Il sindaco di Firenze: "Io sarò in prima
fila, se perdo, ad appoggiare il segretario". Bersani: "Oggi un
capolavoro di democrazia". Ecco tutte le regole approvate. Scontro sulla
registrazione degli elettori
Roma, 6 ottobre 2012 - L’assemblea nazionale del Pd ha
approvato
la deroga allo statuto per constire per questa volta non solo al
segretario ma ad altri iscritti, fra cui Matteo Renzi, di candidarsi
alle primarie del centrosinistra. La riforma aveva bisogno
della maggioranza dei 949 delegati, 475, per passare. I sì sono stati
575, 8 i no e un delegato si è astenuto. Il testo prevede che
le eventuali candidature del Pd vanno presentate all’Assemblea e
devono essere sottoscritte da almeno il 10% dei componenti
dell’assemblea o da almeno il 3% del numero degli iscritti. Ciascun
candidato del Pd con una dichiarazione allegata alle firme, riconosce i
contenuti deliberati dall’assemblea. Le candidature vanno depositate
alla presidenza dell’assemblea entro il 15 ottobre.
BATTAGLIA SULLA REGISTRAZIONE DEGLI ELETTORI - L’assemblea è finita, il voto è stato unanime, ma la polemica non finisce. Il
braccio di ferro sui tempi per la registrazione degli elettori che
intendono votare alle primarie del centrosinistra prosegue e si
trasferisce sull’interpretazione del documento approvato, facendo capire
che ancora non tutto è definito e che molto verrà deciso in ulteriori
contatti e al tavolo della coalizione che dovrà stabilire le regole
precise. L’emendamento Magistrelli, che ha provocato le ire dei
renziani è stato ritirato, e questo spinge Roberto Reggi, coordinatore
della campagna per Renzi, a cantare vittoria. "Il fatto che sia stato
ritirato l’emendamento che
impediva di registrarsi dopo il primo turno vuol dire che
si può votare anche se ci si registra solo dopo la prima tornata" spiega Reggi ai giornalisti. "Abbiamo fatto bene a fidarci di Bersani". Ma
l’interpretazione viene confutata da Rosy Bindi,
che raggiunge la sala stampa per precisare: "l’emendamento è stato
ritirato perché implicito nel testo del documento votato. Quindi ci si
può registrare solo entro il primo turno, è chiaro". Dopo pochi minuti
Ivan Scalfarotto, vicepresidente dell’assemblea e schierato a sostegno
di Renzi, raggiunge i cronisti e ribadisce la lettura di Reggi:
"L’emendamento è stato ritirato e nel documento è scritto che ci si
registra prima del voto, il voto è compiosto di primo e secondo turno e
dunque ci si può iscrivere fino all’ultimo giorno della seconda
tornata".
BERSANI - "Non amo l’enfasi, ma oggi è un momento
cruciale e solenne. Noi siamo oggi sotto gli occhi non solo dell’Italia,
ma di osservatori politici e economici dell’Europa e quindi la
consapevolezza, la compostezza della discussione,
la serietà e il rigore sono segni non irrilevanti delle possibili prospettive non del Pd, ma dell’Italia". Così
Pier Luigi Bersani,
aprendo l’assemblea del Pd, richiama tutti alla responsabilità. Bersani
ha esultato per il risultato dell’assemblea del Pd. "E’ stato un
capolavoro di democrazia", ha dichiarato. "Il Pd si conferma l’unico
grande partito in Italia capace di discutere poi di decidere sul serio",
ha aggiunto il segretario.
"Se usciamo bene dalla vicenda delle primarie, non ci ammazza più nessuno". (
VIDEO)
RENZI - "Le regole servono per parlare delle idee, altrimenti le
primarie non sono più un gioco democratico e non voglio lo scontro".
Così
Matteo Renzi ha commentato da Brindisi gli
sviluppi dell’Assemblea del Pd. "Parlo bene di Bersani - ha aggiunto -
mi fido di Bersani, lo sfido perché lui propende per la tesi dell’usato
sicuro, io per la rottamazione.
Io sarò in prima fila, se perdo, ad appoggiare Bersani. Non farò un partitino".
SCHEDA / TUTTE LE REGOLE APPROVATE
Doppio turno e albo degli elettori consultabile; campagna all’insegna
della sobrieta’; sottoscrizione di un manifesto dell’Alleanza. Sono
alcuni dei punti del documento sulle regole approvati oggi all’assemblea
del Pd.
- MANIFESTO - Ciascun candidato alle primarie sottoscrive un
impegno a rispettarne l’esito e
a collaborare con il candidato premier e dichiara di riconoscersi nel
Manifesto dell’Alleanza, definito al tavolo della coalizione.
- MECCANISMO DI VOTO: Al fine di individuare il
candidato premier "più rappresentativo e unificante e di garantirgli la più forte legittimazione democratica,
qualora nessun candidato raggiunga al primo turno il 50% più uno dei voti, è previsto un turno di ballottaggio tra i primi due candidati, da svolgersi a una settimana di distanza dal primo turno".
- ELETTORI: Possono partecipare le elettrici e gli elettori che
dichiarano di riconoscersi nel manifesto politico dell’Alleanza.
L’iscrizione all’Albo potrà avvenire da tre settimane prima delle
primarie fino alla data del voto. Il responsabile organizzazione del Pd,
Nico Stumpo, specifica che le iscrizioni si fermano al primo turno,
cioè un elettore non può votare solo al secondo turno se non si è
iscritto al primo. I renziani contestano questa interpretazione e
chiedono che al tavolo della coalizione Bersani proponga che ci si possa
iscrivere anche direttamente per il secondo turno.
- ALBO: L’albo di chi ha votato alle primarie sarà uno
"strumento effettivo di consultazione" per le elezioni.
- SOBRIETA’: La campagna delle primarie dovrà "ispirarsi a
criteri di sobrietà, trasparenza e rispetto reciproco tra i candidati".
- FIRME PER CANDIDATI PD: I candidati alle primarie iscritti al Pd a
parte il segretario (come Matteo Renzi o Laura Puppato) dovranno avere
una
sottoscrizione di almeno il 10% dei componenti dell’assemblea o almeno il 3% degli iscritti. Le candidature vanno presentate alla presidenza entro il 15 ottobre.