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giovedì 28 marzo 2013

Terracina: dimissioni assessore!!!!!


COMUNICATO STAMPA



            Nel corso del Consiglio Comunale di ieri, a fronte di una mia precisa domanda sul fatto che l’Assessore De Gregorio fosse ancora seduto tra i banchi della Giunta, nonostante avesse dato le dimissioni a causa dell’incompatibilità con la sua candidatura alla carica di Consigliere Regionale, il Sindaco ha risposto che la carica era congelata e che l’Assessore continuava nel frattempo a svolgere le sue mansioni.

            Oltre alla banale osservazione che con tale comportamento si aggira la legge, ho preso atto che da oggi a Terracina C’E’ UN ASSESSORE CONGELATO. SPERIAMO CHE LO CUCINANO SUBITO ALTRIMENTI RISCHIA DI PUTREFARE E PUZZARE.

            Tale congelato è frutto di una ennesima crisi di maggioranza, che segue quella della scorsa estate, dove il Consiglio comunale è stato anch’esso congelato da Giugno a Settembre, così come è stato congelato da Gennaio a Marzo di questo anno, e non è ancora finita, visto che siamo in presenza di un Assessore Congelato ed in piena crisi politico Amministrativa.

            A chi sarà appioppato questo congelato? Pare all’Azienda Speciale Terracina, visto la sua intempestiva ed inopportuna visita con parallela rivendicazione del posto di Presidente del C d A nella sede dell’Azienda.

            Il Sindaco ha comunque tranquillizzato i presenti affermando che nonostante la non convocazione del Consiglio Comunale per circa 6 mesi su diciotto di consiliatura non è un problema, poiché la Giunta ha continuato a lavorare giorno e notte.

                        VOGLIO DIMOSTRARE CHE QUESTO NON E’ VERO.

            Il verbale n. 5 del 28 Febbraio 2013, redatto dal collegio dei Sindaci revisori del Comune, presieduto dal Dott. Luigi Maragoni,  recita :

            Visto che il comma 8 dell’art. 1 della legge 190/2012 prevede che, entro il 31 Gennaio di ogni anno l’organo di indirizzo politico adotti il piano triennale di prevenzione della corruzione, si chiede all’Ente se abbia ottemperato a tale dispositivo normativo.

Entro il 31 gennaio di ogni anno (a partire dal 31 Gennaio 2013) il Consiglio Comunale ( Provinciale) , su proposta del segretario, adotta il piano triennale di prevenzione della corruzione (art. 1, comma. 190/2012).
           
            Entro il 31 Gennaio di ogni anno (a partire dal 31 Gennaio 2013) il segretario deve definire le procedure appropriate per selezionare e formare, ai sensi del comma 10, i dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione ( art. 1, comma. 190/2012).

            Entro il 15 Dicembre di ogni anno (a partire dal 15 Dicembre 2013) il segretario pubblica nel sito Web dell’Amministrazione una relazione recante i risultati dell’attività svolta e la trasmette al Consiglio Comunale (art. 1, comma. 190/2012).

            Ho preso ad esempio queste osservazioni del Collegio dei Sindaci revisori, per dimostrare che quanto affermato dal Sindaco non è vero, e cioè, quando c’è in atto la crisi dell’Amministrazione Comunale, la stessa non funziona come se tale crisi non ci fosse, tanto che sull’applicazione di una norma così importante, siamo contro legge e non si è in grado al momento di stabilire quando saremo in grado di entrare a regime e recuperare il ritardo.

            Ma dimostrata l’inaffidabilità delle affermazioni del Sindaco, bisogna entrare nel merito del problema. Siamo in un Comune in cui, al di la delle affermazioni, pronunciate sempre dal nostro Sindaco, subito dopo l’omicidio di Gaetano Marino, sul fatto che non esiste criminalità organizzata a Terracina e che anni fa quando un camorrista  ha messo un ristorante nella nostra città lo stesso è stato costretto a chiudere in quando la città lo ha isolato, sappiamo tutti invece che le cose così non stanno.

            Sappiamo che stanno infiltrati anche nella pubblica amministrazione, basti guardare il sequestro delle azioni della Terracina Ambiente e la conseguente nomina di un commissario da parte del Tribunale di Latina, oppure la vicenda Desco, oppure ancora gente plurinquisita per camorra residente nei comuni limitrofi che gira nel Palazzo Comunale a Terracina.

            Quindi il piano di prevenzione della corruzione nella Pubblica Amministrazione è un ATTO NECESSARIO ED URGENTE PER IL NOSTRO COMUNE E NON C’E’ CRISI AMMINISTRATIVA CHE PUO’ GIUSTIFICARNE IL RITARDO, PENA NE E’, ESSERE VOLONTARIAMENTE O INVOLONTARIAMENTE, COMPLICI DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA.

            Pertanto, sollecito pubblicamente l’Amministrazione Comunale, ad assumere impegni e dare una scadenza temporale entro la quale si impegna a portare in Consiglio Comunale tale piano. Ciò è necessario in quanto a seguito del piano si deve procedere alla individuazione del personale che deve essere coinvolto in un processo di formazione specifico.

                                               Il Consigliere Comunale
                                               Vittorio Marzullo 

domenica 11 novembre 2012

IL CAPO DELLA CIA SI DIMETTE PER LO SCANDALO ROSA



IL CAPO DELLA CIA SI DIMETTE PER LO SCANDALO ROSA
di Massimo Mazzucco
Sentite che bella storiella: un giorno un agente del FBI stava indagando sulla sicurezza con cui vengono mantenute certe informazioni nei computer dei pezzi grossi della CIA (se già state ridendo non preoccupatevi, siete sulla strada giusta). Scava che ti scava, questo agente ad certo punto scopre dei curiosi scambi email fra il generale Petraeus – attuale direttore della CIA – e una certa Paula Broadwell, la sua “biografa” ufficiale.
L’agente dell’FBI, forse inopportunamente, si mette a leggere queste e-mail, e scopre che purtroppo il grande generale ha avuto – o sta tutt’ora avendo – una bollente storia d’amore con la sua biografa.
“Ohibò” – dice l’agente dell’FBI -. “Queste cose non si fanno, Petraeus è un uomo sposato!”. E così l’agente corre a spifferare tutto al suo capo. Avviene così che in poco tempo cominci a girare, negli alti circoli di Washington, la voce che Petreus abbia una storia d’amore con la sua affascinante biografa.
A questo punto il buon generale capisce di essere stato scoperto, e decide di dare le dimissioni da direttore della CIA, prima che lo scandalo esploda in modo fragoroso. La Patria prima di tutto.
Petraeus consegna quindi la sua lettera di dimissioni al presidente, il quale però rimane talmente colpito dal fatto che un uomo così integro abbia commesso un errore del genere, che ci mette 24 ore prima di accettarle. Alla fine il presidente capisce di non avere altra scelta, e il buon Petraeus si avvia con mestizia verso il suo viale del tramonto anticipato.
Questa è la versione ufficiale del motivo per cui il capo della CIA ieri avrebbe dato le dimissioni.
Facciamo ora due ragionamenti da salumiere: prima di tutto, non esiste al mondo che l’FBI possa veramente permettersi di frugare nei computer della CIA a loro insaputa.
Sarebbe come se da noi un qualunque poliziotto di provincia si mettesse a frugare nei computer dei nostri servizi segreti “per indagare sulla sicurezza delle informazioni contenute”. Se ci arrivi tu, caro poliziotto qualunque, a frugare in quelle informazioni, vuol dire che quelle informazioni non sono affatto sicure già in partenza, no?
In secondo luogo, non esiste al mondo che in un caso del genere i vertici dell’FBI e quelli della CIA, d’accordo ovviamente con la Casa Bianca, non decidano di sopprimere uno scandalo del genere, e debbano addirittura arrendersi anticipatamente allo scandalo “inevitabile” che sta per esplodere (se sono riusciti a fingere di non sapere niente dei 19 terroristi che per due anni gli hanno ballato sotto gli occhi, pieni di alcool e di cocaina, prima dell’11 settembre, secondo voi l’FBI davvero non riesce a tenere nascosto uno scandaluccio del genere, del quale soltanto loro sono al corrente?).
Ma soprattutto, a nessuno viene in mente che proprio la prossima settimana Petraeus avrebbe dovuto testimoniare di fronte alla commissione senatoriale che sta indagando sul disastro di Bengasi (4 diplomatici assassinati, compreso il console). Com’è noto, i repubblicani hanno fatto di tutto per trasformare la strage di Bengasi in una specie di sconfitta politica del presidente, e ormai – anche se le elezioni sono passate – la macchina investigativa si è messa in moto, e nessuno è più in grado di fermarla.
Ma Petraeus è un uomo stoico e generoso, ed è soprattutto un uomo di squadra: Obama lo ha premiato lasciandolo al suo posto in Afghanistan, dopo aver vinto la presidenza nel 2008, e ora toccava a Petraeus di restituirgli il favore.
A causa delle sue dimissioni, infatti, Petreus non dovrà più comparire a testimoniare sui fatti di Bengasi, e c’è da scommettere che fosse proprio lui quello che aveva in mano tutte le informazioni importanti del caso. Mentre i suoi successori, nominati di fresco, ovviamente sapranno poco o nulla di quello che è successo in Libia un mese fa.
Anche questo si chiama insabbiare.

martedì 25 settembre 2012

Laziogate, Polverini si dimette


Laziogate, Polverini si dimette: «Giunta pulita, consiglio indegno. Questi signori li mando a casa io»





(LaPresse)(LaPresse)
Dopo giorni di annunci, smentite e polemiche, la presidente della regione Lazio, Renata Polverini, ha comunicato le sue dimissioni dall'incarico di governatore. L'annuncio ai capigruppo della maggioranza e a tutti i suoi fedelissimi convocati nella sede della fondazione "Città Nuove" è arrivato nel corso di una lunga riunione, cui ha partecipato anche il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, ed è stato in un primo momento diffuso dallo staff e poi confermato dalla stessa Polverini nel corso di una conferenza stampa convocata nel tardo pomeriggio al residence Ripetta. Questi i passaggi chiave dell'incontro con la stampa, inziata e conclusa tra gli applausi dei sostenitori.
Ore 20.13 - «Da domani dirò ciò che ho visto»
«Da domani ciò che ho visto lo dirò. Le ostriche viaggiavano comodamente già nella giunta di me, quindi io non ci sto, non ci sto alle similitudini e nessuno si permetta di dire una parola su me e i miei collaboratori».
Ore 20.03 - «Continuerò a fare politica»
«Ho aspettato oggi anche per vedere le falsità dell'opposizione. Oggi potevano consegnare le loro dimissioni al segretario generale della Regione Lazio: né Pd, né IdV, né Sel lo hanno fatto, ma hanno tentato di scaricare le responsabilità sulla giunta. Allora li mando a casa io. Io continuerò a fare politica, con questi non ho nulla a che fare. Stessero sereni questi signori perché domani potranno fare politica se si ricordano come si fa».
Ore 20.00 - «Chi ha commesso reati venga condannato»
«Da pochi minuti sono tornata una persona libera e mi sento bene. Due anni e mezzo in questo sistema allucinante, mi sentivo in gabbia. Spero che chi ha commesso reati venga condannato - ha aggiunto Polverini- ma io me ne vado a testa alta».
Ore 19.55 - In Consiglio «hanno fatto cose raccapriccianti»
Renata Polverini non risparmia critiche durissime agli esponenti del Pdl regionale, ma ringrazia il segretario Angelino Alfano e Silvio Berlusconi. In conferenza stampa definisce «personaggi da operetta» i consiglieri
pidiellini coinvolti nell'inchiesta, mentre tiene fuori dalle accuse «Alfano e Berlusconi, che ho sentito fino a pochi minuti prima di venire qui, e che con senso di responsabilità hanno cercato di darmi un contributo. E ringrazio Francesco Storace che ha sofferto più di tutti con me questa situazione, dicendomi che non è accettabile andare via senza aver fatto
nulla, ma io gli detto che ciò che non era accettabile mantenere quelle persone in un luogo prestigioso come la Regione perché hanno fatto cose raccapriccianti».
Ore 19.54 - Il Laziogate «nasce da faida interna al Pdl»
«Questa storia nasce per una faida interna al Pdl, partito che non consegnò la lista alle elezioni del 2010 e ci ha consegnato ad un dibattito allucinante». La cosa più assurda il tentativo del Pd di regolare una questione interna sulle spalle della sottoscritta, ma non si permettano di spendere più una parola su di me. Nessuno dei miei collaboratori ha approfittato dei fondi regionali».
Ore 19.53 – «Consiglio indegno, li mando a casa io»
Sono «meravigliata che governatori che siedono sulle loro poltrone da oltre vent'anni pensino solo oggi di mettere all'ordine del giorno l'autoriforma della loro regione». La nostra giunta arriva a questo punto «pulita» che interrompe la sua azione per colpa di un Consiglio regionale che considero non più degno di rappresentare gli elettori del Lazio. Li mando a casa io: basta sceneggiate».
Ore 19.52 - Con stop a me «gravi ripercussioni sul paese»
«Con il blocco della mia azione riformatrice ci saranno gravi ripercussioni sul paese: abbiamo fatto 5 miliardi di tagli perché lo volevamo e perché abbiamo avuto come effetto il dimezzamento del disavanzo sanitario portandolo a 700 milioni».
Ore 19.51 - «Decisione irrevocabile presa ieri»
«Comunico anche a voi stasera ufficilalmente stasera - spiega la Governatrice Polverini - quanto avevo già comunicato ieri sera a Napolitano e a l premier Monti ed oggi pomeriggio al segreatrio Pdl Alfano: la mia decisione di rassegnare le dimissioni irrevocabili dall'incarico di governatrice della Regione Lazio».

domenica 23 settembre 2012

Lazio: Gasbarra, destra nel bunker. Pd lasci regione per cambiamento


Lazio: Gasbarra, destra nel bunker. Pd lasci regione per cambiamento

(ASCA) - Roma, 22 set - ''Davanti a una cosi' gigantesca
disfatta politica e morale della coalizione che da tre anni
governa il Lazio la risposta del centro destra e della
presidente Polverini e' stata quella di arroccarsi in un
bunker. Nonostante le responsabilita' siano ben individuate,
tutti devono riflettere e tutti sono chiamati al cambiamento.
Noi dobbiamo dimostrarlo subito''.
Lo afferma in un comunicato il segretario del Pd Lazio,
Enrico Gasbarra, che aggiunge: ''C'e' bisogno di un
elettroshock, c'e' bisogno ricollegare questa istituzione con
il suo popolo. C'e' bisogno di un nuovo grande progetto di
ricostruzione, di rigenerare la politica e di dare al Lazio
subito un nuovo governo regionale capace di risolvere i
drammatici problemi dei cittadini''.
''Il PD -spiega Gasbarra- mettera' in campo tutte le
azioni piu' concrete per tornare immediatamente al voto,
dando sostegno, anche con i Circoli, alla mozione di sfiducia
presentata dagli eletti in Consiglio regionale affinche'
diventi una mozione popolare di sfiducia e di scioglimento
dell'Assemblea''.
''Sicuro dello spirito di servizio a cui tutti si sentono
chiamati chiedo ai consiglieri regionali del Pd la
disponibilita' a mettere in atto tutti i gesti e le azioni
piu' concrete per raggiungere l'obiettivo del voto. La
particolare fase politica impone ai partiti da una parte e
agli eletti dall'altra un'azione straordinaria dentro il
Consiglio regionale e fuori, nei territori''. ''Sono certo -
conclude Gasbarra - che tutto il partito e tutti gli eletti
sapranno raccogliere il grido di cambiamento che i cittadini
invocano e tutti insieme lavoreremo per tornare al voto''.  

venerdì 21 settembre 2012

Giunta Lazio, Polverini: "Dimissioni? Vediamo in aula "


Giunta Lazio, Polverini: "Dimissioni? Vediamo in aula ". Si dimette il capogruppo Pdl Battistoni


Prime dimissioni alla Regione Lazio dopo il caso del consigliere Pdl Franco Fiorito, indagato per peculato nell'ambito dell'inchiesa sull'impiego di fondi regionali del Pdl. A lasciare è stato oggi il capogruppo del Popolo della libertà al consiglio regionale, Francesco Battistoni. A quanto si apprende, Battistoni ha rassegnato le sue dimissioni ai vertici del Pdl. Dopo aver comunicato al segretario di via dell'Umiltà l'intenzione di dimettersi da capogruppo del Pdl in consiglio regionale del Lazio (durante un incontro in via dell'Umiltà) Battistoni è stato ricevuto in via del Plebiscito, dove si è appena concluso un vertice tra il Cavaliere e lo stato maggiore del partito per parlare proprio del caso Fiorito. Francesco Battistoni ha incontrato prima Angelino Alfano e poi Silvio Berlusconi.
Alfano: “gesto di responsabilità" - ''Il consigliere regionale Francesco Battistoni si è dimesso da capogruppo non già perche fosse indagato o sfiduciato politicamente - ha detto il segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano - ma per un suo gesto di grande responsabilità nei confronti delle istituzioni e del Pdl che non possiamo che apprezzare''. "Il PdL in pochi giorni ha cacciato Fiorito dal partito, sostenuto il coraggioso piano di riforme della presidente Polverini, rinnovato i vertici del gruppo consiliare e convocato i capigruppo di tutte le regioni, per condividere una linea comune che evidenzi la correttezza dei nostri gruppi regionali e rafforzi gli elementi di trasparenza nei confronti dell'opinione pubblica sulla gestione dei fondi pubblici. Ci aspettiamo adesso che anche gli altri partiti si comportino come il Pdl, il 'cosi fan tutti' non giustifica nessuno". 
I sindaci Pdl: “C’è forte malessere” - Una ha incontrato il segretario nazionale, Angelino Alfano, manifestando, spiega una nota dei primi cittadini, "forte malessere rispetto la gestione a livello locale del partito, spesso guidato da figure calate dall'alto e nominate non certo attraverso criteri meritocratici''. Hanno ribadito poi con forza l'intenzione di portare avanti ''una battaglia di rinnovamento interna al Pdl che metta al centro la questione morale e il legame diretto con i cittadini basato su credibilità e competenza. Battaglia la cui urgenza risulta quanto mai evidente a fronte degli accadimenti di questi giorni. Il segretario Alfano si è mostrato comprensibile e aperto all'ascolto'', si legge.La delegazione dei sindaci terrà, mercoledì prossimo, presso la sede del partito in via dell'Umiltà una conferenza per illustrare alla stampa ''un documento programmatico incentrato sulla necessità di rinnovare la classe dirigente attraverso l'introduzione di meccanismi elettivi per tutti i livelli decisionali del partito che risultano ancora frutto di cooptazione e/o nomina gerarchica.
La Polverini e le dimissioni - Rinvia invece qualsiasi presa di posizione la governatrice del Lazio Renata Polverini che smentisce le voci sulle sue dimissioni 'frenate' da Berlusconi: "Qualcuno parla al posto mio, domani c'è un consiglio, voi sapete che ho scelto la sede istituzionale che è il luogo dove mi hanno eletto tutte le persone", afferma. Domani è prevista infatti la riunione del consiglio regionale del Lazio sui tagli ai costi della politica chiesti dalla stessa Polverini, che proprio sull'ok alla sforbiciata aveva condizionato il suo impegno ad andare avanti. "Non è mia abitudine chiedere la testa", di nessuno, ha detto Polverini aggiungendo che il Pdl è un partito che "sostiene la maggioranza" e "ci ha messo nei guai attraverso persone che si sono rivelate poco per bene".
Berlusconi convoca vertice - Ma il terremoto politico del Lazio scuote tutto il Pdl. ''Mai più quello che è accaduto nel Lazio'', ha tuonato il segretario Angelino Alfano che in mattinata ha convocato per martedì 25, i capigruppo e i vicecapigruppo di tutti i Consigli regionali d'Italia per fare il punto della situazione. Non resta con le mani in mano neppure Silvio Berlusconi che ha convocato un vertice delle stato maggiore del Pdl, a palazzo Grazioli per affrontare soprattutto il caso Fiorito, ma anche il futuro del partito e la riforma elettorale.
Crosetto: "Toccato il fondo? Ci sarà altro" - Intanto, al di là di considerazioni di dignità - rileva - questa vicenda porta a riflettere meglio sulle preferenze perché capisco che ci sono zone del paese nei quali rischiano di premiare solo i malfattori. Secondo, e so che questo mi porterà l'odio di molti, c'é anche un problema di tradizioni e degenerazione collegati a a prassi e comportamenti che in Roma trovano uno degli esempi peggiori, come dimostrano i fatti accaduti sia a consiglieri comunali che regionali. Non riguarda solo il Pdl, riguarda tutto l'arco costituzionale. Ma io milito nel Pdl. E pretendo che questi metodi, questa concezione della politica, siano estirpati. O me, e tanti altri con me, o loro e le loro logiche perverse. Ma non penso solo a Fiorito o al Consiglio del Lazio. Questa - ribadisce Crosetto - è l'occasione di prendere posizione su molti, in tutta Italia e in ogni ruolo. Perché questa mentalità degenerata sta un po' ovunque. Da quando sono stato eletto alla Camera ho visto diminuire il mio patrimonio anno per anno, e posso dimostrarlo. Vorrei sapere chi invece l'ha aumentato e come".
La Finanza in Consiglio - I militari della guardia di finanza sono tornati in Regione per ascoltare alcune persone. Alle fiamme gialle i magistrati hanno affidato il compito di accertare le modalità in base alle quali vengono assegnati i fondi ai partiti rappresentanti insieme al Consiglio regionale. Alla Pisana la Guadia di finanza sta facendo le verifiche anche attraverso l'audizione di funzionari della presidenza del Consiglio regionale e a quanto appreso sarà oggetto del rapporto che immediatamene trasmetteranno al magistrato che sta verificando in generale la bontà delle dichiarazioni fatte ieri nel corso del suo lungo interrogatorio da Franco Fiorito, indagato per peculato.

giovedì 20 settembre 2012

Pdl, Fiorito: "Tutti chiedevano soldi Accordo su fondi, Polverini sapeva"


Pdl, Fiorito: "Tutti chiedevano soldi
Accordo su fondi, Polverini sapeva"

Battistoni si dimette da capogruppo. Il governatore: "Io onesta"

Nello scandalo dei fondi Pdl scatta il toto-dimissioni, mentre la Procura vaglia la posizione di una decina di persone, principalmente consiglieri regionali del Lazio. La governatrice: "Oggi metteremo i dati online". La Finanza negli uffici regionali
Renata Polverini in Consiglio
Foto Imagoeconomica
ROMA, 20 settembre 2012 - Nello scandalo "ostriche e champagne" che ha investito il Pdl romano la governatrice Renata Polverini resta ancora in bilico tra  dimissioni sì e dimissioni no mentre il partito si divide tra i pro e contro.
Intanto all'ora di pranzo Francesco Battistoni si è dimesso da capogruppo Pdl alla Regione Lazio al termine di un lungo incontro questa mattina in via dell’Umiltà con il segretario del partito Angelino Alfano.
SONDAGGIO Il governatore si deve dimettere?
PERSONA ONESTA - "Io sono una persona onesta - ha detto la presidente della Regione Lazio uscendo di casa - non ho mai rubato nulla e respingo scenari raccapriccianti. Di questa classe politica ne faccio parte ma ne voglio uscire bene". E replicando a chi le chiedeva una candidatura da premier ha detto: "Ma per carità...".
Quanto al nodo delle dimissioni, Polverini resta sul vago: "Dimissioni? Qualcuno parla al posto mio, domani si riunisce il consiglio, poi vediamo". Dichiarando poi che si stava recando dal medico, la governatrice ha aggiunto: "Ho condizionato il mio impegno al consiglio, non sono disposta a pagare le colpe di altri".
“Oggi daremo i dati. Ho dato autorizzazione ai miei uffici di mettere rete e di trasmettere alle agenzie quello che noi abbiamo fatto e quello hanno fatto gli altri”, aggiunge Renata Polverini ai cronisti.
“Ho sentito Silvio Berlusconi e non l’ho visto. Ieri sono stata in un ufficio con alcuni amici e poi sono andata a cena. Sulla giornata di ieri sono stati raccontati film”. Lo ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, intercettata dai cronisti mentre usciva di casa. “Ora vado dal medico” ha aggiunto Polverini, attesa per una visita di controllo dopo l’operazione alla tiroide.
LE INDAGINI - La posizione di una decina di persone, principalmente consiglieri regionali, è al vaglio della Procura di Roma dopo l’interrogatorio fiume dell’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio, Franco Fiorito. Dalle indagini condotte e dall’interrogatorio di Fiorito, secondo quanto si apprende, è emerso che il sistema dei finanziamenti ai gruppi consiliari della Regione Lazio era senza controllo. In molti casi c’è stata una “gestione caotica” dei fondi che non seguiva le norme preposte.
Quanto emerso dall’atto istruttorio, fanno sapere da piazzale Clodio, è il quadro appunto di una “gestione caotica” in cui si accedeva ai fondi previsti, ai soldi, con una telefonata o quasi, e non secondo quanto disposto dalle norme. In parallelo, però, i magistrati dovranno anche fare chiarezza sui molti documenti portati ieri dallo stesso Fiorito. In questo ambito c’è poi il caso delle fatture false o taroccate su cui procede la Procura di Viterbo. Non è escluso che a breve i diversi uffici giudiziari possano incontrarsi e fare il punto della situazione.
Intanto i militari della Guardia di Finanza sono negli uffici del Consiglio della Regione Lazio, in via della Pisana, per acquisire nuovi documenti nell’ambito dell’inchiesta che vede già indagato per peculato l’ex capogruppo del Pdl Franco Fiorito. Gli investigatori stanno cercando riscontri anche alle dichiarazioni che lo stesso Fiorito ha fatto ieri nel corso dell’interrogatorio davanti ai magistrati.
Nei prossimi giorni Fiorito sarà ascoltato anche dai pm di Viterbo per reati connessi ad un’inchiesta aperta presso la Procura di Viterbo sulla gestione di fondi regionali.
FIORITO SPARA A ZERO - "Tutti i consiglieri regionali del Gruppo Pdl chiedevano soldi. Erano diventati insopportabili, una persecuzione. Mi telefonavano continuamente o mi aspettavano fuori dall’ufficio per chiedermi soldi per cene, book fotografici, manifestazioni. Mi sono stati chiesti anche 10mila euro per una cena di 300 persone in locali in cui non so se potessero contenere tutte quelle persone". E’ quanto avrebbe detto ieri ai pm l’ex capogruppo del Pdl, Franco Fiorito, durante l’interrogatorio degli inquirenti.
E ancora: "La presidente della Regione Renata Polverini non poteva non sapere, poiché si trattava di una decisione di cui la giunta prendeva atto, dell’accordo di ripartizione dei fondi assegnati ai gruppi dall’ufficio di presidenza". Ecco il sistema descritto da Fiorito: un accordo di ripartizione dei fondi tra tutti i gruppi del consiglio regionale in funzione della loro consistenza politica che prevedeva l’assegnazione di 100 mila euro l’anno a ciascun consigliere per finalità politiche ed un accordo all’interno del Pdl che raddoppiava o triplicava tale assegnazione a seconda degli incarichi ricoperti.
MUSSOLINI: LASCIA  - “La Polverini si dimetterà quasi sicuramente. Ma poi bisognerà fare piazza pulita di tutta quella pletora di gente strapagata che non ha controllato niente. I responsabili, oltre chi ha distratto dei soldi, sono anche coloro che non controllano”, afferma la parlamentare Pdl Alessandra Mussolini, ospite a Tgcom24.
“Non è importante conoscere i personaggi, ma cacciarli”, ha detto su nomi e cognomi dei dirigenti del Pdl laziale da allontanare. E sul ‘toga party’ “se ha fatto sta carnevalata con i suoi soldi - ha commentato Mussolini- che gli dobbiamo dire? Ma se l`ha fatto con i soldi del Pdl altro che gladiatori”.
 IL TESORIERE PDL - “Non è che con gli imbecilli si vada avanti molto, non ho visto le foto però ho capito che deve essere qualche puttanata che hanno fatto questi romani”. Così Maurizio Bianconi, tesoriere del Pdl ospite a “24 Mattino - l`Italia si desta” su Radio 24 parla del `toga-party` organizzato dal consigliere del Pdl Lazio Carlo De Romanis, le cui foto sono state diffuse. “Comunque - ha aggiunto Bianconi - credo che la Polverini non si debba dimettere”.

Polverini, giallo sulle dimissioni.


Polverini, giallo sulle dimissioni. In serata summit a Palazzo Grazioli

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Dimissioni sì, no, forse per la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che potrebbe annunciare l'abbandono della Pisana. Secondo alcune fonti, diversi esponenti del Pdl starebbero tentando in queste ore di dissuadere la governatrice dal lasciare l'incarico. Allo stesso tempo, dalla giunta regionale sono arrivate smentite sull'ipotesi, circolata in un primo momento, di un annuncio imminente, in attesa di una successiva ufficializzazione. La governatrice era attesa a Palazzo Grazioli in serata (incontro forse saltato, ndr) per un vertice con Berlusconi, appuntamento che probabilmente contribuirà a chiarire la situazione.
Incontro con la Cancellieri sui tempi delle possibili elezioni
Le indiscrezioni circolate nelle ultime ore seguono ad una giornata convulsa, in cui le voci di dimissioni si sono intrecciate con la richiesta di lasciare avanzate dall'opposizione e le accelerazioni imposte dalla stessa Polverini. Come l'annuncio, in mattinata, di una richiesta di incontro con il ministro dell'interno Cancellieri «per capire, nel caso in cui si proceda in questo disastro, quali sono i tempi e le condizioni per andare al voto».
L'incontro si è poi effettivamente svolto nel pomeriggio (la governatrice ha chiesto un parere tecnico al ministro sulla normativa, procedura, tempi e condizioni del voto in caso di dimissioni) contribuendo a alimentare l'idea di un pressing della Polverini per rafforzare la propria leadership in regione dopo l'ultimo scandalo in casa Pdl. Sempre nel pomeriggio, i gruppi del centrosinistra e tutta l'opposizione hanno invece insistito con la richiesta di dimissioni, mentre attestazioni di solidarietà e preoccupazione per l'ipotesi di un voto anticipato sono giunte alla Polverini da Udc e La Destra, entrambi alleati della governatrice al governo della regione.
Spese pazze (anche) per Renata Polverini? 
La giornata. Mentre l'ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito detto «er Batman» si difende dall'accusa di peculato davanti al procuratore aggiunto Alberto Caperna e al sostituto Alberto Pioletti, la governatrice passa al contrattacco: promette che le ricevute della sua Lista «saranno sul sito entro sette giorni». Dalle colonne del Messaggero lancia un monito: «Vanno cacciati i mercanti dal tempio del Pdl».
Poi rivela: «Vado dal ministro Cancellieri per capire, nel caso in cui si proceda in questo disastro, quali sono i tempi e le condizioni per andare al voto». Polverini verso le dimissioni? Sullo sfondo, con il suo peso imponente, lo scandalo dei costi della politica nel Lazio. Anche le spese attribuibili alla Governatrice, rivela Il Corriere della Sera, sono tutt'altro che contenute: tra le delibere di assunzione della sua Giunta, ad esempio, c'è quella di Edmondo Zanini, un fotografo. Parliamo di una cifra di quelle che non passano inosservate. Il costo è di 75 mila euro l'anno.
Una volta eletto, Zanini diventa «responsabile comunicazione e grandi eventi». Il suo non è l'unico caso di consulenze pagate a peso d'oro. A ottobre 2011 la «verifica dell'attuazione delle politiche regionali e del programma di Governo» viene affidata a Gabriella Peluso, con un contratto da dirigente da 122 mila euro l'anno. Peluso è la compagna di Salvatore Ronghi, segretario generale della Regione, anche lui del gruppo ex Ugl (assieme al capo di gabinetto Giovanni Zoroddu e all'assessore al Bilancio Stefano Cetica).
Un altro capitolo sotto osservazione è quello dei vitalizi dei 14 assessori delle Regione (tutti esterni): ogni anno un milione di euro sulle spalle dei contribuenti, per circa trent'anni. Basta una legislatura per incassare circa 3mila euro al mese.