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mercoledì 16 gennaio 2013

Armstrong: 'Mi sono dopato'



Armstrong: 'Mi sono dopato' (e qualcuno chieda scusa a Pantani) VIDEO

lance armstrong doping
15 gennaio alle 18:08
 L’EX CICLISTA AMERICANO LANCE ARMSTRONG HA CONFESSATO PUBBLICAMENTE DI ESSERSI DOPATO NEL CORSO DI UNA LUNGA INTERVISTA DA OPRAH WINFREY, CHE SARÀ MANDATA IN ONDA GIOVEDÌ. LO SCRIVE IL QUOTIDIANO USA TODAY SUL SUO SITO INTERNET.  
 
Citando fonti anonime, il quotidiano americano afferma che, per la prima volta, lo sportivo, radiato da tutte le competizioni sportive, ha riconosciuto di aver fatto ricorso a sostanze proibite, senza peraltro precisare né metodi né eventuali complici. L’intervista-incontro, realizzata nella casa di Armstrong a Austin, nel Texas, è durata oltre due ore e mezza, ha raccontato poi su Twitter la giornalista statunitense.  

Armstrong, 41 anni, è stato privato dall’Unione ciclistica internazionale dei suoi sette titoli di campione del Tour de France e radiato a vita dalle competizioni. L’Agenzia statunitense anti-doping ha pubblicato un dossier nel quale il ciclista viene accusato di aver «contribuito alla creazione di un programma di doping estremamente sofisticato e mai visto prima nella storia dello sport». Qualche ora prima dell’intervista, lo sportivo si era scusato con i membri della sua Fondazione anti cancro “Livestrong” per averne macchiato l’immagine.  

Dopo aver ammesso di aver fatto uso di sostanze proibite, Armstrong starebbe pensando di testimoniare contro alcune influenti personalità del ciclismo che sapevano del doping e probabilmente lo avevano agevolato.  

Le testimonianze servirebbero a Armstrong per mitigare il bando a vita dagli sport olimpici, ha appreso il New York Times. Armstrong starebbe parlando con il Dipartimento della Giustizia per una possibile testimonianza in azioni legali contro proprietari di squadre: tra queste il banchiere Thom Weisel e altri esponenti del team sponsorizzato dall’Us Postal Service a partire dagli anni Novanta. 

Intanto, secondo quanto riporta Usa Today, il Dipartimento della Giustizia sta valutando se unirsi a una azione legale contro Lance Armtrong per lo scandalo del doping. L’azione legale è quella avviata da Floyd Landis, un ex collega dell’US Postal Service, la squadra di Lance, al centro della quale è l’accusa che l’ex campione avrebbe defraudato le Poste Usa di circa 30 milioni di dollari quando aveva sponsorizzato il team. 

(lastampa.it)

(x.j.) Quando esplose il caso Armstrong che ora raggiunge lo zenit, in Italia furono in molti ad accostare la vicenda dell'ex vincitore di 7 Tour consecutivi a quella di Marco Pantani (Cesena, 13 gennaio 1970 - Rimini, 14 febbraio 2004). Un paragone indecente e inammissibile, frutto dell'ignoranza, della superficialità e della totale mancanza di rispetto per la memoria del Re della Montagna, di un autentico Mito del ciclismo mondiale.
Il Pirata non venne mai trovato positivo a un controllo antidoping, eppure  fu massacrato dalla gogna mediatica dei sospetti, delle illazioni, dell'invidia e della frustrazione che l'infilò nel tunnel senza ritorno della depressione.  
Armstrong ha chiesto scusa a tutti. Qualciuno dovrebbe chiedere scusa a Marco, ai suoi genitori, ai suoi familiari, ai suoi amici, ai milioni di tifosi che ancora oggi lo portano nel cuore e nel cuore lo porteranno per sempre.

sabato 13 ottobre 2012

Caso Armstrong: quando la fatica era sudore...


Caso Armstrong: quando la fatica era sudore...

Per ripartire dopo l'inchiesta dell'Usada serve cancellare il passato. Senza paura che possa tornare a far male, senza guardare in faccia nessuno e considerando solo il futuro. Armstrong perderà i suoi 7 Tour de France, all'Uci il compito di decidere se riassegnarli (ma a chi?) o meno..

Le mille pagine del dossier presentato dall'Usada volto a smascherare il sistema-doping messo in piedi da Lance Armstrong negli anni del suo dominio al Tour de France ha innescato una reazione a catena senza precedenti. Senza stare troppo a chiederci perché sia uscito tutto ora e non dieci anni fa, adesso è il tempo di seguire gli sviluppi di una vicenda che sconvolgerà il mondo del ciclismo. Per sempre. Più di quanto questo mondo, affascinante e spettacolare come pochi altri, sia già stato sconvolto in precedenza.
Gli Stati Uniti si spaccano a metà, fra chi resta nonostante tutto dalla parte del texano e chi invece si sente preso in giro. Il Mito di Lance è crollato: e questo purtroppo è un dato di fatto. Ora sta alle persone decidere che accezione dare alla figura dell'uomo che si è eretto a simbolo della lotta al cancro, ma che - sportivamente parlando - ha ormai perso ogni tipo di credibilità. L'inchiesta dell'Usada ha fatto uscire allo scoperto i suoi ex compagni di squadra, ha portato all'outing di Bertagnolli e alla querela di Pellizotti. E poi le critiche di Di Rocco nei confronti del pm della Procura di Padova, che ha trasmesso all'Usada (e non al Coni) la documentazione riguardo l'interrogatorio di Bertagnolli, fino al licenziamento da parte della RadioShack-Nissan Trek di Johan Bruyneel, lo storico manager di Armstrong che del texano si considera "più di un fratello". Il nome del dirigente fiammingo, persona centrale del sistema-doping di quegli anni, compare nel dossier dell'Usada addirittura 129 volte: rischia la radiazione a vita.
Armstrong è solo il nome più importante di un sistema, quello del doping, che per quasi 20 anni ha "drogato" il ciclismo: non è infatti facile circoscrivere gli anni degli imbrogli, ma indicativamente potremmo pensare che il periodo in questione possa andare dalla fine degli anni '80-primi anni '90 al 2005-2006. Sono compresi tutti gli anni di attività del texano, che si vedrà togliere dall'Uci i 7 successi al Tour de France. L'Unione Ciclistica Internazionale si è concessa 21 giorni di tempo per arrivare a una conclusione definitiva, che sarà certamente dolorosa quanto inevitabile. McQuaid rilascia una dichiarazione senza però dire niente ("Analizzeremo la situazione e prenderemo una decisione, o più decisioni. Commetterei un errore se anticipassi o indovinassi quello che i nostri avvocati di consiglieranno di fare"), e Prudhomme, direttore di una Grande Boucle sempre più macchiata dalla sporcizia del doping, lancia una provocazione: "Noi siamo per non riassegnare le sue vittorie. Non possiamo restare indifferenti davanti al rapporto dell'Usada. Il quadro è agghiacciante. Un'epoca è in discussione".
In mezzo a tutto questo "marcio" c'è lui, il ciclismo, che ha assoluto bisogno di ripartire, cancellare quello che c'è stato, tagliare con il passato e guardare al futuro. Nella speranza che i protagonisti del movimento, i corridori, tornino a dimostrarci che i sacrifici e il lavoro siano l'unico mezzo per arrivare in alto. Perché è questo che alla gente piace del ciclismo: la fatica, il sudore. Che negli ultimi anni, dopo sforzi disumani, quasi non si vedeva più.

lunedì 27 agosto 2012

Addio Neil Armstrong, l’uomo che fece sognare il mondo


Addio Neil Armstrong, l’uomo che fece sognare il mondo e che conquistò la Luna


Solo pochi giorni fa abbiamo riportato la notizia relativa alle immagini dalla Luna che mostrano le bandiere USA ancora al loro posto dopo 40 anni ed oggi, siamo a ricordare con questo post Neil Armstrong, scomparso ieri 25 Agosto 2012 all’età di 82 anni e a cui diciamo addio.
Lasciando per un attimo da parte le discussioni, che ci sono state in questi anni relative alla veridicità o meno dello “sbarco” sulla luna, chi di noi non conosce la famosa frase “Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”. Neil Armstrong fu infatti il primo uomo a toccare il suolo lunare pronunciando quella frase che fece sognare, il 20 Luglio 1969, milioni di persone in tutto il mondo. Molti ricordano che era caldo quel giorno in Italia quando il modulo spaziale atterrò sul suolo lunare e tutti erano incollati davanti alle immagini in bianco e nero della TV. Ieri Obama ha definito Neil Armstrong “uno dei più grandi eroi americani” anche se dopo la Luna, Armstrong non volle più partecipare ad altre missioni spaziali e si ritirò lasciando ai suoi compagni i riflettori della celebrità.

Armstrong nacque in Ohio da una famiglia di origine tedesca laureandosi nel 1955 in ingegneria aeronautica. Divenne quindi pilota collaudatore e per la NASA testò l’X-15, in grado di raggiungere i 6.401 km/h. Fu selezionato come astronauta, sempre dalla NASA, nel 1962. Nel 1968 fu comandante dell’equipaggio di riserva nella missione Apollo 8, che prevedeva anche orbite lunari. Il 6 maggio 1968 sfuggì alla morte in un incidente durante una esercitazione con il simulatore volante LLRV (Lunar Landing Research Vehicle).
Nel luglio 1969, Armstrong comandò la missione di allunaggio Apollo 11. Dopo il pensionamento dalla NASA, Armstrong insegnò ingegneria all’Università di Cincinnati.
Il secondo uomo a scendere sulla luna è stato Buzz Aldrin che ieri, su Twitter, ha reso omaggio “all’amico Neil, il miglior pilota che abbia mai conosciuto”. Buzz è stato sempre “il personaggio sotto i riflettori” arrivando anche a raccontare che un oggetto volante non identificato li aveva seguiti nella fase di avvicinamento alla Luna, e che non ne parlarono con la base di Houston perché temevano che la missione venisse annullata. La costernazione per la scomparsa del primo “moonwalker” della storia coinvolge tutti. Insieme ai suoi due compagni quel giorno di 43 anni fa Neil Armstrong emozionò un’intera generazione. Non potevamo non ricordare questo avvenimento e questo uomo, in queste pagine digitali, che ha dato comunque un notevole impulso alla tecnologia e alla fantasia di molte persone.

venerdì 24 agosto 2012

Armstrong rinuncia alla difesa; Usada chiede revoca 7 Tour


Armstrong rinuncia a difesa: "Ora è troppo"
Usada chiede revoca 7 Tour e radiazione

AUSTIN (Texas, Usa), 24 agosto 2012

Il texano ha annunciato di rinunciare a difendersi dalle accuse di doping pur continuando a professarsi innocente. La Wada: "Se Armstrong rinuncia a difendersi significa che le accuse della Usada hanno un fondamento". Si attende decisione Uci

Lance Armstrong, 40 anni. Afp
Lance Armstrong, 40 anni. Afp
Dopo essersi visto respingere quattro giorni fa l'ennesimo ricorso contro l'Usada, l'Agenzia Anti-Doping americana, Lance Armstrong ha deciso di gettare la spugna, e ha reso noto che non tenterà più di contrastare le accuse rivoltegli, pur continuando a professarsi innocente.
SANZIONI — Immediata la reazione dell'Usada, il cui direttore Travis Tygart ha annunciato che chiederà la revoca di tutti i titoli conquistati in carriera dal quasi 40enne ciclista texano, compresi i sette Tour de France che costituiscono tuttora un record assoluto. Armstrong, da tempo passato dalla strada alla mountain bike, sarà inoltre escluso a vita dalle competizioni ufficiali.
ORA BASTA — "È l'ora di dire basta - la nota uscita sul sito del corridore che continua a professarsi innocente - arriva sempre il momento per un corridore di dire 'Quando è troppo è troppo'. Ho dovuto sentire di aver barato e aver tratto illeciti vantaggi nelle mie 7 vittorie al Tour de France".
Gazzetta TV
PARLA L'USADA — A stretto giro di posta la replica di Travis Tygart, responsabile della Usada: "È un giorno triste per chi ama lo sport e gli atleti-mito - ha detto - questo è un esempio di come la cultura della vittoria a ogni costo, se lasciata senza controllo, prenda il sopravvento sulla competizione vera, onesta e sana. Ma per gli atleti puliti è un rassicurante messaggio che c'è un futuro per le nuove generazioni, si potrà competere a un certo livello senza l'uso di sostanze che incrementino le prestazioni".
 
LA WADA — Sul caso Armstrong è arrivata anche la presa di posizione della Wada, l'agenzia mondiale antidoping, che per bocca del presidente John Fahey elogia l'operato della Usada: "Se Armstrong rinuncia a difendersi significa che le accuse della Usada hanno un fondamento. Il ritiro dei 7 Tour e delle medaglie olimpiche (Armstrong vinse il bronzo nel 2000; n.d.r.) non spetta comunque alla mia agenzia".
L'UCI: DATECI I DOCUMENTI — A questo proposito si profila una "guerra" attorno alla cancellazione dei sette Tour de France. Questo l'intervento della federazione mondiale del ciclismo: "Secondo le regole dell'agenzia mondiale antidoping - è la posizione Uci - in assenza di un processo devono essere presentate ad Armstrong, all'Ama e a noi delle decisioni motivate. E noi le aspettiamo".
LE REAZIONI — "La notizia mi fa ridere, perchè quando la corsa è omologata, lo è punto e basta. È inutile che dopo vengano fuori o si ipotizzi che... I controlli di allora erano fatti con i mezzi tecnici di allora, se non era risultato positivo, adesso è inutile togliergli dei meriti che tutto sommato può aver avuto. Non penso che uno arrivi per caso, anche aiutandosi, a vincere sette Tour". Così Felice Gimondi intervistato oggi ai microfoni di RTL 102.5 sulla vicenda. Meno tenero invece Filippo Simeoni, ex corridore, campione d´Italia nel 2008. "Adesso, a distanza di tutto quel tempo, mi vien da pensare che la giustizia sia arrivata, anche se un po' tardi". Durante la terzultima tappa della Grand Boucle 2004, provò a portarsi in fuga insieme ad altri sei corridori: il texano replicò marcandolo, impedendo ai fuggitivi di andarsene e costringendo di fatto Simeoni a rialzarsi e a rientrare in gruppo. "La storia con Armstrong mi ha provocato un dolore e un grosso danno sportivo - racconta - nel 2004 al Tour fu fatto di tutto per non farmi gareggiare, con pressioni anche dei miei compagni di squadra. Riuscii a partecipare ed in una tappa rischiai pure di vincere. Mi riportai nella fuga con Armstrong, lui parlò con i componenti della fuga mandando tutto all´aria. Quando ho capito che Armstrong imponeva che mi dovessi rialzare dalla fuga, mi disse cose brutte che a pensarci adesso mi fanno ancora più rabbia. Quando ho denunciato queste cose lui governava il ciclismo e non è stato fatto niente al riguardo". Jan Ullrich replica con distacco alla notizia destinata a cambiare la storia recente del Tour de France. L'ex ciclista tedesco ha chiuso al secondo posto nelle corse del 2000, 2001 e 2003: "Ho sempre detto che sono orgoglioso dei miei secondi posti. Il resto, ora, non mi interessa più". Dettaglio non trascurabile, Ullrich sta formalmente scontando una squalifica per doping, comminata dal Tas, che scadrà il 22 agosto 2013.
Gasport