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sabato 26 luglio 2014

BOCCIATO L’APPALTO RIFIUTI, STANGATA AL COMUNE DI TERRACINA

BOCCIATO L’APPALTO RIFIUTI, STANGATA AL COMUNE DI TERRACINA
di Clemente Pistilli
Non c’è pace sui rifiuti. A Terracina cambiano i sindaci ma non cambiano i problemi quando si parla di igiene urbana. E mentre i terracinesi ancora sono alle prese con le grane causate loro dalla Terracina Ambiente, fallita e finita con un processo per frode e un’inchiesta per bancarotta, il TAR di Latina ha ora annullato l’assegnazione dell’appalto per la raccolta della spazzatura e lo spazzamento assegnato l’estate scorsa alla Servizi Industriali s.r.l., del pontino gruppo Fatone. A gestire la monnezza, entro trenta giorni, sarà la De Vizia Transfer, colosso campano del settore, e il Comune dovrà sborsare pure oltre 150.000 euro di risarcimento danni.
Gara contestata
Con il nuovo appalto, a Terracina doveva iniziare un ciclo virtuoso nell’igiene urbana. Così non è stato e le polemiche, nell’ultimo anno, non sono mancate. L’opposizione spesso ha contestato le spese sostenute dall’amministrazione, alla luce dei servizi ottenuti. A dare battaglia è stata però soprattutto la De Vizia, giunta seconda in graduatoria. La spa campana dei rifiuti, che ha partecipato alla gara per entrare a Terracina insieme alla spagnola Urbaser sa, ha subito sostenuto che la Servizi Industriali doveva essere eliminata dall’affare, in quanto non aveva precisato, pur avvalendosi dell’abruzzese Te.Ar Teramo Ambiente S.p.A., con quali mezzi e quali risorse avrebbe svolto il servizio, come previsto invece dalla normativa sugli appalti pubblici.
Comune sconfitto

La De Vizia ha fatto ricorso al Tar di Latina e inutile è stato il tentativo del Comune di Terracina di sostenere che le specifiche contestate dalla S.p.A. non erano necessarie in una gara come quella bandita per i rifiuti nella città di Giove. Il Tribunale Amministrativo ha revocato l’aggiudicazione fatta alla società del gruppo Fatone, ha stabilito che, dopo il controllo sui necessari requisiti, il servizio entro 30 giorni dovrà essere affidato alla De Vizia e che quest’ultima, per il danno subito sinora, dovrà essere risarcita con oltre 150.000 euro. Bocciatura dunque per il Comune ed ennesimo colpo per le tasche dei cittadini.

sabato 4 maggio 2013

TERRACINA: SISTEMI INFORMATIVI E COMUNICAZIONE – SERVIZI DEMOGRAFICI


                            Al collegio dei revisori dei conti del
 Comune di Terracina



            Leggendo la determina del responsabile del settore SISTEMI INFORMATIVI E COMUNICAZIONE – SERVIZI DEMOGRAFICI, n. 653 del 20 Settembre 2012 avente ad oggetto: CONTRATTO DI MANUTENZIONE E HELP DESK PER L’ANNO 2012 PER IL SOFTWARE CIVILIA OPEN DELLA DEDAGROUP SPA – IMPEGNO DI SPESA.

Mi pare che senza fare un bando ad evidenza pubblica, viene stipulato un contratto con la DEDAGROUP dell’importo di EURO 47.211,90,  per la manutenzione  del software CIVILIA OPEN per l’anno 2012. Si evidenzia che tale contratto viene stipulato dopo nove mesi che già la DEDAGROUP  esercitava di fatto TALE SERVIZIO senza nessun impegno formale.

            A distanza di poco più di tre mesi, leggo la determina n. 200 del 31-12-2012, AVENTE AD OGGETTO: impegno di spesa per pagamento interventi vari software gestionale Civilia.  Che a differenza della precedente determina,  viene emanata direttamente dalla DIRIGENTE DEL DIPARTIMENTO FINANZIARIO, in cui si stanziano ulteriori 35.000,00 EURO, sempre in favore della SPA DETAGROUP E SI LEGGE : VISTA LA NECESSITA’ DI INTERVENTI DI MANUTENZIONE E DI AGGIORNAMENTO DATI DA PARTE DEI TECNICI DELLA DITTA DEDAGROUP SPA.

            Allora mi chiedo cosa sia mai potuto accadere, che nel giro di poco più di tre mesi, dove si raddoppia quasi il costo per la manutenzione ed interventi vari sempre sullo stesso  software Civilia.
Ed al di la di quanto accaduto, se esiste un contratto di manutenzione, non ritengo che nulla debba essere ulteriormente erogato alla DEDAGROUP per manutenzione del software in quanto già titolare di un appalto di manutenzione dove senza evidenza pubblica gli è stato erogato quanto da lei richiesto, così come si legge nella prima delle due determine.

            Voglio richiamare inoltre la vostra attenzione sul fatto che in un passo la seconda determina porta come data di stipula della stessa il 31 del mese di Dicembre 2013, quasi a dimostrare che ci sia stato un errore rivelatore, ED ANCHE Qui CI TROVIAMO DI FRONTE A SITUAZIONE DI FATTO SENZA CHE IN PRECEDENZA SIA STATO FATTO ALCUN BANDO AD EVIDENZA PUBBLICA. Anzi mi sembra che sia una determina che serva ad erogare un saldo di una parcella che secondo me va verificata sia nella sua forma che nella sua sostanza.

            Pertanto, ritengo necessario ed urgente un vostro intervento atto a fare quanto prima chiarezza sul sostanziale  raddoppio del costo di manutenzione del software Civilia per l’anno 2012 e fornirmi quanto prima i dovuti chiarimenti.

                                                           Il Consigliere Comunale
                                                           Vittorio Marzullo

LA CUCCAGNA DELLA DIFFERENZIATA. BOOM DI FIRME PER LA PETIZIONE A TERRACINA


LA CUCCAGNA DELLA DIFFERENZIATA. BOOM DI FIRME PER LA PETIZIONE A TERRACINA: OLTRE 3.500 CITTADINI CHIEDONO AL SINDACO DI ANNULLARE LA GARA
di Pierfederico Pernarella
Più ricicli, più risparmi? Macché: più ricicli, più guadagnano. Loro ovviamente, sempre loro, i privati. È il meccanismo perverso, contrario ai più semplici e scontati principi logici e di mercato, che fa delle gara in corso per l’affidamento della servizio di raccolta rifiuti un affare, un bell’affare, per una delle quattro società che si stanno contendendo l’appalto. Un meccanismo contro il quale, caso più unico che raro a Terracina, si è mobilitata una parte consistente della società civile grazie alla partnership, anche questa inedita, di tre realtà associative diverse. Un’associazione ambientalista, il WWF. Un movimento di opinione, Il Sestante. L’associazione dei commercianti, l’Ascom. E i numerosi, davvero numerosi, cittadini: 3.673, per l’esattezza. Tante sono state le firme raccolte nel giro di pochissimo tempo. Una partecipazione importante. Il numero di firme, per dirne una, a norma di Statuto comunale, sarebbe bastato a indire un referendum. Ma non è tanto una questione di numeri, che pure si sono rivelati significativi, quanto di principi, di contenuti. Quelli che ieri, nel corso di una conferenza stampa, hanno voluto ribadire con forza Giovanni Iudicone per il WWF, Francesco Pezzano per l’Ascom e Agostino Pernarella per Il Sestante. Il presupposto da cui è partita la raccolta firme lo ha spiegato Agostino Pernarella: «Una città come Terracina, sotto dissesto e una situazione economica che più nerisssima, non può permettersi un appalto del genere. Un appalto dal costo a base d’asta di 8 milioni e 100 mila euro l’anno, per sei anni, che così come è stato confezionato rischia di favorire non gli interessi della città, ma quelli del privato». Il punto primo, dunque, è questo: il costo dell’appalto è esoso e rischia di dare la botta finale ad una città morente sul piano economico e delle finanze pubbliche. Ma l’inghippo della faccenda è un altro. E lo spiega Giovanni Iudicone del WWF: «Il capitolato d’appalto, preparato dagli uffici tecnici comunali, non prevede alcun meccanismo di premialità per i cittadini-contribuenti rispetto alla crescita della percentuale di raccolta differenziata». E qual è il problema? Semplice: i guadagni che derivano dalla crescita (obbligata e prevista dal capitolato d’appalto) della raccolta differenziata finiscono dritti dritti nelle tasche del privato. Che, riciclando, guadagna due volte: conferendo sempre meno rifiuti in discarica (e a 100 euro a tonnellata è un bel risparmio) e rivendendosi il materiale da riciclare, oggi diventato quasi materia prima e dunque richiesto (e pagato bene) sul mercato. E i cittadini? Zitti a riciclare. E a pagare, sempre la stessa cifra, con buona pace dell’impegno che mettono nel rispettare tempi e modi della differenziata. Impegno, va ricordato, che è diretto. Nel capitolato sono infatti previsti due tipi di raccolta differenziata: una porta a porta e l’altra condominiale. Quindi ci sarà un pieno (e impegnativo) coinvolgimento dei cittadini. Ma con quale vantaggio, quale «premio» dall’unico punto di vista che conta: la bolletta? Nessuno. Un paradosso grande come l’affare, tutto a vantaggio del privato, in cui rischia di trasformarsi l’appalto dei rifiuti di Terracina. Un rischio chiarissimo agli oltre 3.500 cittadini che, insieme alle tre associazioni, chiedono all’amministrazione comunale di fermarsi e annullare la gara d’appalto. «Lo hanno fatto altri Comuni pontini in queste settimane - dichiara Agostino Pernarella - perché non possiamo farlo noi?». Già, bella domanda: perché non può farlo una città economicamente allo stremo, per usare un eufemismo, dove, come dichiara il presidente dell’Ascom Pezzano per citare un dato, «nel 2012 ha chiuso i battenti quasi un’impresa al giorno?». La quota ragguardevole di firme raccolte non rappresenta un traguardo per le tre associazioni, convinte più che mai ad andare fino in fondo per raggiungere il proprio obiettivo: «La cittadinanza si è dimostrata più sensibile all’argomento della classe politica, con qualche rara se non unica eccezione - concludono in coro -. Una partecipazione significativa, di cui il sindaco Procaccini farebbe bene a tener conto».
L’INCOGNITA MORELLE. DUBBI ANCHE SUL PROJECT FINANCING
di Pierfederico Pernarella
Accanto ai meccanismi per nulla virtuosi previsti nel capitolato d’appalto, WWF, Ascom e Il Sestante puntano il dito anche contro il project financing per l’impianto di compostaggio di Morelle. Del progetto, che prevede il coinvolgimento di soggetti privati per la riattivazione e la gestione della struttura, se ne sta occupando la Provincia di Latina. Ebbene nelle linee guida individuato, spiegano le tre associazioni, non viene specificato quale tipo di smaltimento verrà effettuato. I timori insomma, per dirla papale papale, è che al posto di un impianto per il riciclo della frazione umida e la produzione di compost possa spuntare un inceneritore.

sabato 20 aprile 2013

Terracina, rifiuti



            L’ORDINANAZA DEL SINDACO N. 30/AG DEL 03/04/2013, NELLA QUALE SI PROROGA L’APPALTO ALLA SERVIZI INDUSTRIALI FINO AL 10/07/2013, EQUIVALE AD UN ACCANIMENTO TERAPEUTICO DEL SINDACO CONTRO I TERRACINESI E LE CASSE COMUNALI.

            Infatti nella precedente ordinanza, la N. 12 / AG del 01/03/2013, “il Sindaco ordinava alla Servizi Industriali SRL  di proseguire, in considerazione delle festività pasquali sino al 03/04/2013compreso, il proseguimento della raccolta dei rifiuti nel territorio del Comune di Terracina …..”

            Dopo tale ORDINANZA un cittadino comune cosa pensa, gli ha dato la proroga perché è Pasqua, allora alla scadenza ci sarà una nuova azienda, invece vedete cosa accade.

            Con l’ordinanza del 03/04/2013, non solo viene per l’ennesima volta prorogato l’appalto della pulizia della città alla Servizi Industriali fino al 10/07/2013, limite massimo consentito, un anno e mezzo dal conferimento iniziale, dopodiché la materia diventa di competenza Prefettizia, ma gli vengono rafforzati ed aumentati i compiti. Per cui, oltre alla pulizia della città, come detto,  viene ORDINATO alla Servizi Industriali di provvedere alla pulizia degli arenili fino al 10/07/2013, ed alla faccia della trasparenza, non si dice a quale importo viene affidato tale servizio, questo viene rinviato ad una nota interna, la prot. 79/com del 03/04/2013, e tutto ciò contrariamente alle leggi che impongono la pubblicità sugli appalti pubblici. Per cui il cittadino che si vuole informare deve pagare fior di centinaia di euro di servizio di segreteria e di fotocopie.

            Ma non è tutto, si ORDINA ancora alla Servizi Industriali di provvedere alla pulizia capillare dei cigli stradali mediante l’asportazione di qualsiasi rifiuto presente, fino al 10/07/2013 e comunque fino al subentro del nuovo gestore….fino al raggiungimento massimo di 30.000,00 EURO.

            Questa è veramente curiosa, un servizio di routine, che viene pagato 30.000,00 Euro e non si dice quali vie deve spazzare, per quante volte al giorno, oppure a settimana o al mese, rendendo così impossibile qualsiasi forma di controllo, per cui QUANDO L’AZIENDA RITIENE, A SUA COMPLETA DISCREZIONE, DI AVER RAGGIUNTO I 30.000,00 EURO, QUESTA SMETTE DI FARE IL SERVIZIO.

           
SOLDI COMPLETAMENTE E LETTERALMENTE BUTTATI AL VENTO
           
            Ora, il detto comune dice che AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE, OPPURE CHE OLTRE AL DANNO C’E’ ANCHE LA BEFFA, ED E’ QUELLO CHE ACCADE A NOI TERRACINESI.

            Infatti, mentre la servizi Industriali assume questi ulteriori compiti e non gli si impone di assumere personale e soprattutto, personale locale che è precario da anni, accade che alla S. I. viene dato un ulteriore incarico provvisorio in un Comune dei Colli romani e subito anche li agitazione del personale, e cosa fa, TRASFERISCE IN TAL LUOGO DAI SEI AI SETTE DIPENDENTI AL GIORNO DA TERRACINA, DI CUI DUE AUTISTI ED IL RESTO OPERAIO, DIPENDENTI CON CONTRATTO AD OTTO ORE E NE ASSUME UN NUMERO INFERIORE A CINQUE ORE GIORNALIERE E SICCOME HA PAURA CHE IL SINDACATO POSSA PROTESTARE, COSA FA? SPOSTA A BASSIANO IL DIRIGENTE SINDACALE DELLA CGIL CHE LAVORA A TERRACINA, ALTRIMENTI POTREEBBERO NASCERE COMPILCAZIONI AL DISEGNO AMMINISTRATIVO / PADRONALE DI SFRUTTAMENTO DEI DIPENDENTI E DI SPERPERO DEL DENARO PUBBLICO.

            Quindi la morale di tutto questo è che a Terracina, dalla scorsa settimana, ci sono i raccoglitori stradali pieni, stracolmi e straripanti d’immondizia, spesso anche per terra di fianco agli stessi, che nessuno si azzardi a negare perché ho fatto le foto, ed abbiamo comunque aumentato l’onere sulle casse comunali del costo del servizio (come dire testa rotta e corna messe).

            IN SOSTANZA PAGHIAMO DI PIU’ PER AVERE UN SERVIZIO PEGGIORE ALLE SOGLIE DELL’INIZIO DELLA PROSSIMA STAGIONE ESTIVA E FINO AL 10 LUGLIO.

            Ma guardando al futuro c’è da rabbrividire, se va in porto questo capitolato d’appalto saremo costretti a pagare ancora di più, con buona pace dei cittadini.

            Questi sono anche, in parte, i MOTIVI CHE CI HANNO INDOTTO COME PARTITO AD ADERIRE ALL’INIZIATIVA DELL’ASSOCIAZIONE COMMERCIANTI E DELL’ASSOCIAZIONE IL SESTANTE, DELLA RACCOLTA DI FIRME PER INDURRE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE A RITIRARE LA GARA D’APPALTO SULLA RACCOLTA DEI R S U  IN ATTO.

            MA SE POSSIAMO OSARE QUALCOSA IN PIU’ C’E’ DA SPERARE CHE IL SINDACO PRENDA AL VOLO L’OCCASIONE OFFERTAGLI DAL PDL LOCALE SUL BRACCIO DI FERRO IN ATTO PROPRIO SULL’ASSEGNAZIONE DELL’ASSESSORATO ALL’AMBIENTE, PER RITIRARSI IN BUON ORDINE E FAR RICADERE SUL PDL STESSO LA RESPONSABILITA’ DELLA SUA FUGA.

           

            SINDACO LE STO DANDO UN CONSIGLIO, LA PREGO SE NE VADA.


                                               Il Consigliere Comunale
                                               Vittorio Marzullo

giovedì 8 novembre 2012

Terracina: gestione raccolta rifiuti




                                                           COMUNICATO STAMPA


            La delibera di giunta n. 485 del 31 Ottobre scorso, dimostra  e fa giustizia da sola, su tutte le bugie  che nell’ultimo anno di gestione del servizio della raccolta dei R S U questa amministrazione comunale ha raccontato all’intera cittadinanza.

            Il fatto che il dirigente responsabile del settore, chiede all’amministrazione comunale una somma aggiuntiva di 550.000,00 Euro, oltre ai 2.550.000,00 inizialmente messi in bilancio per le spese della discarica, ed il fatto che la delibera ne stanzia soli 132.000,00 non significa che la storia sia finita qui, questo però, fa venire alla luce tutti i limiti di una gestione fallimentare del servizio. Da qualsiasi punto di vista esso lo si vuole guardare.

            Un Assessore mi disse ad inizio anno che questo anno avremmo pagato meno di discarica. I fatti dimostrano che non è vero

            Si è preso in giro l’intera cittadinanza dicendo pubblicamente e ripetutamente che con l’inizio della raccolta differenziata porta a porta su Terracina Alta avevamo raggiunto il 19% di differenziata per l’intero territorio comunale, è ridicolo solo pensarlo, ammesso pure che le 400 famiglie residenti nel centro storico facessero al 100% la raccolta differenziata, quel 19% era una semplice chimera.

            Avremmo dovuto conferire in discarica meno immondizia anche in considerazione e della riduzione dei consumi da parte delle famiglie e della riduzione delle presenze nel periodo estivo a Terracina, entrambi fenomeni dovuti alla più generale crisi economica.

            E allora, mi domando perché paghiamo di più ?

            E mi do queste risposte a mo di domanda:

            FORSE PERCHE’ I CAMION CON L’IMMONDIZIA  PARTONO DA TERRACINA SENZA CHE GLI STESSI VENGANO PESATI PRIMA.

            FORSE PERCHE’ I CAMION CON L’IMMONDIZIA PARTONO DA TERRACINA E NON VANNO DIRETTAMENTE IN DISCARICA.

           







FORSE PERCHE’ I CAMION CON L’IMMONDIZIA ANZICHE’ ANDARE DIRETTAMENTE IN DISCARICA VANNO A SCARICARE PRIMA AD UNA PIATTAFORMA INTERMEDIA. PROVA NE E’ L’AGGRESSIONE SUBITA DAL SIGNOR T.


FORSE PERCHE’ SIAMO IN TOTALE ASSENZA DI QUALSIASI FORMA DI CONTROLLO DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DELLA STRADA CHE PERCORRONO I CAMION CHE PARTONO DA TERRACINA.

            FORSE PERCHE’ SIAMO IN ASSENZA DI UNA QUALSIASI FORMA DI CONTROLLO DA PARTE DEL COMUNE SUI MATERIALI SEPARATI IN QUESTA PIATTAFORMA INTERMEDIA E NON CI RENDIAMO CONTO DI QUANTA DIFFERENZIATA SI REALIZZA IN TOTALE.

            FORSE PERCHE’ DA PARTE DI CHI DIFFERENZIA IN PIATTAFORMA NON SI VUOLE FAR VEDERE IN QUALI CONDIZIONI IGIENICHE LAVORANO I PROPRI DIPENDENTI PRESSO TALE PIATTAFORMA.

            Allora è chiaro che in presenza, forse, di tutti questi limiti, forse, che si possono verificare degli appesantimenti impropri che ricadono sulle tasche dei cittadini terracinesi.

            In sostanza, un’Amministrazione Comunale che rinuncia a qualsiasi ruolo di gestione, infatti tra poco appalta anche  noi cittadini terracinesi, basta vedere l’illuminazione cittadina, Monte Giove, gli arenili, la raccolta dei R S U ecc ecc, e poi al contempo rinuncia, oppure non è capace di esercitare una qualsiasi ed elementare forma di controllo sui servizi appaltati, è chiaro che può succedere questo ed altro.

              Ma la morale alla fine è sempre la stessa, e cioè,  chiamati a pagare sono sempre i cittadini, i quali anche se sono oberati di tasse e tariffe al massimo a causa della cattiva amministrazione del centro destra in passato, che ha obbligato al dissesto finanziario la città, non frega nulla a questa amministrazione.

            Basta guardare l’appalto d’oro che si sta portando avanti sempre sulla mondezza.


                                               Il Consigliere Comunale
                                               Vittorio Marzullo

venerdì 15 giugno 2012

Terracina: appalto arenili comunali








APPALTO ARENILI, DENARO SPORCO O FAVORI AGLI AMICI?











Ho letto con molta attenzione il disciplinare tecnico del capitolato d’appalto per la gestione degli arenili comunali e per le carenze, e per le omissioni in essi contenute, ne ho ricavato la netta sensazione che tale gara andrà deserta.







Per non parlare a vanvera, va rilevato che nel disciplinare tecnico non vi è la scheda relativa agli importi relativi al costo dell’affitto degli ombrelloni, delle sdraio e lettini relativi ai nostri ospiti, e cioè i non residenti. Cosa si vuole fare? Darli in gestione a libero mercato oppure è una dimenticanza?







Vi è invece un limite di 17.000,00 Euro di fatturato per ogni anno, negli ultimi tre anni, per qualsiasi azienda o ditta individuale o consorziata e per i consorziati tale somma va raggiunta sommando il fatturato di tutti i consorziati,che vuole partecipare alle gare, quindi un fatturato irrisorio e tra l’altro uno che ha sempre fatto, tutto il rispetto per la categoria, il boscaiolo, improvvisamente diventa imprenditore balneare e gestisce gli arenili del Comune di Terracina. E’ lecito pensare che ci possa essere un problema di professionalità e quindi del livello della qualità dei servizi dell’offerta turistico balneare?







E’ previsto che sarà, data ai vincitori della gara d’appalto l’attrezzatura comunale, intendesi sdraio, ombrelloni e lettini, si afferma inoltre, che ulteriori sdraio, ombrelloni e lettini dovranno essere acquistati dai gestori e dovranno essere tutti di colore bianco con sopra la scritta in azzurro COMUNE DI TERRACINA.







Perché non si dice per ogni arenile messo al bando quanti ombrelloni, sdraio e lettini saranno messi a disposizione dei vincitori di gara?







E’ anche questa una dimenticanza?







E’ una strana dimenticanza.







Come è noto nelle scorse settimane tecnici comunali si sono recati presso l’Azienda Speciale per verificare la quantità di materiale giaceva in magazzino e lo stato dello stesso, inoltre il comune ha ricevuto dall’azienda speciale a fine stagione balneare 2011, l’inventario di sdraio, ombrelloni e lettini direttamente dall’Azienda Speciale, come mai questa dimenticanza pur essendo il Comune in possesso di tutti i dati?























Ho chiesto ad alcuni gestori di stabilimenti balneari, il costo di un ombrellone, una sdraio ed un lettino, questi costano tutti e tre insieme circa 250,00 Euro, allora mi domando, una gara d’appalto che se va bene, così come è stata ideata e bandita dall’Amministrazione Comunale di Terracina, se tutto andrà in porto correttamente, consentirà la partenza nella gestione dei lidi ai primi di luglio. Quindi a stagione non iniziata, ma più che inoltrata, di conseguenza con una pesante decurtazione delle possibilità di guadagno, come può un imprenditore partecipare alla gara non sapendo, oltre al costo della gara ovviamente, quale sarà il costo dell’investimento in attrezzature che dovrà affrontare e che poi subito dopo la stagione, per evitare i costi inutili di magazzinaggio dovrà buttare in quanto la scritta azzurra, Comune di Terracina, rende inutilizzabili tali strutture per il prossimo anno in altro luogo?







Ne desumo da quanto sopra, che probabilmente si punta ad un’assegnazione con procedura di somma urgenza, che penalizzerà fortemente le casse comunali, ricordiamo che Terracina è Comune in dissesto finanziario dallo scorso 19 Settembre, ma con il vantaggio che si chiameranno le aziende che si riterrà opportuno invitare.







Per questo ritorno alla domanda iniziale. Chi vincerà non potrà affrontare i costi della gara, e se non andrà in porto la gara ci saranno sempre gli amici a dare supporto all’amministrazione.







MA IN CASO DI DANNO ERARIALE, CHI PAGHERA’?











Il Consigliere Comunale



Vittorio Marzullo