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sabato 6 luglio 2013

Fisco, l'Italia scala la classifica dei "tassatori": adesso siamo quarti in Europa per pressione fiscale

Fisco, l'Italia scala la classifica dei "tassatori": adesso siamo quarti in Europa per pressione fiscale

 
Entrate sostanzialmente stabili nei primi cinque mesi dell'anno, ma pressione fiscale che nel 2012 é volata al 44% portando l'Italia al quarto posto nella classifica dei Paesi più 'tassatori' in Eurolandia, davanti alla Finlandia. A descrivere la situazione fiscale italiana sono il Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia e la Banca d'Italia. Il primo ha diffuso il dato sulle entrate totali, che da gennaio a maggio, "malgrado la congiuntura economica negativa", sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto lo stesso periodo dello scorso anno, a 149,1 miliardi di euro (-0,2%). A pesare sono soprattutto l'Ires (- 1,57 miliardi pari al 10,6%) e l'Iva, vero specchio della crisi, che arretra del 6,8% (-2,87 miliardi): a questo proposito, però, in netta controtendenza è il gettito Iva nel settore del commercio al dettaglio, in crescita del 3,1%, "che riflette l'efficacia dell'azione di contrasto all'evasione".
Lotta all'evasione - Più in generale dalla lotta all'evasione lo Stato ha incassato in questi cinque mesi 2,82 miliardi, il 4,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2012. In aumento è anche l'Irpef, che cresce dell'1,4% (+912 milioni), come effetto degli incrementi delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico e dei versamenti in autoliquidazione e della flessione delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato e dei lavoratori autonomi. Le entrate, quindi, rimangono sostanzialmente stabili, ma già nel 2012 l'Italia aveva conquistato posizioni nella classifica dei Paesi più 'tassatori' in Europa stilata dalla Banca d'Italia. C
Fisco record - Con la pressione fiscale passata dal 42,6 del 2011 al 44% ha infatti scavalcato la Finlandia e si è piazzata al quarto posto per il peso del fisco tra i 17 paesi dell'euro (era al quinto nel 2011) e al sesto posto tra i 27 nell'Ue (dal settimo posto del 2011). Il fisco, dunque, è più pesante rispetto all'Italia solo in Belgio (pressione fiscale al 47,1% sul prodotto interno lordo), Francia (46,9%) e Austria (44,2%), nei Paesi dell'area Euro. Guardando più complessivamente al raffronto con i Paesi dell'Unione europea, più marcata del 44% italiano è la pressione fiscale nei Paesi in cui tradizionalmente si pagano molte tasse (ma dove anche più ampio è il welfare): Danimarca (49,3%) e Svezia (44,6%).
Sale anche la spesa - Nel 2012 - risulta sempre dai dati diffusi dalla Banca d'Italia - è passata al 50,7% del Pil dal 50,0% del 2011. E su di essa pesa per una quota importante il debito pubblico, voce in cui l'Italia, con il 127% sul Pil (dal 120,8% del 2011) è seconda nella classifica europea, dietro alla sola Grecia (156,9%). L'incidenza della spesa sul Pil al netto degli interessi è infatti nel 2012 al 45,2% (in aumento comunque rispetto al 45,0% del 2011) e così il peso del debito in Italia è il più gravoso d'Europa, fatta eccezione per la Grecia.

sabato 22 giugno 2013

Da lunedì conti correnti senza più segreti per il Fisco

Da lunedì conti correnti senza più segreti per il Fisco

Movimenti e saldi dei conti correnti in banca senza più segreti per l'Agenzia delle Entrate dal prossimo lunedì. La novità già programmata nell'ambito delle iniziative per rafforzare la lotta all'evasione viene ricordata dal direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera: da lunedì - ha spiegato - 'Sid' (sistema interscambio dati) permetterà all'Agenzia delle entrate di acquisire automaticamente le informazioni sui conti correnti degli italiani dagli operatori bancari.
 E oltretutto il nuovo sistema è a 'prova di privacy': "il garante ha detto che per poter acquisire i dati dei conti dei cittadini italiani, quei dati che riguardano la movimentazione e i saldi di inizio e fine anno, occorreva creare un sistema di interscambio autonomo rispetto a quelli attuali. Un sistema che fosse completamente separato da tutti gli altri modelli di interscambio, che fosse cioé un'infrastruttura del tipo 'application to application' senza intervento di personale umano. Questo sistema da lunedì è pronto e quindi noi siamo in grado di acquisire le informazioni che ci perverranno dagli operatori finanziari".
 Più in generale sul rapporto con i contribuenti, Befera sottolinea che il compito dell'Agenzia è complicato dall'eccessiva produzione di norme: "negli ultimi cinque anni sono stati emanati 228 provvedimenti fiscali se questo lo moltiplichiamo per i 40 anni di esistenza della riforma tributaria si ha l'idea della confusione normativa". Ma cosa cambia? In pratica ogni singolo operatore finanziario dovrà avviare la procedura di registrazione al Sid secondo le modalità descritte sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate. Il canale Sid prevede l'interconnessione application-to-application tra sistemi informativi e apposite misure di sicurezza di natura tecnica e organizzativa. E' previsto che i dati e le informazioni relativi all'anno 2011 vengano inviati entro il 31 ottobre 2013.
 Quelli relativi all'anno 2012 andranno, invece, inviati entro il 31 marzo 2014. A regime, gli operatori finanziari dovranno effettuare la comunicazione annualmente e trasmetterla entro il 20 aprile dell'anno successivo a quello al quale sono riferite le informazioni. Un successivo provvedimento del direttore dell'Agenzia individuerà i criteri per l'elaborazione di specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione. I dati da trasmettere con la comunicazione integrativa annuale sono quelli identificativi del rapporto finanziario, quelli relativi ai saldi iniziali e finali del rapporto riferiti all'anno interessato dalla comunicazione e i dati degli importi totali delle movimentazioni distinte tra dare e avere per ogni tipologia di rapporto, conteggiati su base annua.

venerdì 21 giugno 2013

Spese sospette, l'Agenzia delle Entrate invia le lettere di avviso

Spese sospette, l'Agenzia delle Entrate invia le lettere di avviso

L’Agenzia avvisa il contribuente in caso di discordanze tra entrate e uscite ma non è obbligatorio rispondere

Ai contribuenti italiani sta arrivando una missiva importante e a inviarla è un mittente mai troppo amichevole: l’Agenzia dell’Entrate. Ma cosa dicono le lettere? Invitano il contribuente averificare la compatibilità di quanto dichiarato per l’anno 2011 con le voci di spesa presenti nel prospetto inviato in allegato, o con lo strumento di autodiagnosi conosciuto come Redditest.

Un tema caldo la compatibilità tra spese e dichiarazione, ma nel caso in questione siamo innanzi a uno strumento di compliance, e non davanti a un accertamento fiscale. L’Agenzia fornisce informazioni generiche sulle spese effettuate nel 2011 e note al Fisco; la congruità va verificata con quanto dichiarato nel 730. Il problema non si presenta se le spese, pur più alte del reddito, sono state effettuate con fonti legittime di finanziamento. C’è anche la seconda chance, quella di correggere la dichiarazione, avvalendosi del ravvedimento lungo, fino al 30 settembre 2013, che prevede una sanzione del 3,75%.

Non è certo il primo caso di lettere informative che l’Agenzia invia: l’anno scorso è andato in scena lo stesso copione, ovviamente per il reddito complessivo dichiarato nel 2010. Ilpanico per i contribuenti non manca mai, ma queste comunicazioni hanno perlopiù carattere informativo, o finalità preventive, quindi bisognerebbe capire perché si scatena il panico ogni volta che l’Agenzia invia una missiva, posto che non è obbligatorio rispondere e che non vi è un accertamento in corso.

Fa più rumore invece il fatto che il cittadino può spiegare o ritoccare la dichiarazione, ma non è messo a conoscenza dell’ammontare delle spese, che non è precisato, per tutelare la riservatezza ma anche nella certezza che il contribuente sa quanto spende. In pratica l’Agenzia sa e il cittadino pure: resta da capire chi deve fare il primo passo. Per la serie: non dico che hai sbagliato, ma nemmeno ti dico che hai fatto giusto, e vediamo chi cede per primo.

Ovvio che molti contribuenti si chiedano a chi spetti l’onere della prova, posto che è l’Agenzia a farsi viva. In ogni caso, sembra che la moral suasion funzioni se i redditi dichiarati lo scorso anno da circa 256mila soggetti che si erano visti recapitare la missiva sono cresciuti di circa il 10%. Anche nel 2011 erano partite 50mila missive che si riferivano alle precedenti annualità e che avrebbero riportato 130 milioni di euro nelle casse dell’Erario, secondo quanto scrive Italia Oggi.

L’esperimento nei fatti funziona ma è giusto il modo in cui è condotto? Già lo scorso anno si parlava di una forma di bluff al poker, dove a parole si tutela la privacy del contribuente, ma nei fatti non gli si concede tutti gli strumenti per capire dove sbaglia e perché, posto che deve poi dimostrare quando e in che modo le spese non coincidono. Più complesso è invece l’altro tema, quello del rapporto tra Fisco e cittadino, che, pur nel nome della lotta all’evasione, ha raggiunto in Italia livelli emergenziali, e ribadisce sempre di più una forma di subalternità, dove il sospetto vince pur per nobili fini, cioè recuperare gettito.

sabato 4 maggio 2013

Fisco, tutte le novità: dagli sgravi ai figli ai bonus per i disabili


Fisco, tutte le novità: dagli sgravi ai figli
ai bonus per i disabili

Arrivano le novità in materia fiscale introdotte dalla legge di stabilità. Aumentate le detrazioni Irpef per ciascuno figlio a carico. Raddoppia rispetto alla precedente normativa se figlio con disabilità. Semplificate le fatture non superiori ai 100 euro
Famiglia (foto Radaelli)
Famiglia (foto Radaelli)
Roma, 3 maggio 2013  - Dalla maggiorazione delle detrazioni per i figli a carico al bonus in caso di disabilità, passando per la fattura semplificata. Sono le varie novità fiscali, introdotte dalla legge di stabilità e dal decreto “Cresci Italia”, che si applicano dal 2013, oggetto di una circolare esplicativa dell’Agenzia delle Entrate.
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Ecco nel dettaglio le novità:
- DAL 2013, DETRAZIONI PIU’ ALTE PER I FAMILIARI A CARICO  - La legge di stabilità ha innalzato, a partire dal 1 gennaio, gli importi base previsti per le detrazioni Irpef spettanti per ciascun figlio. In particolare, aumenta di 150 euro la detrazione base per i figli di età pari o superiore ai tre anni, passando da 800 a 950 euro, mentre sale di 320 euro quella per i figli più piccoli, cioè di età inferire ai tre anni. In questo caso la detrazione cresce da 900 a 1.220 euro ciascuno.
- IN CASO DI DISABILITA’, IL BONUS RADDOPPIA  -  Se il figlio è una persona con disabilità, lo sconto aggiuntivo da sommare alle detrazioni base che spettano per ciascun figlio a carico sale a 400 euro, quasi il doppio rispetto ai 220 euro garantiti dalla precedente normativa fiscale. In questo caso, quindi, l’importo complessivo da portare in detrazione è di 1.350 euro per i figli di età pari o superiore ai tre anni e di 1.620 per quelli più piccoli.
- ARRIVA LA FATTURA SEMPLIFICATA - Veste semplificata per le fatture di ammontare complessivo non superiore a 100 euro e, a prescindere dall’importo, per la cosiddetta nota di variazione dell’imponibile o dell’imposta.

sabato 20 aprile 2013

Anagrafe tributaria, chi rischia di finire nel mirino del Fisco


Anagrafe tributaria, chi rischia di finire nel mirino del Fisco

Il Fisco vuole stanare gli evasori: controlli su conti, contratti derivati, fondi pensioni e acquisti di oro e preziosi

Contro l’evasione fiscale, lotta dura e pura. L’arma di ultima generazione? L’Anagrafe dei rapporti finanziari, il cui provvedimento operativo è stato firmato dal direttore dell’Agenzie dell’entrate Attilio Befera.

Scopo dello strumento è individuare le anomalie tra quanto dichiarato dai contribuenti al fisco e i loro movimenti finanziari reali. Via quindi al confronto tra dichiarazioni, conti correnti, conti deposito titoli, gestioni patrimoniali, rapporti fiduciari, carte di credito, cassette sicurezza, operazioni extra-conto. Un monitoraggio di siffatta forma rischia di spaventare i contribuenti, anche quelli onesti, ma alla base di verifiche e accertamenti devono palesarsi situazioni finanziare incongrue.

L’Agenzia, ricevute le informazioni da tutti gli operatori finanziari, obbligati a fornirle, può quindi fare i controlli, con un parallelo tra dichiarazioni e movimenti di denari e titoliche il contribuente ha realizzato in un determinato anno, di fatto facendo una somma tra il saldo di inizio e fine anno, compresi i movimenti di acquisti e vendite, entrate e uscite.

Ma cosa può far nascere i sospetti e indurre l’Agenzia a fare le verifiche? I casi canonici sono abbastanza semplici da capire: di base, l’incoerenza di talune operazioni con il profilo del contribuente preso in esame. Se una persona dichiara 20 mila e ha movimenti per 70 mila, ecco che il dubbio nasce spontaneo. Suscitano attento monitoraggio anche i sistemi di pagamentoovvero la perseveranza o meno nell’uso di contante o di carte di credito o di debito, e la dislocazione geografica dei rapporti finanziari. Desteranno attenzione anche tutte le operazioni che in generale avverranno fuori conto, soprattutto se il numero è consistente.

L’Agenzia delle entrate ha però chiarito che elaborerà una nuova circolare per chiarire i criteri con cui si selezioneranno i soggetti da monitorare; di fatto parliamo della creazione di black list dicontribuenti considerati potenziali evasori. Infine, qualche dato tecnico: le nuove normano utilizzano per l'integrazione dell'archivio dei rapporti finanziari il Sid (Sistema di interscambio flussi dati), nuovo canale di trasmissione di dati dell'Agenzia delle entrate. I singoli operatori finanziari dovranno quindi avviare le procedure di registrazione al Sid, seguendo le modalità descritte sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate. I dati e le informazioni relativi all'anno 2011 vanno inviati entro il 31 ottobre 2013.

Quelli relativi all'anno 2012 vanno invece inviati entro il 31 marzo 2014. A regime, gli operatori finanziari dovranno effettuare la comunicazione annualmente per poi trasmetterla entro il 20 aprile dell'anno successivo a quello al quale sono riferite le informazioni.

Quali sono i  dati da trasmettere con la comunicazione integrativa annuale? Sono quelliidentificativi del rapporto finanziario, quelli relativi ai saldi iniziali e finali del rapportoriferiti all'anno interessato dalla comunicazione e i dati degli importi totali delle movimentazioni distinte tra dare e avere per ogni tipologia di rapporto, conteggiati su base annua.

giovedì 4 aprile 2013

Tares, Anci: si paga a maggio. Maggiorazione da dicembre


Tares, Anci: si paga a maggio. Maggiorazione da dicembre

IN QUESTO ARTICOLO
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«Abbiamo ottenuto che la Tares venga pagata solo all'ultima rata», a novembre-dicembre, quando «sarà presente la sovrattassa che lo Stato incassa», nel frattempo «i Comuni potranno utilizzare per i pagamenti della raccolta rifiuti le vecchie modalità». A dirlo il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, lasciando Palazzo Chigi. «Questa - ha detto - é una grande vittoria dei sindacati, delle imprese e dei comuni. Siamo assolutamente convinti sia la strada giusta».

La maggiorazione andrà direttamente allo Stato
Insomma il pagamento della Tares, la nuova tassa sui rifiuti, inizierà dal prossimo mese di maggio, ma i 30 centesimi in più a metro quadro previsti verranno applicati solo da dicembre. La maggiorazione di 0,30 euro in più a dicembre «andrà direttamente allo Stato».
Decreto sblocca pagamenti entro lunedì
«Il governo ci ha garantito che il decreto che sblocca i pagamenti della Pa sarà varato entro il fine settimana o al massimo entro lunedì», ha chiarito Delrio, al termine dell'incontro con il governo a Palazzo Chigi. «Questa - spiega - é una grande vittoria dei sindacati, delle imprese e dei comuni. Siamo assolutamente convinti sia la strada giusta».
Immediatamente disponibili sette miliardi per le imprese
Nel decreto del governo che sblocca i pagamenti delle pa saranno «immediatamente disponibili sette miliardi alle imprese», ha detto il presidente dell'Anci.

martedì 12 marzo 2013

Fisco, vincite alla lotteria: ecco cosa fare


Fisco, vincite alla lotteria: ecco cosa fare



I fortunati vincitori delle lotterie nazionali saranno premiati due volte: sia che si tratti di una vincita di qualche centinaia di euro sia che la vincita ammonti a milioni di euro, infatti, non si dovrà adempiere ad alcuna incombenza fiscale. Per quanto riguarda i giochi del lotto, totocalcio, lotterie nazionali, giochi di abilità e altri concorsi a pronostico esercitati dallo Stato italiano, le tasse, ovviamente, sono già comprese nel costo del biglietto stesso. Bisogna però fare attenzione perchè se con questo denaro proveniente dalla vincita si compra, ad esempio una casa, occorre dichiarare la proprietà dell’immobile nella denuncia dei redditi.


In aggiunta, i prossimi vincitori della famosissima lotteria non dovranno neanche scontare il prelievo aggiuntivo previsto per altri tipi di giochi come Gratta e Vinci, Superenalotto – Superstar e Win for life. Per riscuotere i vari premi della lotteria Italia, il regolamento delle lotterie nazionali prevede che i vari biglietti vincenti, mantenuti integri ed in originale, devono essere presentati all’Ufficio premi del “Consorzio lotterie nazionali – viale del Campo Boario, 56/D – 00154 – Roma”, anche tramite raccomandata, indicando le proprie generalità, l’indirizzo del richiedente e le varie modalità di pagamento (bonifico bancario, assegno circolare o bonifico postale).

Come alternativa è possibile presentare il proprio biglietto vincente presso un qualsiasi sportello della Banca Intesa (presente in ogni città e su tutto il territorio nazionale), la quale provvederà a inoltrarlo all’Ufficio premi del Consorzio lotterie nazionali, rilasciando al vincitore giocatore una apposita ricevuta di lascio. Consigliamo preferibilmente di consegnare i biglietti di persona, o se si vuole mantenere l’anonimato, rivolgersi ad un notaio di fiducia. Per poter riscuotere i premi dopo una vincita, ci sono circa sei mesi di tempo massimo: i biglietti vincenti, devono essere obbligatoriamente presentati entro il 180esimo giorno successivo a quello della pubblicazione dei numeri vincenti estratti sulla Gazzetta Ufficiale.

giovedì 11 ottobre 2012

Chi guadagna e chi perde dagli interventi su Iva, Irpef e detrazioni


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Dalle persone alle cose, ovvero lo scambio tra la riduzione dell'Irpef e un aumento dell'Iva dopo tanti annunci nel tempo si è concretizzato con la legge di stabilità approvata nella notte di ieri. Affiancato alla norma sui "cieli bui"verrebbe da dire un taglio della pressione fiscale realizzato quasi a fari spenti. Stando a quanto dichiarato dal Governo e in attesa di leggere le quantificazioni e le norme licenziati dall'Esecutivo, l'effetto del taglio di un punto percentuale sui primi due scaglioni dell'Irpef non potrà non tener conto dell'effetto che produrrà su consumi e tasche degli italiani l'aumento di un punto delle due aliquote Iva del 10 e del 21%, in programma a partire da luglio 2013. Non solo. Lo sconto notturno sull'Irpef non potrà non tenere conto della stretta sulla rimodulazione delle detrazioni e delle deduzioni Irpef «secondo equità», come ha dichiarato ieri lo stesso ministro dell'Economia, Vittorio Grilli.

Quanto potrebbe valere la riduzione Irpef
Per capire "al buio" quanto potrebbe valere la riduzione di un punto percentuale dell'Irpef del primo scaglio con aliquota al 23% (ridotta al 22) e redditi dichiarati fino a 15mila euro e del secondo scaglione con aliquota al 27% (ridotta al 26), ci si può servire delle analisi statistiche sulle dichiarazioni dei redditi rese note dal Dipartimento delle Finanze. Da questi dati, che ricordiamo fotografano solo i contribuenti che si dichiarano al fisco e non certo chi si nasconde o evade, emerge che sono circa 33 milioni i soggetti che presentano Unico o il 730 dichiarando fino a 28mila euro. E per questa platea l'effetto della riduzione della pressione fiscale sarà pari all'1 per cento.

Il taglio si spalma su altri 8 milioni di contribuenti
Ma attenzione. Manovrando sulle aliquote lo sconto concesso dal governo produce effetti su tutta la curva Irpef, infatti man mano che il reddito cresce quel taglio della pressione fiscale si spalma su tutti i restanti 8 milioni di contribuenti Irpef. Per fare due rapidi conti un contribuente che dichiara 20mila euro con i primi due scaglioni ante legge di stabilità 2013 e al netto di possibili detrazioni e deduzioni deve al Fisco 4.800 euro di imposta. Con la riduzione delle due aliquote al 22 e al 26% il risparmio per il contribuente è di 200 euro (l'imposta dovuta scende infatti a 4.600 euro). Duecento euro annui che comunque difficilmente potranno bilanciarsi con l'aumento di un punto delle due aliquote Iva del 10 e del 21% che produrranno comunque un aumento sui consumi. Una partita di giro che si completa con la rimodulazione delle detrazioni e delle deduzioni Irpef.

Doppia stretta sulle deduzioni
Una doppia stretta che riguarda le deduzioni dell'articolo 10 del Tuir come gli assegni al coniuge, le spese per adozioni internazionali, la perdita di avviamento, nonché le detrazioni d'imposta del 19% indicate nell'articolo 15 del testo unico. In quest'ultimo caso faranno eccezione le spese mediche. Il meccanismo messo a punto per recuperare risorse da "girare" a copertura del taglio dell'Irpef prevede per le deduzioni l'introduzione di una franchigia di 250 euro per i redditi superiori a 15mila euro. In sostanza per un assegno al coniuge di 300 euro annui la deduzione si riduce a 50 euro. Per le detrazioni d'imposta al 19%, invece, viene introdotta una soglia complessiva di 3mila euro della detrazione di imposta sulle spese sostenute dal contribuente (come, per esempio, interessi passivi per i mutui, spese veterinarie, quelle funebri). In sostanza, un contribuente che avrà sostenuto spese per 15.800 euro porterà in detrazione l'imposta 3mila euro, ovvero 400 euro in meno rispetto al 19 per cento. A conti fatti tra il costo delle "cose" in aumento e sconti fiscali ridotti, la riduzione della pressione fiscale rischia di restare una partita di giro.