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mercoledì 5 dicembre 2012
CONCESSIONI PER LE SPIAGGE PROROGATE DI 5 ANNI
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mercoledì 25 luglio 2012
Spiagge in concessione e spiagge libere
Come vengono gestite le spiagge libere?
Dal blog di 6sicuro: Vacanze, divertirsi spendendo poco
Il diritto all'accesso
La normativa nazionale impone come principio generale l'equilibrio tra spiagge in concessione e spiagge libere. Spetta poi alle Regioni e ai Comuni la garanzia e il rispetto di questo indirizzo nei piani regionali e nelle deleghe municipali. Questi enti intervengono non solo nelle concessioni, ma anche nel definire le distanze minime tra i lidi. I problemi nascono in fase di applicazione, con molti stabilimenti che forzano le regole per massimizzare i guadagni e spesso cercano di ingannare i consumatori giocando sulla mancata conoscenza normativa da parte di questi ultimi.
Gratis nei lidi
Così, un principio da tenere sempre a mente è che la battigia (intesa come la fascia di spiaggia fino a cinque metri dal punto in cui arrivano le onde) è sempre libera, anche nei lidi. Se il gestore chiede somme denaro a chi si trova in questa zona della spiaggia o ne impedisce il transito, viola la legge. Tuttavia il diritto del bagnante non è assoluto: sulla battigia non possono essere collocati oggetti ingombranti come ombrelloni, sdraio o tavolini, né può essere intralciato il passaggio ad altri bagnanti e ai mezzi di soccorso. Questi principi lasciano, tuttavia, spazio a diverse declinazioni nei regolamenti comunali e discrezionalità ai gestori, cosa che apre le porte a eventuali controversi. Eventuali violazioni (o presunte tali) possono essere segnalate alla polizia Municipale, ai Carabinieri e alla Capitaneria di Porto.
sabato 14 luglio 2012
Asta sulle concessioni demaniali
Spiagge a rischio infiltrazioni
L’asta sulle concessioni demaniali favorisce gli investimenti della criminalità
LA liberalizzazione delle concessioni demaniali rischia di diventare un boomerang per l’economia
«pulita». Il settore balneare trema
davanti al testo della direttiva europea Bolkestein, che impone
all’Italia di dotarsi di un regolamento che preveda un continuo
ricambio dei titolari delle concessioni balneari. A lanciare l’allar -
me legalità è il
vicepre sidente
d e l l a C o nf c o m m e r c i o
provinciale di
La t ina , I t a lo
Di Cocco, in
previsione di
u n i n c o n t r o
del Sindacato
i t a l i a n o b a ln e a r i ( S i b ) ,
che si svolgerà martedì 17 luglio
presso l’Ascom di Terracina (via
salita Annunziata) alle 18 e 30. «Il
governo italiano - afferma Di
Cocco - non può permettere che
migliaia di imprese in Italia, e
circa 200 in provincia di Latina,
cessino tutte la loro attività il 31
dicembre 2015. Cosa ne sarà delle
strutture balneari, dopo quella data? Quale futuro sarà assicurato
agli attuali gestori ed alle loro
famiglie?». I timori sono tanti e
fondati: «Perché - prosegue Di
Cocco - nessuno si preoccupa del
rischio che se si svilupperanno i
bandi per le assegnazioni delle
concessioni potrebbero persino
arrivare in mano alla criminalità
organizzata?». E sì, perché tanti
soldi da spendere e investire, oggi,
non sono in tanti ad averne. Ecco
perché si rischia di aprire una
breccia nel sistema balneare con
una provenienza sospetta di patrimoni, se non proprio illeciti, perlomeno sospetti». Di Cocco si
rivolge a sindaci e assessori regionali affinché facciano «sistema».
Anche di questo si discuterà
nell’incontro di martedì, cui prenderà parte anche Marrigo Rosato
della Confcommercio provinciale. «Se non si sblocca e non si
interviene con urgenza sono a rischio centinaia di posti di lavoro,
rischiano di cessare la loro attività
imprenditori che da decenni esercitano la loro attività e che hanno
contribuito allo sviluppo economico di mete prestigiose. Questi
imprenditori, in assenza di certezze sul loro futuro non stanno investendo più sulle loro strutture, con
enormi diretti e sull’indotto. Ecco
perché la protesta del Sib è giusta
e sacrosanta e la Confcommercio
agirà in ogni sede al fianco degli
operatori».
Francesco Avena
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