Visualizzazione post con etichetta giovane. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giovane. Mostra tutti i post

giovedì 2 ottobre 2014

Scontro a Terracina: un morto e un ferito grave

Scontro a Terracina: un morto e un ferito grave

*Agostino Mari*
*Agostino Mari*
*Massimo Tortorella*
*Massimo Tortorella*
AGGIORNAMENTO – Tragico incidente ieri sera a Terracina, in via Stradone La Valle, nel cuore del popoloso quartiere del Calcatore. Una giovanissima vita stroncata all’improvviso, quella del 20enne Agostino Mari, mentre sarebbe appesa a un filo quella dell’amico coetaneo Massimo Tortorella.
Attoniti i tanti residenti scesi in strada, subito dopo aver sentito lo schianto, quasi a vegliare quel giovane corpo nascosto da un lenzuolo.
I due ragazzi erano in sella a un maxi scooter SH quando, per cause in fase di ricostruzione, si sono scontrati con una Ford Fiesta all’altezza del passaggio a livello.
Agostino Mari è deceduto sul colpo, sbalzato dalla sella del ciclomotore all’asfalto della strada, dopo un volo di svariati metri. Avrebbe colpito un palo. L’amico, Massimo Tortorella, è stato trasportato in gravissime condizioni all’ospedale ‘Fiorini’ e poi al ‘Goretti’ dal personale del 118.
Disperati quanto purtroppo inutili i tentativi di rianimazione  degli equipaggi del 118 della Formia Soccorso e dell’Ares, squadre giunte entrambe per prime da Fondi. Sul posto carabinieri, polizia stradale e vigili del fuoco.
Al vaglio dei carabinieri l’effettiva dinamica della tragedia.

sabato 30 agosto 2014

GIOVANE INDIANO TRATTATO COME UNO SCHIAVO

GIOVANE INDIANO TRATTATO COME UNO SCHIAVO, MALATO E MALNUTRITO NEL CAMPING: SALVATO DA UNA FAMIGLIA DI TURISTI
È stato salvato da turisti, mossi a compassione dopo averlo visto malato e malnutrito, ridotto in schiavitù dentro un campeggio del litorale. Un giovane indiano è la vittima di una storia terribile, portata alla luce dagli agenti del commissariato di Terracina dopo quattro mesi di indagini molto delicate e al termine delle quali è stato denunciato a piede libero per sfruttamento dell’immigrazione clandestina e riduzione in schiavitù, falso e truffa, un imprenditore di Fondi di 49 anni, che gestiva un noto camping terracinese. Tutto ha inizio nel 2011, quando l’indiano, di appena 19 anni, entrato clandestinamente in Italia, viene assunto dal gestore del camping col compito di guardiano notturno ed uomo di fatica. Per tutte queste mansioni percepiva 600 euro al mese a fronte di ininterrotte 24 ore lavorative e di un giaciglio in una roulotte all’interno del camping.
Ridotto in schiavitù
Quando, nell’ottobre del 2012, viene emanata la normativa italiana che consente ai datori di lavoro di regolarizzare i dipendenti irregolari, lo straniero viene costretto a pagarsi da solo i relativi contributi di legge pur di ottenere la sua regolarizzazione, iniziando di fatto a lavorare senza più alcuna retribuzione. Il datore di lavoro, approfittando dell’ignoranza dell’indiano, non gli eroga più alcuna somma di denaro di fatto affamando il ragazzo. Non solo; quando il ragazzo si ammala, soltanto la pietà di alcuni avventori del camping, che gli portano del cibo nella roulotte in cui dorme, gli consente di riacquistare la forza fisica per lasciare il camping e denunciare tutto alla polizia.
La solidarietà dei turisti

L’attività investigativa consente di accertare le accuse mosse dal ragazzo, ma anche di scoprire che l’imprenditore nel tempo non aveva versato alcuna somma nelle casse dello Stato, nessun contributo previdenziale all’INPS; nessuna busta paga risulta regolare e infine nessun permesso di soggiorno per emersione può essere emesso. Ma soprattutto, la polizia trova conferma dello stato di assoluto abbandono in cui era stato lasciato il giovane schiavo. Tanto che durante la malattia arriva a non mangiare per oltre quattro giorni. I suoi lamenti alla fine sono stati avvertiti da una famiglia del frusinate in vacanza nel camping, che dopo avergli garantito un minimo di assistenza ha anche contribuito con preziose testimonianze al lavoro degli investigatori. L’imprenditore adesso dovrà rispondere dei gravi reati commessi, anche sotto il profilo fiscale, rischiando la chiusura dell’attività.

mercoledì 20 marzo 2013

INCIDENTI, NON CE L’HA FATTA DAVIDE Donati gli organi del 21enne di Fondi

INCIDENTI, NON CE L’HA FATTA DAVIDE
Donati gli organi del 21enne di Fondi   

Davide Parisella in una recente foto dal suo profilo Facebook
Davide Parisella in una recente foto dal suo profilo Facebook
LATINA - Sono stati donati gli organi di Davide Parisella, il ragazzo di 21 anni di Fondi coinvolto in un incidente stradale avvenuto nella notte tra domenica e lunedì sulla provinciale Fondi Sperlonga, deceduto ieri all’ospedale di Latina.
Troppo compromesso il quadro clinico che è andato aggravandosi nonostante le cure prestate dal personale del reparto di Rianimazione del Goretti. Ancora da accertare le cause dell’incidente favorito probabilmente dalla velocità e dall’asfalto reso viscido dalla pioggia: Davide era a bordo di una mini-cooper insieme a due amici quando l’auto è schizzata fuori strada.
I genitori di Davide hanno compiuto un ultimo gesto d’amore, autorizzando l’espianto di cuore, fegato e reni del 21enne. Il primo organo è stato trasportato al Bambin Gesù dove ridarà speranza di vita ad un giovanissimo; il fegato è stato destinato ad un paziente dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, mentre i reni sono destinati a due malati in lista d’attesa all’Umberto I di Roma.

lunedì 17 dicembre 2012

Lerici: rapito Andrea Calevo, figlio di un noto imprenditore edile E' caccia ai quattro banditi


Lerici: rapito Andrea Calevo, figlio di un noto imprenditore edile E' caccia ai quattro banditi

Ritrovata l'auto del giovane nel fiume a Santo Stefano Magra/LA MAPPA INTERATTIVA

E' l'erede di un gruppo specializzato in commercio e consulenza nel settore dell'edilizia. I banditi alla madre del giovane: "Tuo figlio ce lo portiamo con noi per sicurezza, non ti preoccupare poi lo libereremo"
La Spezia, rapito Andrea Calevo dopo rapina in villa
Rapimento di Andrea Calevo, l'ingresso della villa
Lerici (La Spezia), 17 dicembre 2012 - Nessuna traccia di Andrea Calevo, imprenditore di 31 anni rapito ieri sera dopo una rapina in villa. HANNO aspettato il suo rientro a casa e quando Andrea, erede del gruppo specializzato in commercio e consulenza nel settore dell'edilizia, ha aperto il cancello elettrico della villa a Bellavista, sulle colline di Lerici, ed è entrato nel parco, lo hanno bloccato. In tre, secondo le prime notizie avrebbero accento dell'Est, con pistole spianate e passamontagna sul volto. Un assalto, probabilmente a scopo di rapina, ma sfociato in un rapimento. I banditi dopo aver costretto la madre dell'imprenditore trentenne ad aprire la cassaforte, hanno messo le mani sul contenuto: 3mila euro in contanti e gioielli che forse non li hanno soddisfatti. Secondo indiscrezioni i rapinatori avrebbero detto alla donna: "Tuo figlio ce lo portiamo con noi per sicurezza, non ti preoccupare poi lo libereremo". Il sospetto è che contassero su un bottino ben più consistente. Dopo aver messo a soqquadro la villa hanno legato la donna, sessantacinquenne, a una sedia e sono fuggiti con il figlio sulla sua auto ritrovata solo questa mattina nel fiume (FOTOa Santo Stefano Magra. A lanciare l'allarme è stata la madre di Andrea Calevo che è riuscita a liberarsi e chiamare i carabinieri.
CONGELATI I BENI DELLA FAMIGLIA
Sarebbe già stato attivato dalla procura distrettuale antimafia di Genova il protocollo antisequestri dopo il rapimento dell'imprenditore Andrea Calevo, avvenuto la notte scorsa. Il protocollo prevede anche il blocco dei beni di famiglia. Secondo quanto appreso due le ipotesi investigative: la prima e' quella del sequestro a scopo di estorsione perche' la refurtiva e' stata scarsa; la seconda e' che i rapinatori abbiano compiuto il sequestro solo per coprirsi la fuga. ''La situazione e' delicatissima - ha detto un inquirente impegnato nelle indagini - il fattore tempo e' fondamentale,
cosi' come la riservatezza delle indagini''. Intanto l'auto recuperata nel fiume Magra  a poca distanza dal lago Curadi, alimentato dallo stesso fiume, e' stata trasferita in un garage a disposizione del Ris di Parma.
IL CELLULARE TROVATO NEL GIARDINO DELLA VILLA
Il cellulare dell'uomo rapito è stato ritrovato nel giardino della villa del giovane, insieme al cordless dell'abitazione. Questo trapela da fonti investigative. In un primo tempo sembrava che il telefono fosse stato ritrovato nella zona di Monte Marcello.
GIOVANE RAPITO, GUARDA TUTTE LE IMMAGINI
IL PROCURATORE DI GENOVA: "SITUAZIONE DELICATISSIMA"
Il procuratore di Genova Di Lecce ha piu'' volte sottolineato che la situazione e' "delicatissima". Gli inquirenti, che hanno a lungo interrogato la madre della vittima, stanno indagando a 360 gradi. I componenti del commando avevano il volto coperto da passamontagna quando a sera, intorno alle 22, sono entrati in villa. Uno di loro ha parlato rivolgendosi agli altri due in una lingua non italiana, secondo l'unica testimone, la madre del rapito, apparentemente slavo. L'indagine, coordinata dal procuratore di Genova Michele Di Lecce e dal sostituto Federico Panichi, e' svolta sul campo dai carabinieri del Ros.
MAXI-CACCIA AI BANDITI, E' EMERGENZA/AUDIO (di Francesco Marinari)
LA DDA DI GENOVA: "SEQUESTRO A SCOPO DI ESTORSIONE"
Dopo il rapimento, ieri sera, dell'imprenditore Andrea Calevo a Lerici, l'ipotesi su cui si muove la Dda di Genova, coordinata dal procuratore Capo Michele Di Lecce, e' quella di sequestro di persona a scopo di estorsione. Al momento c'e' massimo riserbo sulle indagini per tutelare l'incolumita' di Calevo, prelevato ieri sera intorno alle 22 nella sua villa sulle alture di Lerici.