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lunedì 8 aprile 2013

IL MESE PER LA SALUTE DELLE OSSA


IL MESE PER LA SALUTE DELLE OSSA
O.N.Da (Osservatorio Nazionale per la salute della Donna) dedica il mese di aprile 2013 alla salute delle ossa delle donne italiane, coinvolgendo gli ospedali del network Bollini Rosa.
L’iniziativa vuole sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione e dell’adozione di stili di vita corretti.
Nel mese di aprile 109 ospedali Bollini Rosa offrono gratuitamente alle donne in tutta Italia servizi informativi, clinici e diagnostici per aiutarle a controllare lo stato di salute delle loro ossa.
Una alimentazione sana e una regolare attività fisica sono gli elementi fondamentali per mantenere le ossa in buona salute fin da giovani ed evitare l’osteoporosi, malattia tipicamente femminile che colpisce in Italia il 25% delle donne con età superiore ai 40 anni e che può progredire silenziosa per anni.
Per scoprire le strutture aderenti all'iniziativa dal 1° marzo è disponibile la pagina dedicata su www.mesesaluteossa.it. È inoltre possibile contattare il numero verde 800.588686 o scrivere una e-mail a prevenzione@bollinirosa.it.

giovedì 10 gennaio 2013

Il Pd chiude le liste. Bersani: "Ci sentiamo vincenti". Ma non mancano le polemiche: in rivolta il Pd sardo


Il Pd chiude le liste. Bersani: "Ci sentiamo vincenti". Ma non mancano le polemiche: in rivolta il Pd sardo

"Più che i favoriti ci sentiamo vincenti". Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, al termine della Direzione del partito, che ha approvato le liste all'unanimità. "La presenza femminile nelle liste è intorno al 40 per cento. Una rivoluzione femminile da valorizzare e segnalare" ha affermato Bersani aprendo la riunione di direzione. Poi ha affermato: "La lepre da inseguire siamo noi e tutti faranno la gara dietro di noi. Noi siamo pronti alla guida del paese". Sulla stessa linea anche Enrico Letta. "Dei 38 capilista 15 sono donne" ha detto il vicesegretario illustrando le liste e negando uno scontro tra Roma e il partito sul territorio.
Alta tensione tra segreteria nazionale e Pd sardo - Crescono i malumori nel Pd sardo dopo la composizione delle liste da parte della direzione nazionale senza l'intesa con la delegazione sarda guidata dal segretario regionale, Silvio Lai. Dopo le dimissioni annunciate dal capogruppo Pd in Consiglio regionale della Sardegna, Giampaolo Diana, arrivano le dimissioni del vicepresidente del Gruppo, Marco Espa, e l'autosospensione dalla carica di segretario regionale dei giovani democratici, Mauro Usai.A Cagliari, i segretari provinciale e cittadino, Thomas Castangia e Yuri Marcialis, si sono detti pronti a rimettere il proprio mandato in attesa delle decisioni della direzione regionale, convocata a porte chiuse giovedìalle 16:30 ad Oristano. Giuseppe Frau ha annunciato le dimissioni irrevocabili da vicesegretario provinciale, esprimendo "sconcerto". Uno strappo arriva anche dal consigliere regionale, Giuseppe Cuccu, che ha scritto al segretario Pierluigi Bersani, per comunicargli le dimissioni da componente dell'Assemblea nazionale del partito, mentre un altro consigliere regionale, Chicco Porcu (alle primarie schieratosi con Renzi) si è autosospeso dal partito e ha chiesto al segretario regionale di "non capeggiare una lista che mortifica la Sardegna". 
Da Grasso a Capacchione: i nomi forti - Tra i nomi 'forti' degli 'esterni' ci sono quelli dell'ex procuratore Antimafia Piero Grasso che guiderà le liste in Senato in Lazio e quello della giornalista anti-camorra, Rosaria Capacchione capolista in Campania per il Senato. In corsa con il Pd ci saranno l'ex dg di Confindustria, il 'bocconiano' Giampaolo Galli (in Lombardia) ma anche l'ex segretario della Cgil Guglielmo Epifani (capolista in Campania 1 alla Camera). E, sempre dal mondo dei sindacati arriva Giorgio Santini, numero due della Cisl. Diversi i nomi degli esterni di area cattolica. Ci saranno, tra gli altri, Edoardo Patriarca, presidente del Centro Nazionale per il Volontariato ed Ernesto Preziosi, ex presidente dell'Azione Cattolica, la storica Emma Fattorini e Flavia Nardelli, candidata in quota renziana e figlia del segretario Dc Flaminio Piccoli (che dovrebbe correre come capolista in Piemonte 1 'soffiando' all'ultimo il posto di capolista all'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano). Dalla società civile arriva anche Valeria Fedeli, tra le fondatrici del movimento 'Se non ora quando?' (capolista in Toscana per il Senato).
Due 'outsider' anche dal mondo della stampa - Due 'outsider' anche dal mondo della stampa, l'ex numero due del 'Corsera' Massimo Mucchetti (in Lombardia per il Senato) e il direttore di Rainews24, Corradino Mineo (capolista in Senato in Sicilia). In quota Renzi arriva anche Yoram Gutgeld, direttore di McKinsey. Il sindaco di Firenze porta in Parlamento i suoi fedelissimi, tra gli altri, Lino Paganelli, Simona Bonafé e Luca Lotti oltre che gli ex parlamentari Paolo Gentiloni ed Ermete Realacci. In Parlamento sbarcheranno anche i giovani del comitato per le primarie di Pierluigi Bersani Roberto Speranza (capolista in Basilicata), Alessandra Moretti e Matteo Giuntella. Insieme all"uomo-macchinà delle primarie Nico Stumpo. Oltre allo storico Miguel Gotor. Soddifatta l'ala franceschiniana. Il presidente dei deputati porta in Parlamento diversi dei suoi fedelissimi, tra gli altri, Antonello Giacomelli e Francesco Garofani. Rientra per il rotto della cuffia la deputata Paola Concia (numero 3 in Abruzzo).

lunedì 31 dicembre 2012

Primarie, Bersani: successo di giovani e donne. Bene Bindi, Josefa Idem e Uliveri. Fuori Gori e D'Antoni


Primarie, Bersani: successo di giovani e donne. Bene Bindi, Josefa Idem e Uliveri. Fuori Gori e D'Antoni

"Dai primi risultati delle primarie parlamentari successo di giovani e donne. Ne sono felice". E' questo il primo commento, su Twitter, del segretario del Pd Pier Luigi Bersani, sulle consultazioni popolari per scegliere una parte dei candidati del suo partito alle prossime elezioni politiche. Per quanto riguarda i volti noti fuori Giorgio Gori, avanti Rosy Bindi e Cesare Damiano. Nelle primarie di Sel gli elettori premiano l'ex allenatore di calcio Renzo Ulivieri. In Lombardia boom per la 32enne precaria Miriam Cominelli.

La soddisfazione di Bersani - "Ci vuole dell'azzardo...Abbiamo fatto una cosa difficilissima ma bellissima. Correre qualche rischio significa ottenere anche qualche risultato. Queste le parole del segretario del Pd, dopo la fine delle 2 giornate di primarie per l'elezione dei candidati alle prossime votazioni politiche.
In Piemonte bene Damiano, in Lombardia trionfa una 32enne precaria - I primi risultati hanno premiato in provincia di Torino l'ex ministro del Lavoro del governo Prodi, Cesare Damiano (con 5998 voti) e il segretario del Partito democratico di Torino, Paola Bragantini (4226). Per la provincia di Monza-Brianza trionfa Giuseppe Civati, a Lecco Veronica Tentori, a Bergamo Elena Carnevali, che ha superato Giorgio Gori. In provincia di Milano, dove hanno votato oltre 33mila persone, trionfano Lia Quartapelle, Franco Mirabelli, Barbara Pollastrini, Emanuele Fiano, Francesco Laforgia e Eleonora Cimbro. Ma la vera sorpresa in Lombardia è stata la precaria 32enne Miriam Cominelli che con con 6.423 voti nella sua città di Brescia è stata la più votata di tutta la Regione. 
La sconfitta del "renziano" Gori - Giorgio Gori, grande sostenitore di Matteo Renzi, non ce l'ha fatta a vincere le primarie per la scelta dei parlamentari del Pd. Nella circoscrizione di Bergamo, infatti, dove si era candidato, è arrivata prima Elena Carnevali, capogruppo del Pd in Comune, che ha ottenuto 6.149 preferenze, cioé il 31,18% dei voti. Secondo si è classificato il deputato Giovanni Sanga con 4.037 voti (20,47%), terzo Giuseppe Guerini con 3.172 preferenze (16,09%) e 'solo' quarto (su otto candidati) Gori che ha incassato 2.252 voti (12,94%).
Rosy Bindi vince in Calabria - Rosi Bindi supera lo scoglio delle primarie in provincia di Reggio Calabria. La presidente del Pd supera le primarie insieme al consigliere regionale Demetrio Battaglia. Due donne ai primi tre posti. E' il risultato delle primarie del Pd in Provincia di Cosenza dove hanno votato 26.491 persone. Al primo posto si è piazzata Enza Bruno Bossio, componente la direzione nazionale del Pd, con 10.679 preferenze che ne fanno il candidato in assoluto più votato in tutta la Calabria. Alle sue spalle si è piazzato il sindaco di Diamante Ernesto Magorno (7.295 voti), seguito da un'altra donna, Stefania Covello (6.746). Quarto l'ex coordinatore provinciale del partito Bruno Villella (5.210). Non ce l'hanno fatta, dunque, il deputato uscente Franco Laratta (4.906) ed il consigliere regionale Mario Maiolo (3.259). Tra gli altri candidati Valeria Capalbo ha ottenuto 3.894 voti, Daniela De Marco 2.290, Luigi Guglielmelli 2.265, Giovanni Manoccio 2.069 e Giuseppe Terranova 1.487.
A Napoli una donna la più votata - E' Assunta Tartaglione la più votata nelle primarie del Pd a Napoli e provincia. Nel collegio Campania 1, la Tartaglione, avvocato, già coordinatrice provinciale delle donne del Pd, ha ottenuto 6676 voti ed ha preceduto di circa 60 schede, il sindaco dimissionario di Portici Enzo Cuomo, votato da 6719 elettori. Terza un'altra donna, Valeria Valente, ex assessore della giunta Iervolino, che ha ottenuto 6613 voti. A seguire il parlamentare uscente Salvatore Piccolo scelto da 6165 elettori del Pd, poi Sollo (6103 voti), Rostan (5728), Armato (5621), Bossa (5311), Amato (4600), Impegno (4503), Palma (4329), Manfredi (4055). A seguire tutti gli altri: Paolucci 4025; Piccolo G. 3984; Gambardella 3883; Carloni 3599; Mazzei 3425; Russo 3222; Milo 3064; Caiazzo 2759; D'Angelo 2675; Iervolino 2642; Borriello 2165; Fiore 1957; Liguori 1040; Gaudino 784; Cacciola 738; Durazzo 713; Speranza 704; Quarto 424; Lanza 341.

Primarie Sel, l'allenatore Ulivieri fra i più votati - Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione italiana allenatori di calcio, è stato tra i più votati alle primarie in Toscana per la selezione delle candidature di Sinistra ecologia e libertà. Ulivieri, secondo il risultato degli scrutini per il Senato, ha ottenuto 2.112 voti. Più di lui, sempre per il Senato, solo Alessia Petraglia con 2325 preferenze, seguita da Mercedes Frias con 2055. Per la Camera spiccano, tra le donne, i risultati di Martina Nardi (1854 preferenze) e Marisa Nicchi (1602); tra gli uomini Gabriele Berni ha ottenuto 1435 preferenze. Per le primarie di Sel in Toscana hanno partecipato al voto 11.360 cittadini che costituiscono, riferisce una nota della commissione elettorale regionale di Sel, circa un quarto dei toscani che un mese fa hanno dato il loro sostegno a Nichi Vendola.

In Emilia Romagna passa Josefa Idem - Alle primarie del Pd dell'Emilia-Romagna hanno vinto: il renziano per eccellenza Matteo Richetti, presidente dimissionario dell'Assemblea legislativa; l'oro olimpico a Sydney 2000, Josefa Idem; ed Enzo Lattuca, una giovane promessa nel Pd di Cesena che compirà 25 anni a febbraio, giusto qualche settimana prima di fare l'esordio, se eletto alle politiche, alla Camera. Ma l'appuntamento di ieri in regione, dove si sono recati alle urne oltre 151 mila persone, sarà ricordato anche per le sconfitte eccellenti: a Modena battuto per qualche decina di voti il segretario provinciale Davide Baruffi e l'ex sottosegretario durante il governo Prodi Mariangela Bastico; a Bologna Sandra Zampa, ex portavoce del Professore, è a rischio e per tornare in parlamento dovrà essere ripescata nel listino.
In Sicilia fuori D'Antoni entra giovane sindaco - Le primarie del Pd in Sicilia, anche se non vi è ancora nessun dato ufficiale ma solo le voci delle segreterie dei candidati, segnano l'affermazione a Enna del senatore Vladimiro Crisafulli, a Trapani del sen. Antonio Papania, ad Agrigento del deputato Angelo Capodicasa. Fuori è Sergio d'Antoni, arrivato settimo a Palermo, dove si registra la grande affermazione del sindaco di Pollina (Pa) Magda Culotta, 26 anni, e di Davide Faraone, ex deputato regionale. A Palermo successo anche per il sindaco di Marineo Franco Ribaudo e altre due donne: la deputata Alessandra Siragusa e e la consigliera comunale palermitana Teresa Piccione. A Caltanissetta Daniela Cardinale avrebbe battuto l'ex presidente dell'antimafia regionale Lillo Speziale. A Siracusa avrebbe vinto l'ex deputato regionale Pippo Zappulla e a Messina il deputato Francantonio Genovese.
In Sardegna vincono donne e volti nuovi - Magari sarà mancata la partecipazione, ma la novità delle primarie parlamentari del Pd in Sardegna è sicuramente arrivata dalla doppia preferenza di genere e dalla svolta determinata dai volti nuovi, che hanno 'eliminato' alcuni esponenti di spicco del partito. Il primo risultato, non ancora definitivo perché entro le 14 la commissione regionale dovrà deliberare i dati ufficiali su cui poi i singoli potranno effettuare anche eventuali ricorsi, é la vittoria delle donne sindaco. Romina Mura (prima cittadina di Sadali) è la più votata a Cagliari, e Giovanna Sanna (sindaco di Florinas), a Sassari. Tra i volti 'nuovi' quello del debuttante Ignazio Angioni (Cagliari), Emanuele Cani del Sulcis, Thomas Castangia e Maria Grazia Dessì a Cagliari, oltre a Peppe Loi in Ogliastra e Luisa Puggioni a Nuoro. Tra i big la spuntano i consiglieri regionali Giuseppe Luigi Cucca a Nuoro e Gavino Manca a Sassari, il senatore uscente Giampiero Scanu in Gallura, i deputati uscenti Caterina Pes ad Oristano, Siro Marrocu nel Medio Campidano, Paolo Fadda a Cagliari, Guido Melis a Sassari. Fuori dai giochi tra i 14 'eleggibili', ma comunque nelle liste di Camera e Senato, l'ex presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, il senatore uscente Francesco Sanna e la deputata uscente, Amalia Schirru. 

giovedì 22 novembre 2012

VIOLENZA SULLE DONNE, DOPPIA INIZIATIVA A TERRACINA


VIOLENZA SULLE DONNE, DOPPIA INIZIATIVA A TERRACINA
di Francesco Avena
Doppia iniziativa per dire basta alla violenza sulle donne. Il comitato soci Coop di Terracina invita i cittadini a partecipare sabato alle 17 allo spettacolo teatrale «Nel nome del padre» presso l’aula magna del liceo «Da Vinci». Seguirà alle 18 un dibattito a cui interverranno Filomena Sisca, delegata alle Pari Opportunità della Provincia di Latina, Rita Cascella, dirigente del Commissariato di Polizia di Terracina, Laura Parlanti, consigliera di fiducia di Unicoop Tirreno, Fernanda Parisella, operatrice del Centro Antiviolenza «Essere Donna».
Domenica dalle 10 alle 20 in piazza Garibaldi ci sarà invece il presidio a cura del Centro Antiviolenza «Essere Donna». Con il patrocinio della Provincia di Latina e del Comune di Terracina e la collaborazione della cooperativa sociale «Le ali della fenice».

venerdì 19 ottobre 2012

"Se questi sono gli uomini": l'Italia che fa strage di donne


"Se questi sono gli uomini": l'Italia che fa strage di donne

di Cristiano Sanna
Centotrentasette l'anno. Una ogni due giorni. Con un'autentica impennata del numero totale dal 2007 ad oggi, a guardare il rapporto Istat. L'Italia del femminicidio è quella ricostruita, regione per regione, viaggio dopo viaggio, da Riccardo Iacona nel suo libro-inchiesta Se questi sono gli uomini (edito da Chiarelettere). L'approccio di Iacona è lo stesso del suo fortunato e apprezzato programma Presadiretta: muoversi per l'Italia fino a dove sono accaduti i fatti, andare a verificarli e ad approfondirli di persona, sentendo tutte le persone coinvolte. Scrivevamo: 137 donne uccise da mariti, compagni e conviventi nel 2011, quest'anno siamo già a quota 100. Iacona ricostruisce le vicende di Rosa Trovato, Vanessa Scialfa, Enza Anicito e le altre. Parte da quelle storie per scavare nell'humus avvelenato che fertilizza il ripetersi delle violenze, spesso mortali, degli uomini contro le donne. Tra luoghi comuni, sguardi di finta pietà, indifferenza e una prima corrente di indignazione che finalmente percorre il Paese. Ne abbiamo parlato con l'autore (al libro ha collaborato Sabrina Carreras).
Riccardo, la sua inchiesta parte da Enna e termina a Milano. A proposito di luoghi comuni: è vero che in Italia si ammazzano donne per gelosia e possessività più spesso al Sud?
"E' del tutto falso. Si amazza più spesso al Centro-Nord, questo è anche un puro dato statistico poiché in quelle parti d'Italia risiede la maggior parte della popolazione. Ma bisogna tener conto che sia il numero di omicidi che quello delle denunce per stalking conferma la maggiore incidenza di delitti contro donne nelle regioni centro-settentrionali del Paese. L'altra faccia della medaglia è il fatto che si uccidono le donne laddove queste riescono ad emanciparsi, ad affermarsi anche nel lavoro. I delitti arrivano subito dopo il momento dell'affermazione, malsopportato. Oppure dopo un gesto di ribellione rispetto alla mentalità maschilista, come proclamare l'intenzione di separarsi dopo anni di maltrattamenti, o a seguito di una denuncia presentata alle forze dell'ordine".
Altro luogo comune vuole i Paesi del Sud del mondo, tra cui il nostro, particolarmente avvezzi alla violenza contro le donne.
"Diamo una mazzata anche a questo stereotipo. In Spagna l'anno scorso sono state uccise 63 donne, da noi più del doppio, dunque lo stereotipo del machismo latino va messo decisamente da parte. Il fatto è che il processo di emancipazione della donna è difficile ovunque nel mondo, poi certamente esistono società più o meno chiuse. E' proprio una guerra tra l'aspirazione delle donne ad avere una sempre più ampia libertà di scelta e la resistenza degli uomini. I dati a disposizione ci dicono che oltre un terzo della popolazione femminile italiana, quasi sette milioni di persone, ha subito violenza".
Sui vari media si continuano ad usare titoli come "dramma della gelosia" e "omicidio passionale". Non sarebbe ora di smetterla?
"Direi proprio di sì. Ma devo dire aggiungere che, man mano che si delinea questa emergenza nazionale, anche giornali e tv cominciano a porsi il problema. Qui l'amore non c'entra niente, il pregresso rispetto agli omicidi racconta la negazione dell'amore e l'uomo che, dopo averla angariata in mille modi, uccide la donna che gli si è ribellata".
Proviamo ad andare oltre la tipica frase: "L'ha sposato e adesso se lo tiene". Cosa possono fare le famiglie che vengono a conoscenza dei fatti di violenza domestica?
"Devono portare quei fatti a conoscenza dei centri d'ascolto, dell'assistenza sociale e delle forze dell'ordine. Riguardo alle storie che racconto nel libro, è emblematica quella di Enza Anicito, assassinata in Sicilia a 43 anni. Quando decise di lasciare l'uomo con cui non stava più bene, dopo mesi di sms pietosi di lui che era arrivato a minacciare di uccidersi per la disperazione, ecco il ripetersi del solito copione. L'ultimo incontro per rendersi anelli e fotografie, finito con l'omicidio di fronte agli occhi della figlia della Anicito. Delitti che parlano a noi uomini: perché hanno poco o niente a che vedere con il raptus e sono premieditati. Da noi intervistata, la figlia della povera Enza si struggeva perché nessuno della famiglia, che sapeva da tempo, era intervenuto per evitare il peggio".
L'introduzione del reato di stalking nel nostro Paese è stata un bel passo avanti, ma alle denunce segue raramente la punizione del persecutore. Perché?
"Per via delle solite lungaggini della giustizia italiana, anche se va detto che sempre più Procure hanno uffici specializzati nel trattamento di questi casi. Da lì al processo, però, ce ne vuole. Se si pensa che in Italia, tranne che nel caso di omicidio, si va in prescrizione dopo sette anni e mezzo, ecco trovato il cortocircuito. Lo Stato non riesce a proteggere le donne minacciate e manda a processo gli uomini che hanno già compiuto l'assassinio".
C'è chi sostiene che disoccupazione e crisi economica fanno da miccia per la violenza. E' una scusante?
"Lo spread e la perdita del lavoro non hanno niente a che vedere con il femminicidio. In quel caso la mente di una persona dovrebbe essere completamente assorbita dalle disgrazie che sta subendo, invece esistono casi di violenza omicida sulle donne documentati anche all'indomani del sisma che ha devastato l'Emilia, proprio tra le case diroccate e la gente costretta a dormire in macchina".
Molto interessante la parte del libro dedicata alle case rifugio per le donne vittime di maltrattamenti. A che punto stiamo in Italia?
"A metà strada, con un numero di strutture superiori a certi Paesi del Nord Europa, giusto per fare un raffronto . Ma mancano risorse certe e continue per attrezzare questi luoghi di rifugio e far lavorare a pieno ritmo i centri anti violenza che possono evitare il peggio. Quando hai vissuto per dieci o vent'anni come in una prigione, non sei più nessuno. Perdi la voglia anche solo di uscire a fare la spesa, figuriamoci trovare quella di denunciare il tuo persecutore".
Un caso come quello di Luca Lorenzini, che compilava le liste delle sue "prede", godendo nel perseguitarle fino ad arrivare all'omicidio, potrebbe moltiplicarsi nell'era delle amicizie romantiche che nascono sui social network?
"Ma no, chi sostiene questa tesi cade in una inutile demonizzazione di quel mezzo. Bisognerebbe piuttosto lavorare a fondo sull'educazione sessuale e rendere il confronto emotivo materia di studio a scuola. I giovani devono essere aiutati a capire quando un rapporto sentimentale sta sconfinando nel patologico. La ragazza uccisa da Lorenzini per cinque anni è stata sua schiava, senza che nessuno intervenisse né che lei, diventata anoressica, con una carriera scolastica compromessa, trovasse la forza di dire tutto ad amici e genitori. L'unico suo confidente era il diario, trovato quando aveva già perso la vita".

giovedì 30 agosto 2012

Tacchi: quali sono i migliori?


Tacchi: quali sono i migliori?

Tacchi
La postura delle gambe in base all'altezza dei tacchi.
Le scarpe rappresentano la croce e la delizia di ogni donna, in particolare quando si parla di tacchi, alti o altissimi. Sì, perché ultimamente, le tendenze della moda stanno optando per altezze vertiginose, spesso fortunatamente con l’ausilio del comodo plateau, ma si arriva anche ai 16 centimetri e più senza che ce ne si accorga. Tuttavia non tutte le altezze sono adatte a tutte le donne, e soprattutto, ogni donna ha un suo ideale, non solo dal punto di vista dall’estetica, ma anche della comodità.
Innanzi tutto, bisogna tenere presente che quando si parla di tacchi altissimi, non si possono indossare tutto il giorno. Le scarpe rappresentano il vestito dell’anima e nessuna donna è abbastanza lucida quando ha male ai piedi, tanto più che è possibile che insorgano negli anni problemi di postura, alla schiena o alla colonna vertebrale. Ma in base a quali istanze si scelgono i tacchi? Ecco un piccolo prontuario per non sbagliare mai.
Uno dei presupposti quando si scelgono le scarpe e che certi tipi di tacchi non stanno bene a tutti. Il tacco a spillo o a stiletto sta bene a chi ha le gambe slanciate e affusolate e non a chi ha i polpacci da lottatore, per cui forse è meglio ripiegare su altri modelli. Inoltre si devono scegliere i colori e lo stile. Per quanto riguarda il colore, non ci sono mai grosse controindicazioni, tranne una se si vuole essere classiche: l’abbinamento con le borse che già si posseggono, in realtà un concetto superato dalla moda e dalla necessità, in fondo è difficilissimo abbinare un paio di scarpe a una Louis Vuitton, a una Piero Guidi, a una Burberry o a un’Alviero Martini, a meno che non facciano parte di alcune collezioni molto caratterizzate. Il modello invece dipende spesso molto dal piede: aperte dietro, aperte avanti, scollate, le scarpe hanno sempre un piede prediletto e in questo caso le più sfortunate sono le donne con il piede magro, che richiede dei particolari accorgimenti per non finire oltre la scarpa dalla parte davanti a causa della forza di gravità.
Poi, quando si stanno scegliendo le scarpe in un negozio bisogna provare e riprovare. Come quando si era bambine: l’alluce è troppo o troppo poco largo nella scarpa? Lasciare perdere. Ci si sente bene? Acquistare, ma solo dopo altre accortezze. Infatti, prima di comprare bisognerebbe controllare ancora nel negozio il proprio equilibrio e quanto si riesce a camminare, poi dopo l’acquisto si dovrebbe portare le scarpe nuove qualche giorno per una mezz’oretta in casa, in modo da permettere alle calzature di adattarsi al piede. Infine, quando si esce, si deve valutare per bene il tempo che si trascorrerà sui tacchi alti, e magari munirsi sempre di un paio di ballerine di riserva da portare in borsa per ogni evenienza (che potrebbe essere anche la rottura di un tacco). Infine, nelle ortopedie esistono tantissimi accorgimenti per rendere una scarpa più confortevole, dalle suolette anatomiche fino alle piattaforme per il tallone che evitano le spiacevoli vesciche in corrispondenza del tendine d’Achille.