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mercoledì 6 marzo 2013

RIFIUTI: IL TAR DEL LAZIO BLOCCA I LAVORI PER L’INCENERITORE DI ALBANO


RIFIUTI: IL TAR DEL LAZIO BLOCCA I LAVORI PER L’INCENERITORE DI ALBANO
Via Ansa
Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso del Comune di Albano (RM) per la richiesta di sospensiva dei lavori per l’inceneritore che da anni si vocifera di costruire nel paese alle porte di Roma: la costruzione dell’impianto verrà dunque bloccata almeno fino al 28 marzo.
Poco meno di un mese fa noi di Ecoblog avevamo dato notizia del via libera dato dalla Regione Lazio alla costruzione dell’impianto, autorizzazione che prevedeva la consegna dell’impianto entro novembre 2015: la sentenza del TAR ha ora bloccato quella determina; il prossimo 28 marzo la Camera di Consiglio si riunirà per discutere la sospensiva.
La sentenza del TAR decreta provvisoriamente: “la sospensiva dei provvedimenti relativi ai lavori di realizzazione e messa in esercizio della centrale elettrica alimentata da gas di sintesi derivato dal Cdr a Cecchina” nel Comune di Albano, come deciso da un decreto monocratico urgente.
Il ricorso era stato presentato per contestate gli atti e i provvedimenti con cui è stato approvato dalla Regione il cronoprogramma dei lavori e prorogata la durata dell’Autorizzazione integrata ambientale; nel ricorso il Comune di Albano chiede, nella sostanza, la completa sospensione delle operazioni di realizzazione e messa in esercizio dell’inceneritore.
“Una vittoria importante che ci lascia soddisfatti ma che ci impone, comunque, di continuare ad essere vigili e attenti su queste tematiche visto quanto è successo con il Decreto Clini, prima con la sospensiva accettata dal TAR e poi con la bocciatura per mano del Consiglio di Stato. Stiamo aspettando le motivazioni da parte dei nostri legali, ma ovviamente ora prevale la gioia. È tanta e non lo nascondiamo”, si legge sulla pagina Facebook del sindaco di Albano Nicola Marini. Il giudice monocratico Lidia Sandulli invece, nel motivare la decisione, afferma: “sussistono i presupposti per la concessione di misure cautelari provvisorie”.
Prossima puntata il 28 marzo.

venerdì 8 febbraio 2013

INCENERITORE DI ALBANO, LA REGIONE LAZIO DÀ IL VIA LIBERA


INCENERITORE DI ALBANO, LA REGIONE LAZIO DÀ IL VIA LIBERA
di Andrea Spinelli
La Regione Lazio ha dato il via al nuovo crono-programma del Coema S.p.A. (l’azienda aggiudicatasi, c’è chi dice senza bando, l’appalto dell’opera) per la costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani, ad Albano in località Roncigliano dando di fatto il via ai lavori.
Nella determina del 28 gennaio scorso si prevede che l’impianto venga consegnato entro 22 novembre 2015, data di scadenza dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale).
L’inceneritore, sul quale da anni pendono battaglie civiche, sociali, politiche e giudiziarie, è un vecchio cruccio della Regione Lazio, che ha anche creato una società pubblica, Lazio Ambiente S.p.A., per l’acquisizione del consorzio Gaia e, quindi, dell’inceneritore.
Un’opera che anche l’Asl RmH giudica “incompatibile con il mantenimento di una situazione igienica adeguata per il territorio”.
In verità non è ancora chiaro se esistono o meno i fondi pubblici per l’opera (circa 500 milioni di euro); si starebbe dunque valutando la possibilità che il privato si assuma il rischio d’impresa, decisamente consistente visti anche gli obiettivi europei sullo smaltimento rifiuti (nel cui perseguimento l’Italia risulta essere parecchio indietro). È inoltre curioso assistere all’avvio di un inceneritore proprio laddove esiste già una discarica, Roncigliano, su cui pendono importanti indagini su ipotetici reati ambientali.
“Fino a una certa data impianti di questo tipo avevano la possibilità di essere finanziati con i proventi della bolletta energetica e l’impianto di Malagrotta che è il gemello di quello di Albano è stato finanziato con questa procedura. Coema che lo ha realizzato di tasca sua non ha messo nulla, ha semplicemente attivato i finanziamenti del noto CIP6. Nel caso dell’impianto di Albano il Consiglio di Stato ha avvallato le pur non corrette procedure amministrative stante lo stato emergenziale, ma ha inibito i finanziamenti Cip 6 perché stanziati fuori tempo massimo. Il consorzio Coema deve attivare quindi proprie finanze, ma con possibili rientri economici non definiti”, ha spiegato il sindaco di Albano Alberto Nicola Marini, che ha ricordato di essere contrario all’impianto, così come speranzosamente contrario era stato il ministro Corrado Clini.
Nel frattempo, lungo la linea dell’emergenza romana, Manlio Cerroni ed AMA, gestori di due degli impianti su cui il NOE ha ravvisato una sottoutilizzazione, hanno rispedito al mittente le accuse: AMA spiegando che gli impianti lavorano a pieno regime, Cerroni invece sostenendo che lavorano al massimo dal mese di dicembre. O i Carabinieri del NOE hanno dichiarato il falso o AMA e Cerroni, delle due l’una.