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venerdì 12 settembre 2014

E’ caos sull’appalto per realizzare il porto-canale di Rio Martino

E’ caos sull’appalto per realizzare il porto-canale di Rio Martino

porto-rio-martino-300x225Caos attorno all’appalto per la realizzazione del porto-canale di Rio Martino. Il Consiglio di Stato ha annullato la sospensione della gara disposta dal Tar. Nel frattempo, però, proprio dopo la decisione dei giudici amministrativi di Latina, la Provincia aveva revocato l’affidamento dei lavori all’associazione temporanea d’imprese composta dalla napoletana Icad Costruzioni Generali e dalla pontina Poseidon Service di Delle Cave, affidandoli all’associazione d’imprese che era giunta seconda in graduatoria e che aveva fatto ricorso, composta dalla Schiavo di Salerno e dalla Ircop di Roma.
Sull’appalto ha aperto un’inchiesta la Procura, per turbativa d’asta, e gli indagati sono a quota tre. La Schiavo-Ircop, vistosi sfuggire l’affare, ha invece fatto ricorso al Tar e ottenuto dai giudici di Latina la sospensione del provvedimento di aggiudicazione della gara, nell’attesa di discutere la vicenda nel merito. Senza aspettare, in Provincia hanno però deciso di andare avanti con la costruzione del porto, ma di affidarli proprio alla Schiavo-Ircop, togliendoli alla Icad-Poseidon. Queste ultime due aziende nel frattempo hanno poi fatto appello e il Consiglio di Stato, con decreto, ha accolto la richiesta delle due società, congelando il provvedimento del Tar fino alla discussione del caso in aula, fissata per il 7 ottobre, al termine della quale decidere se avallare quella sospensione dell’affidamento della gara. Una decisione che ha così rimesso in gioco la Icad-Poseidon a distanza di giorni dalla decisione della Provincia di farle fuori. Tra un ricorso e l’altro il caos così cresce e il rischio che l’ente di via Costa finisca per pagare qualche risarcimento pesante a qualche imprenditore è concreto. Come concreta è l’ipotesi che i lavori per il porto possano impantanarsi.

venerdì 24 maggio 2013

Istat, il lavoro c'è ma nessuno lo cerca


Istat, il lavoro c'è ma nessuno lo cerca

Sarti, camerieri, panettieri, falegnami e macellai: secondo l'istituto nazionale di statistica sono 150mila i lavori disponibili che però nessuno è disposto a fare

17:37 - In Italia manca il lavoro? Non secondo l'Istat. Nel nostro Paese ci sono circa 150mila posti per impieghi che nessuno cerca o vuole fare. I dati, pubblicati dall'istituto nazionale di statistica in riferimento al 2012, controbilanciano in qualche modo l’allarme lanciato dalla Bce in merito al tasso di disoccupazione "che alla fine dello scorso anno ha raggiunto livelli senza precedenti nell’Eurozona".
L’ultima indagine della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha passato in rassegna i diversi tipi di impieghi per i quali sul mercato non c’è domanda, ma un’altissima offerta e tra le professioni dimenticatespuntano quelle del sarto, del panettiere e del falegname, e poi installatori di infissi, pasticceri, baristi, camerieri e macellai. Si tratta di lavori manuali che richiedono fatica e turni anche in notturna, oppure un percorso lungo ed impervio prima di diventare esperti, ma che in ogni caso assicurano forti guadagni e la possibilità di lavorare anche autonomamente.
La ricerca ha analizzato il profilo di questi 3 milioni di lavoratori inattivi (+2,7% rispetto al 2011), che si dicono disposti a lavorare, ma che in realtà non si adoperano per cercare un’occupazione. Dall’analisi risulta che gli inattivi si dividono in “scoraggiati”(1,3 milioni, il 43% del totale), che dichiarano di non cercare lavoro perché convinti di non trovarlo, ed inattivi "choosy" (111mila nel 2012), che invece cercano, ma non sono disposti ad accettare qualsiasi tipo di impiego.
Non passano in secondo piano nemmeno quelle professioni difficili da reperire perché presuppongono un percorso formativo il cui accesso è a numero chiuso o perché poco attrattive. È il caso dei tecnici informatici (il 24%) e degli operai specializzati (il 33%).
Mentre l’Italia pullula di giovani laureati che non corrispondono al livello produttivo reale, rischiano di scomparire attività che caratterizzano il nostro “made in Italy” di qualità. I consulenti del lavoro denunciano la criticità di questa situazione, che ci vede costretti ad importare dall’estero numerosi lavoratori specializzati in questi mestieri che nessuno nel nostro Paese vuole fare, portando di conseguenza alla diminuzione del livello di professionalità degli italiani e all’incremento del tasso di disoccupazione.

giovedì 25 aprile 2013

L’ESTATE ARRIVA Ma la spiaggia non c’è.


L’ESTATE ARRIVA
Ma la spiaggia non c’è. I lavori partono il 29 aprile   

Erosione sul lungomare
Erosione sul lungomare
LATINA – Sarà effettuata il 29 aprile la consegna dei lavori alla società che ha vinto la gara bandita dall’Ardis, l’Agenzia Regionale che si occupa dell’intervento di difesa della costa, per i lavori di ripascimento di un tratto del litorale pontino.
L’assessorato all’Ambiente del Comune di Latina aveva fornito il progetto preliminare dell’intervento già il 23 dicembre 2011, ma a causa di ritardi dovuti prima allo stallo delle elezioni regionali e poi ad un errore tecnico da pare dell’ARDIS nella procedura di gara, ci si ritrova oggi con il danno da recuperare di gran lunga aumentato, e con dei tempi da poter usufruire per lo svolgimento dei lavori fortemente ristretti.
“Convocherò – afferma l’assessore Fabrizio Cirilli – immediatamente tutti i soggetti coinvolti direttamente e/o istituzionalmente alle problematiche che i lavori in spiaggia potrebbero comportare dal momento che la stagione estiva è ormai alle porte. La loro esecuzione infatti, da una parte è fondamentale e improrogabile, ma dall’altra paradossalmente potrebbe creare disagi e pericolo per lo svolgimento della stagione estiva stessa”.
A conferma di ciò la nota della Regione Lazio recita tra l’altro:
“….In particolare, visto lo stato dei luoghi, si rende necessario eseguire con estrema urgenza ed in maniera prioritaria il radicamento a terra dell’ultima scogliera di levante, oggi completamente isolata dalla linea di riva, ed un primo intervento di ricostruzione della spiaggia con un ripascimento utilizzando le sabbie localizzate in prossimità delle prime tre scogliere di levante della foce del Fosso Mascarello (Foce Verde). Considerando che per eseguire la realizzazione dei primi due interventi nella sequenza sopra descritta, occorre prevedere un trasferimento via terra con mezzi meccanici (autocarri) sia dei massi che delle sabbie di ripascimento per un periodo di almeno 30gg lavorativi, e quindi ci si troverà a lavorare in un periodo sensibile dal punto di vista turistico-balneare, è necessario concertare con codesta Amministrazione comunale, che avrà cura di consultare i concessionari ed i portatori di interesse che ritiene opportuno, la fattibilità di una tale lavorazione…”.
Per una maggiore comprensione delle problematiche comunicateci è bene sottolineare che: per la realizzazione dei primi due interventi è previsto un numero di circa 20 – 25 viaggi giornalieri di mezzi pesanti lungo via Lungomare nel tratto Foce Mascarello – Via Egadi, per un periodo di 30 giorni, oltre a circa 40 viaggi giornalieri di mezzi pesanti per un periodo di 10 giorni nello stesso tratto. Ovviamente il trasporto via spiaggia delle sabbie, con adeguati mezzi gommati, è stato escluso per insuperabili problemi di sicurezza.
“Alla luce di tutto ciò – dichiara Cirilli – già da domani è stata indetta una riunione tecnica dell’ufficio al fine di convocare tutti i soggetti interessati per cercare di concordare strategie e ottimizzare al massimo ciò che sarà consentito realizzare. Resta comunque l’amarezza per un intervento che seppur da noi pianificato e previsto in modo puntuale ed attento rischia di essere parzialmente inficiato per cause che non sono da noi dipese”.

giovedì 13 settembre 2012

Terracina: interrogazione su piscina comunale


                                            Al Sindaco di Terracina
Dott. Nicola Procaccini

Al Presidente del Consiglio Comunale
Sig. Giovanni Aiello


            Oggetto: Interrogazione con risposta scritta in Consiglio Comunale


            Ancora una volta interrotti i lavori per la costruzione della piscina comunale e licenziati i dipendenti.

            Dalle poche notizie in mio possesso sembrerebbe che a seguito di visita ispettiva sia stata disposta la sospensione dei lavori per la costruzione della piscina comunale.

            Pertanto, alla luce di quanto sopra, sono a chiedere:

            Quali sono stati i motivi che hanno indotto le autorità competenti a sancire la interruzione dei lavori.

            Se vi sono responsabilità da parte del responsabile del procedimento da parte del nostro Comune in materia di insufficienza o omessa vigilanza.

            Qualora fosse vero quanto sopra ipotizzato cosa intende fare l’amministrazione e nei confronti della Ditta appaltatrice e sia nei confronti di chi ha eventuali responsabilità per conto del Comune.

                                                           Il Consigliere Comunale
                                                           Vittorio Marzullo