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giovedì 25 aprile 2013

Dichiarate fallite Scm e Tele Etere


CRISI SENZA FINE
Dichiarate fallite Scm e Tele Etere   

ScmLATINA – E’ stata dichiarata fallita dal Tribunale di Latina la Scm di Latina Scalo. La ex Gambro a Tor Tre Ponti non si era mai ripresa dopo il passaggio di società e ieri il giudice fallimentare ha deciso di accogliere le istanze di alcuni creditori. La notizia è arrivata alla vigilia dell’incontro istituzionale convocato dall’assessorato alle attività produttive della Provincia di Latina.
Nella stessa giornata è stata dichiarata fallita anche l’emittente televisiva Tele Etere. A chiedere di affidare ad un curatore la storica tv locale sono stati alcuni dipendenti rimasti senza stipendio e senza trattamento di fine rapporto. L’ultimo tg era andato in onda a settembre del 2011.

lunedì 11 marzo 2013

Mozione sulla chiusura del centro per l’impiego di Terracina


                          Al Sindaco del Comune di Terracina
                                                                                              Dott. Nicola Procaccini

                                                                                              Al Presidente del Consiglio Comunale
                                                                                              Sig. Giovanni Aiello



            Mozione sulla chiusura del centro per l’impiego di Terracina da parte della Provincia.


            Le notizie di stampa ci hanno fatto apprendere l’assurdo comportamento dell’Assessorato al Bilancio della Provincia di Latina. Infatti  è di questi giorni la determina  del dirigente del settore bilancio che in attuazione di una recentissima delibera della Giunta Provinciale la n. 268 del 14/09/2000, sono passati solo 13 anni, ha deciso la chiusura del Centro per l’Impiego di Terracina a favore di Fondi, già ancora Fondi.

            Tale determina non tiene minimamente conto di quanti e quali mutamenti in questi tredici anni sono intervenuti  a livello sociale, nel mercato del lavoro e soprattutto della vocazione turistica della nostra città che impone agli imprenditori locali di ricorrere con estrema frequenza a licenziamenti ed assunzioni in virtù dei ripetuti cicli economici stagionali che il nostro territorio è costretto ad affrontare, considerando che Terracina è il Comune più grande e più interessato a tale fenomeno per la sua lunga edificazione territoriale a ridosso del mare. E’ ovvio che lo spostamento a Fondi  del Centro per l’Impiego va a determinare riflessi negativi sull’imprenditoria locale e sui singoli cittadini inoccupati, disoccupati, stagionali, impegnati a tempo determinato e così via, che sarebbero costretti a ripetuti viaggi per Fondi e ritorno, a causa del continuo ricorrere all’istituto dell’iscrizione nelle liste del collocamento e delle comunicazioni degli inizi e fine lavoro, pena ne sarebbe la perdita degli ammortizzatori sociali.

            Troviamo alquanto frammentata ed inutile la tanto decantata filiera politica, da parte del Sindaco in campagna elettorale, così come troviamo inutile la presenza in Consiglio Provinciale di chi è anche Assessore della Giunta del nostro Comune, subordinato evidentemente da interessi politici che di recente abbiamo potuto apprendere dai giornali, tutto proteso a cercare casa sotto le gonnelle dell’attuale Presidente della Provincia, e tutto questo a discapito degli interessi della nostra città e dei nostri concittadini, siano essi imprenditori o lavoratori
  
            Pertanto, per i motivi succintamente sopra esposti, ed al fine di fare in modo che resti sul nostro territorio il Centro per l’Impiego, chiedo al consiglio Comunale di votare la presente mozione in cui si chiede alla Provincia di Latina di sospendere l’efficacia della determina n. 74 del 16/01/2013 e di aprire contemporaneamente un tavolo di concertazione tra Regione, Provincia e Comune per fare in modo che Terracina non venga spogliata di questo ulteriore servizio.

            Si chiede inoltre di portare in discussione in Consiglio Comunale la presente mozione con la massima urgenza, in quanto agli impiegati del Centro per l’Impiego sono già arrivate le lettere di trasferimento.


                                                           Distinti saluti
                                               Il Consigliere Comunale
                                               Vittorio Marzullo

lunedì 11 febbraio 2013

LA MAFIA IN PROVINCIA DI LATINA C’È, STRATEGIE PER COMBATTERLA


LA MAFIA IN PROVINCIA DI LATINA C’È, STRATEGIE PER COMBATTERLA
di Adriano Pagano
La criminalità organizzata resta una delle piaghe sociali ed economiche più stringenti dell'intero comprensorio del sud pontino. A ribadirlo ieri nel corso di un convegno intitolato «Mafie: come contrastarle, il ruolo dei cittadini onesti», svoltosi presso l'Appia Grand Hotel di Formia, sono intervenuti tra le più importanti personalità del mondo della magistratura, dell'associazionismo e delle forze dell'ordine. Erano infatti presenti all'incontro i pubblici ministeri John Woodcock e Giovanni Conso della DDA di Napoli, il presidente dell'associazione Cittadini contro le mafie Antonio Turri, il presidente dell'Associazione antimafia Caponnetto Elvio Di Cesare, la giornalista della rivista specializzata La voce delle voci Rita Pennarola e il comandante provinciale della Guardia di Finanza Paolo Calenda. In sala erano inoltre presenti anche i tre maggiori referenti delle forze dell'ordine del territorio, il vicequestore della polizia Paolo Di Francia e i maggiori di Finanza e Carabinieri Luigi Brioschi e Pasquale Saccone. Un'occasione che Di Cesare non ha sprecato per rivendicare con forza una nuova stagione di lotta ad una criminalità che si è ormai «istituzionalizzata nei colletti bianchi dei professionisti. La dobbiamo smettere con le lenzuolate di un'antimafia del giorno prima - ha proseguito - perché è arrivato il momento di operare con maggiore efficacia e seguire l'esempio della Campania dove al contrasto alla criminalità sono delegate anche le Procure ordinarie oltre a quella antimafia. Perché la Provincia di Latina, e quindi il sud pontino, come riportato da Carmine Schiavone nel verbale di un interrogatorio degli anni ‘90 dove ricorda la presenza di un esercito di affiliati che operano nell'intero territorio pontino, è in mano alla criminalità. È arrivato il momento di fare antimafia, per una nuova sensibilità sia sul piano istituzionale che politico esortando la magistratura e le forze dell'ordine a fare di più». L'esempio lampante per sollecitare questa nuova fase operativa è stato fatto da Di Cesare relativamente al porto di Gaeta dove «la camorra - ha detto - sta facendo investimenti sospetti. La popolazione deve collaborare». Ha rincarato la dose poi Turri riferendo di gravi responsabilità istituzionali e giudiziarie in alcune inchieste sui casalesi e sui loro loschi affari nella provincia di Latina relativamente allo smaltimento di rifiuti tossici. Gravi carenze contro le quali si è detto sorpreso e indignato. Ma la lotta alla criminalità come ricordato infine dai due PM, va combattuta in particolar modo con l'affidamento alla magistratura di nuovi strumenti operativi nell'ambito delle indagini. Un fenomeno camorristico definito liquido, perché infiltrato nella politica e nell'imprenditoria come spesso accaduto tra Formia, Gaeta e Minturno e come accertato da numerose inchieste negli ultimi anni. Nel corso dell'incontro, infine, è stata invocata a gran voce dal pubblico la presenza del sindaco di Formia Michele Forte, anche se l'organizzazione ha fatto presente di aver inoltrato l'invito.

venerdì 30 novembre 2012

IN BICICLETTA TRA I PODERI. L’OPPORTUNITÀ DEL CICLOTURISMO A LATINA


IN BICICLETTA TRA I PODERI. L’OPPORTUNITÀ DEL CICLOTURISMO A LATINA
Per il quarto appuntamento della rubrica ideata dall’architetto Ugo De Angelis, affrontiamo il tema della tutela e del recupero dell’architettura rurale di fondazione attraverso un’opportunità concreta di sviluppo turistico sostenibile. E lo facciamo ospitando l’intervento di Dario Bellini dell’associazione Latina in Bicicletta.
Troppo spesso, e purtroppo mai come oggi a ragione, la parola «politica» viene correlata nell’immaginario collettivo a qualcosa di negativo, collegata ad azioni atte a favorire i furbi ed i potenti e non il merito, non l’inclusione. Ancora troppo spesso nel nostro Paese e nella nostra città in particolar modo, la bicicletta viene vista come mezzo di mobilità per i meno abbienti e per i nostalgici di una locomozione da «figli dei fiori». Mai come oggi diviene invece anche provocatoriamente importante accostare queste due parole. Il movimento Latina in Bicicletta ne ha fatto il titolo del suo manifesto: «La politica della bicicletta» volendo esaltare il senso delle due parole proprio perché accostate, in un Paese che ha estremo bisogno di ripartire da progetti e proposte di sacrosante piccole rivoluzioni culturali provenienti dal basso come quelle che da un anno il movimento cerca di portare avanti nella nostra città.
L’appello che continuamente muoviamo agli oltre 1.500 aderenti del gruppo è quello di credere fino in fondo che il nostro territorio possa finalmente abbracciare con coraggio un progetto di sviluppo sostenibile riappropriandosi di quelle vocazioni originarie legate all’agricoltura di qualità e ricominciando ad amare il territorio stesso, tanto da convincersi una volta e per tutte che abbia tutte le qualità per poter essere considerato una meta turistica degna a livello nazionale ed internazionale anche per il cicloturismo per esempio.
Ogni crisi di sistema, come quella che stiamo vivendo, possiede al suo interno un’accezione positiva, quella dell’opportunità ed è in questa logica che la nostra comunità si deve muovere per ricominciare a vedere il suo futuro meno fosco. È un dato che le poche risorse, pubbliche e private presenti o arrivate sul territorio, si stiano muovendo nella direzione della riqualificazione, del turismo e della recettività e a maggior ragione questo processo va guidato perché non possiamo più permetterci di consumare indiscriminatamente altro territorio, dobbiamo essere parsimoniosi come il padre di famiglia lo è in tempo di crisi, dobbiamo ricominciare riappropriandoci delle nostre radici riconoscendo anche quelle non solo di «fondazione».
Con questa logica proponiamo, grazie anche agli approfonditi studi fatti dall’architetto Ugo De Angelis, l’idea di un progetto molto semplice di circuito ciclabile che si sviluppi all’interno della valle dell’Astura, rinomata per assurdo più in campo internazionale che nazionale grazie alle numerose testimonianze archeologiche di insediamenti umani individuati nella zona a nord ovest del capoluogo, tra cui l’antica Satricum con il suo tempio dedicato alla Mater Matuta. In questo meraviglioso contesto l’idea di progetto prevede che alla storia antica venga affiancata la storia recente del territorio con la ristrutturazione e riqualificazione di tutta una serie di poderi di fondazione presenti lungo il tragitto ciclabile, ne contiamo almeno sei, oggi completamente in disuso e fatiscenti che potrebbero invece, anche attraverso l’impegno di imprenditori privati, trasformarsi in agriturismo, location recettive, di ristoro, museali.
Il cicloturismo è una realtà in larghissima espansione a livello internazionale e oggi anche a livello nazionale e questo percorso potrebbe essere facilmente inserito in qualsiasi circuito turistico di agenzie viaggi nel mondo. Lo sviluppo sostenibile di un territorio come il nostro deve ripartire da progetti come questi, basta solo credere che sia possibile e cominciare a lavorare per farlo.

mercoledì 28 novembre 2012

LATINA LA PROVINCIA PIÙ INSICURA. PESSIMA COLLOCAZIONE NEL RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLA VITA DEL SOLE 24 ORE



LATINA LA PROVINCIA PIÙ INSICURA. PESSIMA COLLOCAZIONE NEL RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLA VITA DEL SOLE 24 ORE
TUTTI I MOVENTI: RAPINE, TRUFFE, ESTORSIONI, ECCO PERCHÉ SIAMO ULTIMI
di Graziella Di Mambro
Per tutti gli ultimi dieci anni abbiamo «lottato» per diventare ultimi e alla fine ci siamo riusciti. La peggiore provincia per ordine pubblico e sicurezza: lo si era capito, in fondo. Ogni maledetta notte un attentato, spari contro le vetrine, roghi dolosi, macchine a fuoco, proiettili sparsi; e cocaina sequestrata a pacchi, coltellate tra spacciatori, prostitute massacrate di botte nella guerra tra protettori... Tutto questo per fermarsi ai reati «ordinari», ai quali possiamo vantare di poter aggiungere omicidi sempre nella guerra per il controllo della droga, sequestri di beni ai clan per oltre 150 milioni di euro nell’ultimo anno, arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso...
E via così per mesi e mesi. Alla fine è arrivata la verità-batosta. Ultimi tra le 107 province del Paese e forse quando Latina sarà unita a Frosinone potrà spalmare il suo livello di insicurezza con i vicini di casa (quarantacinquesimi, cioè a metà della classifica pubblicata ieri dal Sole 24 Ore). Ma finché non succederà bisogna continuare a fare i conti in casa propria e capire se e dove sono stati commessi degli errori. Il dato sui reati cosiddetti minori è in qualche modo legato alla riduzione evidente delle forze dell’ordine presenti sul territorio, o perlomeno al loro mancato potenziamento (l’ultimo aumento di poliziotti in tutto il Paese ne ha portato uno solo in più in provincia di Latina); gli altri più gravi e di tipo mafioso possono considerarsi il risultato di anni e anni di bieco negazionismo in stile «la mafia qui non esiste». Emblematica resterà per sempre la delibera del Comune di San Felice Circeo con cui si «intimava» a chiunque di accostare il nome «Circeo» con quello di mafia. Sono purtroppo seguite numerose operazioni antimafia «dalle parti del Circeo». E l’ultimo omicidio di camorra nell’ambito della faida di Scampia è avvenuto sul lungomare Circe a Terracina a luglio scorso. Per stare alle cifre nude e crude ci sono oltre 164 scippi, rapine, borseggi all’anno ogni centomila abitanti, 442 furti in casa ogni centomila abitanti, più di 183 furti d’auto, più di 14 estorsioni (quelle denunciate ovviamente), più di 295 truffe. Si tratta di numeri riferiti al 2011 che prendono in considerazione le azioni compiute dalla microcriminalità. Ma la percezione della sicurezza può dirsi legata ad una serie di altre azioni della criminalità organizzata la cui presenza è ormai avvertita dalla popolazione residente come parte integrante dell’assetto socioeconomico e non più solo come «infiltrazione» episodica. Il dossier di quest’anno condanna anche le amministrazioni locali più «giovani» ad assumersi parte della responsabilità sul peggioramento complessivo della qualità della vita. Perché se è vero che questa provincia e alle prese con una gravissima crisi economica come moltissime altre aree del Paese è altresì innegabile che, al contrario di altre città e comprensori, non è riuscita a individuare percorsi alternativi. Soprattutto non si è riusciti ad utilizzare i fondi europei pur disponibili per potenziare reti, infrastrutture, servizi che nella valutazione fanno la differenza in positivo.
A TINTE FOSCHE
di Giulio Vasaturo (criminologo dell’Università di Roma “La Sapienza”)
È impietoso il quadro con cui l’autorevole inchiesta sulla qualità della vita del Sole 24 Ore descrive lo stato della sicurezza e della legalità in provincia di Latina. Il dettagliato reportage pubblicato ieri dal quotidiano economico, colloca il territorio pontino all’ultimo posto nella graduatoria nazionale che registra i dati sulla criminalità, restituendoci il profilo di una realtà a tinte fosche, con un peggioramento significativo di tutti gli indicatori relativi ai reati predatori.
L’ammontare degli scippi, dei borseggi e delle rapine avvenute nelle nostre città, unitamente ai furti d’auto ed in appartamento, alle estorsioni ed alle frodi, spinge la provincia di Latina in fondo ad una classifica da cui sarà ben difficile risalire in tempi rapidi, senza l’adozione di misure credibili ed efficaci volte a tutelare degnamente i cittadini, i loro beni, le loro famiglie, le loro imprese. Il problema non è solo di ordine pubblico. È anzitutto un problema culturale, sociale e politico che va affrontato, come raramente si è fatto dalle nostre parti, con interventi mirati, senza ulteriori sprechi di risorse pubbliche, coinvolgendo direttamente le persone, le comunità, le reti di vicinato e le associazioni di categoria, secondo un piano strategico di lungo periodo che non può essere in alcun modo improvvisato dalle amministrazioni locali. Nei numeri degradanti di queste statistiche va colto, infatti, il riflesso di una crisi economica e progettuale che, a Latina più che altrove, si riversa concretamente nella dimensione di vita dei singoli e della collettività, lasciando poco spazio a suggestioni emotive, pratiche estemporanee, risposte evasive. Alle forze dell’ordine, impegnate in prima linea con scarsissimi mezzi sul fronte prioritario del contrasto alle organizzazioni criminali, non si può chiedere di ovviare anche alle lacune di chi, istituzionalmente, dovrebbe supportare i tradizionali dispositivi di controllo con soluzioni integrate, sistemi diffusi di videosorveglianza, un sostegno fattivo ai soggetti più esposti al reato di usura. L’esperienza maturata in ambito internazionale fornisce, del resto, chiare indicazioni sulla rotta da intraprendere. Innovazione tecnologica e sinergia fra figure pubbliche e private consentono già di pensare ad un nuovo modello di governance della sicurezza nella provincia di Latina, in grado di garantire un solido apparato di protezione dei cittadini, attraverso il monitoraggio continuativo degli ambienti urbani, la responsabilizzazione dei comportamenti individuali, la condivisione delle informazioni rilevanti per la prevenzione degli atti criminosi. Ed a tutto ciò va accostato l’improcrastinabile riordino, anche in ambito locale, degli organici della giustizia. Perché non si può nemmeno ipotizzare la riaffermazione della legalità, senza presupporre la piena funzionalità di una macchina giudiziaria che deve essere messa in condizione di assecondare prontamente l’istanza punitiva o risarcitoria che proviene dalle vittime di reato. Ma anche su questo le difficoltà da superare sono enormi. La provincia pontina è fanalino di coda pure per quanto concerne la velocità dei tempi processuali. Peggio di noi, in questo caso, solo Foggia. Ed è inutile dire che i recenti provvedimenti in materia di «geografia giudiziaria», con la soppressione delle sezioni distaccate di Terracina e Gaeta, non sollecitano alcun ottimismo. Ma è proprio da qui che occorre ripartire, se si vuole commentare, di qui ad un anno, una fotografia diversa del nostro territorio. In fondo è vero quel che ha scritto Italo Calvino: «le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure».

venerdì 9 novembre 2012

Primarie del centrosinistra, aprono gli uffici elettorali


Primarie del centrosinistra, aprono gli uffici elettorali

08/11/2012, di  (modificato il 08/11/2012 alle 7:22 pm).
Aperti in tutti i comuni della Provincia gli uffici elettorali per la registrazione al voto per le primarie del centrosinistra. Previsti nei week end gazebo nelle piazze per favorire e promuovere la partecipazione alle primarie.
Il 25 novembre gli elettori di centrosinistra avranno la possibilità di scegliere il candidato della coalizione alla presidenza del Consiglio.
Sono ad oggi trentacinque gli uffici elettorali che hanno già provveduto a pubblicizzare un calendario di aperture per la registrazione al voto mentre risultano circa cinquecento le prescrizioni fatte online sul sito www.primarieitaliabenecomune.it

sabato 25 agosto 2012

Latina: troppi incendi


Troppi incendi
Aumentano gli interventi gestiti dal comando
QUELLA pontina è la seconda
provincia del Lazio
nella quale si registra un
numero elevato di interventi,
l’emergenza incendi
si fa sentire con continuità
lasciando poco margine di
respiro: 354 quelli registrati
a Latina dalla protezione
civile dall’inizio
dell’anno, 2.394 in tutta la
Regione.
La situazione del capoluogo
è emblematica, analizzando
le uscite delle varie
squadre di vigili assegnate
al territorio, secondo
i vari frazionamenti, e con
l’aiuto della protezione civile;
ecco che in un solo
giorno dalle 8 alle 18,30, la
media degli interventi tende
ad aumentare in maniera
vertiginosa a seconda
che ci si trovi di fronte alle
fiamme causate dalle sterpaglie,
episodi che nella
maggior parte dei casi si
rivelano di natura dolosa.
Un aspetto che non può
essere certamente sottovalutato.
la vegetazione del promontorio
del Circeo, già
seriamente compromessa
su un versante proprio a
causa dei roghi che si sono
verificati in queste ultime
settimane. Almeno una
trentina in media le uscite
più importanti che vengono
gestite dalla sala operativa
dei vigili del fuoco. E
c’è da aggiungere che, proprio
di recente, sono stati
resi noti alcuni numeri da
parte della protezione civile
regionale per dare
un’idea dell’impegno nel
periodo estivo: 315 uomini
al giorno e 71 mezzi che
vengono impiegati quotidianamente
proprio per far
fronte alle emergenze.
Un’attività sufficiente a limitare
i danni ma ancora
risulta difficile parlare di
prevenzione anche perché,
come spesso accade durante
la stagione estiva, arginare
un simile fenomeno
diventa impossibile nella
misura in cui gli incendi
risulta di natura dolosa.
Una squadra
di vigili
del fuoco
di Latina
Le chiamate
di
emergenza
gestite
dalla sala
operativa
del
comando
I SOCCORSI
Sterpaglie
e macchia
mediterranea:
sempre di più
gli episodi dolosi
IL TREND
Perché durante il periodo
estivo sono proprio le sterpaglie
che tendono a congestionare
maggiormente
l’attività operativa quotidiana
delle varie squadre
dislocate sul territorio provinciale
con un notevole
dispendio di tempo e uomini,
mezzi impiegati per
far fronte ad un’e m e rg e n z a
sempre più pressante.
Sterpaglie, macchia mediterranea
e discariche: gli
interventi di spegnimento
si concentrano in alcune
zone, tra Prossedi, Castelforte
interessando anche
Fondi, Terracina e Pontina,
Aprilia e Latina. Di recente
è stata necessaria un’ope -
razione impegnativa per
evitare che andasse a fuoco
QUALCHE CIFRA
Gli uomini
impiegati al giorno nelle
province del Lazio.
E’ il numero
di unità impegnate
331155
E’ il numero di
uomini impegnati al
giorno solo a Latina.
Gli uomini
messi a disposizione
3300
Interventi in
provincia secondo la stima
della protezione civile