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lunedì 20 maggio 2013
Imu, Tares e Iva: in arrivo una 'stangata' da 700 euro a famiglia
giovedì 25 aprile 2013
Istat, sette famiglie su dieci fanno la spesa al discount.
Istat, sette famiglie su dieci fanno la spesa al discount. In recupero la fiducia dei consumatori
La crisi ha modificato profondamente i modelli di consumo delle famiglie. Oltre sette famiglie su 10 (71%) hanno modificato quantità e qualità dei prodotti alimentari acquistati, sono state poi quasi eliminate le spese per visite mediche, analisi cliniche e radiografie, mantenendo quella incomprimibile per i medicinali. Lo ha detto il presidente Istat Enrico Giovannini in audizione.
Si svuota il carrello della spesa per i prodotti base per l`alimentazione, dalla frutta (-4%) agli ortaggi (-3%), dal grana padano (-7%) al parmigiano reggiano (- 3%) fino alla carne bovina che registra - secondo Coldiretti - un calo delle macellazioni del 7% nel primo trimestre nel 2013.
Aumentano le famiglie che fanno la spesa nei discount - La situazione di disagio degli italiani è confermata dal fatto che sei italiani su dieci hanno fatto la spesa al discount con un aumento del 9% secondo l'Istat.
In recupero la fiducia dei conumatori - Da segnalare tuttavia qualche dato positivo. Ad aprile 2013 l'indice del clima di fiducia dei consumatori segna un rialzo, aumentando a 86,3 da 85,3 di marzo. Lo rileva l'Istat. Il miglioramento arriva dopo il calo del mese precedente e vede l'indice posizionarsi al livello più alto dallo scorso luglio, ovvero da nove mesi. Nel dettaglio, il clima economico e quello futuro salgono ai massimi da oltre un anno (da marzo 2012).
giovedì 4 aprile 2013
Tares, Anci: si paga a maggio. Maggiorazione da dicembre
Tares, Anci: si paga a maggio. Maggiorazione da dicembre
con un articolo di Davide Colombo e un'analisi di Gianni TrovatiCronologia articolo4 aprile 2013Commenti (12)

«Abbiamo ottenuto che la Tares venga pagata solo all'ultima rata», a novembre-dicembre, quando «sarà presente la sovrattassa che lo Stato incassa», nel frattempo «i Comuni potranno utilizzare per i pagamenti della raccolta rifiuti le vecchie modalità». A dirlo il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, lasciando Palazzo Chigi. «Questa - ha detto - é una grande vittoria dei sindacati, delle imprese e dei comuni. Siamo assolutamente convinti sia la strada giusta».
La maggiorazione andrà direttamente allo Stato
Insomma il pagamento della Tares, la nuova tassa sui rifiuti, inizierà dal prossimo mese di maggio, ma i 30 centesimi in più a metro quadro previsti verranno applicati solo da dicembre. La maggiorazione di 0,30 euro in più a dicembre «andrà direttamente allo Stato».
La maggiorazione andrà direttamente allo Stato
Insomma il pagamento della Tares, la nuova tassa sui rifiuti, inizierà dal prossimo mese di maggio, ma i 30 centesimi in più a metro quadro previsti verranno applicati solo da dicembre. La maggiorazione di 0,30 euro in più a dicembre «andrà direttamente allo Stato».
Decreto sblocca pagamenti entro lunedì
«Il governo ci ha garantito che il decreto che sblocca i pagamenti della Pa sarà varato entro il fine settimana o al massimo entro lunedì», ha chiarito Delrio, al termine dell'incontro con il governo a Palazzo Chigi. «Questa - spiega - é una grande vittoria dei sindacati, delle imprese e dei comuni. Siamo assolutamente convinti sia la strada giusta».
«Il governo ci ha garantito che il decreto che sblocca i pagamenti della Pa sarà varato entro il fine settimana o al massimo entro lunedì», ha chiarito Delrio, al termine dell'incontro con il governo a Palazzo Chigi. «Questa - spiega - é una grande vittoria dei sindacati, delle imprese e dei comuni. Siamo assolutamente convinti sia la strada giusta».
Immediatamente disponibili sette miliardi per le imprese
Nel decreto del governo che sblocca i pagamenti delle pa saranno «immediatamente disponibili sette miliardi alle imprese», ha detto il presidente dell'Anci.
Nel decreto del governo che sblocca i pagamenti delle pa saranno «immediatamente disponibili sette miliardi alle imprese», ha detto il presidente dell'Anci.
domenica 20 gennaio 2013
Gas: i consumatori attaccano e l'Authority taglia le bollette: da aprile giù del 6-7%, -90 euro all'anno
Gas: i consumatori attaccano e l'Authority taglia le bollette: da aprile giù del 6-7%, -90 euro all'anno
Il gas costa sempre meno sui mercati internazionali ma sempre di più in Italia, nonostante la flessione dei consumi che continua inesorabile (-4% nel 2012 secondo i dati Anigas). Un andamento a forbice, per il quale Adusbef e Federconsumatori puntano il dito contro l'Autorità per l'Energia, che negli ultimi anni non avrebbe favorito le famiglie, e si sarebbe mossa "a esclusivo vantaggio dei gestori". Ma l'organismo diretto da Guido Bortoni conferma che i nuovi meccanismi di calcolo sono in arrivo e che da aprile arriveranno ribassi per 90 euro annui.
Calo del costo internazionale del 20% - Stando ai calcoli dei consumatori, "nel biennio 2011-2012 il prezzo del metano sui mercati internazionali è sceso del 20%, ma l'Autorità per il Gas e l'Energia, invece di deliberare tali diminuzioni sulle bollette di 26 milioni di famiglie e quattro milioni di piccole e medie imprese, ha provveduto a continui salassi, con rincari pari al 23,7%, più di 4 volte l'inflazione, generando una perdita del potere di acquisto ad esclusivo vantaggio dei gestori". Tra l'altro, prendendo in esame una bolletta tipo, lo studio evidenzia come solo il 37,4% della fattura delle famiglie riguardi la materia prima, mentre il 62,6% è riferito a oneri di altro tipo (ad esempio distribuzione, trasporto e assicurazioni). Per questo le due associazioni chiedono un blocco totale biennale di prezzi e tariffe, "per contribuire a uscire dalla recessione dando impulso alla ripresa economica con una maggiore capacità di spesa dei consumatori".
In arrivo il calo deille tariffe - L'Autorità, invece, assicura che i ribassi arriveranno presto, grazie ai nuovi meccanismi di aggiornamento che stanno per essere introdotti. Già da aprile, quindi, le bollette del gas inizieranno a diminuire: il decremento complessivo sarà del 6-7%, con un risparmio di circa 90 euro su base annua. L'Authority conferma così l'imminente approvazione di un nuovo documento sulla riduzione dei prezzi della materia prima gas.
Più concorrenza - Il nuovo meccanismo consentirà un'azione "molto incisiva" a beneficio di famiglie e piccoli consumatori, proseguendo nel percorso già avviato dal 2011 per contenere le bollette e trasferire i benefici derivanti dalla maggiore concorrenza sui mercati all'ingrosso e dall'avvicinamento dei prezzi italiani a quelli Ue, reso possibile anche grazie all'istituzione da parte dell'Autorità del mercato di bilanciamento, in grado di fornire un prezzo 'spot' non più legato a contratti di lungo periodo. Per l'energia elettrica, ricorda l'Autorità, le bollette sono già diminuite dell'1,4% con una minore spesa di 7 euro a famiglia mentre la forbice di prezzi dell'elettricità con gli altri paesi europei si sta attenuando. "Occorre quindi proseguire con le riforme avviate, in costante raccordo con le associazioni dei consumatori, nel comune intento di tutelare i clienti finali", conclude l'organismo di controllo
Coldiretti: bene taglio bollette dopo +13,4% del 2012 - Per Coldiretti è positivo l'annuncio del taglio delle bollette da parte dell'Autorità per l'energia dopo che nel 2012 i prezzi dei beni non regolamentati come l'energia elettrica e il gas naturale hanno subito un rincaro record del 13,4%, più che raddoppiato rispetto a quello del 2011. L'aumento della spesa energetica in un momento di crisi ha un doppio effetto negativo perché - sottolinea la Coldiretti - riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l'agroalimentare.
sabato 12 gennaio 2013
Crisi, nove italiani su 10 non credono a un miglioramento nel 2013. Quattro su 10 non arrivano a fine mese
Crisi, nove italiani su 10 non credono a un miglioramento nel 2013. Quattro su 10 non arrivano a fine mese
Italiani sempre più pessimisti e scettici sulla rapida uscita dalla crisi economica. Quasi nove su dieci non credono in un miglioramento, nel 2013, della situazione economica italiana che, anzi, potrebbe peggiorare. . È questo il quadro che emerge dal Sondaggio Confesercenti-Swg sulle prospettive economiche dell'Italia per l'anno appena iniziato.
L'87% degli italiani vede nero - La salute dell'economia italiana è giudicata negativamente dall'87% del campione. In particolare, il 36% la ritiene inadeguata, mentre il 51%, la maggioranza, addirittura pessima. A promuoverla solo il 13%, che la segnala come discreta (11%, in aumento del 3% sullo scorso anno) o buona (2%, in calo dell'1%). Anche sulle prospettive si registra una grave sfiducia. Solo il 16% degli intervistati vede una svolta (lo scorso anno erano esattamente il doppio (32%). Ad avere una visione più positiva sono i giovani sotto i 24 anni (22,9% di ottimisti) e chi vive nelle Isole (22,2%).
Quattro italiani su dieci non arrivano a fine mese - Il 2012 è stato un anno decisamente nero per gli italiani: la crisi ha colpito l'80% delle famiglie. Quattro italiani su dieci non sono riusciti ad arrivare a fine mese con i propri guadagni, mentre l'86% ha ridotto le spese. È questo il quadro che emerge dal Sondaggio Confesercenti-Swg sulle prospettive economiche dell'Italia per l'anno appena iniziato. Nel 2012 il 41% degli interpellati dichiara di non riuscire ad arrivare a fine mese, né con il proprio reddito né con quello familiare. E se nel 2010 circa il 72% del campione riusciva a far fronte alle spese della famiglia per tutto il mese, quest'anno la percentuale cala bruscamente al 59%. Cresce invece di 5 punti rispetto a due anni fa il numero di coloro che ce la fanno solo fino alla seconda settimana (ora il 23% del campione), mentre sale di ben 8 punti la platea di chi arranca fino al traguardo della terza settimana (passando dal 20% del 2010 al 28% del 2012). L'80% degli intervistati segnala che la crisi ha colpito anche il proprio nucleo familiare: il 37% ha ridotto fortemente le spese, il 21% ha invece tagliato sulle attività di svago. Problemi lavorativi per il 20% delle famiglie italiane che hanno registrato: la perdita del posto di lavoro (il 14%) o la cassa integrazione per uno dei suoi membri (il 6%).
Emergenza lavoro - C'è l'emergenza lavoro in cima alle questioni da affrontare per il nuovo esecutivo. A chiederlo è la maggioranza degli italiani (il 59%).È questo il quadro che emerge dal Sondaggio Confesercenti-SWG sulle prospettive economiche dell'Italia per l'anno appena iniziato. Subito dopo, gli italiani chiedano di abbassare le tasse e di ridurre i costi della politica (il 23% del campione in entrambi i casi).
sabato 29 dicembre 2012
Consumatori sul piede di guerra: nel 2013 una stangata da 1500 euro a famiglia
Consumatori sul piede di guerra: nel 2013 una stangata da 1500 euro a famiglia
Una stangata "drammatica" da quasi 1.500 euro a famiglia. E' quella in arrivo nel 2013, secondo le previsioni di Adusbef e Federconsumatori. Tra alimentari, biglietti dei treni, rc auto, bollette, bolli e servizi postali e bancari, pedaggi, tariffa rifiuti e ricadute dell'Imu gli aumenti saranno "insostenibili", pari a 1.490 euro.
Peserà soprattutto la tassa sui rifiuti - Un vero e proprio balzo, stimano le associazioni dei consumatori, sarà quello della tariffa rifiuti che aumenterà da aprile dell'anno prossimo del 25%, pari a 64 euro in più a famiglia. A salire saranno però anche i prezzi degli alimentari (+5%, 299 euro in più legati all'incremento dei prezzi internazionali delle derrate), l'assicurazione auto (+5%, 61 euro in più), le tariffe professionali e artigianali (114 euro in più), le tariffe aeroportuali (dopo il rinnovo dei contratti di programma di Sea a Milano e Adr a Roma) oltre alle bollette di luce e gas, anche se in modo più contenuto rispetto al 2012, e dell'acqua, la cui tariffa sarà presto aggiornata dall'Autorità per l'energia.
Piccolo rincaro infine (1,5 euro in più) anche per il canone Rai, a cui si aggiungono però anche gli aumenti di bancoposta, francobolli e raccomandate. "Pesanti ricadute su prezzi e tariffe deriveranno dall'Imu applicata sui settori produttivi a cui si aggiungerà - sostengono Adusbef e Federconsumatori - anche il malaugurato aumento dell'Iva da luglio. Il risultato quindi, anche per l'anno alle porte, sarà drammatico.
La stangata prevista, infatti, sarà di +1.490 euro a famiglia". Si tratta, proseguono, di aumenti "insostenibili che determineranno nuove e pesantissime ricadute sulle condizioni di vita delle famiglie (già duramente provate) e sull'intera economia, che dovrà continuare a fare i conti con una profonda e prolungata crisi dei consumi". Le parole d'ordine per risollevare le sorti dell'economia sono quindi, secondo le associazioni, "ripresa della domanda di mercato, liberalizzazioni, investimenti per l'innovazione e lo sviluppo tecnologico e, soprattutto, per il lavoro che rimane il problema fondamentale del Paese. In assenza di un serio progetto che vada in questa direzione, la fuoriuscita dalla crisi si farà sempre più lontana ed improbabile", dichiarano i presidenti di Adusbef e Federconsumatori Elio Lannutti e Rosario Trefiletti.
Codacons: nel 2012 potere acquisto famiglie -4% - L'anno che sta per chiudersi segnerà un calo record del potere d'acquisto delle famiglie: lo afferma il Codacons, che ha elaborato i dati Istat relativi alla capacità di spesa dei nuclei familiari italiani. "La congiuntura economica estremamente negativa, l'inserimento di nuove tasse, l'inasprimento generale della pressione fiscale, i rincari registrati nelle tariffe e nei prezzi al dettaglio, mentre salari e stipendi sono rimasti al palo, hanno determinato nel 2012 una fortissima perdita del potere d'acquisto dei cittadini, che per una famiglie media è diminuito del 4% - spiega l'associazione -. Tale perdita di capacità di spesa equivale a una tassa invisibile che ha pesato per 1.398 euro su una famiglia di 3 persone, e addirittura 1.540 euro su un nucleo composto da 4 persone". "Si tratta di una vera e propria mazzata, peggiore di quella del 2009, anno nero della crisi economica - spiega il presidente Carlo Rienzi - Con questi presupposti, la ripresa per il 2013 sembra tutt'altro che vicina e, al contrario, temiamo che il nuovo anno possa registrare un peggioramento sul fronte dei bilanci familiari, con ripercussioni drammatiche sui consumi e sull'economia nazionale".
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sabato 8 dicembre 2012
Censis: la crisi fa paura, le famiglie vendono l'oro e i mobili, tornano bici e orti
Censis: la crisi fa paura, le famiglie vendono l'oro e i mobili, tornano bici e orti
Sono disposti a vendere l'oro di famiglia per arrivare a fine mese, a lasciare la macchina per andare in bicicletta, a coltivare l'orto piuttosto che subire i rincari del supermercato. Gli italiani ce la stanno mettendo tutta, vogliono sopravvivere alla crisi. E così "risparmiano, rinunciano, rinviano" facendo crollare la spesa. Ma sono "rimasti soli", sempre più distanti dalla politica. E' un'Italia "separata in casa" quella che emerge dal Rapporto sulla situazione sociale del paese presentato oggi dal Censis. Da una parte ci sono l'"ordine" e il "rigore" del governo, dall'altra le strategie messe in atto dalla società e dalle aziende: "'restanza'' del passato (neologismo che sta per valorizzare ciò che resta funzionante dal tradizionale modello di sviluppo), "personalizzazione" e "riposizionamento". "Sopravvivremo anche ai probabili e/o improbabili governi del prossimo futuro. Ma perché dobbiamo sopportare governi in cui tutti vogliono governare, ma nessuno è d'aiuto al nostro stress di sopravvivenza? Forse è ora di trovare un modo di governare che si connetta ai processi reali, in una nuova sperimentazione di unità di governo e popolo", ha commentato il presidente del Censis, Giuseppe De Rita.
Crolla la spesa delle famiglie - Nei primi tre mesi del 2012 "la flessione delle spese delle famiglie è stata del 2,8% e nel secondo trimestre è stata vicina al 4% in termini tendenziali". Quest'anno i consumi reali pro capite "sono tornati ai livelli del 1997". In "drastica riduzione" anche la propensione al risparmio", dal "12% del 2008 all'attuale 8%". Scendono poi del 25% gli investimenti nelle costruzioni: nel 2012 le vendite delle case potrebbero attestarsi sotto i livelli del 1996. Quest'anno sono 907 mila le famiglie intenzionate a comprare casa (1,4 milioni nel 2001) ma solo il 53,5% realizza l'acquisto (65,2% nel 2011).
Si rinuncia a viaggi, boom delle bici - Il 73% degli italiani va a caccia di offerte e alimenti poco costosi, il 62,8% limita gli spostamenti in auto o moto per risparmiare sulla benzina: tra gennaio e settembre le immatricolazioni sono diminuite del 25% rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre in due anni si sono vendute invece 3,5 milioni di biciclette. Gli italiani rinunciano poi a viaggi (42%), articoli di abbigliamento o calzature (circa 40%), pranzi e cene fuori casa (38%). Per "sopravvivere alla crisi" si vende anche l'oro: negli ultimi due anni 2,5 milioni di famiglie hanno venduto oro e altri oggetti preziosi; 2,7 milioni di italiani coltivano invece ortaggi da consumare ogni giorno.
Aumenta chi cerca lavoro - "Tra il primo semestre 2011 e lo stesso periodo 2012 il numero delle persone in cerca di lavoro è aumentato di oltre 700 mila unità: +34% in un anno". Nel 2012 il numero degli occupati "ha registrato una flessione dello 0,3%" e "sono stati bruciati 240 mila posti di lavoro destinati ai giovani. In controtendenza invece l'occupazione femminile, con 110 mila nuovi posti tra il 2010 e il 2011 (+1,2%) e con un saldo di +118 mila unità nel primo semestre 2012.
Crescono i reati denunciati - Per la prima volta da quattro anni a questa parte: nel 2011 sono stati 2.763.012 a fronte dei 2.621.019 del 2010, con una crescita del 5,4% e un'incidenza di 45,4 reati ogni 1.000 abitanti. A crescere è soprattutto la microcriminalità.
Ci si vende pure la mobilia - Negli ultimi due anni sono invece state 300mila le famiglie che hanno venduto mobili e opere d'arte. Cambia anche il rapporto con i beni immobiliari, con una tendenza ad affittare gli alloggi inutilizzati ed a trasformare la propria abitazione in un piccolo bed and breakfast: nelle città con oltre 250mila abitanti lo ha fatto il 2,5% delle famiglie. "Di fronte al ritrarsi al del welfare pubblico" scatta la solidarietà familiare, "con un esborso annuo complessivo intorno ai 20 miliardi di euro" nelle famiglie a favore di un proprio componente. Il 62% degli italiani teme che le manovre di finanza pubblica producano tagli a qualità e servizi nella sanità, così le mutue sanitarie integrative coinvolgono oggi oltre 6 milioni di iscritti e più di undici milioni di beneficiari".
Car sharing e pane fatto in casa - C'è un ritorno all'orto, ma anche a prepararsi regolarmente in casa cibi come yogurt, pane e conserve: lo fanno 11 milioni di italiani. La "casa-patrimonio resta assolutamente maggioritaria nelle scelte e nell'antropologia degli italiani", la "necessità contingenti stanno rivalutando l'affitto" con una quota di famiglie che nel 2011 ha raggiunto il 21% e nelle aree metropolitane sfiora il 30%. Sono di meno (dal 33,4% del 2010 al 32,1% del 2011) le famiglie hanno più di una automobile, mentre "si sta estendendo la logica del noleggio e del car sharing". Mentre aumenta il numero di famiglie che possiedono solo il telefono cellulare rinunciando alla telefonia fissa (sono il 30,9%, +2,5% nel 2011).
Religione; è cattolico il 63,8% degli italiani - Secondo il Censis il 63,8% degli italiani è cattolico, l'1,8% è di un'altra religione e il 15,6% è comunque convinto che ci sia qualcosa o qualcuno nell'aldilà. Il 21,5% - si legge nel rapporto - considera la tradizione religiosa un fattore di comunanza; il 35,5%, di fronte alla richiesta se c'è qualcosa in cui crede, risponde "in Dio" e il 77,4% considera il matrimonio come un vincolo sacro da rispettare.
Quasi un italiano su due ha avuto esperienza di corruzione - Il 74% dei cittadini europei è convinto che la corruzione sia un problema grave nel proprio Paese, ma in Italia la percentuale sale all'87%. Il 47% degli europei, ricorda il Censis, ritiene che negli ultimi tre anni la corruzione sia aumentata, ma in Italia tale percezione sale al 56%. Il 46% degli italiani, contro il 29% della media Ue, afferma di essere stato colpito personalmente dalla corruzione nella propria vita quotidiana. Secondo un'indagine del Censis, per la maggioranza degli italiani in futuro aumenteranno i comportamenti scorretti per fare carriera (lo pensa il 64,1%), l'evasione fiscale (58,6%), le tangenti negli appalti pubblici (55,1%) e la mercificazione del corpo (53,2%).
sabato 17 novembre 2012
Diminuiscono i figli, aumenta l’età delle mamme
Diminuiscono i figli, aumenta l’età delle mamme
Secondo l'Istat in Italia nascono sempre meno bambini
Il nuovo rapporto sulla natalitàfornito dall’Istat descrive un paese sempre più continentale nella sua composizione familiare: meno coppie tradizionali, più coppie miste, meno figli, e una percentuale più alta di bambini nati da genitori non sposati o ricongiunti. È l’Italia del 21° secolo, di immigrati, coppie di fatto e difficoltà economiche che portano a mamme over 40.
Il crollo delle nascite è chiaramente indicato dalle cifre: secondo i dati Istat sulla popolazione i figli iscritti in anagrafe sono stati 546.607 nel 2011, circa 15 mila in meno rispetto al 2010, dove a sua volta erano meno che nel 2009. La tendenza si avverte sia nellefamiglie dove i genitori sono entrambi italiani, sia in quelle miste (ma c’è da evidenziare come in media più di un nato su quattro ha almeno un genitore straniero al Nord e più di uno su cinque al Centro). Solo quelle di stranieri tengono, ma risentono anch’esse della crisi, che compromette la crescita demografica per mancanza di prospettive: 79 mila nel 2011 (il 14,5% del totale dei nati).
I cambiamenti culturali si avvertono da altri dati, come quello che fa emergere lafamiglie di fatto: l’incidenza dei neonati nati da coppie non sposate è del 24,5%, un punto in più rispetto al 2010. Ci sono città del centro nord dove quasi un bambino su due – e comunque di media uno su tre – nasce fuori dal matrimonio. In tutto, nel 2011, sono stati 134 mila, un valore in linea con il passato, ma che si fa sentire percentualmente di più perché diminuiscono le nascite.
Sull’età delle mamme si è già detto molto: ormai sette bambini ogni cento hanno un mamma quarantenne, mentre prosegue la diminuzione dei nati da madri di età inferiore a 25 anni (nel 2011 sono il 10,9% del totale). Considerando le sole donne italiane la posticipazione della maternità è più accentuata: il 7,7% sono ultraquarantenni e solo l’8,2% ha meno di 25 anni. L’età media in cui si diventa mamme è di 28 anni per le straniere e 32 per le italiane.
Sulla base delle informazioni contenute nella rilevazione degli iscritti in anagrafe per nascita, l’Istat ha presentato una curiosità: la distribuzione dei nomi maschili e femminili più frequenti. A livello nazionale il nome Francesco risulta ancora al primo posto, mentre per quelli femminili Sofia ha superato Giulia (Sky ha realizzato un’interessante mappa sui nomi regione per regione, da provare).
E i figli di stranieri? Si chiamano Adam, Rayan, Mohamed, ma anche Matteo, Alessandro o Gabriele i bambini stranieri nati da genitori residenti in Italia. Per le bambine il primato spetta a Sara, seguita da Sofia, Malak e Alessia. Ma dipende dalla cultura di origine: le famiglie cinesi, ad esempio, tendono a dare nomi appartenenti al paese ospitante e non a quello di origine
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