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venerdì 5 settembre 2014

L’AUTHORITY PER IL SISTEMA IDRICO METTE SOTTO INCHIESTA ACQUALATINA

L’AUTHORITY PER IL SISTEMA IDRICO METTE SOTTO INCHIESTA ACQUALATINA

L’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico (AEEGSI), Authority competente per legge alla gestione e controllo del Sistema Idrico Integrato, con deliberazione del 31 luglio 2014 n. 379/2014/S/Idr pubblicata sul proprio sito Internet, ha avviato un procedimento nei confronti di Acqualatina volto ad accertare la violazione delle disposizioni in materia di servizio idrico integrato e adottare provvedimenti sanzionatori e prescrittivi a carico della società stessa.
Tale deliberazione contrasta con quanto da sempre affermato da Acqualatina secondo cui, a seguito dell’ispezione eseguita dall’AEEGSI in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza alla fine dello scorso mese di marzo, aveva ricevuto i complimenti per la gestione complessiva del servizio.
La notizia appare particolarmente grave in quanto sarebbero stati introdotti surrettiziamente dati contabili nella trasmissione all’Authority dei bilanci aziendali, comportando, secondo quanto riportato nella delibera, “difetto di veridicità”, nonché difetto “di raccordo tra i valori desumibili dalla documentazione contabile ed i valori riportati nella modulistica trasmessa (all’AEEGSI), nonché nell’erroneità delle informazioni trasmesse e nell’inosservanza delle procedure di compilazione prescritte”.
Dal provvedimento si desumerebbe anche che sull’operato di Acqualatina non vi sarebbe stata la dovuta attenzione della Segreteria Tecnica dell’ATO4, cioè l’organismo che deve vigilare sulle attività di Acqualatina in nome e per conto della Conferenza dei Sindaci, che, lo ricordiamo, è il socio pubblico di maggioranza di Acqualatina rappresentando le cittadinanze facenti parte del territorio dell’ATO4.
In buona sostanza, anche secondo quanto appare rilevabile dalle notizie pubblicate, la società avrebbe prodotto all’AEEGSI bilanci contenenti dati non veritieri, tra l’altro valorizzando “alla voce “saldo conguagli e penalizzazioni” per gli anni 2012 e 2013 rispettivamente gli importi di € 4.500.000 e € 3.415.711 senza l’apposita prescritta approvazione dell’Ente d’Ambito”.
Quelle appena citate, insieme ad altre contestazioni mosse ad Acqualatina, tra cui l’aver aggiornato nel 2013 retroattivamente la tariffa del 2012 senza la preventiva approvazione dell’Ente d’Ambito, inducono l’OTUC, la Consulta Provinciale degli Utenti e dei Consumatori e il Cordinamento Consumatori a chiedere ad Acqualatina l’immediata sospensione dell’applicazione dell’adeguamento tariffario approvato il giorno 7 agosto 2014 dalla Conferenza dei Sindaci.

Inoltre richiediamo alla Segreteria Tecnica Operativa dell’ATO4 di rivedere globalmente la materia alla luce di quanto segnalato dall’AEEGSI, sottoponendo la situazione all’esame del Consiglio di Presidenza e alla Conferenza dei Sindaci, al fine di addivenire ad un adeguamento tariffario in linea sia con i dettami dell’Authority che della normativa vigente.

martedì 12 agosto 2014

Aggiornamento tariffario servizio idrico, undici sindaci denunciano: “Conferenza illegittima”

Aggiornamento tariffario servizio idrico, undici sindaci denunciano: “Conferenza illegittima”

bicchiera acquaIn data odierna si è tenuta una conferenza dei sindaci in formato ridotto (solo 13 Sindaci su 38 hanno partecipato al voto finale) che aveva come unico punto all’ordine del giorno l’aggiornamento tariffario del servizio idrico. La seduta è stata convocata con modalità del tutto illegittime. La Presidenza e un ristretto numero di Sindaci, tuttavia, non hanno voluto sentire ragioni, anzi, hanno tentato goffamente di sanare con un atto ancor più illegittimo le procedure di convocazione.
Per tali motivi, pur riservandoci di opporci in tutte le sedi opportune, abbiamo deciso di non partecipare alla votazione di una seduta di fatto inesistente, pur facendo una serie puntuale e articolata di obiezioni nel merito del deliberato. In sostanza, una ristrettissima parte dei Sindaci dell’ATO (soltanto 11) hanno votato a favore di una deliberazione che scarica 44 milioni di euro sulle tasche dei cittadini, in termini di aumenti tariffari. Non solo, con lo stesso atto non hanno restituito alle comunità locali circa 46 milioni di euro.
Acqualatina, con quest’ultimo atto, dimostra di essere sempre di più una voragine senza fondo, con i conti totalmente fuori controllo, che sistematicamente vengono coperti scaricando sui Comuni e sugli utenti i disastri di più di un decennio di mala gestione.
I Sindaci o i rappresentanti dei Comuni di Aprilia, Bassiano, Cisterna, Formia, Lenola, Maenza, Pontinia, Priverno, Roccagorga, Roccasecca dei Volsci, Sezze

martedì 19 febbraio 2013

IL DANNO NON CALCOLATO. LA CAPITALIZZAZIONE DI ACQUALATINA NON È STATA PAGATA DAI COMUNI


IL DANNO NON CALCOLATO. LA CAPITALIZZAZIONE DI ACQUALATINA NON È STATA PAGATA DAI COMUNI
di Graziella Di Mambro
È l’ipotesi peggiore e loro l’hanno fatta, non ha valore di indagine contabile ma i numeri, nelle analisi, sono sempre importanti. Il Comitato acqua pubblica ribadisce che il comportamento dei sindaci nel controllo della gestione del servizio idrico in provincia di Latina ha causato un «danno erariale» agli enti che rappresentano al fine di fare un favore ad Acqualatina.
Non è un’accusa nuova quella del danno erariale ai Comuni derivante da un certo tipo di atteggiamento lassista adottato nella conferenza dei sindaci, che dovrebbe controllare lo svolgimento della gestione del servizio idrico, dalle spese di manutenzione alle tariffe. Ma questa volta pesano alcune cifre riferite ai canoni che la società Acqualatina dovrebbe pagare (per contratto di convenzione) ai Comuni in virtù del fatto che usa le reti e le sorgenti esistenti sul territorio e di cui erano titolari i Comuni (le hanno pagate in origine direttamente o attraverso mutui). Questi canoni la società non li ha mai versati e infatti essa stessa li ha messi in bilancio fino a novembre 2011 sotto la voce debiti, per un totale di 7.933mila euro. Testualmente in bilancio è scritto «canone concessorio anni 2003-2011». Perché i Comuni hanno accettato di buon grado di rinunciare a somme così rilevanti? Stando agli atti allegati ai bilanci della società incrociati con quelli dei bilanci della Provincia di Latina si scopre che hanno fatto di peggio. Hanno accettato che l’amministrazione provinciale di Latina scrivesse nella relazione ai propri bilanci che il mutuo acceso dall’ente di via Costa per pagare la capitalizzazione della società venisse pagato con quei canoni. In altri termini: Acqualatina deve pagare dal 2003 una sorta di «affitto» ai Comuni per le reti che si è presa per distribuire l’acqua, ma non lo paga; nel frattempo i Comuni devono versare dei soldi per le quote di capitale di Acqualatina, ma non lo fanno e al loro posto paga la Provincia tramite un mutuo ventennale (per 12 milioni di euro); la Provincia afferma che il mutuo lo pagherà attraverso la restituzione dell’equivalente dei canoni che Acqualatina paga ai Comuni e poi i Comuni «girano» alla Provincia medesima per pagare le rate di mutuo. Ma Acqualatina quei soldi non li versa per sette anni. E allora chi ha pagato il mutuo delle quote di capitalizzazione? L’ente di via Costa, che non è stato rimborsato però. E i Comuni hanno accettato tutto questo, hanno dunque rinunciato ai canoni e lasciato che il carico finanziario delle quote di capitale fosse in capo al bilancio della Provincia. Un pasticcio di cui non si sono accorti oppure hanno fatto finta di non accorgersi gli assessori al bilancio di Provincia e Comuni, sfuggito pure ai revisori dei conti, una partita di giro che può effettivamente aver causato un danno erariale per circa 12 milioni di euro complessivi spalmabili sui vari Comuni aderenti al servizio idrico integrato. E che può venir fuori adesso, in fase di accertamento della Corte dei Conti sulla procedura di capitalizzazione di Acqualatina S.p.A.
LE GIUSTIFICAZIONI SCRITTE IN VIA COSTA
Nel giro dei conti che non tornano mai entra sempre l’amministrazione provinciale, che offre sponde finanziarie alla società mista pubblico privata che si occupa di acqua. La Provincia e il suo presidente Armando Cusani, sanno che la cosa va spiegata, e infatti l’ente negli atti ufficiali relativi alle anticipazioni finanziarie fatte in favore di Acqualatina scrive: «... in ordine alle spese effettuate per conto dell’Ato4 Latina, che questo ente, in forza di quanto stabilito con atti del Consiglio provinciale e dell’assemblea dei sindaci componenti dello stesso Ato 4, provvede, in anticipazione quale ente di coordinamento, alle spese di funzionamento della segreteria tecnica operativa dell’Ato4, fin dalla sua istituzione ed ha attivato con la Cassa Depositi e Prestiti per conto di tutti i Comuni componenti, appositi mutui per la sottoscrizione del capitale di parte pubblica della società mista pubblico-privata Acqualatina, gestore del servizio idrico.... Tali oneri sono rimborsati annualmente dalla stessa società Acqualatina, con la retrocessione alla Provincia di Latina dei canoni concessori dovuti ai Comuni componenti l’Ato4 con l’aggiunta di oneri legali». È noto, invece, dai bilanci di Acqualatina che nonostante le anticipazioni della Provincia sussistano dal 2003, fino al novembre del 2011 la società Acqualatina non ha rimborsato i canoni perché l’equivalente degli stessi erano iscritto in bilancio come uno dei debiti della società. Perché gli assessori al bilancio di via Costa e il collegio dei revisori dei conti hanno accettato che si accumulasse un simile credito in danno delle casse dell’amministrazione provinciale? E ci sarebbe anche un’altra domanda. Tutto questo debito si è accumulato perché i Comuni non avevano la possibilità di versare subito le rispettive quote di capitale e al loro posto lo ha fatto la Provincia; dunque i singoli Comuni hanno aderito alla composizione di una società per azioni finalizzata alla gestione del servizio idrico senza avere la disponibilità finanziaria per acquistare le quote. Quando mai una cosa del genere si vede nel mondo finanziario privatistico vero? Quando mai un signor Rossi qualsiasi decide di entrare in una spa senza avere denaro per comprare pacchetti di azioni? Nessuno lo fa, a meno che non è sicuro che altri pagheranno al suo posto senza fare troppe storie. In questo caso «altri« è stata la Provincia. In fondo si tratta di soldi pubblici del bilancio di via Costa.
IL COMITATO CIVICO: QUALCUNO PRIMA O POI DOVRÀ SPIEGARE COSA È SUCCESSO
I debiti che secondo il Comitato acqua pubblica gravano in modo «occulto» sugli enti pubblici non sono solo quelli dei canoni concessori, che comunque a partire da dicembre 2011 Acqualatina dovrebbe restituire a rate per pagare il mutuo dell’amministrazione provinciale. Ci sarebbero anche altre voci simili.
«Quando Acqualatina è subentrata nel servizio - dice Alberto De Monaco, presidente del Comitato - si è presa anche delle opere sulle quali erano stati accesi mutui e che avrebbe dovuto continuare a pagare. Invece sappiamo che fino al 2011 il debito accumulato dalla società per il rimborso delle rate mutui già pagate dai Comuni ma non restituite come previsto dal contratto di convenzione era pari a oltre 8,2 milioni di euro, cui si aggiunge il debito di quasi 8 milioni per i canoni concessori non versati; e poi ci sono i canoni non pagati ai Consorzi di Bonifica per oltre 13 milioni di euro per gli anni dal 2003 al 2010 (una parte di questo debito è stato iscritto a ruolo da Gerit e viene rimborsato a rate da Acqualatina ma è comunque oggetto di contenzioso legale sull’entità ndc)». Difficile ipotizzare come si uscirà da un simile groviglio di debiti che prima o poi qualcuno dovrà pagare, altrimenti sono a rischio i bilanci di molti enti pubblici (dalla Provincia stessa ai Consorzi di Bonifica). Può aiutare in effetti una buona analisi sulla trasparenza e la correttezza delle scelte finanziarie fatte sin qui e va in questo senso l’indagine appena avviata dalla Procura regionale presso la Corte dei Conti che coinvolge tutti i Comuni soci di Acqualatina S.p.A. e sfiora in qualche modo l’amministrazione provinciale che ha «coperto» i Comuni medesimi.

lunedì 11 febbraio 2013

BOLLETTE DI ACQUALATINA, UN’ALTRA STANGATA


BOLLETTE DI ACQUALATINA, UN’ALTRA STANGATA
In arrivo un altro aumento delle bollette dell’acqua per il 2013, tutto programmato e approvato dalla conferenza dei sindaci. Le speranze di una riduzione delle tariffe, inizialmente assicurata a partire dal decimo anno di gestione (ossia questo) sono rinviate a data da destinarsi. «Colpa» degli ulteriori investimenti imprevisti per gli interventi di dearsenizzazione nel nord della provincia. Comunque la si guardi adesso l’unica certezza è che le bollette del servizio idrico per l’anno corrente aumenteranno dell’8% ed è nuovamente compresa la remunerazione del 7% del capitale investito pur abolito con referendum lo scorso anno e confermato come illegittimo dalla Corte dei Conti, quindi da restituire. Il referendum passato col 98% abolisce i profitti sull’acqua. Ma la questione è sempre stata considerata marginale dai gestori, Acqualatina compresa, che continuano a tenere la remunerazione nelle bollette. D’altro canto è difficile rinunciare all’equivalente di quel 7% di remunerazione che è stata pari a 6,5 milioni di euro nel 2012 e se fosse stato eliminato, come imposto dall’esito referendario, avrebbe consentito di diminuire le bollette dell’acqua del 6% nel 2012 e dell’8,8% nel 2013. Avere incamerato più soldi non ha evitato alla società Acqualatina di calmierare le spese. I costi di produzione infatti continuano a salire. Nella pianificazione finanziaria pubblicata nell’anno 2006 per i sei anni successivi era scritto che i costi nell’anno 2013 sarebbero stati pari a 59 milioni di euro mentre oggi si sa che saranno pari a 70,7 milioni di euro.
«Ormai di aumento in aumento - dice Alberto De Monaco del Comitato Acqua Pubblica - fatto 1 la tariffa media che le famiglie pagavano nel 2003 (prima di Acqualatina), la bolletta media sull’Ato4 è aumentata del 103% e se facciamo un paragone per Aprilia si arriva al record di aumento del 277%. E pensare che sindaci e gestore, guidati dal presidente della Provincia Cusani, hanno anche il coraggio di parlare di risultati di gestione... con tutti questi soldi anche un sindaco incapace avrebbe fatto meglio».
Tra il 2009 e il 2014 c’è stato un aumento minimo annuo sulle bollette del 5% e in particolare nel 2012 +7,8%, nel 2011 +6,5%, nel 2010 +5,5%, nel 2009 +8,6%, nel 2008 +20%. Dal 2004 ad oggi l’aumento medio nelle bollette per le diverse tipologie di contratto è stato del 136% in pratica più della benzina e delle sigarette che sono tra i beni con l’aumento più facile e frequente. Non c’è ovviamente confronto possibile con altri servizi pubblici tipo gas, elettricità e trasporti che sono l’offerta minima essenziale in un sistema di garanzie di fornitura per tutti dei servizi di base.
CHI ACCORDA TUTTI I «RITOCCHI»
Per quanto a finire sotto accusa per gli aumenti delle bollette sia la società cui è affidata la gestione del servizio idrico integrato, in realtà tutti gli aumenti come da convenzione debbono essere avallati dalla conferenza dei sindaci. Cioè sono direttamente i rappresentanti dei Comuni ad accordare gli aumenti, anche quelli consistenti e impopolari, sulle bollette delle famiglie e dei professionisti o dei siti produttivi. Una sorta di «tassa» sull’economia ma silenziosa che può essere applicata ed elevata solo con il parere favorevole vincolante degli amministratori locali, i quali si suppone stiano dalla parte dei cittadini e quindi tutelino un po’ le loro ragioni. Invece, casualmente, non è mai accaduto che la conferenza dei sindaci respingesse o almeno sollevasse eccezioni di questi aumenti progressivi. Avrebbe potuto farlo almeno negli ultimi due anni, con la «scusa» della crisi che sta mettendo in difficoltà centinaia di famiglie in tutta la provincia e non quelle che hanno un reddito bassissimo e accedono al bonus ma quelle che sono rimaste senza reddito per via della crisi industriale e per la perdita eccezionale di posti di lavoro e la diffusione esponenziale di redditi derivanti esclusivamente da ammortizzatori sociali come la cassa integrazione.

martedì 8 gennaio 2013

L’ENNESIMO REGALO AD ACQUALATINA


L’ENNESIMO REGALO AD ACQUALATINA
del Comitato Spontaneo di lotta contro Acqualatina di Formia
Il piano d'intervento prospettato dal sindaco Forte riguardante la sistemazione del collettore fognario di largo Paone è l'ennesimo regalo che viene fatto ad Acqualatina che non dovrà sborsare un euro, visto che i 200.000 euro previsti verranno dalla regione Lazio.
La Polverini, insomma, si è trasformata in una moderna befana portando in dono alla società italo-francese un cospicuo assegno, peccato che nel farlo abbia deciso di utilizzare i soldi dei cittadini e non i propri.
Sarebbe utile conoscere a questo punto l'importo totale dei soldi "pubblici" di cui ha potuto usufruire Acqualatina in questi anni per le opere che ha realizzato non solo Formia ma tutti i Comuni dell'ATO4.
E questo a fronte di aumenti tariffari di una certa consistenza, visto che da quando la gestione del servizio idrico è passato al privato, le tariffe in media sono aumentate di oltre il 64%, con investimenti previsti nel quinquennio 2007-2011 di circa 146 milioni di euro, poi divenuti. 125 milioni (-14,36%), che non giustificano alcun modo gli aumenti citati.
Il dato sugli aumenti che riportiamo riguarda una bolletta media calcolata per tutti i cittadini dell'ATO4, ma se, ad esempio, consideriamo solo i cittadini di Formia che per anni avevano come gestore il Comune, ci risulta che l'aumento è stato più pesante, visto che i costi dell'acqua comunale erano molto più bassi.
Sarebbe inoltre interessante conoscere il valore economico del dare-avere tra il Comune di Formia ed Acqualatina, che trova spazio tra le determinazioni pubblicate sul sito comunale, ma di cui attualmente non è possibile conoscere l'importo, in quanto il documento non è pubblicato integralmente (alla faccia della trasparenza).
D'altronde non c'è da aspettarsi nulla di diverso visto che il sindaco Forte è da sempre, insieme a Cusani e Fazzone, uno dei maggiori difensori della società Acqualatina, nonostante che la gestione della stessa, che si protrae dal 2002, sia stata negli anni a dir poco fallimentare (i cittadini lo hanno imparato a proprie spese).
Il continuo soccorso del trio Forte-Cusani-Fazzone ha impedito ad Acqualatina di sprofondare.
Due gli esempi che ci aiutano a capire come stanno veramente le cose: Il primo riguarda il fondo sociale, che consente a circa 31.000 utenti indigenti di non pagare il consumo dei primi 110 mc d'acqua. A pagare il conto è la provincia di Latina, che si sostituisce ai cittadini, che non avrebbero comunque mai potuto pagare perché impossibilitati a farlo. Ma è lecito pagare con fondi pubblici un servizio che viene fornito da una società privata?
Il secondo è il debito verso utenti dell'ATO4, derivante dal blocco delle penali previste per mancato raggiungimento del livello (MALL), cioè l'indice che "MISURA LA QUALITÀ DEL SERVIZIO" fornito dal gestore, un debito che al 31 dicembre 2011 è di circa 30 milioni di euro. In poche parole Acqualatina per non essere riuscita a rispettare quanto previsto dal contratto stipulato con l'aggiudicazione del servizio, avrebbe dovuto restituire ai cittadini circa 30 milioni di euro, ma anche qui i sindaci "obbedienti" hanno bloccato l'applicazione delle penali, impedendo un abbassamento delle tariffe.
Ed infatti la befana Acqualatina porterà ai cittadini dell'ATO4, inclusi ovviamente i formiani, un aumento per l'anno 2012 del 7,2% (anche su questo ci sarebbe da discutere).
L'ultimo regalo che arriverà al gestore, ma che riguarda tutta l'Italia, è l'approvazione del nuovo Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato (l'acqua per capirci).
Il 28 dicembre scorso, infatti, l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas ha approvato la nuova tariffa sancendo di fatto, la negazione dei referendum del giugno 2011, con i quali oltre 27 milioni di cittadini italiani si erano espressi per una gestione dell'acqua pubblica e fuori dalle logiche del mercato.

martedì 1 gennaio 2013

ARSENICO E VECCHI MERLETTI: “LA BEFFA DI FINE ANNO”


ARSENICO E VECCHI MERLETTI: “LA BEFFA DI FINE ANNO”
del Comitato cittadino acqua pubblica di Aprilia
Potevano chiudere l'anno in silenzio, oppure chiedendo scusa ai cittadini per tutti i disagi che hanno dovuto sopportare nell'anno, invece i vertici di Acqualatina hanno convocato l'ennesima conferenza stampa pubblicitaria per confondere le acque e dire al mondo che hanno risolto il problema arsenico nei tempi dovuti.
La solita operazione di marketing nella peggiore tradizione delle società commerciali.
Altro che tutto concluso entro l'anno! È evidente che i lavori più importanti come la nuova condotta per collegare le sorgenti di Ninfa a Cisterna ed il dearsenizzatore alla centrale di Aprilia devono ancora essere realizzati, e dal 1° gennaio devono solo sperare che l'arsenico decida da solo di rimanere nei limiti di legge.
Acqualatina dice che è impegnata a risolvere il problema arsenico fin dal 2004, ma i fatti dicono che finché ha potuto godere delle deroghe europee ha fatto ben poco. Gli investimenti ed i rimedi sono stati adottati efficacemente solo negli ultimi due anni, a dimostrare che in ben 9 anni di gestione non hanno avuto a cuore la salute dei cittadini se non di fronte al pericolo di multe e denunce penali.
Molto invece ha fatto l'azione pressante della libera stampa e dei comitati che autonomamente hanno tenuto sotto controllo la questione arsenico denunciando tempestivamente ritardi ed inadempienze.
La società ha anche potuto contare sull'aiuto degli enti pubblici che avrebbero dovuto controllarla e sanzionarla e che invece hanno pasticciato soluzioni di salvaguardia per il gestore mettendo in secondo piano la salute pubblica.
Né un richiamo per inadempienza contrattuale, né una multa, né una penale applicata, né una riduzione tariffaria. Nulla di tutto ciò, anche se ricorrevano e ricorrono tutte le condizioni.
Ecco in quale contesto Acqualatina può continuare a sopravvivere spendendo i soldi degli utenti più per curare la sua immagine che l'acqua da erogare.
Inoltre per aver agito in ritardo ci si è affidati alla costosissima tecnologia dei dearsenizzatori che è una soluzione tampone e non ottimale, mentre si sarebbero potute trovare fonti alternative di approvvigionamento.
Resta poi da verificare (sperando che questa volta l'ASL faccia bene il suo dovere...) se l'acqua trattata non finisca per essere anche un'acqua di qualità più povera.
Ultima domanda: come viene smaltita l'acqua carica di arsenico che viene rilasciata dagli impianti di dearsenizzazione?

martedì 18 dicembre 2012

ACQUALATINA, «BOLLETTE GONFIATE»


ACQUALATINA, «BOLLETTE GONFIATE»
«La tariffa applicata per il pagamento del servizio idrico integrato è illegittima. Rispetto ai limiti imposti dalla legge i cittadini della provincia si trovano a dover pagare bollette maggiorate». Alberto De Monaco e il Comitato civico in difesa dell’acqua pubblica ieri mattina attraverso una conferenza stampa presso i locali della Pro Loco di via Marconi ad Aprilia hanno ribadito l’illegittimità dell’intero piano tariffario. Carte alla mano hanno spiegato che dal 2003 al 2011 «i cittadini hanno sborsato 130 milioni di euro in più rispetto a quanto dovuto. «Una formula errata sin dall’inizio - ha dichiarato Alberto De Monaco - che ha messo in piedi un meccanismo sbagliato che ha letteralmente gonfiato le bollette». Secondo il teorema del Comitato civico Acqualatina sin dall’origine ha imposto agli utenti percentuali eccessive. «Alla tariffa massima - hanno spiegato ieri mattina i volontari del Comitato - è stata applicata già dal primo anno una percentuale del 36 e 84. Questo errore è stato trascinato nelle tariffe degli anni successivi accumulando la sproporzione in bolletta che conti alla mano sfiora il 50%».
Tra una denuncia e l’altra De Monaco ribadisce ancora una volta di voler incontrare pubblicamente il presidente Giuseppe Addessi e confrontarsi con lui su dieci anni di gestione del servizio idrico in terra pontina. «Nonostante questi errori - ha sottolineato De Monaco - e nonostante le forzature normative la gestione ha chiuso con una perdita di cinque milioni di euro. In questi anni la società ha incassato una cifra vicina ai 580 milioni di euro, se sottraiamo il 10% di morosità ci domandiamo dove sono andati a finire tutti questi soldi».
Tutti i numeri e tutte le carte presentate dal Comitato sono già oggetto di valutazioni specifiche da parte delle strutture giudiziarie ch da tempo sono state investite del caso Acqualatina.
«L’azione di controllo - ha voluto ribadire ieri in conferenza stampa Alberto De Monaco - sono state effettuate dal Comitato civico in difesa dell’acqua pubblica. L’autorità d’ambito non ha mai svolto questo suo ruolo, anzi ha favorito questa gestione «illegittima»». La battaglia oggi si sposta dalla convenzione  di gestione alle bollette vere e proprie. Secondo i calcoli e i ragionamenti dei volontari le tariffe sono sballate. «Fuori dai limiti di legge».

mercoledì 12 dicembre 2012

«ACQUA SENZA CRESTA». ACQUALATINA ACCUSA IL COMITATO CIVICO DI DIFFONDERE DATI FALSI


«ACQUA SENZA CRESTA». ACQUALATINA ACCUSA IL COMITATO CIVICO DI DIFFONDERE DATI FALSI
Nessuna cresta. Quanto affermato dal Comitato per l’acqua pubblica di Aprilia è il risultato di un’analisi del tutto errata di dati di non ben chiara origine. Acqualatina risponde a muso duro alle dichiarazioni di Alberto De Monaco, coordinatore del Comitato civico apriliano. Le affermazioni, infatti, secondo le quali il gestore non rispetterebbe quanto definito dalla Conferenza dei Sindaci e, addirittura, applicherebbe una percentuale di ricavo improprio, una «cresta», alle bollette degli utenti, sono, secondo il presidente della S.p.A. di Latina Giuseppe Addessi, frutto di assurde «congetture». Analisi fantasiose. «Notizia del tutto falsa, infondata, confusionaria e gravemente diffamatoria quella fornita dal Comitato per l’acqua pubblica – afferma il Presidente di Acqualatina, Giuseppe Addessi –. La notizia vera che poi costituisce un’ulteriore conferma di quanto da tempo peraltro già accade è, invece, l’ennesima menzogna che questo Comitato propina agli ignari cittadini-utenti. Ho sempre creduto e sostenuto che il diritto di critica è legittimo, dovuto, e anche stimolante, ma la sistematica menzogna, diffusa al solo fine di diffamare e screditare persone serie ed oneste, che costantemente cercano di eseguire al meglio il delicato compito a loro affidato, costituisce pratica inaccettabile, indegna e ottusa». Secondo le accuse risulterebbe una confusione tra le attività di recupero del credito espletate dal Gestore nel passato e sino ad inizio 2012, e l’attività attualmente in corso, che nulla ha a che vedere con la precedente. «Per le attività di recupero del credito, effettuate nel passato – fa presente la società – Acqualatina ha addebitato agli utenti esattamente i costi che a sua volta aveva sostenuto per tale attività. Nessuna cresta, dunque, e nessun guadagno da parte della Società. Altro discorso, invece, è l’attività che il Gestore ha avviato dal mese di marzo 2012 e che è tuttora in corso. Tale attività rispecchia un cambiamento sostanziale di approccio nei confronti degli utenti, finalizzata ad instaurare un filo diretto con i cittadini-utenti che possano aver ritardato il pagamento per problematiche legate, ad esempio, al recapito bolletta o a semplice dimenticanza. In questo senso l’attività in corso (customer credit care) è tesa ad agevolare gli utenti e ad evitare loro di incorrere nelle procedure di recupero del credito previste dalla carta dei servizi. È importante sottolineare che, per questa attività, nulla viene addebitato agli utenti. Tutte le azioni sin qui descritte sono nel pieno rispetto di quanto stabilito dalla Conferenza dei Sindaci. La richiesta di approfondimento sull’argomento da parte dell’OTUC, a differenza di quanto sostenuto dal Comitato, ha già trovato risposta da parte del Gestore».

lunedì 10 dicembre 2012

IL RECUPERO CON AGGIUNTA. SULLE BOLLETTE SCADUTE EXTRAGUADAGNO, DIFFIDA DELL’OTUC AD ACQUALATINA


IL RECUPERO CON AGGIUNTA. SULLE BOLLETTE SCADUTE EXTRAGUADAGNO, DIFFIDA DELL’OTUC AD ACQUALATINA
di Graziella Di Mambro
Siccome il Comitato civico per l’acqua pubblica non si stanca mai di fare e rifare i conti in tasca al gestore delle acque, che è pur sempre una società a prevalente capitale pubblico, dall’ultima rivisitazione «contabile» è emerso che esiste una sorta di «cresta» sull’attività di recupero crediti. Andando con ordine: se un utente persona fisica o giuridica non paga, per qualche ragione, la bolletta entro il termine stabilito all’importo base si aggiungono 63 centesimi per il sollecito di pagamento semplice, 4 euro e 31 centesimi per la raccomandata e 5,39 centesimi per la procedura di recupero del credito, affidata alla Euroservice S.p.A. Quest’ultima riceve come provvigione una somma che varia tra un minimo dell’1% ad un massimo del 2,5%, in base all’importo recuperato. La società Euroservice entra in gioco praticamente subito, dopo un giorno dalla scadenza del pagamento della fattura e dopo che l’utente ha già pagato il sollecito semplice e con raccomandata. La conferenza dei sindaci, che in teoria avrebbe poteri di controllo su tutte le attività di gestione di Acqualatina S.p.A., aveva indicato i termini e le condizioni per il recupero degli importi su fatture cosiddette scadute. In specie, aveva detto (e scritto nel regolamento) che «in caso di mancato pagamento, decorsi i termini indicati in fattura, il gestore attiverà le procedure per il recupero del credito, anche attraverso società esterne addebitando le spese necessarie». Cioè manca una espressa autorizzazione al surplus sul recupero, nella parte garantita come aggio alla Euroservice, ossia la differenza tra il massimo del 2,5% e il 5,39% applicato su ciascuna bolletta scaduta. Chi dovrebbe attuare l’ulteriore controllo su questo tipo di procedura che, almeno in teoria, rischia di essere vessatorio e oltremodo costosa per gli utenti? Un organismo di tutela dei consumatori interno al servizio idrico che si chiama OTUC. E in effetti il presidente, Antonio Villano, il 20 novembre scorso con una nota inviata all’amministratore delegato di Acqualatina, Besson, e alla Segreteria tecnica operativa «diffida la società per il mancato rispetto della procedura di recupero per morosità» in quanto avviene «con modalità del tutto arbitrarie » e «non vi è il rispetto dei termini previsti dalla carta dei servizi, tanto più che assistiamo a telefonate con toni non conciliativi da parte di società incaricate (Euroservice) anche solo dopo pochi giorni di ritardo dalla scadenza della fattura. Pertanto vi diffidiamo dal proseguire con tale modalità nonché ad applicare quanto previsto e stabilito dalla carta dei servizi, senza prevedere costi aggiuntivi per gli utenti». L’amministratore delegto di Acqualatina non risulta abbia mai risposto alla nota formale dell’OTUC. Inutile aggiungere che i sindaci non si sono accorti, neppure questa volta, delle anomalie che colpiscono i loro cittadini, utenti di Acqualatina.

venerdì 23 novembre 2012

ACQUA, NASCE IL COMITATO SPONTANEO DI LOTTA CONTRO ACQUALATINA A GAETA


ACQUA, NASCE IL COMITATO SPONTANEO DI LOTTA CONTRO ACQUALATINA A GAETA
di Brunella Maggiacomo
Domani alle 16,30 in piazza Capodanno a Gaeta avrà luogo un'assemblea pubblica per costituire anche in città un comitato spontaneo di lotta contro Acqualatina. «Uno strumento di cui si è patita troppo a lungo la mancanza – dichiarano gli organizzatori – con danno dei cittadini inermi di fronte ai disservizi e alle angherie della società privata che gestisce il servizio idrico». A dare lo slancio definito sono state le ultime vicende a tutti note, dalla mancanza dell'acqua per i cittadini gaetani alla torbidità, che «rendono questo momento non più rinviabile».
«Questo appuntamento – evidenziano ancora – nasce anche alla luce delle vittorie che i comitati di lotta di altre realtà della provincia ottengono, dei servizi che offrono ai cittadini bisognosi di sostegno e del consenso che acquisiscono giorno dopo giorno. Si inizieranno a discutere le possibili modalità, sperimentate altrove con successo, per ottenere risarcimenti, contrastare gli aumenti incontrollati delle bollette, difendersi dai soprusi e le inadempienze dell'azienda, con l'obiettivo di dare attuazione al referendum nazionale rendendo nuovamente pubblica la gestione dell'acqua». All’assemblea pubblica interverranno i rappresentanti dei Comitati di Aprilia e di Formia, ciascuno racconterà la propria esperienza che si è formata in anni e anni di attivismo. «E faranno il punto sulla situazione attuale, suggerendo le migliori strategie da perseguire uniti. Tutti i cittadini senza preclusioni sono invitati caldamente a partecipare purché dotati di valori democratici e antifascisti».

giovedì 13 settembre 2012

Zaratti scrive al ministro Clini: verifiche su Acqualatina


Zaratti scrive al ministro Clini: verifiche su Acqualatina

13/09/2012, di .
«Egregio Ministro, secondo i poteri di vigilanza sull’uso delle risorse idriche di competenza del ministero dell’ambiente, le chiedo di disporre una verifica sulla gestione del servizio idrico nell’Ato 4 Lazio meridionale e sull’operato dell’autorità d’ambito». Questa è la richiesta che Filiberto Zaratti, Consigliere di Sinistra ecologia libertà con Vendola alla Regione Lazio, ha rivolto al ministro Clini attraverso un dossier di 300 pagine sul caso Acqualatina.
«La recente stagione estiva – dice Zaratti – ha fatto riemergere una emergenza idrica nel sud pontino,
dove ancora si registra un’altissima percentuale di dispersione idrica. Intere città come Formia, Gaeta e
Minturno sono state letteralmente messe in ginocchio dal razionamento quotidiano di acqua proprio nel
momento di maggior affluenza turistica».
«Il mancato ammodernamento delle reti colabrodo e il ridotto contrasto delle perdite idriche, che in
questa provincia superano il 60%, è anche il frutto di un continuo rinvio degli investimenti di Acqualatina
sul piano d’ambito – aggiunge Zaratti – Parte di questi interventi il gestore, secondo il disciplinare allegato
alla convenzione di gestione, avrebbe dovuto realizzarli nei primi sei anni».
«Ma questo – prosegue Zaratti – è soltanto uno dei 27 punti di illegittimità riscontrati da un’indagine
amministrativa della Regione Lazio nel 2008. Successivamente all’aggiudicazione della gara, infatti, la
conferenza dei sindaci dell’Ato ha deliberato modifiche sostanziali alla convenzione tipo approvata dalla
Regione, che ha consentito di trasferire gli oneri della gestione e del rischio di impresa da Acqualatina
all’autorità d’ambito. Così oggi la società si trova nelle condizioni di non essere tenuta ad assicurare i
livelli di sicurezza previsti dal piano, pur continuando a riscuotere la tariffa piena degli utenti. Ne è nata
una conflittualità e un contenzioso giudiziario tra gestore e comunità locali con diversi Comuni che si
sono rifiutati di approvare la convenzione, fatto giustificato da un pronunciamento del Consiglio di Stato.
Per gli utenti gli effetti sono: continui aumenti delle tariffe, a fronte di emergenze idriche e sanitarie come
quelle dell’inquinamento da arsenico».
«Infine la conferenza dei sindaci non ha ancora deliberato il recepimento degli effetti del risultato
referendario – conclude Zaratti – non operando alcuna revisione straordinaria della tariffa che escludesse
il 7% previsto per la remunerazione del capitale investito. Tutti fatti che inducono a verificare se le
modifiche apportate alla convenzione di gestione e agli altri atti parasociali, successivi all’aggiudicazione
della gara, non possano comportare l’invalidità degli accordi con il gestore e se il deficit degli
investimenti di Acqualatina per realizzare il programma di interventi previsti dal piano non determinino
condizioni di inadempienza contrattuale e conseguenti condizioni per la rescissione del contratto in
danno».

mercoledì 8 agosto 2012

Acqualita invita al risparmio dell'acqua


CALDO E CONSUMI
Acqualatina invita al risparmio dell’acqua   

LATINA – Acqualatina in una nota invita agli utenti della provincia pontina e che rientrano nell’Ato 4 al risparmio e a ridurre l’utilizzo dell’acqua per le sole esigenze igienico sanitarie e potabili. . Acqualatina sostiene che non è da escludere anche un momentaneo abbassamento di pressione nelle zone dei paesi e nei piani alti delle abitazoni.