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martedì 2 luglio 2013

IL RISCHIO DROGA NEL LAZIO

IL RISCHIO DROGA NEL LAZIO
Oggi sappiamo che almeno un milione di giovani italiani fra i 14 e i 18 anni fa uso di alcol o droghe di qualche tipo, avvicinandosi sempre più spesso alla dipendenza. Sono addirittura 30.000 quelli che ogni anno cercano di togliersi la vita. Una situazione drammatica, visto che 120 di loro, purtroppo, riescono nel tragico gesto (Società Italiana di Psichiatria).
È l’analisi dell’Osservatorio di Codici che aggiunge: «Per quanto riguarda in particolar modo l’uso delle droghe, il rapporto del CEIS (Centro Don Picchi) parla della marijuana come di uno dei principali strumenti di aggregazione sociale, consumata per far colpo sulle ragazze, per moda o per difesa. Sembra che addirittura l’85% dei giovani entri in contatto con la droga. I dati sono sconcertanti, sembra che negli ultimi tre anni a Roma il consumo di droghe leggere sia aumentato di circa il 30% tra i ragazzi dai 12 ai 18 anni. Almeno tre giovani su cinque, invece, entrano in contatto anche con le nuove droghe sintetiche. Si consideri poi che la droga è facilmente acquistabile su Internet, così si spiega la grande facilità di accesso di tali sostanze anche per i minori. Oltre alle droghe leggere è riapparsa anche l’eroina. Almeno 50.000 persone tra i 13 e i 48 anni sono tornate ad usarla, con un incremento del 37% rispetto al 2011.
Il Codici si è ampiamente interessato alla questione considerando il più vasto contesto tematico degli stili di vita dannosi per la salute. Esistono, infatti, stili di vita sani e stili di vita deleteri. Tra questi ludopatie, alcol e droghe sono considerate forme di dipendenza che rientrano in uno stile di vita molto rischioso.
L’associazione Codici, a tal proposito, si è fatta promotrice, insieme alla Regione Lazio, di un progetto dal titolo “Io la mia vita non me la gioco”, rivolto ai ragazzi in età scolastica (iniziativa svolta nell’ambito del Programma Utenti e Consumatori 2011 della Regione Lazio) a cui hanno contribuito anche i Comuni di Ceprano, Frosinone, Priverno e Carbognano. Dai corsi effettuati dal Codici nelle scuole è emerso che il consumo di droga viene percepito come un comportamento scorretto, una cosa da non fare e che porta dei rischi. Lo stesso consumo di sigarette viene considerato un comportamento socialmente non accettato. In sintesi, nessuno dei ragazzi ha dichiarato di fare uso di droghe leggere, solo il 30% ha dichiarato di essere incuriosito dalla cannabis e nessuno ha dichiarato di essere incuriosito da droghe pesanti quali: ecstasy e cocaina. Tuttavia, l’80% dei ragazzi delle scuole superiori ha dichiarato di avere tra amici persone che fanno uso di droghe leggere. Concludendo, quello del consumo di droghe resta tutt’oggi un fenomeno molto presente tra i minori, ma di cui si parla ancora con grande difficoltà».

«Quella della droga è una piaga che purtroppo ha preso molto piede tra i giovani - commenta Monia Napolitano, sociologa Codici - ma, come emerge dai corsi effettuati dall’Associazione negli Istituti Scolastici, c’è ancora molta ostilità ad affrontare l’argomento. I ragazzi non mostrano una particolare apertura al dialogo sulla questione, da qui l’esigenza e la necessità di portare avanti iniziative volte alla sensibilizzazione del fenomeno e alla necessità di rivedere le normative che regolano il settore».

venerdì 9 novembre 2012

Spaccio di droga, estorsioni e usura: 35 arresti tra Fondi e Terracina

Droga a Fondi e Terracina, clan sgominato: 35 arresti

Spaccio di droga, estorsioni e usura: 35 arresti tra Fondi e Terracina

Sgominato dai carabinieri una sorta di clan a conduzione familiare ma con affari d'oro: sequestrati terreni, abitazioni e attività commerciali. Gestivano il traffico di eroina e cocaina

di Christian Capuani - 6 novembre 2012
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Il maggiore Rinaldi, il colonnello De Chiara e il capitano Spadari
Il maggiore Rinaldi, il colonnello De Chiara e il capitano Spadari

STORIE CORRELATE

Gran parte dell'eroina e della cocaina che finiva sulle piazze di Fondi e Terracina passava per le loro mani. Con un nucleo fidato di pochi corrieri che da Roma trasportavano lo stupefacente arrivato dalla Spagna e sfruttando una rete di pusher sparsi per il territorio piazzavano chili di droga nel sud pontino. E all'alba di oggi le indagini dei carabinieri, che dal 2009 ad oggi avevano sequestrato vasti quantitativi di droga, hanno condotto all'arresto di 35 persone e al sequestro di beni, conti correnti, attività commerciali e società per un valore di circa 8 milioni di euro.
Pesantissime le accuse accettate dal gip e formulate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Roma, che ha continuato il lavoro iniziato tre anni fa dai colleghi di Latina, i pm Raffaella De Pasquale e Cristina Pigozzo: a 24 dei 35 arrestati viene contestata addirittura l'associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, oltre ai reati di detenzione e spaccio di stupefacenti, detenzione di armi comuni da sparo e da guerra e intestazione fittizia di beni. Quattro degli indagati - i veri e propri corrieri della droga - erano già in carcere, sedici sono finiti oggi ai domiciliari, mentre per una persona è stato predisposto solo l'obbligo di firma.
"Riteniamo di aver dato un duro colpo al traffico di stupefacente" afferma il maggiore Pierluigi Rinaldi, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Latina. "La droga arrivava via nave dalla Spagna, più precisamente da Barcellona, sfruttando i mancati controlli dovuti al trattato di Schenghen - aggiunge il capitano Luigi Spadari - e finiva in parte sulla piazza di Roma e in parte tra Fondi e Terracina".
A capo del gruppo criminale c'era Carlo Z., 51 anni, residente a Fondi ma di fatto domiciliato a Roma, nel lussuoso quartiere dei Parioli. Una parte degli affari con la polvere bianca venivano infatti portati avanti proprio nella Capitale. Nel sodalizio criminale era praticamente coinvolta tutta la sua famiglia, dalla moglie ai figli, che gestivano proprietà e conti correnti. "Un aspetto interessante - sottolinea il colonnello Giovanni De Chiara, comandante provinciale dei carabinieri - è il fatto che il gruppo criminale assisteva economicamente le famiglie delle persone che finivano in carcere, così come succede nelle organizzazioni mafiose".
Nel corso delle indagini gli uomini dell'Arma hanno provveduto a sequestrare 14 kg di cocaina, 50 di hashish, 100 grammi di eroina, un mitra e due pistole con matricola abrasa. Confiscato anche un ingente patrimonio di beni: 16 abitazioni, un albergo bed & breakfast a Fondi, 3 terreni, 8 società di rivendita auto e autoscuola, 12 conti correnti e vari libretti risparmio, 3 polizze vita, varie auto e moto.
Per Carlo Z. è scattata inoltre l'accusa di estorsione e usura, formulata dal pm Raffaella Falcione e convalidata dal gip Costantino De Robbio. Gli accertamenti condotti dagli uomini del nucleo operativo di Formia, diretti dal comandante Pasquale Saccone, hanno fatto emergere almeno due casi in cui il denaro accumulato dal sodalizio criminale è stato "reinvestito" nel prestito a strozzo.


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martedì 23 ottobre 2012

Latina, 15 arresti: ancora nei guai i Baldascini


Latina, 15 arresti: ancora nei guai i Baldascini

polizia-arrestoStamattina, la Squadra Mobile di Latina ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere ed una misura degli arresti domiciliari emesse dal GIP del Tribunale di Latina nei confronti di 15 pregiudicati, a conclusione di un'attività investigativa per traffico di stupefacenti che ha coinvolto le provincie di Latina, Napoli, Caserta, Pescara e Roma.
 L'indagine trovava origine dagli elementi emersi nel corso dell'attività investigativa che aveva portato all'arresto del responsabile di un tentativo di omicidio ai danni di un cittadino extracomunitario avvenuto nel gennaio del 2011. Le intercettazioni telefoniche allora disposte avevano fatto luce su di un gruppo di soggetti di Latina, del sud Pontino e della Campania dediti abitualmente allo spaccio di sostanze stupefacenti.
La Procura della Repubblica di Latina, (dr.ssa Tortora), ha disposto le intercettazioni telefoniche dei soggetti coinvolti, i cui esiti consentivano di accertare una intensa attività illecita di acquisto, detenzione e cessione di diversi tipi di sostanze stupefacenti, hashish, cocaina ed eroina.
Il contenuto delle conversazioni, nonostante l'utilizzo di un linguaggio criptico, caratterizzato da sottintesi, fatto di mezze frasi, con luoghi di incontro preordinati, era assolutamente significativo in ordine al commercio della droga posto in essere dagli indagati senza soluzione di continuità per tutto il periodo dell'indagine.
Nel corso dell'attività ed in particolare nel maggio del 2011, sono stati sequestrati kg.35 di hashish, trasportati da Napoli all'interno dei pannelli di un'autovettura, con destinazione Pescara, per la consegna ad un pregiudicato locale. La Squadra Mobile di Latina, al termine di un laborioso pedinamento, riusciva ad intercettare il veicolo e trarre in arresto i 4 occupanti.
Sono stati effettuati numerosi sequestri di cocaina ed eroina, nell'ordine di 150 grammi, grazie agli elementi forniti dalle intercettazioni telefoniche ed i servizi di osservazione di volta in volta predisposti.
Al vertice del gruppo venivano individuati due pregiudicati locali originari di Casal di Principe (CE), con precedenti per traffico di sostanze stupefacenti e per estorsione, uno dei quali indagato dalla DDA di Napoli per 416 bis, essendo ritenuto fiancheggiatore del clan dei Casalesi e l'altro condannato per l'omicidio di SOLDI Giorgio, avvenuto nel 2009 a Latina.
Tra gli arrestati, emerge un pregiudicato già noto per aver attinto a colpi d'arma da fuoco ed a scopo intimidatorio, l'autovettura di un Ispettore della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di Fondi.

mercoledì 19 settembre 2012

Fondi: La fabbrica degli «acidi»

La frase «strappata» alle Vele a un pusher di camorra dal cronista di Panorama Carlo Puca
La fabbrica degli «acidi»
Rivelazioni choc da Scampia: «Li produciamo nel Basso Lazio, vicino Fondi»
UNA frase, pronunciata da un pusher di
Scampia così, en passant, senza nemmeno
pensarci troppo mentre spiega al «neofita»
il mercato della droga controllato dalla camorra e la sua provenienza. Quel neofita era
in realtà un giornalista del periodico Panorama, Carlo Puca, infiltrato alle Vele per tre
mesi. L’inchie -
sta è comparsa
questa settimana sulle pagine
del periodico, e
racconta il diet r o   l e   q u i n t e
de l lo  spa c c io
alle Vele. Proprio mentre Puca ascolta gli spacciatori parlare in libertà
della provenienza delle droghe piazzate sul
mercato dalla camorra, spunta quella frase:
«Abbiamo due fabbriche» appunterà poi il
cronista da un Internet point, in una e-mail
con le testimonianze raccolte «una nel Sannio e l’altra nel Basso Lazio, vicino Fondi».
Il riferimento è a laboratori che fabbricano
«acidi», i derivati del «Lsd» ma forse anche
anfetamine, e pasticche di ecstasy. Questo
tipo di droga, secondo quanto raccontato al
giornalista di Panorama, a differenza di
hashish, marijuana, cocaina, eroina, che
arrivano in gran parte dal Marocco, via
Spagna, verrebbe prodotta «in casa», e per
casa gli uomini dello spaccio a Scampia
intendono. il Sannio e il Basso Lazio «vicino Fondi». La notizia è arrivata anche
all’orecchio delle forze dell’ordine. Certo,
la frase «vicino Fondi» può voler dire tanti
posti per uno che fa il pusher dei piani bassi
della catena criminale. Pure, quel riferimento preciso nel Basso Lazio, anche solo per
orientarsi, apre interrogativi. Le coordinate
indicate dai due spacciatori al cronista, insomma, appaiono secche e precise. Dunque, sono questi i posti in cui si fabbricano
droghe sintetiche per lo spaccio di Scampia? Troppo presto per rispondere. Ma se
così fosse sarebbe indice di un salto di
qualità della malavita organizzata. E da noi
non si dovrebbe più parlare di infiltrazioni
ma di radicamento sul territorio. Almeno se
è vero che avere un laboratorio della droga
significa poter contare su una
filiera che dalla produzione passi al trasporto. La cronaca recente ci dice che, a fronte di ingenti
e importanti operazioni antidroga che riguardano i traffici di
hashish, marijuana, cocaina ed
eroina, molti dei quali intercettati proprio lungo la rotta campana, poco o nulla sul territorio
riguarda le droghe sintetiche. Il
che non fa che rendere le affermazioni strappate ai manovali
della droga di Scampia dal giornalista Carlo Puca, ancora più
indecifrabili. Restano una marea di domande: che cosa intendono i pusher di Scampia per
«fabbriche»? Chi le gestisce, chi
trasporta la droga fino a Scampia, e quali altre ramificazioni
prende lo spaccio. Ma soprattutto, quali appoggi ha la camorra
nel Basso Lazio? Tutti interrogativi destinati al momento a
rimanere senza risposta, in attesa che si capisca meglio la consistenza di quelle rivelazioni «strappate» in
incognito da un giornalista coraggioso alla
manovalanza criminale della camorra.
Diego Roma