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martedì 28 maggio 2013

Sara' ballottaggio Marino (favorito) - Alemanno, astensione record, flop dei grillini

Sara' ballottaggio Marino (favorito) - Alemanno, astensione record, flop dei grillini

A Roma sara' ballottaggio tra il sindaco uscente Gianni Alemanno ed Ignazio Marino del Pd. Le prime proiezioni infatti danno indicazione abbastanze nette e non ribaltabili. Marino oscilla intorno al 40%, mentre Alemanno e' di poco superiore al 30%. Flop di De Vito, l'avvocato candidato di Grillo, che dimezzerebbe i voti rispetto alle ultime politiche di febbraio, attestandosi vicino al 12%. Alfio Marchini, il nipote del "palazzinaro rosso", naviga invece sul 10%. Uno dei dati piu' rilevanti di questa tornata elettorale, insieme al flop di Grillo, e' l'altissima astensione. L'affluenza e' in calo a livello nazionale (si votava in 563 comuni, di cui 15 capoluogo per un totale di 7 milioni di elettori) di 12 punti con il 67% dei votanti. Astensione record a Roma, colpa forse anche del derby Roma-Lazio, con un meno 11. In pratica con il 52 e passa per cento ha votato un cittadino su due. Ed all'Olimpico non c'erano certamente un milione di spettatori. In Val d'Aosta, dove si svolgevano le regionali, ha vinto l'Union Valdotaine, anche se divisa. Ma il dato piu' significativo anche in questo caso e' il flop dei 5 stelle, che da 18,5% passano al 6,17%. Ed in questa regione e' forte la presenza dei no Tav, che appoggiano massiciamente Grillo. A Roma il grande favorito al ballottaggio e' Marino. Infatti solo un miracolo potrebbe portare Alemanno alla conferma in Campidoglio. Il sindaco uscente ha gia' di fatto fatto il pieno dei voti possibili sulla carta, prendendo pure a Grillo una parte dei suoi voti di destra. E gli elettori grillini e di Marchini che andranno a votare al secondo turno (l'affluenza molto probabilmente scendera' di ulteriori 10 punti) convergeranno su Marino, che dovrebbe passare con un consenso oscillante tra il 55 ed il 60%. 

lunedì 3 dicembre 2012

Bersani sopra il 60%, sarà candidato premier: "Elezioni, ma niente favole"


Bersani sopra il 60%, sarà candidato premier: "Elezioni, ma niente favole"

Mancano ancora un migliaio di seggi (ne sono stati scrutinati 8169 su 9219) ma il risultato è netto: Pierluigi Bersani si aggiudica le primarie del centrosinistra con il 61,11% (1.544.953 voti) mentre Renzi si ferma al 38,99% (983.222), perdendo diverse migliaia di voti rispetto al primo turno.
Bersani è il candidato premier e già guarda alla "battaglia" - "Noi dobbiamo vincere senza raccontare favole", altrimenti "non si governa" ha spiegato il segretario parlando in notatta al teatro Capranica dove si erano riuniti insieme ai militanti tutti i big del partito. Il "problema numero uno è il lavoro" e poi "il distacco micidiale tra cittadini e istituzioni": "Dobbiamo prendere di petto questi problemi con il linguaggio della verità che è quello che il Paese aspetta". No, poi, all'uomo solo al comando "qui si governa con un popolo", "non bisogna agitarsi e intimorirsi ma essere tranquilli e forti".
Il segretario del Pd ringrazia Renzi - Bersani ha ringraziato Renzi per la sua "presenza forte e fresca" e per "il contributo che ha dato per dare senso a queste primarie, per farle vivere in modo vero". Il sindaco, da parte sua ha ammesso la sconfitta senza giri di parole: "Noi non eravamo qui per fare una battaglia di testimonianza eravamo, qui per prendere il governo del paese e non ce l'abbiamo fatta. Non sono riuscito a scrollarmi di dosso fuori dalla Toscana l'immagine di essere un ragazzotto ambizioso che vuole fare chissà che cosa".
Al Sud Bersani conquista oltre il 70% - Guardando il flusso dei voti è stato il Sud a dare maggiori soddisfazioni a Bersani con percentuali di successo tutte sopra il 70% dei voti. Il record spetta alla Calabria dove il segretario è arrivato sempre intorno al 75% e a Vibo Valentia addirittura all'86% contro il 13,1% di Renzi. In Puglia ha pesato l'asse con Nichi Vendola: il segretario ha sfiorato il 71% con il sindaco fermo al 29%. Bene anche la Sardegna (73,42% contro il 26,58% di Renzi), la Basilicata (72,28%), la Sicilia (66,9 a 39,1%), la Campania (60,8 a 39,2%).

domenica 2 dicembre 2012

Primarie, voto al ballottaggio Respinte quasi tutte le richieste Ok a solo 7.094 nuovi elettori


Primarie, voto al ballottaggio
Respinte quasi tutte le richieste
Ok a solo 7.094 nuovi elettori

I comitati dei garanti stanno valutando le domande arrivate
A Firenze ne sono state accolte 10

Nel Lazio accolte 1849 richieste di nuova registrazione su 17.847 domande. A Milano e provincia 200 su 14.300 (in Lomardi respinte circa 30mila domande). A Bologna 224 su 2.837
Bersani-Renzi,
gli ultimi comizi
dei duellanti
prima del ballottaggio
Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, a Milano mentre incontra dei sostenitori alla vigilia del ballottaggio (ANSA / MATTEO BAZZI)
Roma, 1 dicembre 2012 - Primarie del centrosinistra: sono poche finora le domande accolte per votare al ballottaggio per coloro che non si erano già registrati in vista del primo turno. Cominciano ad affluire i dati.

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GLI AMMESSI - Sono 7.094 i nuovi elettori ammessi al ballottaggio di domani per le primarie del centrosinistra. Secondo quanto si apprende dal comitato delle primarie, le richieste arrivate erano intorno alle centomila, anche su un dato ufficiale ancora non è disponibile perché le domande arrivavano ai singoli comitati provinciali. Le ammissioni, invece, sono esattamente 7.094, dunque meno del 10%.

IL LAZIO - ''Il Comitato Italia Bene Comune del Lazio rende noto che le commissioni provinciali hanno preso in esame 17.847 richieste di nuova registrazione nell'albo degli elettori per il ballottaggio, pervenute il 29 e il 30 novembre. A norma delle delibera 25 e 26 del coordinamento nazionale, e delle indicazioni del Collegio dei garanti, le commissioni hanno accolto 1849 richieste''. Lo rende noto in un comunicato Francesco D'Ausilio, del Comitato Italia Bene Comune del Lazio.  Le 1849 richieste sono cosi' ripartite: nella citta' di Roma 753; nella provincia di Roma, 700; nella provincia di Latina, 273; nella provincia di Frosinone 58; nella provincia di Viterbo 18; nella provincia di Rieti 47.  I 1849 elettori, a cui e' stato accordato il diritto di voto, riceveranno entro stasera comunicazione dell'accoglimento della loro richiesta.
FIRENZE - "Dopo aver visionato piu' di 10mila nuove richieste di registrazione all'albo degli elettori del centrosinistra, la stragrande maggior parte pervenute per mail con formati simili tra loro, il coordinamento provinciale per le primarie di Firenze ha deciso di accoglierne 10, permettendo a queste persone di votare al secondo turno domani, 2 dicembre, dalle 8 alle 20". Lo rende noto il coordinamento provinciale per le primarie di Firenze.

MILANO -  A Milano ed in provincia sono state accolte solo 200 delle circa 14.300 richieste di votare al ballottaggio delle primarie del centrosinistra pervenute da cittadini che non sono andati alle urne al primo turno. Lo ha reso noto Gabriele Messina, delegato dei comitati per Renzi per la Provincia di Milano, sulla base di dati ufficiosi che verranno analizzati alle 14 dalla commissione. In tutto sono pervenute 600 richieste depositate a mano, 700 email, e 13 mila domande caricate online che ''non sono state neppure analizzate''. Tra queste anche quella di Nando Dalla Chiesa. ''Sono state respinte richieste di persone che hanno presentato certificati medici - ha spiegato Messina - che avevano bambini ammalati, o che si trovavano all'estero''. Secondo quanto ha reso noto Giorgio Gori, in provincia di Lecco sono state accolte 6 domande su 928, e in provincia di Bergamo 38 su 1.833.
In Lombardia complessivamente sono circa 30mila le domande respinte.
BOLOGNA - A Bologna meno di un decimo delle domande di ammissione al ballottaggio e' stata accolta. Sulle 2.837 richieste esaminate fino a tarda notte dal coordinamento provinciale delle primarie, ne sono state accolte unanimemente solo 224. La maggior parte dei 'no', a parte un 10% di domande di voto palesemente false o irregolari, e' dovuta al fatto che gli elettori hanno presentato una giustificazione solo relativa alla giornata del 25 novembre e non all'intero periodo nel quale era possibile registrarsi.
MARCHE -  Nelle Marche sono 253, su un totale di 4.097, le domande accolte di elettori che non avevano potuto votare al primo turno per le primarie del centrosinistra e sono stati ammessi a farlo domani, al ballottaggio fra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani. I numeri sono stati diffusi dall'ufficio stampa del Pd regionale. Nella regione al primo turno il sindaco di Firenze si era imposto di misura sul segretario del Pd: 42,1% a 41,1%. Fra le cinque province, spicca il dato di Ascoli Piceno, dove sono state ammesse solo due domande su 600. Anche il Comitato provinciale di Pesaro Urbino ha scartato la gran parte delle giustificazioni, accogliendo 39 richieste su 1.064. Sessantotto i nuovi ammessi ai seggi in provincia di Ancona, su 1.129 richieste, 102 su 595 richiedenti in provincia di Fermo, e 42 su 709 in provincia di Macerata. Il 25 novembre scorso Renzi aveva conquistato le province di Pesaro Urbino, Macerata e Fermo, Bersani quelle di Ancona e Ascoli Piceno
TORINO - Soltanto 64 richieste di ammissione al ballottaggio tra Bersani e Renzi su 4.900 domande presentate, sono state accolte dal coordinamento provinciale del Pd a Torino. In particolare, e' stata scartata la quasi totalita' delle domande (4.600) pervenute per posta elettronica o via fax.
''Le e-mail - denunciano dal comitato che sostiene Matteo Renzi nel capoluogo piemontese - non sono state neppure aperte, se non in minima parte. Non e' stato applicato il regolamento''. I renziani - tra cui Davide Gariglio, Giuseppe Catizone e Simona Randaccio - contestano anche le recenti dichiarazioni del sindaco Piero Fassino, che aveva affermato che non e' possibile cambiare le regole in corsa. ''Non chiediamo di farlo - spiegano - ma di applicare quelle che gia' ci sono, analizzando le richieste nel merito''.
TRENTINO - In Trentino i Garanti delle primarie hanno ammesso 335 richieste su 1.094 ricevute per il voto di domani, riguardo le primarie del Centrosinistra tra Bersani e Renzi. Secondo il quotidiano l'Adige on-line, delle domande ritenute valide 144 sono state consegnate a mano dagli elettori, molte mail inviate sono state respinte. "No" pertanto dei Garanti a circa il 70% delle domande, pari a 759 richieste.
RIMINI -  Sono 134 le domande di deroga, rispetto a 931 domande, che sono state accolte all'unamimita' dal coordinamento provinciale Primarie 'Italia Bene Comune' di Rimini che si e' riunito ieri sera per la valutazione dell'ammissibilita' delle richieste ricevute in vista del voto di ballottaggio di domani, da persone che non hanno potuto registrarsi nei termini ordinari previsti per il primo turno.

RAVENNA - Quasi tutte respinte. Anche Ravenna non fa eccezioni: di fronte alle 1.190 richieste di votare al ballottaggio, da parte di chi non ha partecipato al primo turno delle primarie, ne sono state accolte appena 18, di cui due con riserva di presentazione di ulteriore documentazione. Questo e' l'esito del lavoro della commissione provinciale per le primarie che si e' riunita ieri notte per esaminare le domande.
SALERNO - Paolo Russomando, fondatore del coordinamento provinciale del comitato pro-Renzi a Salerno, critica la mancata valutazione delle 2810 richieste di cittadini salernitani che si sono registrati su
www.domenicavoto.it per poter votare al ballottaggio.

sabato 1 dicembre 2012

Bersani-Renzi: tour intenso per entrambi alla vigilia del voto, fra polemiche e veleni


Bersani-Renzi: tour intenso per entrambi alla vigilia del voto, fra polemiche e veleni


Ultime battute per la sfida tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi nelle primarie che decreteranno il candidato premier del centrosinistra, in vista del voto di ballottaggio di domenica. Una vigilia avvelenata dalle polemiche sulle registrazioni al voto del secondo turno, che il sindaco di Firenze vorrebbe aprire a tutti coloro che lo desiderano, mentre Bersani e i vertici del Pd intendono applicare regole severe. Questa mattina, i due candidati saranno entrambi a Milano. Alle 12 Bersani sarà a La Casa di Alex (via Moncalieri), per un aperitivo con i volontari e i militanti. Mentre Renzi alla stessa ora sarà al Centro Sociale Barrios, via Barona angolo Via Boffalora, intervistato da Gad Lerner.
Regole stringenti per il secondo voto - Al ballottaggio domenica non ci saranno "intoppi", grazie a un'organizzazione incaricata di filtrare coloro che hanno diritto a votare, secondo il presidente dei garanti delle primarie, Luigi Berlinguer. "Non ci sarà alcun intoppo - ha detto - la stessa organizzazione dei seggi farà defluire. Vi invito veramente a un contributo, serve un contributo di tutti". In altre parole, potranno votare solo coloro che hanno già votato al primo turno e chi, pur non essendosi registrato entro il 25 novembre, abbia ricevuto un'esplicita "deroga" da parte dei comitati provinciali.
Il segretario in vantaggio sul rottamatore - A 48 ore dal voto, Bersani è in vantaggio su Renzi con una forbice di voti tra il 53 e il 57%; la forbice del sindaco di Firenze si attesta invece tra il 43 e il 47 percento, secondo un sondaggio dell'Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre. Se il leader Pd vincerà le primarie non ci saranno "discriminazioni" verso i renziani, ci sarà "spazio per tutti" ha detto ieri Bersani. E ha aggiunto che il centrosinistra cercherà un dialogo con il centro, ma al momento non sa dire se l'alleanza si farà o no.
Il tour dei due - Oggi la giornata di Bersani prosegue a Novara per un incontro pubblico alle 14.30, presso l'Hotel Europa (corso Cavallotti 38). Infine il leader del Pd, alle 17, chiuderà la giornata a Torino al Teatro Vittoria (via Gramsci 4). Alle 15, Matteo Renzi sarà invece a Carpi (Modena) dove incontrerà i cittadini al Cinema Corso, in Corso Manfredo Fanti, 91, mentre alle 18 sarà a Pontedera (Pisa), in Piazza Cavour. La giornata di Renzi si concluderà a Firenze, alle 20, dove ci sarà una cena di ringraziamento con i volontari e le loro famiglie alla Fortezza da Basso.

mercoledì 28 novembre 2012

Renzi a tutto campo: "Pronto a fare i nomi dei ministri. Bersani su Equitalia ha sbagliato"


Renzi a tutto campo: "Pronto a fare i nomi dei ministri. Bersani su Equitalia ha sbagliato"


"Se vinco le primarie le figure chiave del mio governo prometto di dirle prima delle elezioni". Matteo Renzi, ospite di Porta a Porta su Raiuno, a tutto campo sugli argomenti clou della campagana elettorale, in vista del ballottaggio delle primarie del Centrosinistra di domenica prossima. Il sindaco di Firenze - che dopo la registrazione della puntata poi tornerà nella sua città dove lo attende l'emergenza maltempo - si dice convinto di vincere, sottolineando che le sue chance di vittoria arrivano dall'elettorato di Vendola. "Mi voterà chi ha votato Vendola contro gli apparati - ha detto -. Certo non mi voterà invece chi lo ha votato perché é contro Monti. Ma a maggior ragione non voterà Bersani". Il cambiamento e la cosiddetta agenda Monti quindi a fare da spartitraffico. "La partita è difficile da giocare, ma io voglio andare a prendere voti anche di là - aggiunge riferendosi ai voti di Bersani - perché se convinco qualcuno vale doppio". 
Bersani e Equitalia - Attestato di stima per l'avversario, ma con riserva: "Ho grande stima di Bersani e lo rispetto molto ma credo che oggi non sia nelle condizioni di fare il cambiamento. E' stato quattro anni ministro, tre anni segretario: se voleva cambiare le cose poteva farlo. Non credo che sia lui l'uomo del cambiamento. Ma se gli italiani la pensano diversamente e lui vince offro lealtà e collaborazione", ha detto, aggiungendo che su Equitalia ha sbagliato: "Io non avrei fatto Equitalia come loro: una società forte con i deboli e debole con i forti. L'ha fatta il governo Tremonti, ma su un decreto Visco-Bersani". E sull'eventualità di un accordo tra lui e il segretario Pd, dice: "Non credo ai ticket reciproci. Chi vince, vince. E chi perde dà una mano. Chi vince si fa la sua squadra".
Burocrati e burocrazia - Sull'esperienza del governo Monti, dice: "Il governo Monti ha ridato prestigio all'Italia, siamo di nuovo orgogliosi di essere italiani, hanno aiutato le aziende. Ma contesto che un governo fatto da burocrati sia stato capace di affrontare il tema della burocrazia".
Patrimoniale - Renzi ribadisce inoltre la sua contrarietà a un'eventuale tassa patrimoniale. "L'unica patrimoniale che serve è far pagare le tasse a chi non le paga", spiega. "Non dico che si deve firmare un contratto con gli italiani, perché qui da Porta a Porta porterebbe una sfiga pazzesca - afferma Renzi - ma chi governerà dovrebbe impegnarsi ad usare tutti i denari recuperati dall'evasione fiscale per ridurre la pressione fiscale".
Legge elettorale - "Ammetto un pregiudizio, ma a uno come Calderoli che ha definito la sua legge elettorale una porcata, direi come nel gioco dell'oca 'stai fermo per tre turni', vai a pesca, fai altro tu che hai fatto una legge porcata", spiega il sindaco di Firenze commentando l'accordo annunciato oggi come "vicino" sulla bozza realizzata da Calderoli. 
Ilva: decreto d'urgenza - "Se fossi premier mi assumerei la responsabilità di un provvedimento di legge d'urgenza", ribadisce Matteo Renzi parlando dell'Ilva a Porta a Porta. "Per risanare l'area ci vuole un miliardo e mezzo di euro. A quel privato si è concesso troppo in nome dell'amicizia con politici di vario genere, soprattutto di Forza Italia. La famiglia Riva non è stata costretta a risanare l'area". Lancia spezzata a favore di Bersani: "Non mi permetterei di accomunare una persona seria come Bersani a questa vicenda - aggiunge Renzi - a me me l'hanno fatto e ci ho sofferto troppo".

Ballottaggio primarie, ci si registra anche via mail e per fax Renzi: "Notizia positiva"


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Renzi parte all'attacco:
"Bersani? Anche lui
all'ultimo giro di giostra"

In vista del ballottaggio di domenica, e anche del faccia a faccia - stavolta firmato Rai - tra gli sfidanti, Matteo Renzi lancia stoccate. E sui programmi promuove la riforma Fornero sulle pensioni, mentre quella sul lavoro è 'troppo timida'

Vendola si fida di Bersani
Ora dice parole
che profumano di sinistra"

Nichi Vendola su Bersani: Penso che stia dicendo parole che profumano di sinistra. E’ un leader politico che ha una qualità rara sulla scena pubblica; e’ un uomo di grande umanità"

Primarie, Bersani sicuro: "Vinco io, su Renzi
non scommetto un cent"

Ballottaggio: sulle regole Bersani dice: "Non si cambiano in corsa, non siamo un porto di mare. Io catenacciaro? So fare anche l'ala. Si riferisce a noi come 'loro'? E' un tic da primarie". "Con vendola stiamo vedendo di fare un'iniziativa assieme". Sulle alleanze: "Improbabile quella con Di Pietro"

Primarie, Renzi va alla guerra
"I politici si giustifichino"
Scontro sulle regole

Il comitato: "Chi vuol registrarsi ora deve dimostrare l'impedimento". Renzi: "Propnto a pubblicare i verbali del voto in tre ore a mie spese". Biglietto aereo? Tra i renziani impazza il gioco del biglietto aereo "fai da te". Berlinguer: "Metteremo i verbali online"

Primarie, a 'Che tempo che fa' abbraccio Bersani-Renzi
Scontro su dati e alleanze

E’ tregua, per qualche minuto, tra i due rivali alle primarie del centrosinistra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, che si sono incontrati stasera per qualche minuto dietro le quinte di “Che tempo che fa”, ospiti di Fabio Fazio

Primarie, finalmente
arrivati i dati definitivi
E' battaglia: "Registrazioni
fino a domenica"

Il risultato è comunque assodato: Renzi e Bersani andranno al ballottaggio domenica prossima 2 dicembre. E ora parte la sfida dei renziani sulle regole per il voto al ballottaggio. Dati ufficiali solo nel pomeriggio

Bersani: "Con Vendola
abbiamo convergenze
Renzi? Ha il difettuccio
di dire 'noi' e 'loro'"

E' un Bersani soddisfatto, quello che si presenta in conferenza stampa a Piacenza per trarre le sue conclusioni dell'avventura delle primarie in vista del ballottaggio con Matteo Renzi
 

La sfida di Renzi: "Chi s'accontenta voti Bersani, con me si cambia: è il derby usato sicuro-innovazione"

Con una conferenza stampa a Firenze il 'rottamatore' riparte per la settimana di fuoco che lo porterà al ballottaggio delle primarie. E lancia la sfida a Bersani

L'appoggio degli esclusi:
Vendola: "Bersani i voti
se li deve meritare..."
Puppato: "Decido mercoledì"

A chi andrà il cospicuo 'tesoretto' di voti di Nichi Venfola? E per chi si esprimeranno, nel ballottaggio, gli elettori di Laura Puppato e Bruno Tabacci?

martedì 27 novembre 2012

Primarie, a 'Che tempo che fa' abbraccio tra Bersani e Renzi Scontro su dati e alleanze


Primarie, a 'Che tempo che fa'
abbraccio tra Bersani e Renzi
Scontro su dati e alleanze

Il sindaco di Firenze: "No all'Udc"
Bersani: "Ho vinto grazie alla gente"

E’ tregua, per qualche minuto, tra i due rivali alle primarie del centrosinistra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, che si sono incontrati stasera per qualche minuto dietro le quinte di “Che tempo che fa”, ospiti di Fabio Fazio
Renzi a 'Che tempo che fa' (Ansa)
Renzi a 'Che tempo che fa' (Ansa)
Roma, 26 novembre 2012 - E’ tregua, per qualche minuto, tra i due rivali alle primarie del centrosinistra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, che si sono incontrati stasera per qualche minuto dietro le quinte di “Che tempo che fa”, ospiti di Fabio Fazio. Bersani ha raggiunto il sindaco di Firenze all’interno della sala di registrazione del programma, pochi minuti prima dell’inizio della diretta. Tra i due, che si sono abbracciati, una calorosa stretta di mano, pacche sulle spalle, sorrisi e battute. I due rivali alle primarie del centrosinistra hanno parlottato per un paio di minuti, tra battute e incursioni in argomenti più seri, affrontati velocemente. In particolare, Bersani e Renzi si sono scambiati opinioni sulle modalità registrazione al voto del ballottaggio di domenica prossima.
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RENZI - “Noi siamo quelli che dicono basta inciuci dopo vent’anni. Quelli che non voglion fare l’accordo con l’Udc”. Lo ha detto Matteo Renzi a Che tempo che fa, parlando delle differenze tra i candidati alle primarie del centrosinistra.
Prima di domenica “magari convincerò qualcuno che ha votato per Bersani a votare per me. Prima delle elezioni gli ho mandato un sms. Ci hanno dipinto come sfasciacarrozze, ma non è che siccome la classe dirigente del Partito democratico ha fallito noi non abbiamo il diritto di provarci adesso. Andremo a stanare gli elettori di Vendola e Bersani uno ad uno”. “Sono pronto a dargli una mano se vince, non chiedo niente in cambio”. Quanto ai risultati del voto di ieri, ha aggiunto: “Sono molto contento, è stato bello. Mi viene voglia di andare a cercare tutti quelli che dicevano che le primarie rovinerebbero il centrosinistra. A Firenze ho fatto due ore di coda perché a si erano un po’ ingegnati per ridurre i seggi, ma vabbé... .Comunque è stata una cosa particolarmente commuovente”.
“Con Bersani ci siamo incontrati fuori dal bagno l’ho aspettato e gli ho fatto bu bu. Si è spaventato? Non per così poco, anche se la mia faccia dopo tre mesi non è un gran che...”. Poi Renzi è tornato a parlare dei rapporti con alcuni degli storici dirigenti del Pd: “Nessuno vuole negare la storia, ma facendo politica costruisci il futuro. Ho grande rispetto per loro, ma arriva un momento in cui il problema sono il futuro e i prossimi venti anni”. Poi ha spiegato come spera di convincere gli elettori a sostenerlo al ballottaggio delle primarie: “E’ arrivato il momento di avere fiducia in una classe dirigente nuova, non siamo quelli che volevano sfasciare la ditta o fare gli sfasciacarrozze, come ci hanno dipinto molti. Proveremo a stanare gli elettori, uno per uno”. Infine una battuta: “Emilio Fede ha detto che voterà Bersani, mi son tolto un peso e sono sereno...”.
BERSANI - ‘’La responsabilita’ maggiore e’ guardare i cittadini all’altezza degli occhi e non un uomo al comando. I cittadini decidono davvero, non c’e’ trucco. Anche quello che dice Matteo che io ho il voto degli apparati, e’ sbagliata. Ho vinto nelle città dove c'è la gente e non gli apparati’’. Così Pier Luigi Bersani confuta, a ‘Che tempo che fa’, l’allusione del suo rivale al sostegno degli apparati del partito a Bersani. Il successo delle primarie è la dimostrazione che “non il ghe pensi mi” e l’uomo solo al comando sono il futuro della politica. Ma la partecipazione è il futuro. Dobbiamo comporre collettivi in chiave moderna. Sono finiti i personalismi”.
Mario Monti sembra intenzionato a schierarsi in campagna elettorale, ma sarebbe meglio che restasse “fuori dalla mischia”, converrebbe anche a lui. Lo ha detto il segretarioPier Luigi Bersani quando gli è stato ricordato che Monti proprio ieri non ha escluso di schierarsi: “Ho colto anch’io questa sfumatura... E’ chiaro che ha tuti i diriti civili, politici, morali, anche se è un seantore a vita. Io ho sempre detto che nel futuro Monti sarà przioso e mettersi nella mischia credo che non convenga a lui nè all’Italia”. In ogni caso, “Monti farà come riterrà, noi confermiamo lealtà fino alla fine di questa vicenda. Si vedrà. Certo noi stiamo facendo le primarie per le primarie del centrosinistra, non è che stiamo qui a pettinar le bambole...”. Le parole del premier Mario Monti sulla scuola? “Sulla scuola penso che errori ne hanno fatto tutti, qualcuno anche noi. Ma non possiamo accettare che ogni sei mesi arrivi uno schiaffo alla scuola, né materiali né immateriali come questa affermazione un po’ sbrigativa”.
La partita al ballottaggio è “aperta”, ma dire che si riparte da “zero a zero” come fa Matteo Renzi non è “felicissimo”. “Sono d’accordo col concetto, non mi pare felicissima l’espressione... Più di tre milioni di persone hanno votato. La partita è aperta, i ballottaggi si fanno apposta. Ho insistito io per avere le primarie, e anche per avere il ballottaggio, Renzi non lo voleva. Non sono pentito, non mi sembra giusto che uno diventi il candidato del cs senza avere il 51%, oggi sarei il candidato ma non credo sarebbe stato una buona cosa senza il 51%”. A Pier Luigi Bersani non piace molto essere definito “usato sicuro” da Matteo Renzi: “Non mi piace moltissimo che lui dice ‘io sono l’innovatore, questo qua è l’usato sicuro’. Sicuro è una parola che mi piace molto, anche usato non lo butto via, purché si riconosca che in quell’usato ci sono state più riforme vere di quanto non si chiacchieri. Dove sono stato ho sempre cambiato”.
“Sono tranquillissimo. Continuerei a fare il segretario del partito comunque fino al congresso”, anche se domenica a Matteo Renzi riuscisse il sorpasso alle primarie e la conquista della premiership del centrosinistra. “Poi, come ho già detto, al congresso la ruota deve girare. Ed io la farò girare....”ha ribadito ancora una volta Bersani. Pier Luigi Bersani non intende riaprire a Idv, le parole pronunciate sabato in Liguria sono state fraintese. Il segretario Pd spiega la sua recente ‘apertura’: “No, francamente forse sono stato... Non mi risultava, ecco! Spiego subito: può proprio essere che tocchi a noi. Stavolta non devono esserci equivoci, ho visto dal Governo Monti in poi Idv fare un’altra scelta. Significa mettersi in un altro orizzonte, legittimo, ma che non è quello di governare. Mi pare che Idv abbia compiuto questa scelta”.

lunedì 26 novembre 2012

Ballottaggio, Renzi: ce la giochiamo fino all'ultimo


Ballottaggio, Renzi: ce la giochiamo fino all'ultimo

Pier Luigi Bersani era rimasto sempre con i piedi per terra ma molti dei big del Pd, tutti schierati con lui, avevano creduto di potercela fare al primo turno. Ed invece, da oggi, si riparte da capo per una battaglia che si annuncia dura visto che Matteo Renzi ci crede davvero. "E' stata una giornata straordinaria perché l'ho voluta io", è la soddisfazione del segretario Pd per la grande partecipazione e per il merito, riconosciutogli anche dal sindaco, di aver voluto primarie aperte. Dopo la chiusura dei seggi, Bersani ha chiamato Renzi e gli ha riconosciuto il buon risultato e l'effetto positivo che la sfida, condotta con i muscoli ma senza colpi bassi, ha avuto per motivare gli elettori ad andare ai gazebo: oltre 3 milioni e 100 mila votanti. Bersani è al 44,9%, Renzi al 35,5%, Vendola al 15,6%, Puppato al 2,6% e Tabacci all'1,4%. La diretta:
12.30 - Bersani è il più votato in Piemonte - E' Pier Luigi Bersani il più votato, in Piemonte, alle primarie del centrosinistra. Con il 41,6% il segretario Pd, grazie alla vittoria di Torino, si è aggiudicato il testa a testa con Matteo Renzi, che ha conquistato Asti e Cuneo ma si è fermato al 38,4%. Il dato non é ufficiale, ma può essere considerato prossoché definitivo perché alla conclusione dello spoglio mancano solo sei seggi. Più staccati gli altri candidati: Nichi Vendola ha ottenuto il 15,9%, Laura Puppato il 2,9% e Bruno Tabacci lo 0,91%.
12.19 - Ferrero: Vendola non sfonda, ora unità della sinistra - "Nonostante il gran battage pubblicitario, le primarie hanno raccolto un milione di votanti in meno di quelle del 2005. Un crollo del 25% che ci parla del distacco tra il paese reale e l'alleanza dei democratici e progressisti che sostiene il governo Monti. In questo contesto Vendola non sfonda e il suo risultato conferma il carattere moderato di quell'aggregazione. Al contrario, per dare una risposta ai problemi del paese, è necessario oggi costruire una alternativa di sinistra. Per questo invito tutti i compagni e le compagne di sinistra a partecipare alla costruzione della lista unitaria di sinistra: cambiare si può, cambiare è necessario". Lo dice il leader del Prc, Paolo Ferrero.
11.15 - Renzi: ce la giochiamo fino all'ultimo - "Il punto centrale è che si riparte da zero a zero, e ripartendo da zero a zero ce la giochiamo fino all'ultimo". Lo ha detto Matteo Renzi, candidato alle primarie del centrosinistra, collegato in diretta con Mattino 5 su Canale 5. "Si riparte totalmente da capo - ha affermato - e hai bisogno di andare a recuperare gente nuova, che magari ha votato per Tabacci, Puppato o Vendola, e che indipendentemente delle indicazioni che daranno loro sono pronti a ragionare e riflettere". 
11.05 - Cacciari: nel ballottaggio distacco si accorcerà - Massimo Cacciari giudica "ancora aperto" l'esito del ballottaggio tra Bersani e Renzi nelle primarie del centrosinistra. "Dipenderà molto se chi è andato a votare al primo turno - dice - tornerà a votare, chi sarà più motivato e presumibilmente lo saranno i renziani". Per Cacciari "il distacco è destinato ad accorciarsi ma dubito che Renzi ce la possa fare". 
11.00 - Ricci: nelle Marche il tema della rottamazione sfonda - La vittoria di misura di Matteo Renzi nelle Marche (42,11% contro il 41,13% di Bersani) dimostra che "seppure in tono minore rispetto alla Toscana e all'Umbria, anche nelle Marche il tema della rottamazione ha sfondato. Ma Pier Luigi Bersani è in largo vantaggio a livello nazionale, e al ballottaggio vincerà e vincerà bene, anche nelle Marche". Così il presidente della Provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci, coordinatore regionale della campagna di Bersani per le primarie del centrosinistra.
10.48 - Mussi: Renzi legato alla rottamazione - "Il risultato significativo di Renzi è legato alla rottamazione. Se quelli della mia generazione del Pd, i miei antichi sodali, non si fossero fatti spingere, ma avessero loro stessi fatto un gesto importante come quello di fare un passo indietro dalle prime fila, il risultato di Renzi sarebbe stato diversamente dimensionato. È per questa ragione che, nelle regioni rosse, la voglia di cambiare facce ha portato ad un risultato significativo di Renzi". Lo ha detto Fabio Mussi (Sel) questa mattina ad Agorà, su Rai Tre.
10.30 - Comitato promotore: manca poco, alle 18 i dati -  "Mancano poche decine di seggi, credo si arriverà al dato definitivo a fine giornata. Nel pomeriggio di oggi è convocato il comitato dei garanti che esaminerà ciò che deve e alle 18 ci saranno i dati ufficiali". Lo ha annunciato, intervistato a Sky Tg24, Roberto Cuillo del comitato organizzatore delle primarie confermando il dato sull'affluenza, "3 milioni e 100 mila elettori".
10.15 - Storace: comunque vada sarà governo Monti - "Pd, se vince Bersani governa Monti sopportando la Camusso. Se vince Renzi, comanda Monti brindando con banche e grande finanza". E' quanto scrive su Twitter, Francesco Storace,segretario nazionale de La Destra, commentando gli esiti delle primarie Pd e i futuri risultati del ballottaggio Bersani-Renzi previsto per domenica prossima.
10.10 - Stumpo: spoglio quasi ultimato - "Hanno votato circa 3 milioni e centomila cittadini. Bersani è al 44,9%, Renzi al 35,5%, Vendola al 15,6%,Puppato al 2,6% e Tabacci all'1,4%. Questi dati possono avere solo minime variazioni: forse manca qualche sezione in Umbria e a Milano, ma già ieri si poteva discutere più o meno con gli stessi numeri". Lo ha annunciato Nico Stumpo, coordinatore nazionale delle primarie del centrosinistra, ad Agorà, su Rai3.
09:45 - Renzi: "Convincere i delusi del centrodestra" - "I risultati sono molto positivi, e sono particolarmente contento del clima. Ora bisogna andare a convincere i delusi del centrodestra, che possono essere coinvolti da noi". Lo dice Matteo Renzi, a Sky Tg24, dopo il voto alle primarie del centrosinistra. "I dati sono tutti da leggere", spiega lo sfidante di Pierluigi Bersani: "siamo molto bene a Vicenza e perdiamo nettamente in Calabria. Ma quando fai i ballottaggi riparti da capo, è tutta una partita da vedere. Abbiamo, secondo noi il 35%, il 39% secondo stumpo,comunque stiamo in una forchetta tra il 35 e il 39 dopo essere stati isolati dalla dirigenza del partito". Quanto alla sfida di domenica prossima, Renzi spiega: "Do per assodato che Vendola scelga Bersani, non ho dubbi su questo". 
09:40 - Bersani: "Berlusconi non frega più gli italiani" - "Si presenti pure, stavolta ce la vediamo. Questa volta non frega più gli italiani". Lo ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, parlando ai microfoni di Agorà, la trasmissione su Rai Tre, della possibile candidatura di Silvio Berlusconi. Bersani poi si è soffermato sulle primarie del centrosinistra: "L'ho voluto io il ballottaggio e se tutto quello che stiamo facendo ci fa crescere in questo modo, raddoppiando l'interesse su di noi, io ne faccio 7 di ballottaggi".
09:20 - Berlusconi: "Pd ha dato prova di democrazia" - Intervenendo alla Telefonata, l'ex premier Silvio Berlusconi non fa un pronostico sul ballottaggio delle primarie del Pd, ma promuove le consultazioni dei democratici: "A me non piace guardare in casa d'altri, vincerà chi avrà piu voti. Ma questa è una prova di democrazia che ha finalmente dato il Pd e siamo curiosi di vedere cosa succederà".
09:18 - Berlusconi loda Renzi: "Non ha le idee dei vecchi Pci" - "Renzi è una cosa diversa, non ha le stesse idee del Pd che è ancora formato da uomini del Pci che non hanno mai abbandonato l'ideologia comunista. Con Renzi anche in Italia si potrebbe avere un partito socialdemocratico". Lo afferma Silvio Berlusconi, nel corso di Mattino Cinque.
08:57 - Lupo: "In Sicilia ha vinto Bersani con più del 50%" - "Bersani ha vinto le primarie in Sicilia, ottenendo più del cinquanta per cento. E' uno straordinario successo di partecipazione democratica degli elettori del centrosinistra". A comunicarlo è stato il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, che ha seguito nella sede del Pd a Palermo le operazioni di raccolta dati provenienti da tutte le province.
08.55 - Letta: "Settimana chiave, ci giochiamo le politiche" - "I toni contenuti devono essere mantenuti perchè ci giochiamo l'osso del collo. No a logiche ringhiose". Lo ha detto il vice segretario del Pd Enrico Letta intervistato a Sky Tg24. "Bisogna fare una campagna sui contenuti, questa settimana è la chiave su cui ci giochiamo le politiche" ha aggiunto. "Questa sarà una settimana al termine della quale ci sarà il bollino blu finale per vincere le politiche" ha concluso Letta.
08:50 - Letta: "Nessun 'biscotto' a ballottaggio" - "Se gli italiani andassero a votare domenica prossima con l'idea che c'è stato un 'biscotto' sarebbe una cosa pessima". Lo ha detto il vice segretario del Pd Enrico Letta intervistato da Sky Tg24, smentendo l'idea di accordi o "combine" in vista del ballottaggio.
08:29 - Prodi contro Grillo: "Primarie una buffonata? A molti danno fastidio" - Grillo ha bollato le primarie del centrosinistra come una "buffonata" ed è Romano Prodi, ex premier e 'padre' delle primarie a rispondergli in un'intervista a 'Repubblica': "Eh lo so - dice - ci sono sempre critiche, ognuno si inventa la sua scusa. E' che le primarie colpiscono a fondo. E a molti danno fastidio". Quanto alle primarie on line di Grillo per selezione la classe dirigente e i candidati Prodi spiega di non avere pregiudizi. "Non so quale livello di sicurezza avranno raggiunto sul voto via Internet che non è un problema da poco - spiega -. Se però il sistema è testato e sicuro, in teoria non c'è alcuna differenza. Anche se in teoria non tutti in Italia usano internet".
08:28 - Le Marche vanno a Renzi - Anche le Marche si schierano con Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze ha vinto le primarie del centrosinistra con il 42,11% dei voti, battendo il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, fermo al 41,13%. I dati sono stati diffusi dal Pd regionale. Renzi si è clamorosamente affermato nella provincia più 'rossa' della regione, Pesaro Urbino (45,11% contro il 41,49% di Bersani) e in quelle di Fermo (45,91%-37,26%) e Macerata (43,01-38,68%). Bersani ha prevalso invece ad Ancona con il 42,83% contro il 38,37% di Renzi e ad Ascoli Piceno (42,91 a 40,24%).
08:15 - Berlusconi: "Spero vinca Renzi" - "Non so se Bersani vincerebbe contro di me. Io personalmente spero che vinca Renzi". Lo ha detto a Milano Silvio Berlusconi commentando i dati usciti in serata sulle primarie del centrosinistra.
07:50 - Vendola: "Si riparte da zero, non sono l'ago della bilancia" - "Sceglieremo in base alle parole. Non voglio ragionare come se fossi l'ago della bilancia". Stanco ma con voce decisa, Nichi Vendola ha risposto così ai giornalisti che gli hanno chiesto se appoggerà Pier Luigi Bersani o Matteo Renzi in vista del ballottaggio del prosimo due dicembre. L'esito del voto del primo turno delle primarie del centrosinistra ha visto il governatore della Puglia medaglia di bronzo, preceduto dal segretario del Pd e dal sindaco di Firenze. Visibilmente teso, maglia in lana grigia, maglioncino e volto sudato, Vendola ha spiegato perché proprio in vista del ballottaggio è bene "ripartire da zero" per poter "scegliere in base alle parole che sentiremo".
07:40 - Firenze, Renzi vince in provincia e in città - Se in Toscana Matteo Renzi ha espugnato alcune delle più antiche roccaforti rosse, in provincia di Firenze sembra essere andato ancora meglio rispetto alla città capoluogo di cui è sindaco. A scrutinio ancora in corso il 'rottamatore' è al 55,2% in provincia, dove non poche sono le amministrazioni comunali di centrosinistra che guardano alla 'matrigna' Firenze, mentre nella città capoluogo è al 52%. Pressoché invariato, ad ora, la percentuale ottenuta da Pierluigi Bersani che oscillerebbe attorno al 32,8% sia in provincia sia all'ombra della cupola del Brunelleschi. Più alta in città, invece, la percentuale di Nichi Vendola (12,1%) rispetto all'insieme della provincia (9,6%).
07:35 - A Modena un testa a testa Bersani-Renzi - A Modena, città rossa per tradizione, è quasi un testa a testa tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi. In base ai risultati definitivi, tra comune capoluogo e provincia hanno votato in 71.500. Al segretario del Pd sono andati il 47,12% dei consensi, allo sfidante al ballottaggio il 42,10. A Vendola è toccato il 7,85%, alla Puppato il 2,33, a Tabacci lo 0,59.
07:32 - Vendola: "Ho combattuto a mani nude contro due giganti" - "Ho combattuto a mani nude contro due giganti" ma "é stata una buona battaglia" che ha messo sul piatto "temi che fanno bene al centrosinistra" e dunque né è valsa la pena, anche perché a questo punto "non c'é centrosinistra che possa prescindere da noi". "Bersani se li deve conquistare i voti che sono venuti a me nel primo turno".
07:30 - Conferenza stampa di bersani alle 15.00 - Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani terrà una conferenza stampa sulle primarie alle 15 all'hotel Roma di Piacenza.

4 MILIONI AL VOTO, VINCE BERSANI MA NON BASTA. E' BALLOTTAGGIO


4 MILIONI AL VOTO, VINCE BERSANI MA NON BASTA. E' BALLOTTAGGIO


Vince Pier Luigi Bersani staccando Matteo Renzi di 8 punti, ma non basta. Si andrà al ballottaggio, domenica 2 dicembre. E sarà duello con il sindaco 'rottamatore' all'ultimo voto: ne basta uno in più per essere 'incoronato' come candidato premier del centrosinistra. A circa metà dello spoglio nei 9.000 seggi, le primarie del centrosinistra - che hanno visto una grande partecipazione dei cittadini - stanno dando questo risultato: il segretario del Pd ha raccolto il 44,5% dei voti contro il 36,5% del sindaco di Firenze, il 14,8% di Vendola, il 3% della Puppato e poco più dell'1% per Tabacci. Se il dato finale non si discosterà dai dati parziali servirà il secondo turno già fissato tra sette giorni, un secondo turno che vede favorito in modo ancora più consistente il segretario del Pd che potrà quasi certamente contare sui voti raccolti oggi da Vendola più di quanto non possa farlo Renzi. Ma l'aspetto forse più rilevante per il centrosinistra in questa domenica - sottolineato con entusiasmo da tutti e cinque i candidati - è stata la partecipazione: quattro milioni di cittadini si sono messi in fila ai gazebo, ai seggi e agli uffici elettorali per esprimere la loro preferenza. "Un successo straordinario" hanno detto all'unisono Barsani, Renzi, Vendola, Puppato e Tabacci. "Una magnifica giornata" ha sottolineato Bersani che si è detto super soddisfatto del risultato ottenuto che, ha aggiunto, gli fa "guardare con fiducia al ballottaggio". Tra lui e Renzi anche uno scambio di cavalleresche cortesie: attestazioni di stima e applausi reciproci. Sulle primarie del centrosinistra era calata a metà pomeriggio la mannaia di Beppe Grillo che sul suo blog le ha definite "le primarie dei folli", "le secondarie, le terziarie, le nullarie del pdmenoelle", "il giorno dei morti della Seconda Repubblica", "una rappresentazione senza contenuti, un'autocelebrazione di comparse, un grottesco viaggio nella pazzia".