Visualizzazione post con etichetta spiagge. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spiagge. Mostra tutti i post

mercoledì 5 dicembre 2012

CONCESSIONI PER LE SPIAGGE PROROGATE DI 5 ANNI


CONCESSIONI PER LE SPIAGGE PROROGATE DI 5 ANNI

Un tema molto caldo quello delle concessioni demaniali di spiagge e pontili per le barche, che agita e molto la vita di chi lavora sul mare. Per ora era tutto bloccato fino al 2015 ma poi dovevano essere messe all'asta per una dirrettiva comunitaria. Ed in molte localita' i sindaci hanno gia' cominciato ad indire gare pubbliche, che hanno portato ad una vera e propria lotta tra chi ha le concessioni e chi, in molti casi potenti societa', vorrebbe averle. La commissione Bilancio e Industria del Senato ha approvato un emendamento, con il governo contrario, che proroga le concessioni di 5 anni. Non e' stato invece approvato un altro emendamento che perevedeva la proroga per trent'anni. Cosi' lo slittamento sarebbe dal 2015 al 2020. Sarebbe, perche' il governo, quando fara' l'ennesimo maxiemendamento, e poi porra', come sempre la fiducia, potrebbe abolire la proroga. Ma sarebbe andare contro una volonta' espressa dal Parlamento, anche se ormai proprio il Parlamento non sembra piu' in grado di alzare la voce contro il governo Monti. La Commissione Ue insiste nel ritenere che sia necessaria un'asta pubblica. Il decreto sviluppo, nel quale e' contenuta la norma della proroga, ora deve essere esamintao dall'aula. Nei prossimi giorni i titolari delle licenze sapranno se potranno continuare a lavorare tranquilli, almeno per qualche anno.

mercoledì 25 luglio 2012

Spiagge in concessione e spiagge libere


       Come vengono gestite le spiagge libere?

Quando ci sono di mezzo le autonomie territoriali, il rischio è di dover fare i conti con normative che cambiano da un territorio all'altro, mandando in confusione i turisti. E' il caso, ad esempio, delle spiagge libere, che sono sottoposte a un primo livello decisionale ad opera delle Regioni (in linea con il quadro di riferimento nazionale), ma anche a un ginepraio di regolamenti comunali.

Dal blog di 6sicuro: Vacanze, divertirsi spendendo poco

Il diritto all'accesso
La normativa nazionale impone come principio generale l'equilibrio tra spiagge in concessione e spiagge libere. Spetta poi alle Regioni e ai Comuni la garanzia e il rispetto di questo indirizzo nei piani regionali e nelle deleghe municipali. Questi enti intervengono non solo nelle concessioni, ma anche nel definire le distanze minime tra i lidi. I problemi nascono in fase di applicazione, con molti stabilimenti che forzano le regole per massimizzare i guadagni e spesso cercano di ingannare i consumatori giocando sulla mancata conoscenza normativa da parte di questi ultimi.

Gratis nei lidi
Così, un principio da tenere sempre a mente è che la battigia (intesa come la fascia di spiaggia fino a cinque metri dal punto in cui arrivano le onde) è sempre libera, anche nei lidi. Se il gestore chiede somme denaro a chi si trova in questa zona della spiaggia o ne impedisce il transito, viola la legge. Tuttavia il diritto del bagnante non è assoluto: sulla battigia non possono essere collocati oggetti ingombranti come ombrelloni, sdraio o tavolini, né può essere intralciato il passaggio ad altri bagnanti e ai mezzi di soccorso. Questi principi lasciano, tuttavia, spazio a diverse declinazioni nei regolamenti comunali e discrezionalità ai gestori, cosa che apre le porte a eventuali controversi. Eventuali violazioni (o presunte tali) possono essere segnalate alla polizia Municipale, ai Carabinieri e alla Capitaneria di Porto.        

sabato 14 luglio 2012

Asta sulle concessioni demaniali


Spiagge a rischio infiltrazioni
L’asta sulle concessioni demaniali favorisce gli investimenti della criminalità
LA liberalizzazione delle concessioni demaniali rischia di diventare un boomerang per l’economia
«pulita». Il settore balneare trema
davanti al testo della direttiva europea Bolkestein, che impone
all’Italia di dotarsi di un regolamento che preveda un continuo
ricambio dei titolari delle concessioni balneari. A lanciare l’allar -
me legalità è il
vicepre sidente
d e l l a   C o nf   c o   m   m e   r   c i   o
provinciale di
La t ina ,   I t a lo
Di Cocco, in
previsione di
u n   i n c o n t r o
del Sindacato
i t a l i a n o   b a ln e a r i   ( S i b ) ,
che si svolgerà martedì 17 luglio
presso l’Ascom di Terracina (via
salita Annunziata) alle 18 e 30. «Il
governo italiano - afferma Di
Cocco - non può permettere che
migliaia di imprese in Italia, e
circa 200 in provincia di Latina,
cessino tutte la loro attività il 31
dicembre 2015. Cosa ne sarà delle
strutture balneari, dopo quella data? Quale futuro sarà assicurato
agli attuali gestori ed alle loro
famiglie?». I timori sono tanti e
fondati: «Perché - prosegue Di
Cocco - nessuno si preoccupa del
rischio che se si svilupperanno i
bandi per le assegnazioni delle
concessioni potrebbero persino
arrivare in mano alla criminalità
organizzata?». E sì, perché tanti
soldi da spendere e investire, oggi,
non sono in tanti ad averne. Ecco
perché si rischia di aprire una
breccia nel sistema balneare con
una provenienza sospetta di patrimoni, se non proprio illeciti, perlomeno sospetti». Di Cocco si
rivolge a sindaci e assessori regionali affinché facciano «sistema».
Anche di questo si discuterà
nell’incontro di martedì, cui prenderà parte anche Marrigo Rosato
della Confcommercio provinciale. «Se non si sblocca e non si
interviene con urgenza sono a rischio centinaia di posti di lavoro,
rischiano di cessare la loro attività
imprenditori che da decenni esercitano la loro attività e che hanno
contribuito allo sviluppo economico di mete prestigiose. Questi
imprenditori, in assenza di certezze sul loro futuro non stanno investendo più sulle loro strutture, con
enormi diretti e sull’indotto. Ecco
perché la protesta del Sib è giusta
e sacrosanta e la Confcommercio
agirà in ogni sede al fianco degli
operatori».
Francesco Avena