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giovedì 25 aprile 2013

Ma in Friuli vince il Pd...e Grillo cala


Ma in Friuli vince il Pd...e Grillo cala

Dal Friuli una boccata d'ossigeno per un Pd in gravissima crisi e quasi sull'orlo di una scissione. Mentre a Roma il partito democratico è nel caos e attende in piena bagarre interna la direzione di domani (almeno per stabilire chi deve rappresentarlo alle consultazioni di Napolitano visto che dopo Bersani l'intera segreteria è dimissionaria), nelle regionali in Friuli Venezia Giulia il Pd ha vinto con Debora Serracchiani, che non era neanche favorita ("Solo un miracolo mi può far vincere" aveva detto ieri). Un'inversione di tendenza che è stata salutata con enorme soddisfazione dal Pd nazionale "in un momento così critico". Soddisfatto anche  Vendola, l'alleato nella coalizione del centrosinistra che a Roma minaccia di far nascere un nuovo partito. In un tweet il leader di Sel ha parlato di "aria nuova". La Serracchiani, 42 anni, avvocato, ha battuto di un soffio, per appena duemila voti, con il 39,37%, il candidato del centrodestra Tondo, governatore uscente (39,03%), che si è complimentato con la vincitrice. 12.000 le schede nulle, 6.000 le bianche. In fortissimo calo l'affluenza: solo il 50% contro il 72% delle recenti politiche. Ma l'altro dato nuovo e inatteso uscito dalle urne friulane è il calo dei consensi al Movimento 5 Stelle che pure si aspettava una vittoria (Grillo ipotizzava il Friuli come prima Regione a guida M5S): il candidato grillino, Saverio Galluccio, si è piazzato solo al terzo posto con il 19,2% (in buona parte voti personali, M5S ha ottenuto il 13,8% mentre alle politiche di febbraio aveva ottenuto il 27,2%). 

martedì 19 febbraio 2013

NIENTE SONDAGGI, MA LA PREVISIONE E' VITTORIA DI BERSANI ALLA CAMERA CON 2 REGIONI ANCORA INCERTE, NON BENISSIMO MONTI


NIENTE SONDAGGI, MA LA PREVISIONE E' VITTORIA DI BERSANI ALLA CAMERA CON 2 REGIONI ANCORA INCERTE, NON BENISSIMO MONTI

I sondaggi come si sa sono proibiti negli ultimi 15 giorni di campagna elettorale, anche se fioccano quelli clandestini, commissionati dagli stessi partiti, un po' come bere in America alcolici, durante il proibizionismo. Poi ci sono quelli "beffa", che fanno una sorta di metafora con le corse ippiche. Perche' poi tanto mistero? In America per esempio non e' cosi'. Quindi dati, solo per i bene informati o per coloro che si definiscono tali, anche perche' le rilevazione dei varii schieramenti discostano parecchio tra loro. Un previsione per' e' possibile farla, vittoria alla Camera per Bersani, che con il premio di maggioranza, arriverebbe al 55%. Bene comunque il Pdl, che il anche se non completera' la rimonta, rimarra' il priu' importante partito di opposizione, bene anche Grillo e la Lega, non benissimo Monti e decisamente malino per Casini e sopratttto per Fini, che rischia di non entrare alla Camera. Nella coalizione sara' ripescato infatti solo il primo partito sotto il 4%. E questa soglia appare difficle anche per Casini, mentre Fini e' attestato piu' in basso. Decisivo per la governabilita' sara' il Senato. Il Veneto dovrebbe andare (unica regione sicura) al centrodestra. Determinanti sarebbero la Lombardia, dove rimarre in vantaggio Berlusconi (anche se di poco) e la Sicilia dove invece la partita si gioca a previsioni inverse. Se Monti entrera' in Senato con una trentina di senatori potrebbe diventare l'ago della bilanccia, anche se Bersani ce la potrebbe fare ad avcere una maggioranza autosufficiente anche al Senato.