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sabato 12 gennaio 2013

Anche Renzi all'attacco: "Monti è diventato un demagogo"


Anche Renzi all'attacco: "Monti è diventato un demagogo"

E Fassina: "Ok all'Imu ma sui grandi patrimoni"

Dopo l'attacco di Bersani al Professore, anche Renzi fa sentire la sua voce e giudica Monti un 'demagogo' che ama la fantascienza visto che vuole 'innovare' con Casini e Fini. Liste: il Pd candida 4 personalità di spicco del mondo cattolico. In Puglia si dimette il segretario regionale: "Le liste pugliesi invase da 'immigrati dal nord'
Roma: Matteo Renzi e Pierluigi Bersani escono da un ristorante del centro dopo aver pranzato insieme (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)
Roma: Matteo Renzi e Pierluigi Bersani escono da un ristorante del centro dopo aver pranzato insieme (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)
Roma, 8 gennaio 2013 - Entra nel vivo la campagna elettorale e anche da sinistra non si risparmiano colpi anche duri al governo dei tecnici, ora entrato nell'agone della politica. Dopo l'attacco di Bersani al Professore ("La sua lista non è un bene per l'Italia"), anche 'l'altra faccia' del Pd, ovvero Matteo Renzi, fa sentire la sua voce e giudica Monti un 'demagogo' che ama la fantascienza visto che vuole 'innovare' con Casini e Fini.
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Da parte sua il moderato del Pd Enrico Morando risponde all'alleato Nichi Vendola - che aveva mandato i super-ricchi all'inferno - ricordandogli che 'la sinistra combatte la povertà, non i ricchi'.
Ma intanto il Pd continua ad aggiungere candidati della 'società civile' alla sua squadra - gli ultimi reclutati sono 4 dell'associazionista cattolico - e sta decidendo i criteri di candidabilità. E non mancano le polemiche che arrivano stavolta dalla Puglia.
POKER DI CATTOLICI -  Pier Luigi Bersani candida quattro personalità di spicco del mondo cattolico. Dal Pd è stata annunciata oggi la candidatura di Edo Patriarca, presidente centro nazionale volontariato e organizzatore delle settimane sciali; Emma Fattorini, docente storia contemporanea alla sapienza; Ernesto Preziosi, ex vicepresidente dell’azione cattolica, direttore dell’istituto Toniolo dell’università cattolica; e, infine, di Flavia Nardelli, segretario dell’istituto Luigi Sturzo.
POLEMICHE IN PUGLIA - Le acque si agitano nel Pd in attesa della formalizzazione delle liste. Il segretario regionale pugliese del Pd, Sergio Blasi, annuncia di essersi dimesso dall'incarico ''in pieno ed assoluto dissenso col gruppo dirigente nazionale del Partito Democratico per aver tradito lo spirito delle primarie ed aver invaso le liste pugliesi di 'immigrati dal nord'''. La comunicazione, si legge in una nota della segreteria regionale, e' stata consegnata la scorsa notte alle 2.45 da Blasi ''a conclusione della riunione con i vertici nazionali del partito per la definizione delle postazioni nazionali da inserire nelle liste di Camera e Senato per la Puglia''.
IL NODO CANDIDABILITA' -  Un’autocertificazione sul rispetto dei requisiti di candidabilità per tutti i candidati del Pd: proporrà stasera alla Direzione nazionale il presidente della commissione di Garanzia Luigi Berlinguer in vista della presentazione delle liste elettorali. “Spero che stasera la Direzione approvi la mia proposta di far presentare a tutti i candidati un modulo di autocertificazione nel quale dichiarano di non trovarsi in una delle condizioni di incadidabilità previste dal codice etico del Pd e dalla recente normativa sulle liste pulite - ha spiegato Berlinguer -. Se passerà questo iter la segreteria potrà investire la commissione di garanzia del compito di verificare da qui al 21 i casi in difetto dei requisiti”.

RENZI ALL'ATTACCO - “Non sapevo che a Monti piacesse la fantascienza. Perché pensare di innovare la politica con Casini e Fini è come circumnavigare capo Horn con il pedalò. Fantascienza appunto”, è il colorito attacco del sindaco di Firenze tramite un'intervista a Repubblica nella quale attacca quei "quattro o cinque parlamentari che oggi agitano lo spauracchio di Vendola e Fassina ma non hanno esitato a votare la fiducia ai governi di Turigliatto e Diliberto”.
Renzi ribadisce che a Monti “va tutta la nostra riconoscenza” per il lavoro che ha fatto in questo anno ma, aggiunge senza risparmiare critiche al Professore, “la credibilità è il valore più importante di un politico. E’ come la reputazione di un brand: ci si mette anni a conquistarla, ci vuole un minuto a perderla”. Insomma, “non avrei mai detto non mi candido se pensavo di candidarmi. E poi sono un bipolarista convinto.
Mettersi nel mezzo è un errore,si sente l’unghia che stride”.
Inoltre dire ora giù le tasse da parte di chi le ha alzate per salvare il Paese “sembra demagogia”. Sul fisco e sulla promessa del Professore di “modificare” l’Imu e tagliare l’Irpef Renzi osserva che si tratta di “demagogia”. “Non puoi essere quello che alza le tasse per salvare il Paese e promette di ridurle per affrontare la campagna elettorale. Sembra demagogia” osserva il sindaco.
FASSINA SULL'IMU - Eliminare l’Imu sui bassi redditi per concentrarla sui grandi patrimoni: è la proposta di Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, che garantirebbe “maggiore equità al prelievo fiscale”. Fassina interviene a a Radio Anch’io: “Dobbiamo essere seri. Sembra che siamo tornati in una situazione normale, ma non è cosi’. C’è un peso insostenibile delle tasse soprattutto per coloro che sono in regola con i pagamenti”.
“Il redditometro - aggiunge - può essere uno strumento importante, ma si concentra sulla piccola evasione. Servono accordi interanazionali per la grande evasione. Per quanto riguarda l’Imu, va eliminata per le classi medie e i redditi bassi, per concentrarla sui grandi patrimoni”.
MORANDO A VENDOLA - "La sinistra combatte la povertà, non i ricchi. La lotta alla diseguaglianza non si fa attaccando i ricchi, bensi’ cambiando l’Italia per renderla un paese piu’ giusto", dice il senatore del Pd Enrico Morando rispondendo al leader di Sel che ieri ha dichiarato "i super ricchi vadano all’inferno".
"Mi permetto di ricordare a Vendola che iniziative sul patrimonio degli italiani cosi’ mal distribuito le ha prese il governo attuale. Abbiamo dovuto aspettare che ci fosse il governo di Monti - e grazie al sostengo fondamentale del Pd - per avere l’Imu, che e’ nient’altro che una patrimoniale sugli immobili", afferma Morando.

giovedì 10 gennaio 2013

Il Pd chiude le liste. Bersani: "Ci sentiamo vincenti". Ma non mancano le polemiche: in rivolta il Pd sardo


Il Pd chiude le liste. Bersani: "Ci sentiamo vincenti". Ma non mancano le polemiche: in rivolta il Pd sardo

"Più che i favoriti ci sentiamo vincenti". Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, al termine della Direzione del partito, che ha approvato le liste all'unanimità. "La presenza femminile nelle liste è intorno al 40 per cento. Una rivoluzione femminile da valorizzare e segnalare" ha affermato Bersani aprendo la riunione di direzione. Poi ha affermato: "La lepre da inseguire siamo noi e tutti faranno la gara dietro di noi. Noi siamo pronti alla guida del paese". Sulla stessa linea anche Enrico Letta. "Dei 38 capilista 15 sono donne" ha detto il vicesegretario illustrando le liste e negando uno scontro tra Roma e il partito sul territorio.
Alta tensione tra segreteria nazionale e Pd sardo - Crescono i malumori nel Pd sardo dopo la composizione delle liste da parte della direzione nazionale senza l'intesa con la delegazione sarda guidata dal segretario regionale, Silvio Lai. Dopo le dimissioni annunciate dal capogruppo Pd in Consiglio regionale della Sardegna, Giampaolo Diana, arrivano le dimissioni del vicepresidente del Gruppo, Marco Espa, e l'autosospensione dalla carica di segretario regionale dei giovani democratici, Mauro Usai.A Cagliari, i segretari provinciale e cittadino, Thomas Castangia e Yuri Marcialis, si sono detti pronti a rimettere il proprio mandato in attesa delle decisioni della direzione regionale, convocata a porte chiuse giovedìalle 16:30 ad Oristano. Giuseppe Frau ha annunciato le dimissioni irrevocabili da vicesegretario provinciale, esprimendo "sconcerto". Uno strappo arriva anche dal consigliere regionale, Giuseppe Cuccu, che ha scritto al segretario Pierluigi Bersani, per comunicargli le dimissioni da componente dell'Assemblea nazionale del partito, mentre un altro consigliere regionale, Chicco Porcu (alle primarie schieratosi con Renzi) si è autosospeso dal partito e ha chiesto al segretario regionale di "non capeggiare una lista che mortifica la Sardegna". 
Da Grasso a Capacchione: i nomi forti - Tra i nomi 'forti' degli 'esterni' ci sono quelli dell'ex procuratore Antimafia Piero Grasso che guiderà le liste in Senato in Lazio e quello della giornalista anti-camorra, Rosaria Capacchione capolista in Campania per il Senato. In corsa con il Pd ci saranno l'ex dg di Confindustria, il 'bocconiano' Giampaolo Galli (in Lombardia) ma anche l'ex segretario della Cgil Guglielmo Epifani (capolista in Campania 1 alla Camera). E, sempre dal mondo dei sindacati arriva Giorgio Santini, numero due della Cisl. Diversi i nomi degli esterni di area cattolica. Ci saranno, tra gli altri, Edoardo Patriarca, presidente del Centro Nazionale per il Volontariato ed Ernesto Preziosi, ex presidente dell'Azione Cattolica, la storica Emma Fattorini e Flavia Nardelli, candidata in quota renziana e figlia del segretario Dc Flaminio Piccoli (che dovrebbe correre come capolista in Piemonte 1 'soffiando' all'ultimo il posto di capolista all'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano). Dalla società civile arriva anche Valeria Fedeli, tra le fondatrici del movimento 'Se non ora quando?' (capolista in Toscana per il Senato).
Due 'outsider' anche dal mondo della stampa - Due 'outsider' anche dal mondo della stampa, l'ex numero due del 'Corsera' Massimo Mucchetti (in Lombardia per il Senato) e il direttore di Rainews24, Corradino Mineo (capolista in Senato in Sicilia). In quota Renzi arriva anche Yoram Gutgeld, direttore di McKinsey. Il sindaco di Firenze porta in Parlamento i suoi fedelissimi, tra gli altri, Lino Paganelli, Simona Bonafé e Luca Lotti oltre che gli ex parlamentari Paolo Gentiloni ed Ermete Realacci. In Parlamento sbarcheranno anche i giovani del comitato per le primarie di Pierluigi Bersani Roberto Speranza (capolista in Basilicata), Alessandra Moretti e Matteo Giuntella. Insieme all"uomo-macchinà delle primarie Nico Stumpo. Oltre allo storico Miguel Gotor. Soddifatta l'ala franceschiniana. Il presidente dei deputati porta in Parlamento diversi dei suoi fedelissimi, tra gli altri, Antonello Giacomelli e Francesco Garofani. Rientra per il rotto della cuffia la deputata Paola Concia (numero 3 in Abruzzo).