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lunedì 5 agosto 2013

Terracina: costo raccolta immondizia??


                                                                      

                                                                       Al Responsabile del Dipartimento Pianificazione
                                                                       Urbanistica e Gestione del Territorio del Comune di
Terracina Dott. Ing. Armando Percoco

Al Responsabile del Settore Gestione e Protezione Ambientale del Comune di Terracina  Dott. Ing. Alfredo Sperlonga


                                                          
            Sono ormai QUATTRO MESI che sto in modo pressoché ininterrotto chiedendovi i dati relativi al costo della differenziata affrontati nello scorso anno. Nonostante tutto ad oggi non sono ancora in possesso di questo dato.

            Dopo continui atteggiamenti atti a tergiversare da parte vostra,  e scuse accampate al momento, a cui ho fatto finta di non capire pur di arrivare al risultato senza strappi, (tra l’altro non riesco ad avere neanche i dati sul conferimento in discarica del mese di Giugno 2013). Dopo che la scorsa settimana l’Ing. Percoco ha dato il via libera alla fornitura di tali dati,  ma a condizione che venissero accompagnati da una lettera dell’Ing, Sperlonga, pensavo ieri mattina di avere pacificamente i tanto sospirati dati. Tutto questo a maggior ragione dopo che si è approvato il bilancio Comunale Consuntivo del 2012.

            E invece niente, mi sono ritrovato di nuovo di fronte a delle improvvisate scuse, addirittura di fronte ai dati pronti, ma che non potevano essermi forniti perché è in preparazione una delibera di Giunta in proposito.

            Quindi i tecnici comunali hanno assunto una posizione politica che loro non spetta, e cioè quella di non fornirmi i dati perché politicamente inconveniente per la maggioranza.

            Faccio rilevare che la legge 267/ 2000, (Testo Unico degli Enti Locali) nello stabilire i compiti dei tecnici e quello dei politici, nonché nel precisare il ruolo ed i diritti dei consiglieri nell’accesso agli atti, non subordina tale ruolo e tali diritti  a nessun vincolo, ne tanto meno a quello di censura dei dirigenti e funzionari comunali, come nella fattispecie invece avvenuto.

            Pertanto, alla luce di quanto sopra, sono a diffidarvi dal persistere in tale atteggiamento, per cui vi invito a fornirmi entro la fine di questa settimana tutti i dati dal sottoscritto richiesti, altrimenti sarò costretto a denunciarvi per omissione di atti d’ufficio.

            Certo il vostro atteggiamento una domanda la pone con forza al sottoscritto ed a che leggerà queste righe, perché tanta riservatezza sui dati del 2012 RELATIVI ALLA DIFFERENZIATA, forse quelli approvati nel PEF 2012 non sono oggi più validi? Eppure il PEF è stato approvato a fine Dicembre, quanto i dati erano pressoché definitivi.

            Ricordo male, oppure bene, nel dire che ciò che si ha difficoltà da parte vostra a fornirmi sono i dati della differenziata, quella differenziata che, dalla lettura dei formulari, la Soc. Servizi Industriali per tutto il 2012 si è pesata da sola? Chiedo scusa non se li pesava da sola li pesava presso la Soc. FATONE DI LATINA SCALO.

            SPERO TANTO CHE TRA LA DEETERMINA CHE HA ABOLITO I FORMULARI E LE VICENDE CHE STIAMO DISCUTENDO NON CI SIA NESSUN NESSO.

            Nel frattempo, l’Assessore Selvaggi che ieri era presente alla discussione avuta con l’Ing. Sperlonga non ha nulla da dire?


                                                           Il Consigliere Comunale

                                                           Vittorio Marzullo

sabato 6 aprile 2013

Terracina: storia di rifiuti e monnezza


RIFIUTI


Il circolo di Sinistra Ecologia e Libertà intende dare un ulteriore contributo informativo all'attuale interessante e legittimo dibattito pubblico sul bando dei rifiuti a Terracina. In merito alla nota del Sindaco rilasciata alla stampa alcuni giorni fa, riteniamo utile l'analisi delle cifre che ci ha offerto così da arricchire la riflessione. Perché è nostro convincimento che ogni tipo di contributo sia utile per una maggiore conoscenza delle questioni e l'invito del sindaco a silenziare le opinioni altrui su questo tema è del tutto inopportuno.

Partiamo dai costi per la discarica. Quando il sindaco critica il metodo di confronto col comune di Nettuno proposto dall'associazione il Sestante, fa rilevare tra l'altro:
per Nettuno
costo discarica € 1.208.400,00
costi compostaggio € 453.150,80

per Terracina,
costo maggiore per smaltimento (discarica + compostaggio) € 300.000,
in quanto i rifiuti prodotti rispetto a Nettuno sono il 18% in più.

Quindi noi dovremmo pagare approssimativamente
1.208.400,00 + 453.150,80 + 300.000= 1.961.550

Questo dato, ci fa riflettere su quanto siano stratosferiche le somme che stiamo pagando per il servizio di igiene urbana in quanto per la discarica noi versiamo ben € 3.400.000 a cui dobbiamo aggiungere ancora tutto il costo della differenziata. 

A fronte della nostra richiesta di dati più aggiornati su tutto il servizio, abbiamo ricevuto dal responsabile del settore, la nota del 4 aprile 2013, prot. N. 16839/U, che al punto b) recita: 
“attualmente non sono ancora disponibili i dati definitivi della raccolta differenziata”. 

Pertanto, i calcoli e i controlli, secondo noi inadeguati e tardivi, relativi all'ultimo anno suscitano ancora più forti perplessità per quanto riguarda  il futuro. 

Ritornando ai numeri del bando, si stimano abitanti equivalenti pari a 64.000 unità.
A noi risultano troppi.
Tutti i comuni di località turistiche, nel calcolo del costo del serivizio, fanno riferimento ai cosiddetti “abitanti equivalenti”. Terracina ha circa 44.000 abitanti, ma in estate soprtattutto, diventano molti di più. Noi dobbiamo pagare anche lo smaltimento dei rifiuti che producono i turisti. Nel bando si ipotizza che col flusso turistico, attraverso il calcolo degli “abitanti equivalenti”, la nostra città produca rifiuti come una di 64.000 abitanti. Il calcolo è leggermente complesso, noi lo abbiamo fatto considerando i riferimenti statistici adottati in altre regioni e, con una media di 2,4 persone per unità abitativa e attribuendo 3 persone per ogni utenza non domestica, il risultato è inferiore ai 60.000 abitanti. Quindi il costo complessivo dovrebbe essere più basso.

Nella nota il sindaco sottolinea come Terracina  con i 136,40 kmq di territorio, sia un comune vasto e quindi sono giustificati maggiori costi; 
eppure, il comune di Capannori (LU), con 46.000 abitanti con territorio di 165,5 kmq, con un'area rurale tra le più vaste della penisola, ha le tariffe sui rifiuti più basse d'Italia (es.: appartamento 100 mq con tre persone, €146 annui), con raccolta differenziata oltre il 90%. A Terracina le tariffe sono molto più elevate.

A Montesilvano, città turistica sulla costa abruzzese, 55.000 abitanti, il costo del solo servizio, con sistema “porta a porta”, escluso smaltimento, è di € 4.000.000; a Terracina, circa € 5.200.000 come riusulta dall'ultimo PEF.

Novara, abitanti 105.000, adotta un sistema “porta a porta domiciliare” tra i più efficienti d'Italia, proposto addirittura come sistema standard europeo, al costo complessivo di € 14.000.000; in proporzione, per Terracina, considerando gli abitanti equivalenti inferiore a 60.000, il costo dovrebbe essere inferiore a € 8.000.000 (IVA inclusa).

Potremmo andare avanti ancora, e dimostrare che nei calcoli del bando si poteva fare molto meglio.  

È importante far notare che, oggettivamente, l'immediato confronto dei dati tra diverse realtà è doveroso, utile, ma naturalmente non esaustivo, perché ogni territorio ha delle peculiarità irripetibili. È praticamente impossibile trovare situazioni identiche. È per questo che negli esempi sopra citati, oltre ai numeri, è interessante andare a vedere nello specifico le diverse strategie adottate per contenere i costi e alzare il livello di efficienza.

Alcuni esempi:
a Capannori, il sistema delle compostiere domestiche diffuso su tutto il territorio comunale ha permesso di abbattere drasticamente i costi per lo smaltimento dell'umido, e si sta attuando la strategia “RIFIUTI ZERO”;
a Montesilvano, il Sindaco ha ottenuto che i rifiuti della raccolta differenziata rimanessero di proprietà del comune in modo da incassare direttamente le somme e i contributi ottenuti dalla vendita del materiale differenziato;
a Novara, il servizio è gestito da una società interamente pubblica che riesce a gestire finanche la manutenzione degli automezzi, con notevole risparmio di costi; inoltre la città si è dotata di un sistema che permette agli operatori ecologici l'accesso automatizzato alle aree condominiali per una raccolta differenziata ancora più efficiente.

A Terracina, invece, ancora non sappiamo come il comune intende valorizzare il sito di Morelle, una delle risorse più importanti di tutti i terracinesi. L'ultimo accordo con la provincia prevede che quest'ultima predisponga un progetto che il comune dovrà recepire senza avere la possibilità di modificarlo. A conferma che sul territorio di Terracina tutti decidono tranne che i terracinesi. 

Concludendo, è assolutamente importante calcolare e valutare meticolosamente tutte le variabili in gioco, valorizzare al meglio le risorse disponibili, per riuscire ad ottenere anche il più piccolo risparmio per i cittadini, mantenendo il livello più elevato possibile di efficienza.

Nello studio delle diverse realtà abbiamo riscontrato molte soluzioni innovative che meritano attenzione e le stiamo portando a tempo a conoscenza della cittadinanza non per fare pura propaganda, ma semplicemente per dare modo a tutti di avere una maggiore consapevolezza su un problema la cui soluzione dipende dal comportamento di ogni singola persona.


Il Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà
di Terracina

venerdì 23 novembre 2012

Il Parlamento boccia il taglio degli stipendi, ancora intatti i costi della politica


Il Parlamento boccia il taglio degli stipendi, ancora intatti i costi della politica

Ce l'hanno fatta anche stavolta. Mentre chiedono sacrifici agli italiani, gli onorevoli mantengono il loro stipendio intatto, e i costi della politica non cambiano. Perchè è stato dichiarato "inammissibile" l'emendamento al decreto sviluppo che proponeva di ridurre gli stipendi dei parlamentari, investendo questo notevole taglio nelle opere di sviluppo e crescita.

Invece l'istanza, portata avanti dalla senatrice Pd Leana Pignedoli, è stata cassata dalla Commissione industria del Senato, che sta vagliando l’ammissibilità o meno dei circa 1.800 emendamenti presentati.
I parlamentari votano no, negando al Paese la possibilità di investire una quota sulla crescita e l'occupazione giovanile. Era quanto deciso dall'emendamento bocciato: "Al fine di reperire, attraverso la riduzione del costo della rappresentanza politica nazionale, maggiori risorse da destinare al sostegno delle politiche per la crescita e l'occupazione giovanile, il trattamento economico omnicomprensivo annualmente corrisposto ai membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica non può superare la media ponderata rispetto al Pil degli analoghi trattamenti economici percepiti annualmente dai membri dei Parlamenti nazionali dei sei principali Stati dell'Area Euro".

Leggi anche: Il politico più onesto al mondo? Potrebbe essere lui

Non è la prima volta che il Parlamento riesce a dribblare simili proposte di legge che tentano di mettere mano nelle loro onorevoli tasche: già lo scorso anno, a luglio, quando ancora era in piedi il governo Berlusconi, la Commissione Bilancio del Senato aveva bocciato - durante una votazione notturna e segreta - i provvedimenti da adottare per ridurre i costi della politica, annunciati dall'allora ministro dell'economia Giulio Tremonti. Un notevole dimezzamento dei costi, se mai ci fosse stato: da quasi 12 mila euro a "soli" 6 mila euro, adeguandosi al livello medio degli altri paesi europei. Nulla di fatto.

La situazione non è cambiata sotto Monti: sfumata l'idea della riforma costituzionale per ridurre il numero dei deputati e senatori, così come i numerosi dietrofront del governo sul tema del taglio dei costi della politica, affidando la decisione direttamente all'esecutivo, cioè al Parlamento, cioè ai diretti interessati. Contraddittorio, oltre che beffardo.
Così come il bluff del taglio dello stipendio, annunciato a inizio anno. La decurtazione dell'indennità parlmentare di 1.300 euro lordi al mese - 700 euro netti - di cui si vantarono parlamentari di destra e sinistra era in realtà il taglio di un aumento automatico dovuto al cambio di regime pensionistico. Una rinuncia ad un aumento, in buona sostanza, lasciando la situazione esattamente come prima.

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Ed è praticamente passata sottovoce la raccolta firme portata avanti quest'estate dal partito di Unione popolare per chiedere un referendum sul taglio degli stipendi d'oro dei parlamentari. Un milione e trecentomila firme prese per dire no alla legge 261 del 1965, che determina l’indennità parlamentare: 3.500 euro mensili che ogni membro di Camera e Senato riceve per le spese di soggiorno a Roma. Una proposta che ha un iter lungo: a gennaio, infatti, le firme raccolte saranno consegnate in Cassazione che dovrà valutare la leggittimità delle sottoscrizioni. Esito che si saprà soltanto in autunno, dopodichè sarà la volta della Corte Costituzionale che valuterà i quesiti non prima di gennaio 2014. Se tutto va bene, si voterà nella primavera successiva.

lunedì 13 agosto 2012

Quanto ci sono costate le medaglie olimpiche?


Italia: 28 medaglie... ma quanto ci sono costate?

Cala il sipario sui Giochi di Londra, e l'Italia ha piazzato il botto: ma quanto ha speso il Coni? L'atleta più 'ricca' è Elisa Di Francisca

Era stata un'apertura record per l'Italia alle Olimpiadi di Londra ed è stata una chiusura col botto, a conferma di un trend positivo malgrado diverse difficoltà ed un numero inferiore di atleti rispetto alle ultime edizioni.
La prima giornata aveva portato due ori, due argenti e un bronzo, l'ultima si è chiusa con due argenti e tre bronzi. L'Italia totalizza un totale di 28 medaglie (8 ori, 9 argenti, 11 bronzi), superando il medagliere di Pechino (8 ori, 9 argenti, 10 bronzi) e chiudendo all'ottavo posto nel medagliere finale.
Di gran lunga diversa, però, l'incidenza "economica" tra prima e ultima giornata. Il primo giorno costò al Coni 760.000 euro, l'ultimo -per l'incidenza degli sport di squadra- costa 2 milioni di euro che porta il totale dei premi a 5.390.000 euro. Il Coni, in fase di preventivo, aveva previsto un montepremi totale di 4.470.000 ed invece, grazie a questi risultati, dovrà "recuperare" altri 920.000 euro da riconoscere agli atleti.
L'atleta più "ricca" rimane Elisa Di Francisca che ha vinto due ori e che per questo incasserà 280.000 euro, seguita da Arianna Errigo e Niccolo' Campriani con un oro e un argento (215.000 euro a testa), quindi Valentina Vezzali con un oro e un bronzo (190.000 euro).