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sabato 3 novembre 2012

SICILIA: VINCE CROCETTA (PD-UDC), BOOM DI GRILLO, ASTENSIONISMO RECORD


SICILIA: VINCE CROCETTA (PD-UDC), BOOM DI GRILLO, ASTENSIONISMO RECORD

Roma, 29 ott - Ha vinto Rosario Crocetta (Pd-Udc) che ha raccolto il 31% staccando di sei punti Nello Musumeci (Pdl) con il 25%. Boom del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che raccoglie ottimi frutti dalla sua campagna in decine di piazze siciliane, tutte riempite. M5S risulta il primo partito (18%, contro il 13% del Pd e il 12% del Pdl) e mette il suo candidato Cancelleri al terzo posto, dopo Crocetta e Musumeci e prima di Miccichè (Grande Sud, 15%) con un esplosivo 18,2%. Ma le urne dell'isola hanno anche decretato una percentuale di astensionismo record con meno di un siciliano su due alle urne (47,4%). Mai successo che tanta poca gente si recasse a votare. A metà dello spoglio dei voti delle regionali siciliane i dati ufficiali indicano già il nome del prossimo governatore: il candidato dell'alleanza Pd-Udc, che canta vittoria. "Con me cambia la storia dell'isola" dice l'ex-sindaco di Gela attorniato dai fans. "Per la prima volta a guidare la Sicilia sarà un governatore antimafia e di sinistra". E l'exploit di Grillo? "Lui blatera, il vero rivoluzionario sono io" risponde Crocetta che già parla da governatore. Promette che non farà inciuci, che cercherà alleanze in assemblea e che, se le cose non andranno per il giusto verso, è pronto a far tornare l'isola alle urne dove, dice, prenderà una valanga di voti. Dura sconfitta del Pdl con probabili ripercussioni a livello nazionale non solo perchè il risultato del 'laboratorio siciliano' che ha portato alla vittoria l'alleanza Pd-Udc potrebbe esser presa a modello anche a Roma ma anche perchè il segretario del Pdl Angelino Alfano, che attendeva con ansia il risultato della contesa politica nella sua terra, dopo la sconfitta potrebbe essere tentato di lasciare. Bersani ha commentato il risultato parlando di vittoria "storica" pur confermando che il 'nodo' Grillo esiste e bisogna tenerne in qualche modo conto. Sconfitta sonora anche per Fli di Fini, Sel di Vendola e Idv di Di Pietro che non raggiungono il quorum. Ora si attendono i dati finali dello spoglio.

mercoledì 31 ottobre 2012

Elezioni Sicilia, vince Crocetta


Elezioni Sicilia, vince Crocetta: "Con me cambia la storia". M5S primo partito, astensionismo boom

Con il 30,50% e un totale di 617.073 voti, Rosario Crocetta è stato eletto nuovo presidente della Regione Siciliana. Lo spoglio delle 5.308 sezioni, che si è concluso lunedì a tarda sera, ha premiato l'europarlamentare del Pd sostenuto anche dall'Udc, attribuendogli un vantaggio di 5 punti percentuali sul candidato del Pdl, Nello Musumeci, fermatosi al 25,70% e 521.022 voti. Al terzo posto si è piazzato il portavoce regionale del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri, che ha ottenuto il 18,20% e 368.006 voti; mentre non è andato oltre il quarto posto Gianfranco Miccichè, sostenuto da Grande Sud, Fli ed Mpa, che ha ottenuto il 15,40% pari a 312.112 voti. Più staccata, invece, è la sindacalista Giovanna Marano sostenuta da Idv, Federazione della Sinistra, Sel e Verdi, che al termine dello scrutinio si è fermata al 6,10% di preferenze per un totale di 122.633 voti. Per quanto riguarda le liste, infine, il Movimento 5 Stelle domina la scena imponendosi come primo partito in Sicilia in virtù del 14,90% di preferenze ottenute. Dietro, al 13,40% è il Pd, che ha superato il Pdl fermatosi al 12,90%. In questa legislatura, all'Ars non entreranno Idv e Sel, che hanno ottenuto il 3,50% e il 3,10%, e Futuro e Libertà, che non è andato oltre il 4,40%.
Boom grillino e dell'astensionismo - Come andrà a finire la partita Crocetta lo si vedrà nei prossimi giorni: un'alleanza con Micciché, vero arbitro data l'indisponibilità di Grillo ad alleanze, appare l'unica praticabile, ma l'interessato è pronto anche a tornare alle urne ("Se qualcuno mi dovesse fermare allora si va al voto e sono convinto che questa voltà sarò eletto con il 60% dei consensi"). Si tratta in ogni caso, come dice Bersani, di "risultati storici". E lo è davvero se si pensa al cappotto 61 a 0 che subì il centrosinistra nel 2001, ma anche al tratto anti-mafia che rivendica il nuovo governatore: "Si è rotto un muro di gomma, per la prima volta è stato eletto un candidato che ha scelto come valore fondante la lotta alla mafia".
Crocetta: "Con me cambia la storia" - "Con me è la storia che cambia. Nell'isola uno come me non sarebbe mai stato eletto". Così il candidato alla presidenza della Regione siciliana per il Pd e Udc Rosario Crocetta, commenta l'esito del voto che lo premia come nuovo governatore dell'isola. "Io cercherò la maggioranza in aula sui provvedimenti. Non cederò a nessun inciucio, la mia storia me lo impone", ha detto Crocetta. Il candidato di Pd e Udc alla presidenza della Regione ha ottenuto oltre il 30 per cento di preferenze, distanziando il rivale del Pdl Nello Musumeci. Al terzo posto per il grillino Giancarlo Cancelleri, mentre il leader di Grande sud, Gianfranco Micciché non siederà in sala d'Ercole.
M5S primo partito, ma Bersani rivendica il primato - I grandi sconfitti sono i partiti tradizionali. Non solo il Pdl, che ne subirà le più immediate conseguenze. Perché anche quelli che hanno vinto non sono usciti indenni (persino il Pd ha lasciato 5 punti sul campo) e perché tutti dovranno fare i conti con il forte segnale che arriva dall'astensionismo siciliano. Meno di un siciliano su due è andato a votare e Crocetta diventa governatore con il voto di circa il 15% dell'elettorato totale. Nemmeno Grillo è riuscito a incidere un blocco che ha rifiutato insieme la politica e la cosiddetta anti-politica. Anche questo dovrà far riflettere. Per il Movimento 5 Stelle è stata una vittoria limpida. Ma Bersani precisa che il primo partito è il Pd e non quello dei grillini perché "quando contiamo il Pd bisogna calcolare anche la lista Crocetta. Noi avevamo due liste". Bersani ha sottolineato i risultati siciliani ricordando che sono "storici" rispetto ad una vicenda "che dal dopoguerra ad oggi non ci ha mai visto realmente competitivi e che ora pare dimostrare che si può essere anche vincenti". Secondo il segretario "tocca a Crocetta, e a chi lo ha sostenuto, in particolare al Pd, interpretare con forza l'esigenza di cambiamento che è venuta dall'elettorato siciliano".
Astensionismo boom e rischio ingovernabilità - Il grande "vincitore" della tornata elettorale, però, è l'astensionismo. La scarsa affluenza alle urne, infatti, ha caratterizzato la giornata dedicata al voto per eleggere il nuovo presidente della Regione, e i nuovi componenti del Parlamento regionale. "Astensionismo clamoroso, ma in qualche modo prevedibile", ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. E qualunque sarà il risultato, ha aggiunto, l'ingovernabilità della regione Sicilia è quasi certa: "C'è una certezza di ingovernabilità, perché con la legge elettorale siciliana per potere avere la maggioranza qualunque presidente ha bisogno di tre coalizioni".
Crolla il Pdl, Alfano si candida per le primarie di dicembre - Il Pdl crolla letteralmente e costringe Alfano a indire le primarie per il 16 dicembre. Nessuno si aspettava che un centrodestra diviso potesse rievocare i fasti del 2001, quando alle politiche Berlusconi e i suoi alleati ottennero tutti i 61 seggi del maggioritario; ma i numeri di Nello Musumeci (Pdl, Pid e lista intestata al candidato presidente)  quando la coalizione che comprendeva anche Mpa e Udc spinse con il suo 66,6% Raffaele Lombardo a palazzo d'Orleans. Oggi qualora si mettano insieme le percentuali della coalizione di Musumeci e quelle dei partiti che appoggiano Gianfranco Micciché, cioé Fli, Grande Sud e Pds (l'ex Mpa di Lombardo), il risultato supera di poco il 40%. Nello Musumeci è uscito sconfitto dalla prova elettorale e il partito ha perso oltre 20 punti, quasi i due terzi dei voti. Un'altra ferita in un Pdl sempre più dilaniato. Alfano non è riuscito a portare dalla sua parte i moderati in campo nazionale ("Se i toni sono quelli di Berlusconi - dice oggi Casini - è ridicola ogni ipotesi di rapporto con il Pdl") e neanche nella sua Sicilia (dove il Cavaliere ha brillato per l'assenza). Il segretario però tiene duro (la colpa della sconfitta, dice, è "del centrodestra diviso") e conferma sia la data delle primarie (il 16 dicembre) sia la propria candidatura. Il rischio a questo punto è che le primarie diventino il terreno di uno scontro anche personale, quasi una sorta di ordalia, dall'esito, per la sopravvivenza del partito, difficilmente prevedibile.
Si rafforza il partito di Monti - Il premier Monti dai risultati siciliani non esce sicuramente indebolito: a vincere sono partiti che mantengono saldo il loro impegno di sostenerlo; inoltre la fragilità del quadro politico generale sconsiglia colpi di testa. Il terzo polo, pur diviso in Sicilia tra Crocetta e Micciché, può cantare vittoria. E Casini ha tutte le ragioni per invocare la validità del laboratorio siciliano: "Da lì è arrivata un'indicazione chiara e semplice: è ineludibile il rapporto tra progressisti e moderati che mette al bando gli estremismi e i populismi ed è l'unico antidoto all' antipolitica". Perché Grillo, argomenta, può arrivare ad un 25% nazionale e se si vuole contrastarlo servono alleanze vincenti. Il Pd, dice, eviti di ragionare per 'sommatorie' perché Grillo ha "rubato" voti a Idv e Sel. Chi è sempre più nei guai è il Pdl.

domenica 14 ottobre 2012

In Sicilia le galline hanno la scorta



In Sicilia le galline hanno la scorta

Raffaele Lombardo (LaPresse)In Sicilia succede anche che delle galline vengano scortate dalla polizia. Si tratta di una dozzina di esemplari padovane di proprietà del governatore uscente Raffaele Lombardo, che dovendo traslocare da Palermo a Catania per via del suo ritiro dalla vita politica, si è trovato costretto a spostare i suoi leggendari volatili dalla residenza ufficiale a quella privata. Trattasi di una dozzina di esemplari in tutto, trasportati a bordo del van solitamente utilizzato dagli uomini della scorta e accompagnati dal rarissimo esemplare di gallo Orpington. Tutti hanno lasciato il palazzo della presidenza sotto scorta.
Rimarrà invece a Palermo il cavallo arabo dal pelo marrone chiamato Zorro che l'ex governatore ha ricevuto in dono dal Sultano dell'Oman: rimane a disposizione del presidio ospedaliero "Villa delle Ginestre" per i programmi di ippoterapia. Non fosse che solo di mantenimento costa alla regione 2300 euro al mese, si potrebbe considerare un regalo. Accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, Lombardo ha dichiarato all'Assemblea regionale siciliana di essersi dimesso (il 31 luglio 2012) per affrontare meglio le vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto. Il trasloco lo vede quindi impegnato non solo col bestiario, ma con una serie di oggetti personali che risultano piuttosto impegnativi da spostare fino alla sua residenza catanese.
È il caso della sua collezione d'armi di circa quaranta esemplari tra pistole e fucili antichi o da caccia ben custoditi in un armadio blindato; oppure della sua mini spa personale, che si compone di una piccola sauna e di un tapis roulant professionale, entrambi impossibili da spostare da Palazzo d'Orleans. Anche un fornetto pagato quasi duemila euro rimarrà tra le mura dell'appartamento: sono tutti oggetti comprati con i fondi della Presidenza siciliana.