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lunedì 10 dicembre 2012

GRILLO, LO SPREAD NON SI MANGIA E L'ITALIA È UNA PENTOLA A PRESSIONE


GRILLO, LO SPREAD NON SI MANGIA E L'ITALIA È UNA PENTOLA A PRESSIONE

"Ancora tu? Ma non dovevamo rivederci più?": è il commento di Beppe Grillo al ritorno in campo di Berlusconi. Il comico genovese, parafrasando una famosa canzone di Battisti, parla di "riesumazione" del Cavaliere e delle elezioni anticipate che sono alle porte. "Non sembra che gli italiani siano sconvolti o sorpresi - argomenta il leader del Movimento 5 Stelle - molti al grido di "arridatece il puzzone" vogliono liberarsi il prima possibile di Monti rimettendo allo psiconano ogni peccato. Rigor Montis ci ha messo del suo, insieme a una stampa montiana compiacente fino al leccaculismo più esasperato. L'agenda Monti sottoscritta con voluttà dal pdmenoelle, prevedeva un solo punto: lo spread, ma lo spread - scrive Grillo - non si mangia e soprattutto non dipende da Monti, ma dalle agenzie di rating internazionali. Lo spread che è salito alle stelle in estate (colpa dei mercati?) e sotto i 300 punti a dicembre (merito di Monti?) è una variabile indipendente dal governo. E' un guinzaglio per tenere sotto controllo la politica italiana, una corda che si stringe a piacere in mano alla finanza internazionale. Non si vive di solo spread, e di spread, con la politica di Rigor Montis, si può solo morire". Poi un quadro a tinte fosche della situazione del Paese oggi: "Con il trio Monti, Passera, Fornero è scoppiata la disoccupazione, decine di migliaia di aziende hanno chiuso i battenti, la piccola distribuzione è alla canna del gas, il debito pubblico è aumentato come ai tempi di Tremorti, circa 100 miliardi all'anno. Macelleria sociale nella sanità e nella scuola, diminuzione dei diritti dei lavoratori, milioni di nuovi poveri e nessun taglio alle decine di miliardi di costi inutili, dai cacciabombardieri, alla Tav, alle pensioni d'oro. Nessun recupero della Grande Evasione, come per i 98 miliardi del gioco d'azzardo o il recupero almeno parziale sui 100 miliardi dello Scudo Fiscale tassati al 5%. Nessun esempio dall'alto mentre si colpevolizzavano gli agriturismi e i tassisti. L'unico successo del Governo è aver ricomprato i nostri marci titoli di Stato dalle banche tedesche e francesi e aver finanziato banche sull'orlo del fallimento come MPS. L'italiano è letteralmente terrorizzato da altri cinque anni di montismo, le aziende se possono scappano all'estero. Molti proprietari semplicemente le chiudono e portano i loro capitali altrove. Lo psiconano lo sa e lo sanno meglio di lui i suoi sondaggisti. Monti, i suoi aedi, la distruzione di una nazione in nome dello spread - conclude Grillo - non li sopporta più nessuno. Non si vive di solo spread. L'Italia è una pentola a pressione sul punto di esplodere. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere".

venerdì 27 luglio 2012

Olimpiadi: Italia, 140mila euro per un oro, Germania 15mila e Gran Bretagna zero!!!


Spread olimpico: Italia, 140mila euro per un oro, Germania 15mila. E' giusto?

gnudi.petrucci.abete
26 luglio alle 17:30
Oggi Gianni Petrucci da Casa Italia si è professato fiducioso sperando che gli azzurri disputino un'ottimaOlimpiade e che portino in alto l'onore dell'Italia. Il presidente del Coni ha parlato di "più medaglie e meno spread".

Secondo quanto riporta Gazzetta.it viene da dare ragione a Gianni Petrucci perchè il valore delle medaglie è davvero invitante. I premi saranno gli stessi di Pechino: 140mila euro per l'oro, 75mila euro per l'argento e 50mila euro per il bronzo. La trasferta a Londra costa 3 milioni e 250mila euro, compreso l'affitto di Casa Italia, i cinque piani del The Queen Elizabeth II Conference Center all'ombra del Big Ben, che ammonta a ben 1.498.000.

Certo che se paragoniamo il valore delle "medaglie italiane" a quelle della Germania o della Gran Bretagna c'è da impallidire. Infatti una medaglia d'oro tedesca vale circa 15.000 euro mentre Oltremanica, essendo gli organizzatori dei giochi Olimpici, hanno deciso di non percepire un solo euro.

In un mondo dove solo i calciatori e pochi altri sportivi vengono definiti dei "ricchi viziati", questo è l'esempio lampante di come anche in altre discipline, a certi livelli, ci sia un giro di soldi di vaste proporzioni.
Se paragoniamo la situazione economica italiana a quella della Germania e della Gran Bretagna, forse la decisione di questi due paesi (e dei loro comitati olimpici) è più saggia rispetto a quella dell'Italia. Cosa pensate?

sabato 30 giugno 2012

Eurogruppo, accordo su antispread e crescita


Eurogruppo, misure antispread: accordo raggiunto nella notte. Monti soddisfatto

Il summit dell'Eurozona, convocato a sorpresa ieri sera immediatamente dopo la fine della prima giornata del Consiglio europeo, ha prodotto alle 4.20 del mattino un accordo che accoglie in gran parte le richieste italiane e spagnole (appoggiate dal presidente francese François Hollande) e supera di slancio i tradizionali 'nein' di Berlino.
Lungo negoziato notturno - Dopo un lungo negoziato notturno "qualche volta teso", (secondo l'eufemistica definizione di Mario Monti), il premier italiano ha ottenuto qualcosa che somiglia molto al meccanismo anti-spread da lui chiesto insistentemente da settimane, e che era stato finora ignorato dai partner e persino irriso dalla Commissione europea (che l'aveva definito "un paracetamolo").
I contenuti - L'accordo prevede che i paesi 'virtuosi' sotto la pressione di spread 'eccessivi' possano usufruire dell'acquisto di una parte dei loro titoli di Stato da parte dei fondi di salvataggio dell'Eurozona (l'Efsf e il suo successore permanente, l'Esm), senza per questo doversi sottoporre a condizioni aggiuntive rispetto agli impegni già presi con la Commissione e l'Eurogruppo nell'ambito delle cosiddette raccomandazioni 'country specific', che applicano il 'Semestre europeo', il Patto di stabilità e la 'procedura sugli squilibri macroeconomici'.
Si dovrà fare richiesta - In sostanza, il paese interessato dovrà comunque fare una richiesta formale di attivazione dell'intervento del Fondo di salvataggio, e sottoscrivere un 'Memorandum of understanding' ('Protocollo d'intesa') con la Commissione europea. Su questo punto Monti non ha ottenuto quello che voleva (l'attivazione automatica dell'intervento quando gli spread superassero una determinata soglia). Ma il 'Memorandum' non conterrà una 'condizionalità aggiuntiva': in realtà, non farà che riprodurre il testo delle raccomandazioni 'country-specific', più un calendario di attuazione delle diverse misure. Per i paesi 'virtuosi', ha spiegato Monti, questo significa semplicemente "continuare ad adempiere alle condizioni a cui stavano già adempiendo".
Ricapitalizzare le Banche senza intervento degli Stati - Nelle conclusioni del vertice dell'Eurozona non si specifica se gli interventi anti-spread dei fondi Efsf/Esm consisteranno in acquisti di titoli di Stato sul mercato primario (all'emissione) o su quello secondario (scambio dei titoli già emessi), ma entrambe le soluzioni sono possibili. L'altro elemento importante dell'accordo, che corrisponde a una richiesta pressante della Spagna e a un'altrettanto importante concessione di Berlino, riguarda la decisione di consentire la ricapitalizzazione 'diretta' delle banche in crisi da parte dei fondi Efsf/Esm, senza coinvolgere la responsabilità finanziaria degli Stati interessati. L'obiettivo, esplicitato nell'accordo dei Diciassette, è quello di "spezzare il circolo vizioso fra le crisi bancarie e il debito sovrano". Se gli Stati intervengono a salvare le banche, possono indebitarsi fino a rischiare l'insolvenza (come è successo all'Irlanda), e diventano un facile bersaglio per la speculazione finanziaria.
Autorità di sorveglianza - Finora, lo statuto dei Fondi di salvataggio prevedeva che potessero prestare denaro solo agli Stati, non a singoli settori o individui. Nell'accordo, invece, si prevede un meccanismo di ricapitalizzazione 'diretta' delle banche, ma a condizione che sia prima creata e resa operativa un'Autorità unica europea di sorveglianza bancaria, secondo una condizione che aveva chiaramente posto la Germania.
Il terzo punto - Anche il terzo punto riguarda più specificamente la Spagna: l'Eurosummit ha deciso di far cadere la clausola del 'creditore privilegiato' che aveva sollevato la sfiducia dei mercati subito dopo la decisione di mettere fino a 100 miliardi di euro dei fondi di salvataggio Efsf/Esm a disposizione delle banche spagnole da ricapitalizzare. La clausola del creditore privilegiato avrebbe garantito, in caso di insolvenza del Paese, il rimborso prioritario dei debiti nei riguardi dell'Esm (ma non dell'Efsf), e quindi aumentato le probabilità di non rimborso per i creditori privati. I leader dei 17 hanno deciso di rinunciare ad applicare la clausola quando i prestiti alla Spagna saranno erogati non più dall'attuale Efsf, ma da suo successore permanente, l'Esm.