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venerdì 1 agosto 2014

Lettera cons. Marzullo

Egr. Dott. Avv. Walter Di Pinto
Sede

e p. c. ALL’A.N.A.C. Autorità Nazionale
Anti Corruzione per la valutazione e la
trasparenza nella Pubblica Amministrazione
Sede
e p.c. Alla Procura della Repubblica di Latina
Sede
e p.c. A sua Eccellenza il Prefetto di Latina
Sede
e p. c. Al locale Comando della Guardia di Finanza
Sede
e p. c. Al Ministero degli Interni Sezione Enti Locali Sede
e p. c. On. Nazzareno Pilozzi Sede

Egr. Presidente,

di seguito alla Sua del 16.07 u.s., ritengo opportuno fare alcune precisazioni circa le osservazioni da Lei svolte salvo prima fare delle premesse.

In primo luogo, sul perché questa mia risposta venga inoltrata anche ad altri soggetti istituzionali.
Come noto, le istituzioni su indicate sono state coinvolte dal sottoscritto già alla fine dello scorso mese di giugno in merito alle problematiche relative alle mancate risposte che l'Azienda Speciale non forniva alle mie numerose richieste di accesso agli atti ed ai contenuti che in esse venivano riscontrati.
Una iniziativa, tra l’altro, ampiamente pubblicizzata sulla stampa locale, che è stata anche oggetto di una lettera, inviata al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale in data 12 Maggio 2014, da sua Eccellenza il Prefetto di Latina in cui chiedeva di fornirgli ogni utile elemento di informazione in merito a quanto in precedenza da me rappresentato.

In secondo luogo, sulla sua conoscenza dei fatti.
Come sa, i contenuti dell'esposto inviato al Prefetto di Latina, risultano a Lei già noti in quanto oggetto di una chiacchierata intercorsa tra noi ed il Presidente del Consiglio Comunale in occasione dei funerali del geometra comunale, Roberto Della Fornace.
In quella sede, le feci presente che riscontravo un problema, ovvero, che da parte sua e dalla Direzione dell'Azienda Speciale, non mi venivano fornite le risposte a seguito delle mie richieste di accesso agli atti.
Di contro, Lei, affermava che eventualmente le veniva nascosta la corrispondenza, e mi rispose che le mie richieste non le erano mai state recapitate ma che si sarebbe immediatamente attivato affinché si facesse rimedio a tale mancanza.
Ed allora, concordammo che io mi sarei fatto sollecitatore del Presidente del Consiglio Comunale, inviandogli tutte le copie delle richieste inevase che riguardavano l’Azienda Speciale, tra l’altro già risalenti dal mese di Novembre 2013, mentre il Presidente del Consiglio Comunale, rigirandole a sua volta a Lei, l’avrebbe sollecitata affinché mi venisse fornito adeguato riscontro.

Conseguentemente, mi sono fatto parte diligente e con lettera protocollata l’11 Febbraio 2014, ho provveduto a sollecitare il Presidente del Consiglio Comunale allegando al mio sollecito anche tutte le lettere rimaste inevase ed in seguito, lo stesso Presidente del Consiglio Comunale, con lettera del 14 Febbraio 2014, le ha girato la mia corrispondenza con apposita istanza di dare sollecito riscontro ai quesiti formulati.
Infine, sempre sulla scorta di questo accordo, dalla data del funerale in poi, ho provveduto a depositare presso il protocollo dell’Azienda Speciale le successive richieste di accesso, in più copie e con accanto al nome di ogni destinatario indicato con apposita freccetta.

Ma con mio profondo rammarico, devo evidenziarLe che tutto ciò, non ha sortito il risultato sperato. Infatti, non mi è ancora arrivata alcuna risposta alle diverse richieste di accesso e ciò, sia riguardo alle istanze avanzate nei mesi precedenti al nostro accordo e sia a quelle inoltrate successivamente a questo.

Ma veniamo al merito delle sue argomentazioni.

Rispetto alla sua premessa, mi duole veramente farle notare come l’art. 43, co. 2 del Testo Unico degli Enti Locali, stabilisca che i “Consiglieri Comunali e Provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente del Comune e della Provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del loro mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge.

Quindi, mi sembra di comprendere dal testo legislativo, il quale viene confermato anche da una copiosa giurisprudenza in merito, che è facoltà di un Consigliere comunale quello di esercitare le proprie richieste di accesso agli atti, senza fornire adeguata motivazione sui motivi della richiesta, purché istanze attinenti all’esercizio del proprio mandato e col solo limite della segretezza nei casi espressamente stabiliti dalla legge (Cons. di Stato, Sez. V, del 06.12.1999, n. 2046; Cons. di Stato, sez. V, del 23.09.2010, n. 7083; T.a.r. Lecce, Sez. II., del 19.12.2013, n. 2601; T.a.r. Salerno, Sez. I, del 04.04.2014, n. 680; T.a.r. Salerno, Sez. II, del 04.06.2013, n. 1234).
Quindi, vi sarà o meno il segreto d’ufficio come dice Lei, certo è che il sottoscritto ha il diritto di prenderne visione e voi l’obbligo di rispondere alle sue richieste salvo decidere diversamente nel senso di una preventiva censura, al quanto illegittima e di cui vi trovereste a risponderne innanzi all’autorità giudiziaria!
Pertanto, su tale assunto, ritengo indispensabile, sin da ora, che Lei prenda posizione nei confronti dei suoi uffici affinché questi si adoperino, entro breve tempo, a fornirmi tutte le risposte dovute anche se le stesse risultino essere inviate comunque con notevole ritardo.

Del pari, trovo pretestuose e ridicole anche Le sue affermazioni secondo cui le richieste fatte dal sottoscritto siano tali da intralciare la normale attività dell’azienda.
Sul punto, Le faccio presente, non solo come le richieste avanzate dal sottoscritto risultino, circa una ventina negli ultimi dodici mesi, un numero certamente esiguo che difficilmente può essere ritenuto sufficiente a giustificare l’intralcio degli uffici aziendali, ma anche come la stessa giurisprudenza amministrativa, tra l’altro anche da Lei richiamata, rimetta all’ente e/o ad un’azienda partecipata, il compito di organizzare i propri uffici affinché possano far fronte alle richieste effettuate (T.a.r. Sardegna, Sez. II, del 12.01.2007, n. 29).
Inoltre, per inciso, Le faccio altresì presente come nella relazione del nuovo Collegio dei Revisori dei Conti del Comune (appena insediatosi), sia stato rilevato un aumento dei costi del personale tra il 2012 ed il 2013 la cui unica giustificazione possibile, come lei dovrebbe sapere, non può che essere dovuta solo all’aumento di personale stesso.
Pertanto, ritengo che non può addurmi alcuna giustificazione circa la presunta copiosità delle mie richieste in quanto pure se fossero tali, l’Azienda che Lei presiede dovrebbe comunque organizzarsi per fornirmi una risposta adeguata ed in tempi celeri.

Ma veniamo ora alle richieste nello specifico.

Quanto al primo punto della sua risposta, Lei cita in particolare due sentenze del T.a.r (1762/04 e 29/2007) le quali a suo dire non renderebbero ammissibile la mia richiesta in quanto non adeguatamente specificata nell’oggetto.
Ebbene, noto con piacere, che da tali pronunce ha estrapolato ciò che le ha fatto più comodo ovvero, che non sono ammissibili le domande con indicazione generica nell’oggetto delle richiesta.
Tralasciando che lei coglie un inciso dell’intera motivazione ovvero una delle possibili massime rintracciabili nelle comuni banche dati e riferibili alla medesima pronuncia, Le faccio presente che non mi sembra essere questo il caso in quanto, quella del sottoscritto, risulta essere una domanda specifica, circoscritta ( “Tutti i verbali dei Consigli di Amministrazione dell’Azienda Speciale dal 01.10.2013 al 31.10.2013) e che riguarda atti di facile comprensione, individuazione e reperimento. In tal senso, per una corretta comprensione dei termini della richiesta, la invito a leggersi: T.a.r. Pescara, Sez. I, del 07.05.2012, n. 190; T.a.r. Cagliari, Sez.I, del 16.01.2008, n. 32 dove potrà comprendere che laddove non siano conosciuti gli estremi, debbano essere indicati “almeno gli elementi che consentano l’individuazione dell’oggetto”.

Ma vi è di più. Sempre nelle sentenze da Lei richiamate, si evince un ulteriore conferma di ciò che ho evidenziato in precedenza ossia, che le domande avanzate da un consigliere comunale nell’esercizio delle proprie funzioni non richiedono necessariamente la motivazione bastando, invece, la sola riconducibilità delle stesse all’attività svolta dallo stesso.
Quindi, risulta sufficiente la sola esternazione della propria qualifica a giustificare una richiesta mentre, di contro, non è assolutamente ammessa alcuna censura da parte dell’ente neppure se in difficoltà col personale!
Una principio corretto in quanto, il ruolo del consigliere comunale e/o provinciale, è bene che Lei lo sappia, è differente da quello esercitato da un singolo cittadino poiché riconducibile alla figura di “munus pubblicum”, che gli da il diritto di prendere visione di tutti i provvedimenti e di tutti gli atti emessi dall’ente comunale comprese quelle strutture da esso partecipate e/o ad esso riconducibili (T.a.r. Catanzaro, Sez.II, 29.02.2011, n. 221).

Venendo invece al secondo punto, appare anche in questo senso alquanto pretestuosa la giustificazione addotta.
Possiamo sorvolare circa la sua competenza funzionale ma certamente non si può sorvolare sulla questione inerente ai diritti in conflitto.
Come Le ho già spiegato, il consigliere comunale nell’esercizio delle sue funzioni ha la facoltà di accedere a qualsiasi atto inerente all’azione amministrativa laddove, espliciti la sua richiesta in funzione del suo mandato. Ebbene, tale facoltà non è altrimenti restringibile neppure nel caso di dati sensibili in quanto, come stabilito dalla giurisprudenza, lo stesso consigliere soggiace all’unico limite che è quello della segretezza (Cons. di Stato, Sez. V, del 08.09.2011, n. 5053; Cons. di Stato Sez. V, del 29.08.2011, n. 4829).
Pertanto, in ragione delle disposizioni normative e dell’indirizzo giurisprudenziale richiamato, Le chiedo di adoperarsi e/o intercedere affinché gli uffici preposti facciano seguito alla mia richiesta.

Di maggiore perplessità appare invece la risposta fornita al terzo punto.
Innanzitutto, Le faccio presente che a tal proposito non ho scritto a Lei bensì, per ben due volte, alla Segreteria del Consiglio Comunale. Quindi, non riesco a comprendere come faccia Lei a rispondermi se io non l’ho interrogata e soprattutto, come Lei fa ad essere a conoscenza di tale corrispondenza!
Inoltre, in quella lettera non parlo dell’Azienda Speciale bensì, dell’Istituzione “A. Bragazzi”. Lei mi fa riferimento ad un'Ordinanza Sindacale che io già possiedo ed in cui viene stabilita un’assunzione retrodatata di circa tre mesi dell'allora Direttore della “Bragazzi” a cui addirittura viene riconosciuto il passaggio dalle 18 alle 30 ore settimanali ed il tutto, sempre retroattivamente!
Per tale motivo, quindi, ho provveduto a chiedere sia la lettera di assunzione, sia le buste paga del Direttore dell’epoca.

Infine, quanto agli ultimi due punti della Sua lettera, da un lato spero in un riscontro completo e tempestivo specialmente sulla produzione di copia del contratto della Dott.ssa Amici; dall’altro, che si attivi nel più breve tempo possibile a far rispettare all’Azienda le norme di legge in materia di trasparenza che vi obbliga a pubblicare sul sito il regolamento per la trasparenza e contro la corruzione nella Pubblica Amministrazione che non avete ancora provveduto neppure ad elaborare.
Una lacuna grave e che non trova assolutamente giustificazione con la semplice carenza di personale in quanto come già ripetuto in precedenza è compito dell'ufficio predisporre un organizzazione interna adeguata a quelle che sono le esigenze.

Infine, sempre in tal senso, colgo anche l'occasione di farle notare che tra le mie istanze vi è anche quella con cui vi chiedo di sapere se al Direttore dell'Azienda Speciale sia stato corrisposto il premio di risultato. Un fatto non da poco, se si prendono in considerazione i verbali dei Revisori dei Conti comunali, in cui si afferma che, in base alle recenti nuove norme di legge, hanno il diritto a percepire tale premio solo i dirigenti che hanno predisposto e pubblicizzato tale piano sul proprio sito.
Sempre in tal senso, colgo anche l'occasione di chiederLe le copie di tutte le delibere del Consiglio di Amministrazione ( vista l’impossibilità di averne gli estremi) con cui si è deciso, eventualmente, di erogare il premio di risultato al Direttore dell'Azienda Speciale sia per l'anno 2012 sia per quello 2013, e ciò al fine di avere una piena conoscenza dei motivi che lo hanno giustificato.

In conclusione, spero di essere stato esaustivo nelle mie osservazioni e, pur ribadendo la mia convinzione che sarebbe più corretto per Lei dimettersi, visto le inefficienze di sistema riscontrate nell’Azienda da lei presieduta, dove si palesa addirittura anche la possibilità di non recapito della sua corrispondenza, Le ribadisco ancora una volta la mia volontà di ottenere tutte le risposte dovute, poiché è nel mio diritto ottenerle come, del pari, è nel mio diritto avere conoscenza di tutto il funzionamento dell'Azienda Speciale, nonché degli organi/uffici che la costituiscono e governano.

Tanto Le dovevo, distinti saluti,

Consigliere Comunale

Vittorio Marzullo 

lunedì 28 luglio 2014

Pensione

1 DICEMBRE 2010


Cari colleghi, sono veramente emozionato e quest’emozione sta crescendo da qualche giorno. Anzitutto vi ringrazio di cuore per essere qui presenti: mi sembra un’attestazione di stima, direi d’affetto.
Come vedete ho qualche foglio in mano. Ho preso degli appunti perché sono un gran chiacchierone, non sono un grande oratore e dimentico le cose.
Gira e rigira cosa si dice in un’occasione del genere? La solita manfrina. Cioè che questo è in sostanza un addio. Si rammenda che siamo a “una delle tappe fondamentali della vita”. Si ripercorre qualche momento della propria carriera, se carriera c’è stata. Poi magari viene il groppo in gola, sfugge qualche lacrimuccia…..e tutto diventa un po’ triste.
Tanti fra voi da un po’ mi dicono: “Ugo, beato te”, “Capo Repà, vorrei stare al tuo posto”, oppure “maresià, tu ci sei arrivato alla pensione…chissà noi”. A costoro, che comprendo benissimo, voglio ricordare un dettaglio: cioè che c’è una contropartita da pagare, ed è l’età.

Vado in pensione il 30 di questo mese, fui assunto il 1 luglio 1976 nel comando di Novara, sono trascorsi 35anni mi pare che siano abbastanza. Entrai che avevo 23 anni, a quei tempi le pulizie in caserma e la cucina venivano svolte da noi vigili; nel giugno del 1982 sono stato trasferito a Latina dove sono rimasto quattro anni, insieme a me nel turno c’era anche il collega Rocco. Nel luglio del 1986 l’apertura del distaccamento di Terracina, mia città natale, dove vi ho prestato servizio per 19 anni, prima come vigile e dal 1 gennaio 1992 come capo squadra. Dal 1 gennaio 2004 il passaggio a capo reparto e  dopo un breve periodo nel comando di Parma sono tornato qui a Latina in sede centrale nella sezione C dove ho ritrovato l’amico Rocco.
Con il turno ho trascorso quasi 5 anni molto belli, dove non mi ha mai pesato alzarmi dal letto ed arrivare al lavoro. Sapevo di trascorrere una giornata dove avrei avuto scambi di opinioni, discussioni, qualche volta incazzature, momenti di ilarità, il tutto senza perdere di vista l’obiettivo finale del lavoro che stavamo svolgendo. La sera quando tornavo a casa, mentre percorrevo i 40 km che separano Latina da Terracina, mi sentivo più ricco sia dal punto di vista umano che professionale. Dalla mia ci ho messo onestà, disponibilità, impegno e professionalità, e sono sicuro che il mio lavoro sia stato apprezzato. Oggi quindi lascio la frenetica vita del vigile del fuoco ma porterò con me i molti ricordi di una carriera stimolante e intensa. Porterò con me i ricordi di tanti colleghi con cui sono venuto a contatto e che mi hanno insegnato tanto.

Cosa farò da grande, bella domanda, sicuramente mi dedicherò maggiormente al mio sport preferito la bicicletta, dedicherò più tempo alla famiglia e a me stesso.
E poi una cosa è certa: non impiegherò il mio tempo a rimpiangere la caserma dei vigili del fuoco. Al più il calore di tutti voi che ora siete qui, a dimostrarmi – come dicevo in esordio – della vostra amicizia. Perché qualche vero autentico amico, in 35 anni, l’ho trovato proprio tra i colleghi vigili del fuoco.
Voglio ringraziarvi tutti per quello che in questi anni avete fatto per me.
Grazie


Ugo Iacoucci

venerdì 21 giugno 2013

Spese sospette, l'Agenzia delle Entrate invia le lettere di avviso

Spese sospette, l'Agenzia delle Entrate invia le lettere di avviso

L’Agenzia avvisa il contribuente in caso di discordanze tra entrate e uscite ma non è obbligatorio rispondere

Ai contribuenti italiani sta arrivando una missiva importante e a inviarla è un mittente mai troppo amichevole: l’Agenzia dell’Entrate. Ma cosa dicono le lettere? Invitano il contribuente averificare la compatibilità di quanto dichiarato per l’anno 2011 con le voci di spesa presenti nel prospetto inviato in allegato, o con lo strumento di autodiagnosi conosciuto come Redditest.

Un tema caldo la compatibilità tra spese e dichiarazione, ma nel caso in questione siamo innanzi a uno strumento di compliance, e non davanti a un accertamento fiscale. L’Agenzia fornisce informazioni generiche sulle spese effettuate nel 2011 e note al Fisco; la congruità va verificata con quanto dichiarato nel 730. Il problema non si presenta se le spese, pur più alte del reddito, sono state effettuate con fonti legittime di finanziamento. C’è anche la seconda chance, quella di correggere la dichiarazione, avvalendosi del ravvedimento lungo, fino al 30 settembre 2013, che prevede una sanzione del 3,75%.

Non è certo il primo caso di lettere informative che l’Agenzia invia: l’anno scorso è andato in scena lo stesso copione, ovviamente per il reddito complessivo dichiarato nel 2010. Ilpanico per i contribuenti non manca mai, ma queste comunicazioni hanno perlopiù carattere informativo, o finalità preventive, quindi bisognerebbe capire perché si scatena il panico ogni volta che l’Agenzia invia una missiva, posto che non è obbligatorio rispondere e che non vi è un accertamento in corso.

Fa più rumore invece il fatto che il cittadino può spiegare o ritoccare la dichiarazione, ma non è messo a conoscenza dell’ammontare delle spese, che non è precisato, per tutelare la riservatezza ma anche nella certezza che il contribuente sa quanto spende. In pratica l’Agenzia sa e il cittadino pure: resta da capire chi deve fare il primo passo. Per la serie: non dico che hai sbagliato, ma nemmeno ti dico che hai fatto giusto, e vediamo chi cede per primo.

Ovvio che molti contribuenti si chiedano a chi spetti l’onere della prova, posto che è l’Agenzia a farsi viva. In ogni caso, sembra che la moral suasion funzioni se i redditi dichiarati lo scorso anno da circa 256mila soggetti che si erano visti recapitare la missiva sono cresciuti di circa il 10%. Anche nel 2011 erano partite 50mila missive che si riferivano alle precedenti annualità e che avrebbero riportato 130 milioni di euro nelle casse dell’Erario, secondo quanto scrive Italia Oggi.

L’esperimento nei fatti funziona ma è giusto il modo in cui è condotto? Già lo scorso anno si parlava di una forma di bluff al poker, dove a parole si tutela la privacy del contribuente, ma nei fatti non gli si concede tutti gli strumenti per capire dove sbaglia e perché, posto che deve poi dimostrare quando e in che modo le spese non coincidono. Più complesso è invece l’altro tema, quello del rapporto tra Fisco e cittadino, che, pur nel nome della lotta all’evasione, ha raggiunto in Italia livelli emergenziali, e ribadisce sempre di più una forma di subalternità, dove il sospetto vince pur per nobili fini, cioè recuperare gettito.

martedì 7 agosto 2012

Terracina: missiva del cons. Marzullo



                                                                                              Al Presidente del Consiglio Comunale
                                                                                              Sig. Giovanni Aiello

                                                                                              
            Nella giornata di ieri, 06-08-2012, intorno alle ore 11.00, mi sono recato presso l’Ufficio Urbanistico del Comune, in Piazza Tasso, per chiedere copia del contratto intervenuto tra il Comune di Terracina e la Soc. Edil Cave, nonché copia di altri documenti inerenti sempre ai rapporti intervenuti tra la suddetta società ed il Comune di Terracina rispetto alla attività estrattiva della cava di Campo Soriano, poiché stante a quanto previsto dalla delibera consiliare N° 48 del 24.06.2010 tale attività ad oggi doveva essere già cessata, ma continua ancora la sua attività estrattiva.

 Abbiamo convenuto con il responsabile, dopo la mia formale richiesta di accesso agli atti, di rivederci oggi, 07.08.2012, per visionare il fascicolo e selezionare i documenti da fotocopiare.

            Circa un’ora dopo, parlando telefonicamente con un Assessore, per un altro problema, vengo a conoscenza che lo stesso era già a conoscenza della mia richiesta appena formulata, e non solo, di essere a conoscenza anche di accessi ad atti da me fatti nei giorni precedenti.

            L’impressione che ne ricavo è quella di essere spiato nello svolgimento delle mie prerogative di Consigliere Comunale, eletto dal popolo, da parte della Giunta comunale, non so se nella sua interezza o solo una parte di  essa, e non mi è dato sapere se  in questa deprecabile opera vi sia coinvolto anche il Sindaco, sia come mandante oppure come osservatore diretto.

            Quanto accaduto, fa seguito ad una corrispondenza a me inviata e domiciliata presso la sede Comunale, recapitatami aperta ed alla quale al momento non avevo dato importanza, ma dopo l’episodio che ha riguardato la posta aperta e fatta trovare sotto il portoncino della casa del Consigliere Coccia ed indirizzata anche ai Consiglieri D’Andrea e Di Tommaso, da parte del Ministero degli Interni. Tali fatti non vanno più considerati episodi a se stanti. Credo che quanto sta avvenendo sia dal punto di vista delle garanzie democratiche che nell’esercizio del ruolo di Consigliere Comunale sia un attentato molto grave.

            Per quanto tutto sopra esposto, mi rivolgo a lei Presidente, in quanto per il ruolo e la veste che ricopre, deputato a garantire il regolare esercizio a TUTTI i Consiglieri Comunali delle prerogative di legge ad essi spettanti, e per chiederle di fare tutto quanto è nelle sue possibilità per garantire fino in fondo a tutti i Consiglieri Comunali lo svolgimento delle proprie prerogative nel pieno rispetto della legge ed in piena serenità.

            In ultimo, sono a chiederle ancora, visto il ripetersi di tali atti minatori della libertà e del ruolo dei Consiglieri, di valutare attentamente e seriamente la opportunità di fare un esposto alle competenti autorità, Ministero, Prefetto, Procura della Repubblica ecc. anche se questo dovesse mettere in discussione la sua poltrona, in quanto da persone democratiche, abbiamo l’obbligo di far prevalere la funzionalità delle istituzioni alla poltrona.

                                                           Il Consigliere Comunale
                                                           Vittorio Marzullo