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mercoledì 13 febbraio 2013

l coraggio del Papa operato al cuore, l'ipocrisia delle mummie della politica (e del calcio)


l coraggio del Papa operato al cuore, l'ipocrisia delle mummie della politica (e del calcio)

12 febbraio alle 23:00
La rivelazione è di Roberto Napoletano,direttore del Sole-24 Ore, che ha scritto la notizia stamane sul suo giornale: "Poco meno di tre mesi fa Benedetto XVI è stato operato al cuore nella clinica Pio XI sull'Aurelia, a Roma, e gli è stato sostituito il pacemaker nel riserbo più assoluto. Lo rivela oggi Roberto Napoletano sul Sole 24 Ore. «L'intervento è andato bene, il Papa si è ripreso regolarmente, non ha mai mancato l'appuntamento con l'Angelus domenicale, ha dimostrato la consueta serenità e buona capacità di sopportazione. 
Il pontefice si è affidato alle mani di Luigi Chiariello, cardiochirurgo di scuola americana, direttore della cattedra dell'universita' di Tor Vergata, che ha in cura i battiti e le frequenze cardiache del Papa da dieci anni quando, sempre a Roma, gli impiantò il suo primo pacemaker. A quanto risulta al Sole 24 Ore, «prima e dopo l'intervento il Papa non è mai apparso né turbato né provato, non ha voluto mancare l'appuntamento domenicale con i fedeli anche la mattina dopo l'operazione».
Superata la sorpresa e lo sbigottimento, credenti e non credenti si inchinano al gesto di straordinario coraggio e di eccezionale umiltà compiuto dal Pontefice che, nonostante l'intervento al cuore, ha voluto che la notizia non fosse resa nota e ha continuato il suo servizio alla Chiesa.
Dicono che, oltre alle ragioni di salute,  il primo Papa a lasciare la cattedra di Pietro 719 anni dopo Celestino V, si sia voluto ribellare alla guerra spietata che gli hanno fatto dietro le mura leonine; agli scandali e ai veleni, ai Corvi, in livrea e non, che hanno trafugato documenti riservati persino dall'appartamento pontificio; alle fazioni curiali intestine alla Chiesa che, se Cristo tornasse sulla Terra, prenderebbe a calci nel sedere da qui all'eternità; al cancro schifoso dei preti pedofili. 
Lasciamo il compito di decrittare la situazione agli esegeti del pensiero ratzingeriano e ai vaticanisti bruciati sul tempo dalla bravura di Giovanna Chirri, la collega dell'Ansa capace di tradurre in diretta le parole pronunciate in latino dal Pontefice (all'anima della lingua morta). 
Sappiamo, invece, che la decisione di Benedetto XVI stride con l'ipocrisia delle mummie della politica italiana e del calcio, che della politica italiana è specchio fedele.
Le mummie che si sono stracciate le vesti per il gesto nobilissimo di un signore di 85 anni, servo di Cristo al punto da chiedere scusa per i suoi difetti e di farsi da parte, sono le stesse mummie che infestano la Casta putrida e di ogni colore.
Le mummie che sono incollate alle loro poltrone e il cui unico interesse è rimanervi incollate il più a lungo posisbile. 
Le mummie che fanno finta di cambiare tutto, perchè tutto rimanga com'è.
Le mummie che incartapecoriscono e si fanno il lifnting per nascondere la loro decomposizione. Sono morti che camminano. Il mondo lo sa. Anche se loro fanno finta di niente.
Xavier Jacobelli

mercoledì 12 dicembre 2012

DESAPARECIDOS, IL CORAGGIO DELLE MADRI.


DESAPARECIDOS, IL CORAGGIO DELLE MADRI. MERCOLEDÌ 12 DICEMBRE L’INCONTRO A FORMIA CON VERA VIGEVANI JARACH, UNA “MADRE DI PLAZA DE MAJO"
"Ho aspettato per un anno che mi parlasse perché non voleva ricordare, aveva visto cose terribili e voleva rimuovere tutto. Le ho chiesto se avevano torturata mia figlia ma non mi ha risposto. La detenzione di Franca durò pochissimo. A un mese dal suo arresto lei e molti altri vennero eliminati per far posto a coloro che sarebbero arrivati. Nel mio caso non c'è alcuna speranza di ritrovare neanche il suo corpo, mia figlia è stata buttata giù da un aereo, buttata a mare", così Vera Vigevani Jarach commenta il racconto di una donna sopravvissuta al campo di concentramento dell'ESMA che ha conosciuto sua figlia Franca scomparsa il 26 giugno 1976. Ama definirsi "una militante della memoria" la giornalista in pensione dell'ANSA di Buenos Aires esponente del movimento delle Madres de Plaza de Mayo, l'associazione delle madri dei desaparecidos, i dissidenti scomparsi durante la dittatura militare in Argentina tra il 1976 e il 1983. La forza di raccontare la sua storia e quella di Franca le permette di portare la sua testimonianza, di lottare per la creazione di una memoria condivisa. Proprio la stessa forza di testimoniare e lottare la porterà mercoledì 12 dicembre alle ore 18:00 presso la Parrocchia della Madonna del Carmine di Formia ad un incontro promosso dal Presidio Libera di Formia in collaborazione con tutte le sigle sindacali, l'AGESCI, la testata giornalistica FORUM (www.forumnews.it), la Fraternità Secolare Francescana di Gaeta, alcune comunità parrocchiali e varie associazioni del mondo laico e cristiano, gli studenti ed il corpo docente del Liceo Classico "Vitruvio Pollione" di Formia, animati dal prof. Ugo Tomassi, insieme al loro dirigente prof. Pasquale Gionta, oltre alla Comunità Emmanuel, ospitata in un bene confiscato alla criminalità organizzata e ad Amnesty International. All'incontro parteciperanno anche Carlos Bernardo Cherniak, ministro per i diritti umani presso l'ambasciata argentina in Italia, impegnato nell'alto compito di rintracciare i figli dei desaparecidos strappati alle loro famiglie e dati in adozione anche in Italia, e Jorge Ithurburu, presidente dell'Associazione 24 Marzo, dedita al rispetto dei diritti umani e della dignità della persona. Introdurranno l'evento i ragazzi del Presidio di Formia dell'Associazione Libera di don Ciotti con video e rievocazioni della tragica dittatura che ha provocato 30.000 dispersi, "desaparecidos", fra i quali 295 persone di cittadinanza italiana e migliaia di oriundi italo-argentini.
Modererà l'incontro Annibale Mansillo, referente del presidio di Libera, che in questo primo anno di vita ha inanellato, una dopo l'altra, molte iniziative per la formazione ed il risveglio delle coscienze, mentre le conclusioni saranno affidate a Don Alfredo Micalusi, fondatore e presidente dell'Associazione ONLUS Guineaction, costituita per partecipare, con le altre realtà locali, alla solidarietà umanitaria e alla promozione socioculturale in Guinea Conakry, uno dei Paesi più poveri del mondo.