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mercoledì 12 giugno 2013

Il centrosinistra fa 'cappotto', 16 su 16. Centrodestra KO.

Il centrosinistra fa 'cappotto', 16 su 16. Centrodestra KO. Marino "Aiutatemi a cambiare Roma"

Alla fine è stato en plein. Il centrosinistra, a partire da Roma, ha conquistato tutti e 16 i capoluoghi in cui si votava per queste amministrative, 11 quelli vinti oggi ai ballottaggi. Tracollo del centrodestra che perde, oltre a Roma e al suo valore simbolico, le roccaforti di Imperia e Treviso (la prima 'feudo' di Scajola, la seconda, e da 20 anni, della Lega) per non contare Brescia, Iglesias, Viterbo, Siena (nonostante lo scandalo Mps), Lodi, Barletta, Ancona e Avellino. Degli undici capoluoghi in lizza nei ballottaggi, il centrosinistra ha confermato il primo posto in 6 e ne ha conquistati 5. A Roma il candidato del centrosinistra Ignazio Marino ha spodestato Gianni Alemanno: ha vinto le comunali con il 63,9% dei consensi, il sindaco uscente si e' fermato al 36,1% ("Sarò leale" ha detto dopo essersi per primo congratulato con l'avversario). Ma pesa l'astensionismo: ha votato il 44,9% dei romani, anche al di sotto della già scarsa media nazionale. In sostanza meno di un romano su due è andato a votare, una percentuale preoccupante, inferiore anche alla media nazionale attestata comunque sotto il 50%: il 48,5 contro il 59,7% del primo turno, undici punti in meno. Genovese, 58 anni, chirurgo specializzato in trapianti d'organo, ex senatore del Pd, Ignazio Marino vive a Roma da quando ha 14 anni. La sua candidatura è stata fortemente voluta da Goffredo Bettini e poi appoggiata dal nuovo segretario pro tempore del Pd Guglielmo Epifani e dal 'rottamatore' Matteo Renzi. Marino ha vinto capeggiando sei liste: una civica, quella del Pd, il Psi, i Verdi, il Centro democratico e Sel. "Mi rendo conto della responsabilità che la città mi consegna. Ci sono tante cose da fare insieme: vogliamo una Capitale che riprenda il ruolo internazionale che la storia le assegna, una città in cui si premi il merito e in cui non si dimentichi chi è rimasto indietro. La solidarietà, valore del centrosinistra, ha vinto" ha detto il neo-sindaco lanciando un appello a tutti "Aiutatemi a cambiare Roma". E i grillini? Hanno vinto i ballottaggi a Pomezia e Assemini: "un cammino lento ma graduale" ha commentato Grillo.

martedì 11 giugno 2013

Elezioni, trionfo Pd sul Pdl: 16 a zero nei capoluoghi. A Roma vince Marino su Alemanno

Elezioni, trionfo Pd sul Pdl: 16 a zero nei capoluoghi. A Roma vince Marino su Alemanno

In pochi sono andati a votare, con un'affluenza definitiva ferma al 48,5%, ma per il centrosinistra è stato un trionfo con 11 capoluoghi su 11 ai ballottaggi, 16 su 16 compreso primo turno. Primo fra tutti il successo romano di Ignazio Marino che è arrivato al 63,9%, staccando il sindaco uscente Gianni Alemanno fermo al 36%. Il Pd ha strappato anche i sindaci di Viterbo, Imperia, Brescia, Iglesias, Treviso e conferma quelli di Avellino, Lodi, Sondrio, Ancona, Isernia, Barletta, Massa, Pisa, Siena e Vicenza.
Marino vince a Roma - A Roma il candidato del centrosinistra, il medico Ignazio Marino, che già al primo turno aveva conquistato quasi il 43% dei consensi, ha strappato la città al sindaco uscente, Gianni Alemanno (Pdl), trionfando con il 63,9%; Alemanno si ferma al 36,1%. La città fa però anche segnare un preoccupante astensionismo: a Roma ha votato il 44,93%, -8% rispetto al primo turno quando era andato a votare poco più di un elettore su due. In generale, a livello nazionale l'affluenza ha segnato un calo di ben 11 punti rispetto a 15 giorni fa: ha votato il 48,5%, rispetto al 59,7% del primo turno. "Sento l'orgoglio di riprenderci la nostra Roma. faremo il possibile per essere all'altezza di questo ruolo", è stato uno dei passaggi della conferenza stampa con la quale il neo-sindaco ha accolto il risultato elettorale. Dall'altra parte Alemanno si accolla tutte le responsabilità della sconfitta - "non farò lo scaricabarile", ha detto - e promette collaborazione con la nuova anmministrazione.
Finita "l'era Gentilini" a Treviso - Nei capoluoghi brucia alla Lega la sconfitta di Gentilini, il "sindaco sceriffo" che, direttamente o indirettamente, ha guidato la politica di Treviso dal lontano '94. ''E' finita l'era Gentilini, è finita l'era della Lega e del Pdl", ha commentato lo stesso ex primo citadino.
Siena resta al Pd - A Siena, storica roccaforte del centrosinistra sconvolta dal caso Monte dei Paschi, Bruno Valentini (Pd, Sel e lista civica) riesce, con il 52% dei voti, a prevalere di misura su Eugenio Neri, che si ferma al 48%. Altro dato eclatante è quello di Brescia, dove, dopo 5 anni, la città torna ad essere guidata dal centro sinistra. Emilio Del Bono, sostenuto da Pd e civiche, ha ottenuto il 56,52% dei voti. Il candidato del centro destra, il sindaco uscente Adriano Paroli, si è fermato al 43,47%.
Imperia strappata al centrodestra - Un altro feudo strappato al centrodestra è Imperia: dopo 20 anni di governo di centrodestra, il feudo dell'ex ministro Claudio Scajola ha deciso di cambiare. Il nuovo sindaco è l'imprenditore Carlo Capacci, sostenuto da Pd e tre liste civiche, tra cui una che fa capo all'ex sindaco Paolo Strescino (ex Pdl) e che raccoglie dissidenti del Pdl. Ha vinto il ballottaggio con oltre il 76%; al candidato Pdl, Erminio Annoni, il 23,8%. Il centrosinistra torna anche alla guida di Viterbo, dopo 18 anni: Leonardo Michelini, con il 62,9% dei consensi, ha strappato la città al sindaco uscente Giulio Marini, che si è fermato al 37,1%.
Iglesias, Lodi e Barletta al centrosinistra - A Iglesias, commissariata e prima in mano al centrodestra, vince, anche se di misura, Emilio Gariazzo (Pd, Sel, Comunisti italiani, liste civiche) con il 51,7%. Il centrosinistra riesce a riconfermare la poltrona del sindaco a Lodi - dove vince Simone Uggetti (Pd, Sel e liste civiche) - a Barletta, dove si impone, con il 62,9%, Pasquale Cascella, giornalista ed ex portavoce del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ad Avellino, dove vince Paolo Foti, con il 60,6% dei consensi e ad Ancona. Qui Valeria Mancinelli, candidata del centro sinistra, ha battuto con il 62,6% lo sfidante del centro destra Italo D'Angelo (37,4%) ed è il primo sindaco donna della città.
Gli altri comuni - Negli altri 56 comuni al voto - 54 superiori ai 15 mila abitanti, 2 inferiori a questa cifra - 34 sono andati al centrosinistra, 2 se li è aggiudicati il Movimento Cinque Stelle: sono Pomezia (Latina) e Assemini (Cagliari). Negli altri 18 ha vinto il centrodestra. In alcuni, tuttavia, lo scontro è stato tutto interno a quest'area: è il caso di Sabaudia, dove il candidato di Fratelli d'Italia, Maurizio Lucci, ha vinto, con il 56,1%, su quello sostenuto da Pdl, La Destra e liste civiche, Giovanni Secci. O di Bisceglie, in Puglia, dove l'esponente sostenuto da Unione di centro e liste civiche, Francesco Carlo Spina, ha battuto il candidato del Pdl, Giovanni Casella.
Mele eletto a Carovigno - E a Carovigno (Brindisi) è sindaco Cosimo Mele, l'ex deputato dell'Udc dello scandalo a luci rosse dell' estate 2007 nell'Hotel Flora di Roma: ha battuto, sostenuto da diverse liste civiche, Antonia Gentile, sostenuta dal Pdl. Infine a Sulmona, funestata dalla morte del candidato Di Benedetto durante la campagna elettorale, ha vinto Giuseppe Ranalli (Pd).

martedì 28 maggio 2013

Vince l'astensione. Marino stacca Alemanno di 12 punti. M5S fuori dai ballottaggi. Cinque capoluoghi al centrosinistra

Vince l'astensione. Marino stacca Alemanno di 12 punti. M5S fuori dai ballottaggi. Cinque capoluoghi al centrosinistra

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(Ansa)(Ansa)
I dati delle comunali 2013 sono ancora parziali, ma si delinea un risultato insoddisfacente per il Movimento 5 Stelle che, allo stato, è escluso da tutti i ballottaggi nei comuni capoluogo di provincia. Nel 2012 i grillini conquistarono Parma. Il Pdl è fuori dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta e, al momento, anche dal ballottaggio di Avellino dove ci sarà uno scontro fra i candidati di centrosinistra e Udc. Il centrosinistra conferma sicuramente al primo turno i comuni di Vicenza e Massa e potrebbe spuntarla subito anche a Pisa, Sondrio, Isernia.

In tutti gli altri comuni capoluogo il centrosinistra parte in vantaggio ai ballottaggi contro il centrodestra. Solo a Brescia si registra una sostanziale parità: i candidati di centrodestra e centrosinistra hanno entrambi il 38% dei voti, con un testa a testa tra il sindaco uscente, Adriano Paroli del Pdl e il candidato del Pd Emilio Del Bono.

A Roma in testa Ignazio Marino con il 42,6% dei voti contro il 30,3% del sindaco uscente Gianni Alemanno. Interessante il dato di Treviso, dove lo 'sceriffo' leghista Giancarlo Gentilini ottiene il 34,9% dei voti contro il 42,5% del candidato del centrosinistra Giovanni Manildo. A Siena, Imperia, Lodi e ad Ancona si andrà al ballottaggio.

Ballottaggi a Siena, Isernia e Avellino
Probabile la riconferma del sindaco uscente a Vicenza: è Achille Variati, sostenuto da Pd, Udc ed una lista civica. Un ballottaggio si profila a Siena, dove (quando sono state scrutinate solo il 20% delle sezioni) è in testa il candidato del centrosinistra Bruno Valentini, con quasi il 40% dei consensi. A distanza il candidato del centrodestra con il 24,2%. AMassa il candidato del centrosinistra, Alessandro Volpi, quando sono state scrutinate solo il 10% delle sezioni, è al 54%; Gabriella Gabrielli, (Udc e liste civiche) ha ottenuto solo il 17,4% dei consensi. A Isernia è testa a testa tra il candidato del centrodestra e quello del centrosinistra, con una prevalenza di quest'ultimo. Testa a testa anche ad Avellino, ma sono ancora poche le sezioni scrutinate.

Anche a Barletta dove è in corsa Cascella si profila un ballottaggio
Barletta - sono solo 3 le sezioni scrutinate - è avanti l'ex portavoce del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Pasquale Cascella, ma si profila comunque il ballottaggio. A Lodi e Sondrio è in vantaggio del centrosinistra, ma mentre a Lodi è probabile il ballottaggio, a Sondrio Alcide Molteni (Pd, Psi e liste civiche) potrebbe anche vincere al primo turno.
A Vicenza Variati verso la conferma al primo turno
«Un risultato straordinario», ha commentato Achille Variati, candidato sindaco del centrosinistra a Vicenza, che probabilmente sarà confermato sindaco al primo turno. Per ora Variati conta, in oltre 50 seggi su 112, il 54,1% dei voti contro il 27,4 di Manuela Dal Lago, la leghista candidata del centrodestra. Si ferma invece a 6,04% la candidata 5 Stelle Liliana Zaltron. Per Variati «questo risultato premia anni di fatica. I cittadini sanno capire e lo hanno dimostrato, non si lasciano menare per il naso da qualcuno che grida in piazza. Pensavo di fare bene, ma non così bene».
A Brescia testa a testa Paroli-Del Bono
Serrato testa a testa a Brescia tra il sindaco uscente Adriano Paroli (Pdl) e il candidato del Pd Emilio Del Bono. Alle 19, con 85 sezioni su 206 scrutinate, Paroli si attesta a quota 38,32%. Lo sfidante di centrosinistra lo incalza con il 38,08%. A grande distanza, in terza posizione, la grillina Laura Gamba con 7,66%. Grande protagonista di questa tornata elettorale a Brescia il partito dell'astensionismo. Il calo dell'affluenza si è registrato un po' ovunque, anche nei quindici Comuni della provincia chiamati alle urne.
Siena dopo 20 anni verso il ballottaggio
Siena dopo vent'anni torna al ballottaggio. A sfidarsi saranno ora Bruno Valentini, candidato sindaco del Pd, ed Eugenio Neri, appoggiato dal centrodestra. Nel 1993 si erano invece sfidati Vittorio Carnesecchi della Dc e Pierluigi Piccini del Pds che ne era uscito vittorioso. Lo scrutinio relativo al 10% delle sezioni (5 su 50) per l'elezione del sindaco di Siena vede in largo vantaggio, ma sotto la soglia della metà dei voti che consente l'elezione al primo turno, il candidato di Pd e Sel Bruno Valentini
con il 42,3% mentre il candidato del centrodestra Eugenio Neri è al momento al 24,6%. Laura Vigni appoggiata dal Prc è al 7,8% mentre il candidato di M5S Michele Pinassi raccoglie al momento solo 6,2% superato da altri due candidati di liste civiche, Mauro
Marzucchi con il 7,5% ed Enrico Tucci con il 6,9%.

giovedì 25 aprile 2013

Ma in Friuli vince il Pd...e Grillo cala


Ma in Friuli vince il Pd...e Grillo cala

Dal Friuli una boccata d'ossigeno per un Pd in gravissima crisi e quasi sull'orlo di una scissione. Mentre a Roma il partito democratico è nel caos e attende in piena bagarre interna la direzione di domani (almeno per stabilire chi deve rappresentarlo alle consultazioni di Napolitano visto che dopo Bersani l'intera segreteria è dimissionaria), nelle regionali in Friuli Venezia Giulia il Pd ha vinto con Debora Serracchiani, che non era neanche favorita ("Solo un miracolo mi può far vincere" aveva detto ieri). Un'inversione di tendenza che è stata salutata con enorme soddisfazione dal Pd nazionale "in un momento così critico". Soddisfatto anche  Vendola, l'alleato nella coalizione del centrosinistra che a Roma minaccia di far nascere un nuovo partito. In un tweet il leader di Sel ha parlato di "aria nuova". La Serracchiani, 42 anni, avvocato, ha battuto di un soffio, per appena duemila voti, con il 39,37%, il candidato del centrodestra Tondo, governatore uscente (39,03%), che si è complimentato con la vincitrice. 12.000 le schede nulle, 6.000 le bianche. In fortissimo calo l'affluenza: solo il 50% contro il 72% delle recenti politiche. Ma l'altro dato nuovo e inatteso uscito dalle urne friulane è il calo dei consensi al Movimento 5 Stelle che pure si aspettava una vittoria (Grillo ipotizzava il Friuli come prima Regione a guida M5S): il candidato grillino, Saverio Galluccio, si è piazzato solo al terzo posto con il 19,2% (in buona parte voti personali, M5S ha ottenuto il 13,8% mentre alle politiche di febbraio aveva ottenuto il 27,2%). 

venerdì 8 marzo 2013

Elezioni e voto segreto: una beffa tutta italiana alla base del voto di scambio


Elezioni e voto segreto: una beffa tutta italiana alla base del voto di scambio

commenta!28 febbraio 2011| Invia l'articolo | Stampa |
Si parla di elezioni e si ricomincia a parlare della famosa legge elettorale “blindata”, definita porcata da tutti ma che tutti vogliono tenersela ben stretta. Nessuno parla della porcata della tessera elettorale e delle sezioni, veri e propri centri di analisi e controllo del voto.La tessera elettorale “multipla” inventata,  si disse,  per ragioni di risparmio, motivazione a cui nessuno ha mai creduto,  è stata “bocciata nel 2001 dal Garante sulla Privacy nel 2001 che si espresse in modo negativo a questa innovazione e spiegò che “il nuovo modello di tessera elettorale rende nota una sequenza di dati relativi a tutte le consultazioni elettorali precedenti che, a causa di eventuali smarrimenti, visione della tessera da parte di altri soggetti o di componenti dei seggi elettorali, richieste improprie da parte di uffici o persone, espongono il cittadino al rischio che la scelta di partecipare o meno alla consultazione elettorale sia facilmente conoscibile anche fuori della sezione elettorale.”
Sempre secondo il Garante, “viene a determinarsi la possibilità di dedurre, attraverso la tessera, l’orientamento politico degli elettori, violando in tal modo la segretezza del voto tutelata dalla Costituzione. Alcune consultazioni elettorali, infatti, possono assumere particolare significato per l’oggetto (si pensi a determinati referendum o a votazioni di ballottaggio) o per il contesto in cui cadono (alcune forze politiche possono esprimere specifici orientamenti invitando gli elettori di tipo al voto o all’astensione), tanto che anche il solo dato dell’avvenuta partecipazione alle operazioni di voto può risultare molto indicativo. Va peraltro evidenziato che la prevista timbratura della tessera con il bollo della sezione di voto può, in determinati casi (degenza in ospedale, detenzione in carcere), rendere conoscibile la particolare condizione dell’elettore.”
Ma c’è di più. In Sicilia questa innovazione è parte integrante del sistema di controllo del voto e dei voti di scambio.
Il Garante quindi boccia la tessera ma  i governi se ne infischiano e continuano a mantenerla in suo e qui si innescano altri problemi che sono alla base del controllo sistematico del voto.
In Italia non ci sono centri di votazione libera. Ogni città o paese, piccolo o grande, è diviso in seggi e ogni seggio viene suddiviso in sezioni.
In pratica, tutti i residenti di un quartiere vengono inseriti nel seggio di riferimento ma non come unico seggio, vengono ancora opportunamente divisi in sezioni e queste sezioni sono parti del quartiere.
Da qui, oltre al controllo del voto tramite la scheda, il candidato ha la possibilità di verificare se l’elettore ha votato o no e quindi può facilmente individuare la rispondenza della “disponibilità”.
A ciò va aggiunto che in ogni seggio c’è sempre un rappresentante di lista e questi può, con la scheda multipla, avere contezza immediata circa l’attività di voto dell’elettore.
Per un voto libero e segreto sarebbe semplice che ci fossero sparsi per la città posti di votazione con gli elenchi (possibilmente in  formato telematico) dei cittadini aventi diritto al voto, dove ogni cittadino potrebbe recarsi a votare indipendentemente dal quartiere di residenza senza l’obbligo preciso di doversi recare nel seggio “stabilito” dal Comune.
Fin quando questo sistema non verrà modificato, in Sicilia si potrà continuare tranquillamente nella pratica del voto di scambio “controllato”.

mercoledì 27 febbraio 2013

Elezioni Regionali Lazio 2013: i consiglieri eletti


Elezioni Regionali Lazio 2013: i consiglieri eletti

Tutti i 50 consiglieri eletti alle elezioni regionali Lazio 2013

di Redazione 26/02/2013
 
Sulla base delle preferenze raccolte durante le elezioni, ed in base ai calcoli delle varie liste provinciali ecco nel dettaglio tutti i consiglieri eletti

Listino Zingaretti


Cristiana Avenali, Daniela Bianchi, Marta Bonafoni, Cristian Carrara, Baldassare Favara, Rosa Giancola, Gian Paolo Manzella, Daniele Mitolo, Teresa Petrangolini, Riccardo Valentini
ROMA

Pd

Gianfranco Zambelli, Riccardo Agostini, Rodolfo Lena, Daniele Leodori, Eugenio Patané, Fabio Bellini, Marco Vincenzi, Simone Lupi, Massimiliano Valeriani
Mario Ciarla

Sel

Gino De Paolis

Partito socialista Italiano

Oscar Tortosa

Centro democratico

Piero Petrassi
Candidato presidente eletto
Francesco Storace

Pdl

Adriano Palozzi, Luca Gramazio, Fabio De Lillo, Giuseppe Cangemi, Antonello Aurigemma, Pietro Di Paolantonio

La Destra

Fabrizio Santori

Lista Storace

Olimpia Tarsia

Fratelli d'Italia

Giancarlo Righini

Movimento 5 Stelle

Davide Barillari, Devid Porrello, Valentina Corrado, Gianluca Perilli, Loredana Cicerone

Lista civica per Bongiorno

Francesco Carducci
FROSINONE
Pd
Mauro Buschini

Pdl

Mario Abbruzzese

Lista Bongiorno

Mauro Fardelli
LATINA

Pd

Enrico Forte

Pdl

Giuseppe Simeone

Movimento5Stelle

Gaia Pernarella
VITERBO

Pdl

Daniele Sabatini

Pd

Enrico Panunzi

Movimento 5Stelle

Silvia Blasi

NICOLA ZINGARETTI È IL NUOVO PRESIDENTE DEL LAZIO

martedì 26 febbraio 2013

Boom di Grillo, Camera al centrosinistra, Senato spaccato


CAMERA
SEGGI
SENATO
SEGGI
SENATOCAMERA 
  • 119340Pierluigi Bersani
  • 117124Silvio Berlusconi
  • 54108Beppe Grillo
  • 1845Mario Monti
SENATOCAMERA 
  • 00Antonio Ingroia
  • 00Oscar Giannino
  • 00Marco Ferrando
  • 00Altri
CAMERA Affluenza 75,19% 
SENATO Affluenza 75,21%

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Boom di Grillo, Camera al centrosinistra, Senato spaccato

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La scritta 'Tutti a casa...stiamo arrivando' nella sede del quartier generale del Movimento 5 Stelle (Ansa)La scritta 'Tutti a casa...stiamo arrivando' nella sede del quartier generale del Movimento 5 Stelle (Ansa)
A spoglio completato, l'Italia che esce dalle urne in queste elezioni politiche 2013 corre il rischio caos e ingovernabilità. L'alleanza tra Pd e Sel vince di un soffio alla Camera, il Movimento 5 Stelle diventa il primo partito a Montecitorio e il Senato appare spaccato: il centrosinistra ottiene il 31,63% (Pd al 27,43%) ed è il partito di maggioranza relativa, mentre la coalizione composta da Popolo della Libertà e Lega Nord si ferma al 30,72% (Pdl al 22,30%), il Movimento 5 Stelle al 23,79%, la lista di Mario Monti al 9,13%, Rivoluzione civile all'1,79%, Fare per fermare il declino allo 0,90%. In termini assoluti, il centrosinistra ha ottenuto il maggior numero di voti (oltre 9 milioni e 686mila), mentre al centrodestra sono andati nove milioni e 400mila voti, con una differenza tra le due parti di circa 280mila voti. Secondo i dati del Viminale, al centrosinistra vanno 119 senatori (compresi i sei del Trentino Alto Adige) , 117 alla coalizione di centrodestra (anche in questo caso è computato un seggio del Trentino Alto Adige), 18 a quella di Mario Monti; 54 al Movimento 5 Stelle. Per avere la maggioranza assoluta al Senato occorre raggiungere quota 158 seggi: nessuna coalizione ce l'ha.
Alla Camera, in attesa dell'attribuzione dei 12 deputati eletti dagli italiani all'estero, il Movimento 5 Stelle é il secondo gruppo parlamentare più numeroso con 108 deputati. Il centrosinistra grazie a una manciata di voti raggiunge il 29,54% e si aggiudica il premio di maggioranza del 55%, pari a 340 seggi. Il centrodestra è al 29,18 per cento, con 124 seggi. Tra le due coalizioni la differenza - a favore del Pd e di Sel - è di circa 124mila voti (lo scarto è dello 0,36%). La coalizione di Mario Monti supera lo sbarramento del 10% (Scelta Civica, Udc e Fli si attestano al 10,56%) e ottiene 45 seggi (37 per Scelta civica e otto per l'Udc). Fini resta fuori. Rimangono fuori dal Parlamento anche la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia e Antonio Di Pietro. Ha votato il 75,1% degli italiani, in calo di circa il 6%. Gli scrutini per le elezioni regionali a partire dalle 14 di oggi.

Ecco la lunga cronaca della due giorni di maratona elettorale, dalla chiusura delle urne allo scrutinio.
Ore 5,45. Lazio ultima regione a completare scrutinio
È stato il Lazio l'ultima regione a completare lo scrutinio delle schede elettorali per Camera e Senato: il dato definitivo si é avuto in piena notte, alle 3 e 42, quando da Tivoli, in provincia di Roma, é arrivata la comunicazione che anche lì le operazioni di scrutinaggio delle schede per il Senato erano concluse. Appena qualche minuto prima aveva concluso le operazioni il Trentino-Alto Adige, nel comune di Fierozzo (Pergine Valsugana) alle 3 e 38.

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