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domenica 12 maggio 2013

TERRACINA: CALCATORE SOTT’ACQUA, RESIDENTI ESASPERATI


TERRACINA: CALCATORE SOTT’ACQUA, RESIDENTI ESASPERATI
di Diego Roma
Una petizione per chiedere interventi contro gli allagamenti al Calcatore. L’iniziativa è dei numerosi residenti del quartiere che sorge in zona stazione. La zona infatti, dopo i lavori di edilizia fatti ormai quasi 10 anni fa, è sempre stata soggetta ad allagamenti poiché sono stati «in alcuni casi eliminati i canali di smaltimento delle acque meteoriche esistenti», scrivono i residenti. «In caso di piogge si è andato incontro e a tutt’oggi, si va incontro, ad allagamenti, con le acque meteoriche che hanno invaso i garage, le aree circostanti delle abitazioni, determinando danni e disagi vari». Un problema che ora investe anche l’area posteriore al Ristorante Pizzeria Paradiso, tra via Marcia e la traversa destra dello Stradone La Valle poiché a seguito di altri lavori sono stati eliminati i canaletti anche lì. Ecco perché i residenti chiedono al Comune di «eseguire i lavori necessari, la realizzazione di nuovi canali o condotte per lo scarico delle acque meteoriche». Se non saranno ascoltati, i residenti minacciano esposti e richieste di risarcimento danni.

sabato 5 gennaio 2013

Terracina, richiesta cons.Marzullo



                                                                                  Al Presidente del Consiglio Comunale
                                                                                  Sig. Giovanni Aiello

                                                                      e p c     Al Sindaco di Terracina
Dott.  Nicola Procaccini





            Egregio Presidente, sono mio malgrado, costretto ancora una volta a rivolgermi a lei in quanto garante dei diritti dei Consiglieri Comunali tutti, sia di maggioranza che di opposizione, in quanto ritengo che i miei diritti di Consigliere Comunale stanno ormai venendo quasi totalmente meno.

            Negli ultimi due mesi sono venuto a conoscenza di fatti altamente lesivi del mio ruolo, quali ad esempio:

            1) Durante la discussione in Consiglio Comunale sul  bilancio riequilibrato, lei come tutto il Consiglio Comunale e gli Assessori presenti avete appreso dal mio intervento che ho fatto riferimento alle relazioni periodiche dei revisori dei conti. Da quel Consiglio Comunale in poi, continuando a far riferimento alla segreteria del Consiglio Comunale, che è anche la sua, facevo richiesta di copia dei verbali periodici dei revisori dei conti del Comune e mi si rispondeva che non ne avevano, presupponendo io, come gli impiegati della segreteria, che  i revisori non avessero più elaborato ulteriori documenti. Solo successivamente ho  appreso dell’esistenza del verbale numero 31 dei revisori e quindi visto che alla data del bilancio riequilibrato si era al 26 è evidente che nel frattempo sono stati elaborati dai revisori altri 4 verbali periodici che non ho avuto la possibilità di leggere. Questo soprattutto in occasione della discussione dell’ultimo bilancio preventivo 2012 e 2012 - 13 e 14.

            Ho fatto presente quanto sopra sia in commissione, più volte, sia in Consiglio Comunale, ma di tali documenti ad oggi non riesco ad averne copia.

            2) Di pari passo denuncio con forza che da due mesi non ricevo più Delibere di Giunta, Delibere che mi sono dovute in quanto capo gruppo,  sono intervenuto nei confronti degli impiegati addetti e mi e stato riferito che  prima per dipendenti in ferie, poi per rottura di P C questo servizio non è stato effettuato. Ora chiedo a Lei è possibile che un Consiglio Comunale degno di questo nome possa funzionare con questi disservizi? Quali contributi possono dare i consiglieri comunali all’attività amministrativa se gli vengono negati gli atti fondamentali  oppure non vengono forniti degli stessi? Le ricordo che con l’abolizione delle commissioni regionali di controllo e l’adozione del Testo Unico sugli Enti Locali è in capo ai Consiglieri Comunali la responsabilità di vigilanza e controllo sugli atti amministrativi e lei in quanto garante super parte è il responsabile se questa attività viene esercitata nel rispetto della legge o meno.

            3) Altra controversa questione è quella relativa all’attività di censore sugli atti dei singoli Consiglieri Comunali che lei attribuisce al ruolo del segretario comunale, e mi riferisco espressamente alle mozioni, interrogazioni  o singola richiesta di punti da mettere all’ordine del giorno del Consiglio Comunale.

            Chi si fa eleggere a Presidente del Consiglio Comunale, come nel caso specifico lei, deve assumersi la responsabilità di stabilire in base a quanto previsto dal regolamento del Consiglio Comunale se le iniziative dei Consiglieri Comunali sono o meno legittime e non farsi sostituire in questo ruolo dal segretario comunale inviando ad esso gli atti ogni volta per prassi come se fosse un obbligo di legge, al solo fine di non assumersi le sue responsabilità di fronte al Sindaco ed alla maggioranza, declinando così da un lato le sue responsabilità, ma dall’altra anche al ruolo che deve svolgere.

            Faccio un esempio, ho presentato al protocollo comunale il 6 Novembre scorso, una mozione riguardante il mancato rispetto, da parte della Soc. Servizi Industriali, dell’accordo sottoscritto con il Comune e con le Organizzazioni sindacali il 3 Luglio scorso,  nella parte che prevedeva il ritiro di tutte le procedure di infrazioni disciplinari strumentalmente adottate dall’azienda sino a quel momento nei confronti dei dipendenti. Un atto così semplice che ho dovuto apprendere nella riunione dei capo gruppi consiliari che si è tenuta lo scorso 3 Gennaio, QUINDI ESATTAMENTE DUE MESI DOPO, che la mozione non può essere portata alla discussione del prossimo Consiglio Comunale perché il segretario comunale non ha ancora risposto al quesito posto da lei. RITENGO TUTTO CIO’ SEMPLICEMENTE ASSURDO.

            Devo ritenere che probabilmente, vista la banalità della mozione, E’ IL CONTENUTO CHE SCOTTA, ALLA LUCE DI QUANTO STA AVVENENDO ALLA SERVIZI INDUSTRIALI, DOVE I DIPENDENTI DOPO ESSERE STATI COSTRETTI, DALL’INCURIA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, A PASSARE NATALE SENZA IL BECCO DI UN QUATTRINO, DISCUSSIONE POSTA DALLA MOZIONE, E’ DIVENTATA TROPPO ATTUALE E SCOMODA PER L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CHE CON LA SUA COMPLICITA’ STA CERCANDO DI EVITARLA.

            Cito velocemente solo per dovere di cronaca, le mie due richieste di ISTITUIRE DUE COMMISSIONI D’INCHIESTA, COSI’ COME PREVISTO DAL REGOLAMENTO COMUNALE, UNA SULL’ANOMALO CONFERIMENTO DEI VLUMI D’IMMONDIZIA SENZA ALCUN CONTROLLO DA PARTE DEL COMUNE, CONFERIMENTO CHE HA DETERMINATO LO SFONDAMENTO DEL PEF, PRESENTATA IL 16 NOVEMBRE SCORSO,  E L’ALTRA SULL’APPALTO E LA  GESTIONE DEGLI ARENILI COMUNALI PRESENTATA LO SCORSO 22 NOVEMBRE, RICHIESTE CHE AD OGGI NON MI RISULTANO AVER AVUTO ALCUNA ATTENZIONE NE DA PARTE SUA NE DI QUELLA DEL SINDACO.

So che lei mi risponderà che  è stato in malattia, ma questi sono problemi noti già da prima e che purtroppo, ancora oggi, mi impediscono di svolgere il mio ruolo pienamente.

            Pertanto, la prego di intervenire al più presto, AL FINE DI RIPRISTINARE L’ORDINE DEMOCRATICO ED IL REGOLARE FUNZIONAMENTO DELL’ATTIVITA’ CONSILIARE, RUOLI CHE SONO IN CAPO ALLA SUA RESPONSABILITA’ DI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE E SE INTENDE DARE UNA SVOLTA DI UOMO SUPER PARTE AL SUO INCARICO ISTITUZIONALE.




                                               Il Consigliere Comunale
                                               Vittorio Marzullo

martedì 9 ottobre 2012

Manganelli sui sogni


Manganelli sui sogni


Per tutta la giornata ieri, continuavo a guardare le foto orrende di quei teenagers picchiati dalla polizia nei cortei organizzati in varie città italiane. Pensavo al sangue, alla brutalità di un corpo trascinato sull’asfalto e a volti impauriti di fronte ai manganelli. E pensavo ai miei nipoti. E a me e mio fratello e ai nostri, tanti, pacifici cortei. E pensavo alla Diaz. Alla vergogna in mondovisione di un paese che, dopo quella vergogna, dovrebbe avvertire una certa difficoltà nel definirsi civile.
Pensavo che senza pene adeguate e senza responsabilità politiche i fatti della Diaz, il sangue innocente, i manganelli, i calci in faccia, le umiliazioni e la violenza sembrano quasi “cose da niente”, cose che si possono ripetere, restando innocenti, nascosti sotto caschi e dietro scudi come se si fosse in guerra. E il nemico ha quindici anni ed è smilzo e forse ha ancora qualche brufolo sul viso.
Vergogne. Vergogne dolorose che ci rendono un paese sempre piu’ allo sbando. Sempre meno libero. Sempre più violento. Abbiamo tolto tutto a quei ragazzi. Gli stiamo mangiando il futuro. Gli abbiamo detto che sognare e’ da cretini, che studiare non serve, che senza un paio di tette grosse non vai da nessuna parte. Gli abbiamo insegnato che si puo’ rubare, corrompere, frodare, evadere il fisco, mentire, infangare le istituzioni ed essere intoccabili. Inamovibili. Perché potenti. Del potere dei corrotti e dei gradassi. Del potere che ci ha ridotto alla caricatura del paese che eravamo. Gli abbiamo detto che non devono andar via se no sono “traditori”,  ma se provano a protestare li picchiamo nei denti perché non devono pensare mai e poi mai di poter avere una voce, di poter essere persone.
Quando io ero più giovane, sognavo e lo faccio ancora. Sognavo di essere felice. E mio padre e mia madre mi hanno ripetuto sempre che se studiavo e facevo del mio meglio avrei potuto esserlo. Ho studiato e ho fatto del mio meglio, poi, prima che fosse troppo tardi, sono andata via, con la mia rabbia, il mio dolore e senza sapere chi fossi, perchè il mio paese aveva riso in faccia alle mie aspirazioni perché non “supportate” dalle conoscenze giuste. Eppure io sono stata fortunata, perché quando ero più giovane, mi è stato almeno concesso sognare. Ieri, in tante città, i manganelli hanno ribadito che il sogno, in Italia, è fuorilegge. Che la gioventù è fastidiosa perché si ha ancora voglia di non essere servi. E allora bisogna far ben capire chi comanda.
Ieri, era l’anniversario della morte di Steve Jobs. Un genio. Da lui, da molto tempo, ho preso, come mio motto, la famosa frase “resta affamato, resta folle” che lui, a sua volta aveva letto in una rivista degli anni sessanta. Pensavo a Jobs e ai ragazzi picchiati. E a quella follia che in Italia è derisa e considerata “pericolosa” e che fa troppo presto spazio alla necessita’ della sopravvivenza senza bagliori, senza neppure più la voglia del sogno, senza neppure più l’aspirazione alla felicità.
Abbiamo tolto tutto ai questi ragazzi e se provano a ribellarsi li picchiamo. E non ce ne vergogniamo. Tanto domenica ci sono le partite.

sabato 6 ottobre 2012

Scuola, studenti contro la polizia


Scuola, studenti contro la polizia: "Picchiati e trascinati". Profumo: "Posizioni più forti senza violenza"


 Migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia. E in alcune città la protesta - contro i tagli alla scuola ma anche per denunciare i privilegi della 'casta' - è sfociata in disordini e tafferugli. Un assaggio di "autunno caldo" che per alcuni è un campanello d' allarme da non sottovalutare. Condanna degli atti di violenza da parte del ministro Profumo. Cortei di studenti, soprattutto delle superiori, hanno sfilato nelle vie cittadine, mandando il traffico in tilt. A Roma, dove una gigantografia di Monti in 'versione vampiro' con la scritta 'baroni' è stata calata da un balcone del Vittoriano, si sono registrati momenti di tensione tra il corteo degli studenti e le forze dell'ordine quando diverse decine di manifestanti, nel tentativo di deviare il percorso concordato, hanno tentato di forzare un blocco degli agenti.
Tafferugli e feriti - Quattro gli agenti di polizia contusi durante gli scontri e uno studente minorenne fermato e identificato. Tafferugli anche a Milano dove alcuni fumogeni sono stati lanciati di fronte alla Sede Siae e scritte e volantini sono stati apposti sulle sedi di alcuni istituti bancari. Cinque studenti sono rimasti contusi a Torino nel corso di un'azione di dispersione del corteo e la polizia ha fermato 15 manifestanti per identificarli. Alcuni grossi petardi sono stati fatti esplodere durante il corteo degli Studenti Autorganizzati a Napoli mentre a Palermo, davanti la sede della presidenza della regione, gli studenti hanno bruciato un centinaio di tessere elettorali sotto lo striscione "nessuna fiducia nella casta". Uova e fumogeni contro le banche anche a Livorno e Bologna.
Condanna di Profumo - "Le posizioni di chi manifesta il proprio dissenso sono tanto più forti quando non sono accompagnate dalla violenza contro cose o persone ma sono capaci di incanalarsi in una proposta". Così il ministro dell'Istruzione. Profumo ha quindi ribadito la sua disponibilità al dialogo. "In questi mesi ho sempre incontrato e cercato il confronto, soprattutto con gli studenti. L'ultima volta, in ordine di tempo, qualche giorno fa in occasione di una loro manifestazione proprio sotto il ministero. Questa volta, invece - ha fatto notare - non mi è stato chiesto alcun incontro".
La protesta - All'origine delle contestazioni studentesche ci sono i tagli alla scuola, i mancati investimenti nel settore, il caro-libri, i tentativi di privatizzare la scuola pubblica, le condizioni dell'edilizia scolastica e, più in generale, "la politica dell'istruzione del Governo". Ma non solo. I ragazzi se la prendono pure con le banche - considerate assieme all'intero mondo della finanza, le principali responsabili della crisi economica - e con i rappresentanti della politica al centro negli ultimi mesi di ripetuti scandali. "Nessuna fiducia nella casta" l'eloquente scritta apparsa su tanti cartelli.
Le reazioni - "Mai come adesso la distanza fra la politica e il paese reale è stata tanto evidente. E in quel vuoto che è venuto a crearsi si stanno già infiltrando raffinatissimi nemici della democrazia" avverte Giulio Vasaturo, criminologo della Sapienza di Roma ed esperto nell'analisi dei fenomeni di violenza, che invita il governo a "mediare con le piazze, più che con i mercati, per evitare scenari incontenibili". "Le posizioni di chi manifesta il proprio dissenso sono tanto più forti quando non sono accompagnate dalla violenza contro cose o persone ma sono capaci di incanalarsi in una proposta" ha ammonito il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, ribadendo la sua disponibilità al dialogo. E i partiti hanno preso posizione. Ferrero (Prc) parla di "vergognosa repressione" e pure il vice coordinatore di Fli, Fabio Granata, ritiene "inspiegabile assistere a una repressione così violenta nei confronti degli studentì" le cui richieste non possono essere ignorate. La protesta degli studenti va ascoltata, anche a parere di Francesca Puglisi (Pd) secondo la quale "è doveroso risparmiare in altri settori della spesa statale per tornare a finanziare scuola e diritto allo studio". "Non voglio commentare i disordini, si può immaginare cosa penso, ma il disagio del mondo giovanile - ha ammesso il leader dell'Udc Pierferdinando Casini - è fortissimo". "Questo è un Paese - ha commentato il leader della Cgil, Susanna Camusso - che non sta offrendo ai giovani una prospettiva e questo ovviamente se non viene affrontato dando risposte può creare dei problemi".
La denuncia degli studenti - Trascinati per terra, picchiati e minacciati con un manganello puntato alla gola. A denunciare quanto accaduto durante i tafferugli con le forze dell'ordine a Porta Portese sono gli stessi studenti che stanno manifestando a Roma. "Tre o quattro di noi - ha raccontato un liceale romano - sono stati bloccati e trascinati per terra dagli agenti. Qualcun altro ha ricevuti calci alla schiena o è stato fermato con un ginocchio poggiato sulla nuca. E' una cosa assurda, non si può reagire così". Il caro-libri, le banche, la "privatizzazione della scuola pubblica" e "la mercantilizzazione del sapere", sono i temi che hanno condotto migliaia di studenti a protestare in tutte le piazze italiane. E a censurare la dura reazione delle forze dell'ordine contro i manifestanti. "Le posizioni di chi manifesta il proprio dissenso sono tanto più forti quando non sono accompagnate dalla violenza contro cose o persone ma sono capaci di incanalarsi in una proposta", ha detto però il minsitro dell'Istruzione, Francesco Profumo, commentando le manifestazioni studentesche sfociate in disordini e tafferugli.
Feriti negli scontri e fermi - A Torino secondo la questura sarebbero 5 i contusi 15 gli studenti identificati. Di tutt'altro avviso gli studenti. "Abbiamo riportato 30 contusi per caduta a terra e due feriti a causa delle manganellate e delle cariche della polizia". Lo dice Daniele Mirandola, portavoce del Ksa, Kollettivo Studentesco Autonomo di Torino, organizzazione del corteo degli studentii. "Una ragazza di 19 anni - spiega - e un ragazzo di 16 hanno subito ferite lacero-contuse alla testa e sono andati in ospedale,dove sono stati medicati". Il Ksa ha annunciato un'assemblea per mercoledì allo scopo di valutare le iniziative da intraprendere. Sono quattro gli agenti di polizia contusi durante gli scontri al corteo degli studenti a Roma. Uno studente minorenne, che era stato fermato e identificato, è stato riaffidato ai genitori. Un minorenne è stato fermato durante i tafferugli tra gli studenti in corteo a Roma e le forze dell'ordine nella zona di Porta Portese. Il quindicenne, studente del liceo Virgilio, sarà ora portato in commissariato per l'identificazione e poi riaffidato ai suoi genitori o ad un maggiorenne.
Monti e il governo nel mirino - Blitz degli studenti del Blocco studentesco da un balcone sovrastante l'altare della Patria a Roma. Una gigantografia di Monti in 'versione vampiro' con la scritta "baroni" è stata esposta dai ragazzi su uno striscione calato dal tetto al di sopra delle colonne dell'altare, da un balcone del museo Vittoriano che affaccia su piazza Venezia. a manifestazione degli studenti si é conclusa con un'assemblea davanti a Palazzo Nuovo, sede dell'Università di Torino. Qui i manifestanti hanno inscenato un sit-it durante il quale hanno bruciato fotografie dei volti Monti, Profumo, Fornero, Cota e Fassino, che sono stati oggetto di cori durante tutta la durata del corteo. Non si sono verificati ulteriori momenti di tensione.
Le proteste di Roma e l'ira di Alemanno - Traffico in tilt e bus rallentati nel centro a causa di diversi cortei di studenti dei licei romani che contemporaneamente stanno sfilando in alcune vie della capitale per raggiungere Porta San Paolo, e poi il Ministero dell'Istruzione. Secondo quanto si apprende, gli studenti, che stanno protestando "contro crisi e austerita", si stanno muovendo in gruppi creando disagi al traffico in via della Conciliazione, viale Trastevere, Lungotevere Ripa, piazza Belli e piazzale dei Partigiani. L'ira di Alemanno: "Purtroppo ancora oggi abbiamo visto quale problema rappresentano le manifestazioni nella nostra città: un corteo di appena mille studenti ha paralizzato la città". Lo ha affermato il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che è tornato a chiedere "ancora una volta al ministro degli Interni Cancellieri di darci delle regole perché, senza, la città rischia di essere soffocata e i romani sono stufi"

giovedì 2 agosto 2012

Terracina, blitz sul lungomare


BLITZ SUL LUNGOMARE DI TERRACINA
La Municipale sequestra ombrelloni “abusivi”
Lettera-protesta di un turista     

(foto d’archivio)
TERRACINA – Un blitz è stato compiuto dalla Polizia Municipale di Terracina, questa mattina intorno alle 7,30, sulle spiagge del lungomare, nel tratto precedente la foce del Sisto, dove un piccolo esercito di vigili urbani e ausiliari ha sequestrato ombrelloni e sdraio,  contestando  la collocazione  abusiva, in assenza di una concessione balneare.
Tutto corretto per la legge, ma c’è un “ma”, come ci segnala prontamente un ascoltatore: si tratta infatti di ombrelloni di privati che si sono organizzati  per “autogestire” la spiaggia senza fini di lucro.
Spiega il turista: “I residenti, che abitano in estate le centinaia di case di vacanza sul lungomare, portando anche un po’ di turismo in una zona ormai depressa per mancanza totale di servizi,  provvedono da soli alla pulizia della spiaggia, a primavera, a inizio stagione e quotidianamente durante tutto il periodo estivo. Un servizio che costa soldi (non certo pubblici) e che il Comune di Terracina dovrebbe garantire, ma non è in grado di assicurare. Ne è prova che, dove non “operano” privati cittadini, la  spiaggia è terra di nessuno,  ricettacolo di rifiuti di ogni genere.  Mi chiedo – conclude il turista amareggiato per la brutta sorpresa al secondo giorno di ferie – se piantare i propri ombrelloni (che poi al tramonto vengono riposti in aree private e non restano quindi ad “occupare”  abusivamente la spiaggia) sia un comportamento grave, da sanzionare. O non sia l’ora di riconoscere, invece, che paghiamo tasse al Comune in cambio di nulla. Al giovane sindaco di Terracina, vorrei ricordare – conclude il nostro ascoltatore – che paghiamo una salatissima Imu, su seconde case che vengono utilizzate massimo due mesi l’anno e che la tassa sui rifiuti, anche questa salatissima, viene pagata per un servizio (non efficiente) che non contempla nemmeno la raccolta differenziata e che pesa sul Comune  - anche in questo caso –  per soli due mesi l’anno (ma se ne pagano dodici).  Per favore, non parlate di stabilimenti abusivi. Grazie”.

martedì 24 luglio 2012

Terracina: lettera di protesta del cons. Marzullo


                                                                                              Al Presidente del Consiglio Comunale
                                                                                              Sig. Giovanni Aiello


                                                          
            In riferimento alla vostra lettera datata 11 Luglio 2012, in cui mi comunicate la decisione di non portare alla discussione del Consiglio Comunale la mozione da me presentata il 29 Giugno scorso, sulla base di un parere del  segretario comunale a me non recapitato, faccio presente che ritengo la vostra decisione anacronistica, assurda, e contro le più elementari norme di legge (TUEL), di statuto e di regolamento del Consiglio Comunale.

            Infatti, lei in quanto presidente del Consiglio Comunale ha l’obbligo di garantire e tutelare i diritti dei consiglieri. Art. 8 del regolamento del Consiglio Comunale, ultimo rigo del comma 2.

            L’art. 17 del regolamento del Consiglio Comunale recita: “ I consiglieri possono presentare mozioni, interpellanze e interrogazioni su argomenti che interessino, ANCHE INDIRETTAMENTE, la vita della città e l’attività del Comune”.

            Si vuole forse sostenere che la denuncia fatta dal Senatore Fazzone in un’apposita intervista sul quotidiano La Provincia in cui testualmente recita “ho avuto notizia che è stata indetta una gara per qualche centinaia di migliaia di Euro. La ditta che è arrivata prima ha avuto un’aggiudicazione provvisoria. Dopo venti giorni, con relazione del funzionario del Comune, è stata mandata via. Allora è stata chiamata la ditta che è arrivata seconda. Stessa storia. Alla fine l’Ente si è servito della sesta ditta. Questo non è possibile che accada. Volete sapere come è andata a finire? Che chi è stato scavalcato ha presentato ricorso al TAR e il TAR ha annullato la gara e in città si è creato un disservizio”non rientra forse tra gli argomenti che interessano anche indirettamente la vita della città e l’attività del Comune?

            Cosa si vuole sostenere che parlare di appalti gestiti male, ed addirittura con il TAR che da torto al Comune, e per importi di centinaia di migliaia di Euro non rientrano nella normativa sopra richiamata sui diritti dei Consiglieri Comunali?

            Le voglio ricordare che l’art. 50 dello Statuto Comunale stabilisce che i pareri del segretario comunale, quando sono negativi devono essere motivati, e questo nel nostro caso non è avvenuto.






            La mia mozione, secondo quando lei mi ha comunicato, non può essere discussa sia per i contenuti che per la veste formale, in base a quanto dal segretario comunale espresso. Allora le chiedo, quale attinenza c’è tra quanto previsto dall’art. 50 dello statuto e quanto sottoscritto dal segretario comunale? E lei, in qualità di Presidente del Consiglio Comunale, avallando questo modo di fare sta veramente tutelando il mio ruolo e le mie prerogative di Consigliere Comunale secondo quanto dettato dall’art. 8 del regolamento del Consiglio Comunale?


            Per questo, prima di fare qualche considerazione politica, le chiedo formalmente le motivazioni scritte sul perché la mia mozione non può essere discussa.

            Con l’occasione, se qualcuno ha voluto mettere la testa sotto la sabbia e far finta di non sapere, faccio presente che ho letto nei giorni scorsi una dichiarazione dell’avvocato del Comune che diceva che l’appalto suddetto riguardava le pulizie dei locali del Comune, cosa che io non potevo sapere al momento della presentazione della mozione, in quanto nell’intervista del Senatore Fazzone questo dato non veniva riportato.

            Sembra proprio che la storia si ripete, ogni qualvolta che si presentano interrogazioni o mozioni che toccano i nervi scoperti di questa Giunta ed in particolare di questo Sindaco, ci sono dei valletti pronti a fare in modo che i diritti dei consiglieri vengano calpestati a favore dell’omertà e del non far conoscere ai nostri compaesani come si disamministra il nostro Comune e come vengono spesi i soldi dei contribuenti. Certo tutto questo emerge da un conflitto interno al PDL e nel caso specifico dalla faida apertasi tra il capo del PDL in provincia ed il nostro Sindaco, ma non per questo la città deve essere oscurata.

            Pertanto, le ribadisco la richiesta di svolgere il suo ruolo ed i sui doveri di Presidente del Consiglio in piena autonomia, al di sopra delle parti e rispettando le prerogative della legge e dei regolamenti a lei demandati.

            In ultima analisi le ricordo che è lei che dopo aver ascoltato la conferenza dei capi gruppo spetta di definire l’ordine del giorno del Consiglio Comunale e non al segretario comunale sulla base di un parere immotivato e rispondente più alla logica di chi amministra che al ruolo che gli compete.

                                                           Il Consigliere Comunale
                                                           Vittorio Marzullo

giovedì 19 luglio 2012

Terracina: ombrelloni chiusi venerdì 3agosto


Concessioni all’asta: il 3 agosto la protesta dei balneari
Ombrelloni
chiusi contro
la direttiva Ue
OMBRELLONI chiusi venerdì 3 agosto per protestare
contro l’Unione Europea e
la sua decisione di imporre
a   l l   ’ I t a l i a   l a
mesta all’asta
delle concessioni balneari.
Un ’azione di
protesta, una
sorta di sciopero indetto
dal Sib (sindacato italiano balneari)
con l’obietti -
vo dichiarato
di fare rumore. Di far capire al governo
italiano e più
in generale alle istituzioni a
tutti i livelli
che la direttiv a   e u r o p e a
Bolkestein rischia di mettere una pietra
tombale sulla vita e l’econo -
mia di migliaia di famiglie.
La serrata degli ombrelloni
è stata fissata per venerdì 3
agosto. Per tutta la mattina,
pur restando aperti i chioschi, gli ombrelloni rimarranno chiusi.
Que s to provocherà disagi, come in
ogni sciopero,
e mancati incassi per gli
operatori balneari che però
hanno deciso
di andare fino
in fondo. Ieri
mattina il Sib
ha deciso a livello nazionale per la serrata, e anche di
q u e s t o   s i   è
p a r l a t o   i e r i
p o   m e r   i g g   i o
nel corso di
una partecipata assemblea
che si è svolta
presso la sede
d e l l’Ascom di via Salita
Annunziata. Numerosi gli
operatori balneari che hanno preso parte all’incontro,
presenziato dal presidente
del Sib provinciale Mario
Gangi, dal presidente regionale Fabrizio Fumagalli, dal
vicepresidente della Confcommercio di Latina Italo
Di Cocco e dal responsabile
della Confcommercio provinciale Marrigo Rosato. I
timori che la direttiva Bolkestein faccia piazza pulita
del settore balneare, così
come esiste da sempre in
Italia, sono più che fondati.
Ci sono intere generazioni
di operatori da difendere, e
che vedrebbero il lavoro e i
sacrifici di una vita messi
seriamente in pericolo dalla
volontà dell’Unione Europea di far decadere il rinnovo delle concessioni demaniali nel 2015. Con la messa
all’asta, molti operatori verrebbero scalzati via. La serrata degli ombrelloni, quindi, servirà a far capire al
governo italiano che deve
muoversi a tutela della categoria turistica. «Sembra
quasi che dal governo - afferma Gangi - non ci siano
vie di uscita. Invece noi
crediamo che con impegno
e concertazione si possa
uscire da questa situazione
di indeterminatezza e paura».
Francesco Avena