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venerdì 12 settembre 2014

E’ caos sull’appalto per realizzare il porto-canale di Rio Martino

E’ caos sull’appalto per realizzare il porto-canale di Rio Martino

porto-rio-martino-300x225Caos attorno all’appalto per la realizzazione del porto-canale di Rio Martino. Il Consiglio di Stato ha annullato la sospensione della gara disposta dal Tar. Nel frattempo, però, proprio dopo la decisione dei giudici amministrativi di Latina, la Provincia aveva revocato l’affidamento dei lavori all’associazione temporanea d’imprese composta dalla napoletana Icad Costruzioni Generali e dalla pontina Poseidon Service di Delle Cave, affidandoli all’associazione d’imprese che era giunta seconda in graduatoria e che aveva fatto ricorso, composta dalla Schiavo di Salerno e dalla Ircop di Roma.
Sull’appalto ha aperto un’inchiesta la Procura, per turbativa d’asta, e gli indagati sono a quota tre. La Schiavo-Ircop, vistosi sfuggire l’affare, ha invece fatto ricorso al Tar e ottenuto dai giudici di Latina la sospensione del provvedimento di aggiudicazione della gara, nell’attesa di discutere la vicenda nel merito. Senza aspettare, in Provincia hanno però deciso di andare avanti con la costruzione del porto, ma di affidarli proprio alla Schiavo-Ircop, togliendoli alla Icad-Poseidon. Queste ultime due aziende nel frattempo hanno poi fatto appello e il Consiglio di Stato, con decreto, ha accolto la richiesta delle due società, congelando il provvedimento del Tar fino alla discussione del caso in aula, fissata per il 7 ottobre, al termine della quale decidere se avallare quella sospensione dell’affidamento della gara. Una decisione che ha così rimesso in gioco la Icad-Poseidon a distanza di giorni dalla decisione della Provincia di farle fuori. Tra un ricorso e l’altro il caos così cresce e il rischio che l’ente di via Costa finisca per pagare qualche risarcimento pesante a qualche imprenditore è concreto. Come concreta è l’ipotesi che i lavori per il porto possano impantanarsi.

sabato 26 luglio 2014

CHI PAGHERA’

             COMUNICATO STAMPA



                                               CAOS IMMONDIZIA A TERRACINA


            Con la Sentenza del TAR di Latina, depositata in segretaria in data odierna, la Soc. De Vizia Transfer vince il ricorso contro il Comune di Terracina e contro la Servizi Industriali la quale entro trenta giorni da oggi deve lasciare la mano alla vincitrice della causa.

            Il Comune di Terracina, inoltre, è stato condannato a pagare un risarcimento danni per mancato guadagno pari al 2% dell’importo dell’appalto, oltre ad interessi e rivalutazione monetaria, con compensazione delle spese tra le parti.

QUESTO COMPORTERA’ UN ULTERIORE ESBORSO DI QUASI 200.000 EURO CHE SARANNO SCARICATI SULLE TASCHE DEI CITTADINI CON LE BOLLETTE CHE SARANNO NEL PROSSIMO FUTURO EMESSE.

            Il motivo principale della sentenza è sintetizzabile con il fatto che il contratto di avvilimento sottoscritto a dalla Soc. TE.AM.  Teramo Ambiente SPA aveva in se contenuti indeterminati, che si discostavano dai requisiti minimi necessari.

            La Giurisprudenza trova il suo fondamento nei tre seguenti ordini di considerazioni:

a)      il principio civilistico che configura quale causa di nullità del contratto l’indeterminatezza dell’oggetto (art.1346 c.c.)
b)      L’esigenza pubblicistica di non consentire facili aggiramenti del sistema dei requisiti d’ingresso alle gare pubbliche (possibilità che avrebbe luogo qualora si consentisse un prestito dal carattere del tutto generico);
c)      Il preciso tenore letterale dell’art.88, comma 1, lett.a), del DPR n. 207/2010, secondo cui il contratto di avvilimento deve indicare in ogni caso in modo compiuto, esplicito ed esauriente  le risorse e i mezzi prestati, in modo determinato e specifico.

Questi alcuni dei motivi dei principi di giurisprudenza e legali a cui la Corte si è attenuta nel motivare la sentenza. 

      Tali motivi sono prevalentemente in capo alle responsabilità amministrative di chi ha gestito l’appalto e di chi ne ha ispirato le convinzioni che tutto era giusto.








            La condanna anche e soprattutto del Comune, impone una seria riflessione su come si è intrattenuto tutto il rapporto con la Servizi Industriali, a partire dall’ordinanza sindacale del Gennaio 2011 in cui si imponeva di mettere i dipendenti in mobilità affinché l’azienda beneficiasse di contributi ed agevolazioni previdenziali a cui non aveva diritto,  si trattava di molte migliaia di Euro, se sommati alla riduzione degli stipendi dei lavoratori con la eliminazione  degli scatti d’anzianità, per proseguire poi con i conferimenti anomali in discarica, che sono costati altri centinaia di migliaia di Euro ai cittadini e per finire, una squilibrata valutazione dei requisiti dell’asservimento, guarda caso sempre in direzione della Servizi Industriali.

            Tutto questo è costato in questi due anni e mezzo lacrime e sangue alle tasche dei cittadini, dei lavoratori, stressati da ritmi di lavoro inumani e da scarsi mezzi di protezione individuale, per chi svolge un lavoro così delicato e pericoloso.

            Qualcuno in tutta questa vicenda qualcuno doveva essere orbo, vedeva solo da una parte e con un occhio solo.

            Ora si pone la domanda; CHI PAGHERA’ TUTTI QUESTI DANNI AI CITTADINI ED AI LAVORATORI?

            CHI PAGHERA’ L’EVENTUALE DANNO ERARIALE?

            Ancora i cittadini oppure i politici responsabili di tutto questo?

            Cosa accadrà  da oggi alla metà di luglio con la città in piena attività estiva, stracolma di gente e la Servizi Industriali che anziché concentrarsi per migliorare il servizio, da oggi in poi invece è impegnata a smobilitarlo per rimetterci il meno possibile?

            Fin dove arriverà la puzza dei rifiuti?

            Quanta gente non verrà più a Terracina?

            Gli operatori economici della città certamente danneggiati, a chi dovranno presentare il conto?


                                                           Il Consigliere Comunale
                                                           Vittorio Marzullo

giovedì 20 dicembre 2012

Liste pulite, un altro stop: Ed è scontro sulle firme Caos finale in Parlamento


Liste pulite, un altro stop:
Ed è scontro sulle firme
Caos finale in Parlamento

La commissione Bilancio ritarda il parere sull'incandidabilità
Lega, 'no' al 'salva-La Russa'

La mancata liberatoria del presidente della commissione Bilancio, antonio Azzolini, costringe il governo a rinviare il provvedimento. E spiegarlo tocca al ministro Cancellieri, non senza imbarazzo. Raccolta firme, Dl slitta a domani. La Russa: "Questo decreto è una truffa, lo faremo saltare"
Delega fiscale,Governo battuto al Senato
Delega fiscale,Governo battuto al Senato
Roma, 20 dicembre 2012 - Caos finale in questa legislatura in Parlamento. A partire dal decreto sulle liste pulite col governo costretto a rin viare il varo. Per finire con il dl sulla presentazione delle firme per le elezioni.
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LISTE PULITE - Il Consiglio dei Ministri non ha potuto procedere all'approvazione del decreto legislativo in materia di incandidabilità perché non sono pervenuti tutti i prescritti pareri parlamentari. Lo schema di decreto sulle 'liste pulite', all'odg del Consiglio dei ministri che si è riunito al Senato per licenziare la nota di variazione al Bilancio, non è stato quindi trattato. "Non è ancora arrivato il parere della commissione Bilancio", ha confermato ai cronisti, non senza qualche imbarazzo, il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri. Il ritardo dipenderebbe essenzialmente dalla mancata liberatoria del presidente della commissione Bilancio, Antonio Azzolini (Pdl).
"Non lo so. La commissione Bilancio fa comunque tutto e porta tutto in aula". Il presidente della commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini, risponde cosi' ai giornalisti che gli chiedono se arriverà oggi il parere della commissione Bilancio sul decreto legislativo per le liste pulite e per l'approvazione del quale il ministro Anna Maria Cancellieri ha detto di attendere il pronunciamento della commissione. Azzollini ha poi sottolineato come la commissione sia impegnata anche per esprimere il parere su altri provvedimenti, come le ratifiche di accordi internazionali.
Il senatore Pd Giovanni Legnini sollecita la commissione Bilancio del Senato a esprimere il parere sul decreto legislativo 'liste pulite'. "Siamo consapevoli del lavoro che la commissione Bilancio ha svolto anche per la legge di Stabilita' - spiega - ma è urgente che questo parere venga espresso nel piu' breve tempo possibile. Per questo ho sollecitato la commissione".
"Il decreto sull'incandidabilità dei politici condannati è il solito topolino partorito dalla montagna, una presa per i fondelli ai danni di tutto il popolo italiano. Ma anche questa scatola vuota, al partito di Berlusconi sembra troppo. E cosi', oggi, si e' attaccato a un altro espediente per fermarne o rallentarne l'approvazione". E' quanto scrive sul suo blog il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
POLEMICHE SUL DL FIRME - E' polemica anche sul decreto sulla raccolta delle firme.  "Il testo del decreto legge sulla raccolta delle firme per le elezioni o rimane cosi' oppure per noi può anche decadere. Siamo contrari a modifiche". Lo ha affermato il vicecapogruppo del Pd alla Camera, Michele Ventura, al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Sul provvedimento, a quanto si apprende, in comitato dei nove e' passato un emendamento che esonera dalla raccolta delle firme i gruppi parlamentari che non erano ancora costituiti prima dell'emanazione del decreto e si costituiranno prima della sua conversione in legge. Una norma definita 'salva-La Russa perché consentirebbe agli ex-An ora nel Pdl, ove decidessero di formare una propria lista, di presentarsi alle elezioni senza necessita' di raccogliere le firme. 'Rassegno le dimissioni da relatore'': lo annuncia nell'Aula della Camera Gianclaudio Bressa (Pd) dopo il parere favorevole all'emendamento. Intanto Il dl sulla raccolta delle firme slitta a domani. Il provvedimento tornera’ all’esame dell’aula di Montecitorio domani alle ore 18.30 subito dopo l’approvazione della legge di stabilita’.
Dal canto suo La Russa va all'attacco. "Al Senato siamo pronti anche all'ostruzionismo per fare saltare il decreto" sulle firme elettorali. La Russa a Montecitorio, aggiunge: "Le firme a questo punto le raccolgano tutti, senza dimezzamenti o altro. A noi va bene raccogliere le firme, è anche un modo per fare propaganda. Questo decreto e' una truffa".
'Sia chiaro: non abbiamo disperato bisogno di firme, quelle le troviamo in quattro e quattr'otto. I numeri non mancano, ma vedremo se e' necessario fare un gruppo anche alla Camera''.  La Russa spiega poi che al suo 'Centrodestra nazionale' potrebbe bastare avere un solo gruppo parlamentare al Senato. L'emendamento a firma del pidiellino Ignazio Abrignani al decreto legge sulle liste elettorali, passato in commissione Affari costituzionali, prevede, infatti, che saranno esonerati dalla raccolta delle firme per le elezioni ''i partiti e i movimenti politici, che alla data dell'entrata in vigore della legge di conversione del decreto sono costituiti gruppi parlamentari almeno in una delle due Camere''. Visto che un gruppo parlamentare La Russa ce l'ha gia', al Senato, farne uno gemello a Montecitorio diventerebbe inutile.
LA LEGA CONTRO IL SALVA-LA RUSSA - L’emendamento, a firma Ignazio Abrignani (Pdl), che ha avuto l’ok del comitato dei nove in commissione Affari costituzionali alla Camera durante l’esame del decreto taglia-firme, potrebbe non avere i numeri sufficienti per passare il voto in aula alla Camera. La Lega, che in commissione si era astenuta, voterà contro. Lo annuncia Matteo Bragantini che spiega: “Noi in aula voteremo contro tutti gli emendamenti che allargano le ‘maglie’ del decreto, aumentando gli esoneri. Compresa la norma Abrignani”, che aiuta la formazione di Ignazio La Russa ‘Centrodestra nazionale’ che al Senato ha gia’ ufficializzato il suo gruppo. E anche l’Udc sarebbe incerta sul si’.
In commissione a votare a favore son stati Pdl, Udc, Fli, Popolo e territorio. Ma sembra che in aula i voti contrari di Pd, Idv e Lega creino dei problemi se fossero assenze nel Pdl e se poi anche l’Udc non votasse l’emendamento. Per questo, dal gruppo e’ partito un sms ai deputati a essere tutti presenti in aula. I maligni osservano che se qualcuno volesse fare uno sgambetto a La Russa, potrebbe fa mancare i voti... Dall’Udc Pierluigi Mantini spiega: “Siamo disponibili anche ad altre soluzioni alla luce del dibattito in aula. Se ci sono soluzioni piu’ avanzatre siamo disponibili a votarle perche’ devono esserci divisioni in aula. Se c'è una norma che ‘ricuce’” i rapporti tra Pdl e Pd “noi l’emendamento Abrignani non lo votiamo”

giovedì 29 novembre 2012

IL CAV TENTENNA ED IL PDL E' NEL CAOS


IL CAV TENTENNA ED IL PDL E' NEL CAOS

Tutto in alto mare, tra annunci, smentite, correzioni di rotta, supposizioni: Berlusconi tiene il punto, continua a studiare la separazione. "marciare divisi, colpire uniti". Il Cav pensa ad una scissione consensuale in tre liste diverse: una nuova Forza Italia (forse Forza italiani), Pdl ed ex An. In pratica vorrebbe lasciare per strada gli ex socialisti e democristiani con i quali si era di fatto alleato, o ne aveva preso l'eredita' nel 94, quando sconfisse la gioiosa "macchina da guerra" di Occhetto e gli ex An con i quali aveva fondato il Pdl, in risposta al Pd lanciato al Lingotto da Veltroni, con il famoso annuncio del predellino, a Milano. Non hanno certo aiutato a rasserenare l'ambiente le voci su una lista nera, compilata di pugno direttamente da Berlusconi, nella quale comparivano da Cicchitto alla Carfagna, ma anche lo stesso Alfano. Dentro la nuova Fi, invece alcuni della vecchia guardia, che erano stati accantonati dagli attuali colonnelli come Martino, Galan e Scajola, guidati da Verdini, che e' tra i coordinatori del partito. (Ma Alfano lo ha gia' invitato a farsi da parte). Poi ci sono gli ex An come La Russa, Gasparri, Alemanno, che potrebbero puntare sulla Meloni. Matteoli e' incerto. Nell'area piu' centrale con Alfano anche Schifani, Luypi e Quagliarella che guardano ad un'alleanza con i centristi. Insomma il caos e' completo, anche perche' il Cavaliere dice ma non decide, consigliato anche da famigliari ed amici, come Confalonieri, che gli suggeriscono di farsi da parte e non affrontare in prima persona nuove avventure politiche. Poi le colombe che gli suggeriscono: "No Silvio, dobbiamo rimanere uniti". Cosi' spunta anche l'ipotesi che si ritirino tutti i candidati alle primarie in omaggio proprio al Cavaliere, che non le ama. Ma Alfano sembra restio a fermare la macchina organizzativa del partito e di fatto anche la sua carriera politica. Ora puo' contare sull'appoggio di quasi tutto lo stato maggiore del Pdl e puo' anche evitare la scissione degli ex An. Il popolo del centrodestra guarda perplesso questa sorta di guerra civile interna e non sa piu' cosa pensare, se non di non andare a votare. Infatti il Pdl nei sondaggi vola sempre piu' basso intorno al 15% o poco di piu'. Ma si sa quando si vota le fila si ricompattano sia a destra che a sinistra, l'unica condiziobne per il centrodestra e' che ci sia ancora qualcosa da potere votare.

lunedì 12 novembre 2012

TERRACINA - PORTA A PORTA «MISTO».


PORTA A PORTA «MISTO». IL WWF SEGUE LA RACCOLTA SUL CENTRO STORICO DI TERRACINA: ANCORA CAOS
di Diego Roma
Tutto va avanti un po’ così, nel segno dell’improvvisazione, e d’altronde non potrebbe essere altrimenti. La raccolta porta a porta sul centro storico c’è, ma non si sa quanto sia corretta, né chi effettivamente la faccia. La fotografia scattata dal WWF Litorale Pontino, che ieri ha pubblicato un mini reportage sul suo blog, dipinge una situazione mista, quasi fuor i controllo. Ognuno, insomma, fa un po’ come vuole, e a rimetterci è l’immagine della città antica. Il WWF premette che, in assenza di dati, quello che si è fatto è raccogliere «alcune impressioni». «Qualcuno lamenta il comportamento degli extracomunitari (non si sa se sono stati adeguatamente informati) restii ad accettare le nuove norme - spiegano gli ambientalisti nel post - ma anche l’atteggiamento di autoctoni che preferiscono portare il sacchetto indifferenziato in altre parti della città dove si trovano i cassonetti stradali. C’è pure chi non ha accettato lo spostamento dei cassonetti da via Posterula e continua a depositarvi i rifiuti, ma anche chi ha fatto un uso creativo di bottiglie di plastica per decorare la porta della propria attività». Sì, perché di recente c’è un laboratorio, su corso Anita Garibaldi, che dà nuova vita agli scarti. Ma proseguiamo con il WWF: «Obiettivamente occorre notare che le strade appaiono abbastanza pulite (alle otto c’è stato già un primo passaggio degli operatori) e i sacchetti con il materiale (il giovedì, carta e multimateriale) depositati con ordine vicino alle porte delle abitazioni». Quello che manca però è l’attenzione all’immagine, con i sacchetti che, nelle piazzette come tra i vicoli, restano fuori il portone di casa fino a tarda mattinata lasciando «lo spettacolo dei sacchetti esposti ovunque». Soluzioni? Il WWF, come sempre, ne ha. «sarebbe opportuno adottare il metodo del cassonetto mobile tipo quello del «Carretta caretta», piccoli automezzi che, ad orari stabiliti si fermano, e attendono che i cittadini buttino la spazzatura. Poi, via. Al momento il centro storico è ancora un po’ nel caos. Ma ora si guarda avanti. C’è un maxi bando, e nulla sarà lasciato al caso, vero?