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sabato 16 febbraio 2013

ACQUA PUBBLICA, A BRUXELLES UN MILIONE DI FIRME CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE


ACQUA PUBBLICA, A BRUXELLES UN MILIONE DI FIRME CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE
L'annuncio ufficiale arriva dal vicepresidente della Commissione UE Maros Sefcovic: un milione di persone ha aderito alla campagna Right2Water attraverso lo strumento noto come Iniziativa dei Cittadini Europei, che permette di sottoporre a Bruxelles temi di interesse comunitario, raccogliendo appunto un milione di firme in almeno 7 Paesi dell'Unione.
Il comitato promotore - che raccoglie una serie di organizzazioni in Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia (con CGIL Funzione Pubblica e Forum italiano dei movimenti per l'acqua), Olanda, Repubblica Ceca, Romania e Spagna - ha centrato l'obiettivo in meno di sei mesi. E ha già annunciato di voler doppiare il traguardo: la campagna continuerà fino a settembre per arrivare a due milioni di firme e mettersi al sicuro dal rischio che parte delle adesioni vengano considerate non valide.
Una volta terminata la raccolta, infatti, le sottoscrizioni devono essere certificate dalle autorità competenti degli Stati membri coinvolti. Solo a quel punto l'ICE viene trasmessa alla Commissione Europea, che deve esaminare la richiesta e decidere come procedere.
Nel caso di Right2Water, la richiesta rivolta a Bruxelles è di proporre norme comunitarie per l'accesso universale all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari e contro la privatizzazione, in linea con lo slogan dell'iniziativa “L'acqua è un diritto, non una merce”.
Gli organizzatori della campagna saranno chiamati ad illustrare l'iniziativa all'Esecutivo UE e potranno presentarla in un'audizione pubblica al Parlamento Europeo, dove la presidente della Commissione Petizioni Erminia Mazzoni si è già detta pronta a convocarli. Il tutto, entro tre mesi, scaduti i quali la Commissione Europea dovrà adottare una comunicazione con le conclusioni sull'ICE.
Lì l'Esecutivo UE spiegherà come intende procedere e, se lo riterrà impossibile, dovrà motivare l'eventuale decisione. La strada da qui in poi non è affatto in discesa: la proposta della Commissione potrebbe non arrivare; agli Stati membri, soprattutto ad alcuni, l'idea di sottrarre al mercato una risorsa così preziosa probabilmente sembrerà fuori discussione. La mobilitazione dovrà essere ancora maggiore a quel punto per strappare un risultato.
Intanto, un importante risultato è stato raggiunto e ad ammetterlo è lo stesso Sefcovic: "L'obiettivo delle iniziative dei cittadini europei è quello di innescare dibattiti paneuropei sulle questioni che preoccupano i cittadini di tutta Europa e ottenere che quelle questioni entrino nell'agenda comunitaria. Right2Water ha certamente ottenuto questo".

giovedì 17 gennaio 2013

L’ACQUA PUBBLICA CONVIENE, PARIGI LO DIMOSTRA


L’ACQUA PUBBLICA CONVIENE, PARIGI LO DIMOSTRA
di A. P.
27 milioni. Sono i cittadini che recandosi alle urne nel giugno del 2011 si sono espressi per una gestione dell'acqua pubblica e fuori dalle logiche del mercato. E mentre nel nostro Paese la volontà espressa dagli italiani con il voto referendario continua ad essere ignorata dal Governo, l'esempio di Parigi dimostra che passare ad una gestione totalmente pubblica dell'acqua conviene.
Dal 1° gennaio 2010 nella capitale francese l'ente di diritto pubblico Eau de Paris ha rilevato dalle due multinazionali Veolià e Suez la gestione della rete idrica di Parigi. Il risultato è stato un risparmio di 35 milioni di euro l'anno e l'abbassamento dell'8% della bolletta dell'acqua.
Tale risultato è la diretta conseguenza della ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e della gestione in house da parte della società Eau de Paris, in carica della produzione, della distribuzione e della fatturazione.
A Parigi la ripubblicizzazione del servizio idrico è stata accompagnata da un alto livello di investimenti, da una gestione rinforzata del patrimonio, da una politica di preservazione della risorsa acqua e da una qualità di servizio migliorata. A ciò si aggiungono misure sociali mirate per coloro che hanno un reddito basso.
Come ha spiegato Anne Le Strat, presidente di Eau de Paris, la ricetta è questa: risparmiare assumendo la gestione diretta di tutti i servizi, dalla captazione fino alla fatturazione ; eliminare l'obbligo di remunerare gli azionisti, fattore tipico delle società di diritto privato, godendo in più di vantaggi fiscali legati agli enti pubblici.

sabato 5 gennaio 2013

A REGGIO EMILIA E PROVINCIA L’ACQUA SARÀ FUORI DAL MERCATO


A REGGIO EMILIA E PROVINCIA L’ACQUA SARÀ FUORI DAL MERCATO
Buone notizie dal fronte della battaglia per l'acqua pubblica. Nella provincia di Reggio Emilia, la stessa che aveva condotto alle urne la maggiore percentuale di votanti nei referendum del 2011, si è compiuto un passo importantissimo sulla via della ripubblicizzazione: il 21 dicembre i sindaci del territorio reggiano riuniti nel Consiglio Locale di Atersir (l'ente che ha sostituto gli Ato emiliani), hanno deliberato che il servizio idrico dell'intera provincia sarà affidato "in house" a un soggetto interamente pubblico.
Il movimento per l'acqua pubblica e i milioni di cittadini che hanno votato ai referendum hanno dunque potuto respirare una boccata d'aria pura – o per meglio dire, bere un sorso d'acqua fresca – seppur in parte inquinata dalle delusioni post-natalizie, con l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas che il 28 dicembre ha approvato il nuovo Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato aprendo le porte ai profitti sull'acqua, in netto contrasto col secondo quesito referendario.
Ma torniamo alla provincia di Reggio Emilia e alle buone notizie. La decisione era stata preceduta da una serie di colpi di scena politici che avevano visto i gruppi locali del Partito Democratico, in particolar modo quello del Comune di Reggio Emilia, guidato dal sindaco Graziano Delrio, cambiare improvvisamente rotta e passare sulla sponda dell'acqua pubblica.
Solo pochi mesi fa, a settembre, Delrio si era schierato di fatto a favore delle privatizzazioni sostenendo che era impensabile scorporare la gestione dell'acqua da Iren, l'enorme multiservizi che gestisce i servizi locali nel reggiano e in altre zone d'Italia. In precedenza si era detto persino favorevole alla fusione della stessa con Hera, per creare una colossale multiutility, una sorta di multinazionale dei servizi locali.
Poi l'improvviso cambio di rotta, sancito il 17 dicembre dal voto del consiglio comunale reggiano che impegnava il sindaco Delrio a prendere una posizione netta e decisa a favore della ripubblicizzazione del servizio idrico in sede di assemblea dei sindaci. La decisione del gruppo PD è arrivata all'ultimo istante, tenendo col fiato sospeso il Comitato Acqua Bene Comune, promotori della mozione.
Ma cosa c'è dietro all'improvviso dietrofront? Probabilmente ha pesato – eccome – la manifestazione che proprio a Reggio Emilia si è tenuta il 15 dicembre. In quell'occasione sono scese in piazza più di mille persone a chiedere a gran voce il rispetto dei referendum ed un ritorno ad una gestione pubblica e partecipata della risorsa.
Altrettanto importante è stata la battaglia interna al partito condotta da Mirko Tutino, assessore provinciale all’Ambiente da tempo impegnato nella trattativa tra sindaci e comitati.
Così si è giunti dapprima alla mozione del comune di Reggio Emilia, infine alla decisione storica presa dall'assemblea dei sindaci del reggiano. Proprio il 21 dicembre, giorno di rinascita in cui i Maya indicavano l'inizio di una nuova era, è giunta la sentenza: il contratto con Iren, scaduto da un anno e attualmente in proroga, non verrà rinnovato; né si procederà al bando europeo; piuttosto la gestione del servizio idrico tornerà nelle mani del pubblico, probabilmente sotto la forma di una azienda speciale (queste le linee emerse dall'assemblea dei sindaci).
Reggio Emilia e dintorni diventerà dunque con ogni probabilità il secondo ambito territoriale italiano ad applicare i dettami del referendum. Il primo è stato Napoli, che proprio lo scorso 21 novembre grazie alla Giunta De Magistris ha convertito la società per azioni Arin nell'azienda speciale ABC Napoli (con ABC che sta per Acqua Bene Comune).

domenica 18 novembre 2012

COOP E FEDERUTILITY INSIEME PER L’ACQUA PUBBLICA


COOP E FEDERUTILITY INSIEME PER L’ACQUA PUBBLICA
di Pietro Mezzi
Accordo tra Coop, la centrale cooperativa della grande distrbuzione, e Federutility – la Federazione nazionale che raggruppa le società pubbliche e private che operano nei settori gas, energia e acqua – per informare i consumatori sulla qualità dell'acqua di rubinetto. "Sull'acqua il massimo della trasparenza": è questo il nome scelto dalla campagna di informazione nazionale che coinvolgerà ben 500 punti vendita della Coop. Nei centri commerciali, nei mega store e nei punti vendita della centrale cooperativa verranno esposte le tabelle contenenti i parametri sulla qualità dell'acqua di casa e verranno distribuiti milioni di opuscoli informativi descrittivi di ciascuno dei parametri chimico-fisici esaminati. Una grande operazione di informazione e di sensibilizzazione per promuovere l'acqua pubblica. I dati verranno forniti dai gestori pubblici del servizio idrico della zona, aderenti a Federutility. Per Coop non si tratta di una novità: già due anni fa aveva lanciato la campagna "Acqua di Casa Mia" per promuovere l'acqua del sindaco e l'acquisto di acqua minerale imbottigliata alle fonti più vicine al punto vendita. Questa volta l'operazione avviene in collaborazione con Federutility, che rappresenta il 95% delle aziende che gestiscono il servizio idrico nazionale. Per Enrico Migliavacca – vicepresidente vicario di ANCC-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop) – la scelta di esporre le tabelle sulla qualità dell’acqua del rubinetto "è una scelta coerente con i principi di tutela dell’ambiente e di promozione di un consumo consapevole, che sono tipici del nostro modo di fare impresa. Per noi è doveroso mettere i consumatori nelle condizioni di scegliere responsabilmente e sul tema dell’acqua abbiamo ritenuto urgente fornire gli strumenti necessari per esercitare il diritto di scelta. In assenza di informazioni complete sulla qualità dell’acqua, sappiamo bene che i cittadini possono avere una percezione sbagliata in termini di affidabilità e comunque sono portati a deciderne il consumo principalmente in base al sapore”.
Per Mauro D’Ascenzi – vicepresidente di Federutility – “La sensibilità dei cittadini verso l’ambiente e verso la qualità dell’acqua è cresciuta negli anni. Le aziende pubblicano da tempo i parametri di qualità dell’acqua sulle proprie bollette e ormai quasi tutte hanno delle pagine web con i dati aggiornati. Il valore aggiunto di questa iniziativa per la promozione dell’acqua di rubinetto è far riflettere il cittadino mentre fa la spesa. Del resto, il livello qualitativo dell'acqua italiana è tra i più alti d'Europa nonostante le tariffe più basse. Non è questione di fortuna, ma delle decine di migliaia di controlli quotidiani effettuati su tutta la rete”.
Luca Lucentini – dell’Istituto Superiore di Sanità – ha sottolineato che “Garantire adeguati strumenti di conoscenza sul complesso di azioni che presiedono alla qualità delle acque destinate al consumo umano nel territorio e informare, attraverso una comunicazione bidirezionale, i consumatori sulle caratteristiche di qualità delle proprie acque, è la base per consentire decisioni consapevoli e incentivare utilizzi equilibrati e sostenibili delle risorse idriche, a difesa e valorizzazione di questo bene insostituibile che è l’acqua”.
Nove sono i parametri pubblicati nella “Lista della trasparenza”, la tabella informativa che sarà esposta in ciascuno dei punti vendita che aderisce all’iniziativa e che sarà aggiornata periodicamente a cura dei vari gestori dei servizi idrici locali. Per ciascun parametro vengono presentati i limiti previsti dalla legge e il valore analizzato nel territorio di pertinenza. I nove parametri, individuati come significativi dal punto di vista chimico-fisico, in accordo con gli orientamenti dell’Istituto Superiore di Sanità, sono relativi a concentrazione ioni idrogeno, cloruri, ammonio, nitrati, nitriti, residuo secco a 180°, durezza, fluoruri e sodio.