "il progetto per limitare le intercettazioni e quello sulla responsabilità civile dei magistrati non hanno nulla a che vedere con la lotta alla corruzione".
A spiegare i benefici della lotta alla corruzione è stato il ministro della Giustizia Paola Severino - Secondo le stime della Banca Mondiale, ha ricordato, con una lotta efficace il reddito potrebbe salire del 2-4%. Anche per questo considera il provvedimento "urgente" e il governo "si spenderà moltissimo" per l'approvazione del testo che è stato già calendarizzato in Parlamento. La sottolineatura non è da poco visto che il Pdl vorrebbe che andasse di pari passo con quelli su intercettazioni e responsabilità civile dei pm, che invece non sono stati messi in calendario. Quando lo saranno il Governo darà il suo contributo perché "non ha tabù" ma "intanto bisogna vedere le fattibilità concrete. Abbiamo un provvedimento che è calendarizzato per martedì, che è già andato molto avanti e sul quale occorre confrontarsi ancora. Io sono disponibilissima", dice.