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martedì 8 gennaio 2013

Nuovo redditometro, al via la campagna di indagini degli 007 fiscali


Nuovo redditometro, al via la campagna di indagini degli 007 fiscali

In questo articolo
Argomenti: Fisco | Istat
Quale approccio seguiranno gli uffici nel confronto con il contribuente, all'atto della valutazione delle eventuali circostanze addotte come giustificazione della presunta anomalia da redditometro? Questo è un legittimo interrogativo che sorge all'indomani del varo del decreto ministeriale 24 dicembre 2012 (si veda Il Sole 24 Ore del 4 e 5 gennaio scorsi).
Per previsione normativa, non vi potranno essere accertamenti automatizzati; quindi, si deve convocare il soggetto affinché fornisca informazioni e notizie, si devono valutare gli elementi e, solo se questi non convincono, si deve iniziare la fase di accertamento con adesione. Il ragionamento può essere posto in parallelo con l'esperienza degli studi di settore, in relazione ai quali, per molti anni, il risultato di Gerico è stato valutato dagli uffici come un vero e proprio dogma. Il rischio che può emergere con il redditometro è il medesimo. Al riguardo, l'unica soluzione possibile è l'emanazione di direttive chiare a livello centrale, che possano far superare la discrezionalità del singolo funzionario.
Con ciò, si riuscirebbe a privilegiare l'emanazione di un avviso di accertamento solo quando lo stesso è realmente fondato. La riflessione va ovviamente valutata alla luce delle due possibili funzioni del redditometro: strumento di selezione delle posizioni anomale da porre sotto la lente dell'accertamento e metodologia accertativa vera e propria. Il primo aspetto ben si sposa con gli automatismi informatici, impostati in modo da cogliere il livello di presunto "rischio fiscale" del contribuente; così, si spiega benissimo l'ampio riferimento alle voci standard elaborate dall'Istat.
Tuttavia, la prima fase di "cernita automatizzata" deve poi essere seguita da un successivo stadio di confronto personalizzato, indispensabile per transitare dal generale al particolare mediante un percorso di adattamento che tenga conto delle peculiarità della posizione. Qui, allora, cominciano a sorgere alcune perplessità: in primo luogo, in relazione agli strumenti a disposizione del singolo contribuente. Si badi bene che parliamo di accertamenti applicabili sin dal periodo di imposta 2009, con una situazione che avrà pure la copertura normativa necessaria, ma di certo fatica a sposarsi con la logica, quanto meno per la circostanza che non era diffusa l'abitudine, nel passato, di mantenere memoria e annotazione delle singole movimentazioni effettuate, sia in entrata (donazioni tra familiari, prestiti vari, ecc.), sia in uscita.
In sostanza, per giustificare la correttezza della propria posizione, sembra necessario riuscire a ricostruire la "vita finanziaria" propria e della famiglia, dimostrando un livello di spesa inferiore a quello presunto, oppure l'esistenza di redditi legittimamente non dichiarati, oppure ancora di disponibilità accumulatesi nel tempo. Tocchiamo, allora, il tasto degli investimenti (al netto di eventuali finanziamenti ricevuti), che nel nuovo redditometro giocano in rapporto di 1 a 1 sull'anno di effettuazione dell'acquisto (ad esempio, dell'abitazione), quando invece l'esperienza comune insegna che gli stessi sono solitamente possibili anche grazie al risparmio di più annualità. Inoltre, la tabella A allegata al decreto, da un lato, consente di nettizzare l'esborso con i disinvestimenti netti dell'anno e dei quattro precedenti; tuttavia, l'articolo 3, ammonisce che il reddito ricostruito deve tenere conto anche della quota di risparmio riscontrata, formatasi nell'anno. Insomma, se l'accumulo di denaro (risparmio) legittimamente presuppone l'esistenza di un reddito nel periodo, ci sembra ragionevole ritenere che l'utilizzo di quel risparmio rappresenti tecnicamente un disinvestimento che deve decrementare l'ammontare della spesa sostenuta.

mercoledì 5 dicembre 2012

Il nuovo redditometro e il rischio di tasse piu' alte


Il nuovo redditometro e il rischio di tasse piu' alte
19/11/2012 0.00
Il nuovo redditometro e il rischio di tasse piu' alte
Per i contribuenti italiani il pericolo arriva dal nuovo redditometro, lo annuncia la Cgia di Mestre, che con uno studio ha rilevato come lo strumento, nei casi peggiori, possa comportare un aumento delle tasse fino a quasi 9mila euro.

Il nuovo redditometro
Non ancora attivo e funzionante, il nuovo redditometro mette paura agli italiani. Secondo una stima svolta dalla Cgia di Mestre sugli effetti del nuovo strumento sulle tasche degli italiani, si va verso un inasprimento del carico fiscale.

Come spiega l'associazione mestrina, che si tratti di lavoratori dipendenti, autonomi o pensionati, nel caso in cui il nuovo redditometro porti a un innalzamento del livello di reddito stimato dal Fisco pari a 10.000 euro, il contribuente - raggiungendo un accordo con l'Agenzia delle Entrate che comporti uno sconto del 5% del reddito imponibile - dovra' versare tra maggiori imposte e sanzioni ridotte tra i 4.250 euro circa fino a 5.640 euro.

Il conto rischia di essere ancora piu' salato per chi non opti per trovare l'accordo con il Fisco e scelga di fare ricorso alla Commissione tributaria. In questo caso, qualora il giudizio finale sia contrario al contribuente, questi potrebbe dovere versare all'erario tra i 6.815 e gli 8.906 euro.

Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, ha spiegato i punti normativi da cui possono sorgere problemi per i contribuenti: "La normativa limita la possibilita' di dimostrare che le spese realizzate dal contribuente siano avvenute con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d'imposta. Inoltre, sarebbe auspicabile che si stabilisse il carattere di presunzione semplice di questo nuovo strumento, permettendo al contribuente di discutere anche su come sono state conteggiate le maggiori richieste avanzate dal Fisco".

giovedì 22 novembre 2012

Nuovo redditometro operativo da gennaio "Una famiglia su cinque a rischio evasione fiscale"


Nuovo redditometro
operativo da gennaio
"Una famiglia su cinque
a rischio evasione fiscale"

Befera: "Useremo massima cautela"

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate: "Il redditometro è pronto". Simulazione sull'intera platea delle famiglie: "Un milione ha esborsi rilevanti, ma dichiara redditi vicino allo zero"
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera (Imagoeconomica)
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera (Imagoeconomica)
Roma, 20 novembre 2012 - Il nuovo redditometro è già pronto sarà operativo da gennaio. "Il relativo decreto ministeriale è in fase di approvazione", annuncia il direttore dell'Agenzia dell'Entrate, Attilio Befera.
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Con il nuovo redditometro, una famiglia su cinque è a rischio evasione fiscale. Secondo una simulazione sull’intera platea delle famiglie, spiega Befera, "oltre 4,3 milioni, circa il 20 per cento risultano non coerenti" con i redditi dichiarati. Circa un milione di nuclei famigliari, invece, a fronte di esborsi "rilevanti e ricorrenti" denunciano "redditi vicino allo zero".
Il direttore dell'Agenzia delle Entrate aggiunge: "Tra le diverse categorie di reddito il tasso di irregolarità è maggiore nel reddito di impresa e nel reddito di lavoro autonomo”. Befera assicura che il nuovo strumento sarà utilizzato "con la massima cautela e soltanto per le differenze eclatanti fra spese e reddito".
LE VOCI DI SPESA - Cavalli, auto e barche, mutui e risparmi, contratti di assicurazione. Sono oltre cento le voci di spesa contenute nel nuovo redditometro che si applicherà a partire dall’anno di imposta 2009.
Sono nove le macro categorie di spesa considerate dal nuovo accertamento sintetico: acquisti di beni durevoli; trasporti; abitazione; alimenti, bevande, abbigliamento e calzature; combustibili d’energia; immobili, elettrodomestici e altri servizi per la casa; sanità, comunicazioni, istruzione; tempo libero, cultura e giochi; altri beni e servizi. Il nuovo metodo di ricostruzione del reddito, a differenza del passato, “non si basa su presunzioni originate dall’applicazione di coefficienti - spiega l’Agenzia delle entrate - ma su dati certi (spese sostenute) e situazioni di fatto (spese medie di tipo corrente, risultanti dall’analisi annuale dell’Istat).

sabato 3 novembre 2012

Nuovo redditometro: cos'è e come funziona


Nuovo redditometro: cos'è e come funziona

Nel corso degli anni a più riprese si è parlato di redditometro, misuratore del reddito, come mezzo di contrasto all'evasione fiscale

Il dibattito sul tema è sempre acceso e sempre più spesso interviene Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, il quale ultimamente ha dichiarato che presto – presumibilmente entro la fine di ottobre – lo strumento sarà a disposizione degli accertatori; “stiamo facendo due forme di redditometro”, afferma Befera, “uno per la selezione preventiva e uno per le attività di controllo”. 

Ma che cos'è il redditometro?Si tratta di uno strumento in mano all'amministrazione finanziaria che si baserà sul tenore di vita del nucleo familiare

Acquistare barche, auto di grossa cilindrata e immobili, fare viaggi da sogno, dovranno essere attività coerenti con quanto indicato in dichiarazione dei redditi. Si tratta soltanto di alcuni esempi poiché gli indicatori presi in considerazione dal fisco sono un centinaio e vanno dalle spese per la colf a quelle per il cellulare, dall'asilo all'università dei figli, fino all'abbonamento in palestra, alveterinario (indicatore che ha scatenato parecchie polemiche e un'interrogazione parlamentare) e le donazioni alle onlusCome funziona? 

Se il reddito presunto, calcolato in base degli indicatori, dovesse risultare troppo al di sopra di quello dichiarato, il Fisco può far scattare i controlli. Il redditometro, insomma, servirà aselezionare le situazioni dubbie su cui intervenire con un accertamento

Come funziona? 
Se il reddito presunto, calcolato in base degli indicatori, dovesse risultare troppo al di sopra di quello dichiarato, il Fisco può far scattare i controlli. Il redditometro, insomma, servirà a selezionare le situazioni dubbie su cui intervenire con un accertamento. Ciò significa che il reddito stimato da questo strumento non sarà automaticamente il reddito su cui il Fisco quantificherà l'eventuale evasione, ma farà scattare l'allarme e avvierà una verifica. Si tratta tuttavia ancora di un sistema sperimentale e restano ad oggi ancora alcuni nodi da sciogliere, come il peso da assegnare a ciascuna di quelle 100 voci e la definizione di quanto il tenore di vita debba essere più alto del reddito dichiarato per far scattare i controlli. 

Quali sono le criticità segnalate? 
Le perplessità su questo strumento sono di varia natura. Ve ne segnaliamo alcune: 
  • si ritiene che questo strumento possa essere troppo invasivo in riferimento alla vita privata che ogni contribuente decide di condurre; 
  • i commercialisti temono che diventi uno strumento automatico che assume valore legale e comporta l'inversione dell'onere della prova (il rischio cioè che debba essere il contribuente a dimostrare di non aver evaso alcunché e non il Fisco a doverlo verificare); 
  • l'eccessiva semplificazione, 
  • 7 categorie di spesa per 100 voci e suddivise in 55 gruppi omogenei, potrebbe non prendere in considerazione le peculiarità di ciascuno dei 41 milioni di contribuenti; 
  • l'ultimo dubbio riguarda i coefficienti di moltiplicazione legati alla ricchezza dell'area geografica nella quale si risiede nonché alla composizione del nucleo familiare. Si tratta di coefficienti che hanno creato notevoli problemi anche per gli studi di settore. 

giovedì 13 settembre 2012

Fisco, nel nuovo redditometro 100 voci di spesa che mettono nel mirino anche i patrimoni


Fisco, nel nuovo redditometro 100 voci di spesa che mettono nel mirino anche i patrimoni

In questo articolo
Redditometro a staffetta. In pratica non sarà la base degli accertamenti, ma solo della selezione delle posizioni che l'amministrazione poi riterrà più o meno a rischio. All'accertamento penserà un secondo software ancora allo studio dell'amministrazione finanziaria, in fase di «avanzata elaborazione», che, però, sarà più simile all'attuale spesometro.
Come dire che occorre prudenza e il redditometro, come avvenne per gli studi di settore, ha bisogno di un lungo "apprendistato", fatto di correzioni e integrazioni, prima di essere uno strumento pienamente affidabile in sé e quindi per ora verrà utilizzato come strumento di selezione.
Prima di arrivare all'accertamento c'è da fare però un lungo cammino, il cui snodo fondamentale è rappresentato da un questionario che servirà ad avviare il confronto tra "selezionato" e fisco. I vertici dell'agenzia delle Entrate, a partire dal direttore Attilio Befera, hanno chiarito più volte che il nuovo strumento avrà la funzione – visto dal lato dell'amministrazione finanziaria – soprattutto di selezionare le posizioni da sottoporre a controllo passando, prima di arrivare all'accertamento, per una fase intermedia, come sottolineato anche dal direttore Accertamento, Luigi Magistro: quella, appunto, del questionario.
La selezione avviene attraverso (attualmente) circa 100 voci di spesa organizzate in sette categorie (si veda la grafica in questa pagina). Tra le voci si segnalano (rispetto a quelle già note) anche l'acquisto di elettrodomestici (dato che arriverà attraverso lo spesometro), gli abbonamenti alla pay-tv, il gioco online e i preziosi. Per l'attribuzione al contribuente del reddito "presumibile", le spese vengono "pesate" a seconda della tipologia di famiglia (11 secondo i canoni Istat), articolate in 5 aree territorial. La grande scommessa del redditometro, in combinata con lo spesometro, sarà quella di mappare nel dettaglio anche i patrimoni, sia immobiliari sia mobiliari (obbligazioni, conferimenti, derivati, titoli di stato eccetera).
In pratica, una volta selezionate le posizioni a rischio di "media" pericolosità, gli uffici fiscali avvieranno il contraddittorio con i contribuenti, in prima battuta: con una forma snella piuttosto che con un vero e proprio invito a presentarsi all'ufficio a dare spiegazioni. Non solo sul dichiarato. A loro sarà anche chiesto di fornire tutta una serie di informazioni che al momento non sono in possesso del fisco. Si tratta soprattutto dei dati sulla ricchezza mobiliare non registrata e quindi di quelli relativi al risparmio che il fisco non possiede. «Piuttosto che chiedere queste informazioni a tutti i contribuenti attraverso le dichiarazioni dei redditi, è molto più semplice chiederle a coloro che evidenziano qualche anomalia», afferma Magistro. «Questi ultimi, poi, potranno spiegare la propria posizione».
A questa situazione si arriva attraverso la selezione delle posizioni di rischio. Tre le macrocategorie individuate a questo scopo. Innanzitutto ci sono i soggetti che presentano profili di rischio molto alto, caratterizzati cioè da uno scostamento molto elevato tra spese attribuibili e redditi dichiarati oltre che dall'attivazione rispetto ad alcuni indicatori specifici. In questo caso l'Agenzia attiverà dei controlli ordinari approfonditi, con i mezzi di accertamento ordinari.
Fuori dalla «fascia redditometro», oltre a questi soggetti, anche quelli che presentano scarti molto bassi, per i quali non viene attivata nessuna selezione. C'è poi la fascia intermedia, con rischio medio, con scostamenti elevati (anche qui con il supporto di indicatori specifici di conferma). Saranno questi i soggetti che potranno essere selezionati ai fini del redditometro e che potranno essere toccati dall'accertamento di natura presuntiva. Che però non sarà il redditometro, come detto, ma un nuovo strumento fortemente incentrato sulle spese sostenute e con in più una "quota" presuntiva, legata alle spese ordinarie di sostentamento della famiglia.