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venerdì 5 settembre 2014

L’AUTHORITY PER IL SISTEMA IDRICO METTE SOTTO INCHIESTA ACQUALATINA

L’AUTHORITY PER IL SISTEMA IDRICO METTE SOTTO INCHIESTA ACQUALATINA

L’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico (AEEGSI), Authority competente per legge alla gestione e controllo del Sistema Idrico Integrato, con deliberazione del 31 luglio 2014 n. 379/2014/S/Idr pubblicata sul proprio sito Internet, ha avviato un procedimento nei confronti di Acqualatina volto ad accertare la violazione delle disposizioni in materia di servizio idrico integrato e adottare provvedimenti sanzionatori e prescrittivi a carico della società stessa.
Tale deliberazione contrasta con quanto da sempre affermato da Acqualatina secondo cui, a seguito dell’ispezione eseguita dall’AEEGSI in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza alla fine dello scorso mese di marzo, aveva ricevuto i complimenti per la gestione complessiva del servizio.
La notizia appare particolarmente grave in quanto sarebbero stati introdotti surrettiziamente dati contabili nella trasmissione all’Authority dei bilanci aziendali, comportando, secondo quanto riportato nella delibera, “difetto di veridicità”, nonché difetto “di raccordo tra i valori desumibili dalla documentazione contabile ed i valori riportati nella modulistica trasmessa (all’AEEGSI), nonché nell’erroneità delle informazioni trasmesse e nell’inosservanza delle procedure di compilazione prescritte”.
Dal provvedimento si desumerebbe anche che sull’operato di Acqualatina non vi sarebbe stata la dovuta attenzione della Segreteria Tecnica dell’ATO4, cioè l’organismo che deve vigilare sulle attività di Acqualatina in nome e per conto della Conferenza dei Sindaci, che, lo ricordiamo, è il socio pubblico di maggioranza di Acqualatina rappresentando le cittadinanze facenti parte del territorio dell’ATO4.
In buona sostanza, anche secondo quanto appare rilevabile dalle notizie pubblicate, la società avrebbe prodotto all’AEEGSI bilanci contenenti dati non veritieri, tra l’altro valorizzando “alla voce “saldo conguagli e penalizzazioni” per gli anni 2012 e 2013 rispettivamente gli importi di € 4.500.000 e € 3.415.711 senza l’apposita prescritta approvazione dell’Ente d’Ambito”.
Quelle appena citate, insieme ad altre contestazioni mosse ad Acqualatina, tra cui l’aver aggiornato nel 2013 retroattivamente la tariffa del 2012 senza la preventiva approvazione dell’Ente d’Ambito, inducono l’OTUC, la Consulta Provinciale degli Utenti e dei Consumatori e il Cordinamento Consumatori a chiedere ad Acqualatina l’immediata sospensione dell’applicazione dell’adeguamento tariffario approvato il giorno 7 agosto 2014 dalla Conferenza dei Sindaci.

Inoltre richiediamo alla Segreteria Tecnica Operativa dell’ATO4 di rivedere globalmente la materia alla luce di quanto segnalato dall’AEEGSI, sottoponendo la situazione all’esame del Consiglio di Presidenza e alla Conferenza dei Sindaci, al fine di addivenire ad un adeguamento tariffario in linea sia con i dettami dell’Authority che della normativa vigente.

lunedì 31 dicembre 2012

L’AUTHORITY APPROVA LA NUOVA TARIFFA DELL’ACQUA IN VIOLAZIONE DEL REFERENDUM


L’AUTHORITY APPROVA LA NUOVA TARIFFA DELL’ACQUA IN VIOLAZIONE DEL REFERENDUM
Dal decreto di Ferragosto alla tariffa di Capodanno. Ovvero come uccidere la Democrazia durante le vacanze
Ieri l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas ha approvato il nuovo Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato sancendo, nei fatti, la negazione dei referendum del giugno 2011, con cui 27 milioni di cittadini italiani si erano espressi per una gestione dell'acqua che fosse pubblica e fuori dalle logiche di mercato.
Già il governo Berlusconi, solo due mesi dopo i referendum, aveva varato un decreto che, reintroducendo sostanzialmente la stessa norma abrogata, avrebbe portato alla privatizzazione dei servizi pubblici locali. Tale decreto è stato poi dichiarato incostituzionale.
In egual modo l'Autorità vara una tariffa che nega, nello specifico, il secondo referendum sulla remunerazione del capitale e lascia che si possano fare profitti sull'acqua, cambiando semplicemente la denominazione in "oneri finanziari", ma non la sostanza: profitti garantiti in bolletta.
Ma fa anche di peggio.
Infatti, il nuovo metodo tariffario metterà a rischio gli investimenti per la gestione del servizio idrico integrato più di quanto già non accada attualmente. Ciò avverrà perché in un sistema che si basa sul ricorso al mercato creditizio, se si allunga il periodo di ammortamento dei cespiti si ha una conseguente riduzione delle aliquote annue con un impatto negativo sui flussi di cassa, creando, così, un rischio elevato nel reperimento delle risorse finanziarie.
Ciò è particolarmente grave visto che il servizio idrico integrato abbisogna di ingenti investimenti nei prossimi anni (alcune stime parlano di circa 2 miliardi di euro l'anno per i prossimi 20-30 anni).
L'Autorità, in un contesto dove il governo tecnico di Monti ha rafforzato un'impostazione neoliberista e di privatizzazione dei beni comuni, che conferma e ripropone nella sua agenda per il prossimo governo, si nasconde dietro una deliberazione amministrativa per affermare una ricetta politica che vuole speculare sui servizi pubblici essenziali, a partire dall'acqua.
Dietro le manovre tecniche si afferma, inoltre, una sospensione democratica gravissima a danno di tutti noi.
Per questo vogliamo che il nuovo metodo tariffario venga ritirato e chiediamo le dimissioni dei membri dell'Autorità. E, chiaramente, non ci fermeremo ad elemosinare concessioni ma ci batteremo finché questo non avverrà e venga ristabilità la volontà popolare.
Perchè si scrive acqua, si legge democrazia, e vogliamo ripubblicizzare entrambe.