Visualizzazione post con etichetta tribunali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tribunali. Mostra tutti i post

sabato 11 agosto 2012

Tribunale di Gaeta accorpato a Cassino


TRIBUNALE DI GAETA ACCORPATO A CASSINO
Il presidente degli avvocati, Malinconico: “Indignati”
La razionalizzazione della giustizia beffa Latina    

Il tribunale di Gaeta
GAETA – La sezione distaccata del tribunale di Gaeta sarà accorpata al Tribunale di Cassino. Il via libera è arrivato dal Consiglio dei Ministri. Per il capoluogo pontino si tratta di una beffa, dopo che il sindaco Giovanni Di Giorgi aveva convocato una conferenza dei sindaci, sottoponendo il caso giustizia all’ordine del giorno. Anche l’Ordine degli Avvocati di Latina era intervenuto, chiamando a raccolta tutte le forze politiche e sociali della provincia e annunciando un’assemblea straordinaria fissata a settembre.
“Siamo indignati per quello che è successo, avevamo lanciato dei segnali da gennaio, questo è un fatto grave che non riguarda solo Gaeta ma tutta la provincia di Latina e il Tribunale del capoluogo”. E’ quello che dice il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Latina Giovanni Malinconico, che aggiunge: “Gli effetti di questa scelta rischiano di essere devastanti, il Tribunale di Latina è il terzo dell’Italia Centrale dopo Roma e Firenze, così diventerà un tribunale piccolo, invece di essere rafforzato sarà ridimensionato”.
La decisione è arrivata nel pomeriggio al termine del Consiglio dei ministri che ha discusso la razionalizzazione degli uffici giudiziari e, dunque, il taglio dei tribunali – senza esuberi – con la sola esclusione di sei sedi, rispetto alle originarie 37 individuate nella lista di quelle da sopprimere, che rimarranno aperte in zone ad alta densità mafiosa. Tra quelle salvate non figurano né Terracina né Gaeta che anzi sarà accorpata al Tribunale, questo invece sì salvato, di Cassino. Dunque Latina perde un pezzo importante. Nella lotta alla mafia, ha detto il ministro Severino, il governo «non intende in alcun modo arretrare nemmeno sul piano simbolico». «Per questo sono state espunte dall’iniziale elenco, le sedi in zone ad alta concentrazione di criminalit… organizzata».
“Senza il Tribunale di Latina il Sud Pontino perderà un valore”, dicono gli Avvocati pontini. La categoria se la prende con i politici incapaci di condurre una battaglia efficace, al contrario di Frosinone.

Giustizia, ridotti i tribunali, salvi quelli in zone di mafia


Giustizia, ridotti i tribunali, ma salvi quelli in zone mafia

ROMA (Reuters) - Il Consiglio dei ministri ha dato oggi il via libera definitivo al decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, ma rispetto allo schema iniziale ha deciso non tagliare sei "presidi" nelle aree ad alta infiltrazione mafiosa in Sicilia, Calabria e nel basso Lazio.
Lo riferisce un comunicato del Consiglio dei ministri.
La versione definitiva del decreto prevede la soppressione di tutte le 220 sedi distaccate di tribunale e l'accorpamento di 31 tribunali e di 31 procure.
"Rispetto allo schema di decreto, il governo ha deciso di mantenere i presidi giudiziari nelle aree ad alta infiltrazione di criminalità organizzata (Caltagirone e Sciacca in Sicilia; Castrovillari cui sarà accorpato il tribunale di Rossano, Lamezia Terme e Paola in Calabria; Cassino cui sarà accorpata la sezione distaccata di Gaeta nel Lazio) e di dotare di un ufficio di Procura anche il tribunale di Napoli nord", si legge nel comunicato.
Sul terreno della lotta alla mafia "il governo non intende in alcun modo arretrare, neanche sul piano simbolico", ha commentato il ministro della Giustizia, Paola Severino.
"Per queste ragioni, sono state espunte, dall'iniziale elenco di 37 tribunali e relative procure, le sedi in zone ad alta concentrazione di criminalità organizzata, con l'unica eccezione di Rossano il cui accorpamento a Castrovillari è giustificato dalla presenza di una criminalità mafiosa omogenea, dalla contiguità territoriale dei due circondari e dalla facilità di comunicazione tra i territori", ha proseguito la Guardasigilli in una nota.
"È stata invece confermata la soppressione di tutte le sezioni distaccate, nonostante le richieste di mantenimento di alcune di esse, poiché l'esperienza sin qui fatta dimostra che si tratta di un modello organizzativo precario ed inefficiente sotto il profilo della produttività e della carenza di specializzazione con un impiego di risorse spropositato rispetto alle esigenze".
Il decreto dispone anche la soppressione di 667 uffici di giudici di pace.
In ragione di tali tagli, il personale amministrativo e i magistrati delle sedi soppresse saranno redistribuiti sul territorio, non prevedendo il decreto alcun esubero o messa in mobilità.

venerdì 13 luglio 2012

Accorpamento dei tribunali, un bene o un male?


Accorpamento dei tribunali, un bene o un male?

Soppressione in arrivo per mini-tribunali e procure: cambia il volto delle circoscrizioni giudiziarie italiane. Intervista a Bruno Tinti

Decreto approvato, tribunale tagliato. Con l’approvazione del decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, il governo ha sancito un cambiamento notevole nel panorama giuridico.
Il decreto prevede infatti la riduzione e l’accorpamento di 37 tribunali e di 38 procure, oltre alla soppressione di tutte le 220 sezioni distaccate di tribunale. Via anche 674 sedi di giudice di pace. Ci sarà la ridistribuzione sul territorio del personale amministrativo e dei magistrati restanti, ma la pianta organica non subirà alcun ridimensionamento. Il ministro della Giustizia, Paola Severino, l’ha definita una riforma epocale. E come tutte le svolte storiche, anche questa è destinata a dividere.

C’è chi la valuta positiva per i costi dello Stato ma anche per la giustizia e per l'interesse del cittadino, pensando all’abbattimento dei costi e a una potenziale accelerazione verso l'introduzione del processo telematico. E chi la bolla come catastrofica, pensando all’aumento delle cause nei tribunali maggiori, o a questioni meno tecniche e più strettamente legate agli interessi di “campanile”. Yahoo! Finanza ha intervistato Bruno Tinti, giornalista e saggista, ma soprattutto magistrato, già Procuratore della Repubblica a Ivrea e successivamente Procuratore aggiunto a Torino. Chi meglio di lui per giudicare un provvedimento che farà risparmiare circa 2,8 milioni di euro per il 2012, 17,3 milioni per il 2013 e 31,3 milioni per il 2014?

Tinti, il ministro Severino parla di svolta epocale. Concorda? Quali sono i  vantaggi, quali le criticità?

L’accorpamento dei tribunali inutili, la riforma delle circoscrizioni, è un tema vecchio, lo era già quando io sono entrato in magistratura, 46 anni fa. Aver fatto qualcosa è già eccezionale. Il problema nasce dalla geografia giudiziaria del nostro Paese, stabilita in epoca napoleonica. E per i tempi andava benissimo, in relazione a distanze misurate col mezzo di locomozione disponibile, ovvero la carrozza. Avere un tribunale ogni 30 km era ragionevole, corrispondendo la distanza a un giorno di viaggio. Siamo rimasti con questa distribuzione delle circoscrizioni fino ad adesso.

Perché succede?
Perché c’è un indotto economico, ogni paese in cui vi è un tribunale vive su quel tribunale, sulla procura, cominciando dalle cose più banali, come i bar dove vanno gli addetti. E poi naturalmente è un’occasione di lavoro: un tempo era difficile che un napoletano venisse assunto come dattilografo al tribunale di Tortona. Per il diplomato locale, era un’occasione di lavoro. E poi c’era la comodità degli avvocati: l’avvocato di Alessandria ha la sua clientela lì, se viene soppresso il tribunale cosa fa, va ad affrontare la concorrenza di tutti gli avvocati che già lavorano a Torino e che sono più numerosi di quelli che lavorano a Manhattan? E’ evidente che c’erano interessi di natura economica terribili. Che sono stati protetti appoggiandosi ai politici locali, destinatari delle richieste di tutte queste persone, avvocati e magistrati stessi. Tutta questa gente remava contro. Il cavallo di battaglia contro l'abolizione dei posti piccoli è: perché volete abolire l’unica realtà dove magari la giustizia funziona meglio, il posto è piccolo, i processi sono pochi, ci si può organizzare con facilità.... Questo non è vero. Ci sono piccoli tribunali che funzionano bene e altri malissimo. Poi c’è un secondo profilo.

Quale?
La domanda è: ammesso che funzioni, ce lo possiamo permettere? No, non ci sono i soldi per mantenere tante strutture giudiziarie. Un tribunale, piccolo che sia, significa un tribunale, una procura della Repubblica, un certo numero di giudici, palazzi in affitto, spese per il cablaggio informatico, luce, acqua. Tutte spese che gravano sul bilancio della giustizia, è vero che la pagano i Comuni ma poi la giustizia deve rifondere ai Comuni quello che hanno speso. Il permanere di tante piccole strutture rende antieconomica la gestione giudiziaria.

Ma, premesso che si potevano sopprimere altre sedi, non ce ne sono alcune medio-grandi che finiscono per gravitare su altre, appesantendole?
Le sedi soppresse era sacrosanto sopprimerle. Che fossero grandi o piccole, se sono più piccole di un altro tribunale messo a 30 km di distanza, non ha senso tenerle entrambe. Bisogna fare un solo tribunale, grande. Qui bisogna anche entrare nel tecnico.

Prego.
Il tribunale piccolo deve affrontare un problema micidiale per fare i processi: per definizione ha pochi magistrati, una ventina. Un magistrato che è intervenuto in una fase processuale, per esempio ha fatto il gip, non può fare il giudice nel successivo processo che ha già trattato come gip, per incompatibilità. In un tribunale piccolo, ad esempio, abbiamo un magistrato che interviene per emettere un mandato di cattura, poi a distanza di 2 mesi il pm fa istanza per ottenere le intercettazioni, dovrebbe provvedere il primo magistrato ma magari quel giorno non c’è, è in ferie, è malato, fa altro, allora interviene un altro. Questi due non potranno mai fare il giudice nel dibattimento, perché si sono occupati di questo processo in una fase antecedente. In un piccolo tribunale si fa presto a trovarsi senza giudici: arriviamo al momento di fare il processo, dove ci sono due giudici soli, che non sono incompatibili e gli altri non possono intervenire. Che si fa? Si fa venire un altro giudice che quel giorno ha altro da fare e quindi il processo viene rinviato e chissà quando si farà. La gestione delle incompatibilità nel posto piccolo è micidiale, in quello grande la disponibilità di un magistrato c’è sempre.

Oltre al cambiamento che investe la logistica, non bisognerebbe pensare anche a depenalizzare i reati, tipo quelli contravvenzionali da punire con pena pecuniaria?
Sono molte le cose da fare. Ma questo non c’entra niente con la soppressione delle piccole circoscrizioni giudiziarie che comunque è una cosa da fare. Certo, se anche i processi fossero meno, avremo la possibilità di risparmiare soldi. Non abbiamo finito, dobbiamo fare una massiccia depenalizzazione. Pensi che oggi è un reato l’omessa posizione nei pubblici locali dell’elenco dei giochi consentiti. Questo reato si "fa" con lo stesso codice di procedura penale che si usa per l’omicidio. Quindi c’è un’indagine del pubblico mistero, bisogna andare davanti al primo giudice, c’è l’appello e il ricorso. Pensi un po’...

Gli italiani sono pronti per il processo telematico, specialmente in ambito civile, laddove questa riforma appare un fattore agevolante in tal senso?Per un utente che il processo sia fatto in aula o telematicamente non ha nessuna importanza tanto lo fa il suo avvocato. Sono questi che dovranno studiare, adeguarsi. E' chiaro che il processo telematico consentirebbe un enorme risparmio di tempo e di soldi. Che gli avvocati siano contenti è tutto da vedere. C’è un vecchio detto latino: dum pendet, dum rendet, ovvero finché la causa c’è, i soldi sono assicurati. Aspettarsi collaborazione dagli avvocati è illusorio.