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lunedì 18 febbraio 2013

Bersani riempie piazza Duomo a Milano. Prodi a sorpresa: votate uniti


Bersani riempie piazza Duomo a Milano. Prodi a sorpresa: votate uniti

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«Ancora sette giorni e lo smacchiamo il giaguaro (Silvio Berlusconi, ndr)». Ha esordito così Pier Luigi Bersani nel suo intervento in una Piazza Duomo gremita, a Milano, in occasione dell'incontro elettorale organizzato dal Partito democratico nel capoluogo lombardo. «Ci siamo stretti in un patto e lo abbiamo fatto davanti a 3 milioni e 200mila notai. Faccio appello al nostro popolo, il popolo delle primarie. Con loro abbiamo siglato la nostra coalizione», ha continuato Bersani. L'incontro elettorale del Pd a Milano in piazza Duomo è stato aperto dal sindaco Giuliano Pisapia. «Dopo avere liberato Milano liberiamo la Lombardia per costruire l'Italia che vogliamo», ha affermato. Sul palco sono saliti Bruno TabacciNichi Vendola, Umberto Ambrosoli.
«L'Italia ce la farà, ma non con le favole»
«Chi aveva pensato che ci saremmo divisi non ha capito la forza dei progressisti italiani e chi si diverte a "sfrugugliare" nella nostra coalizione si riposi. Faccio una previsione - ha detto Bersani -: la nostra coalizione sarà stabile e coesa; le loro si sfalderanno. L'Italia ce la farà, ma non con le favole». Moralità e lavoro saranno le parole chiave della legislatura, nel caso di una vittoria del centrosinistra alle elezioni. «Questo 2013 - ha avvertito Bersani - sarà un anno difficilissimo, pesante: bisogna che entri in campo la politica». Il segretario del Pd ha poi ricordato il giorno della chiusura della campagna elettorale di Pisapia, quando in Piazza Duomo apparve - dopo la pioggia - un arcobaleno: «tireremo fuori dal buio la Lombardia e l'Italia e tra sette giorni un bel cielo colorerà quello della Lombardia e dell'Italia».
«La priorità: una lenzuolata di norme contro la corruzione»
Bersani ha assicurato che, se vincerà le elezioni, si occuperà in primo luogo di povertà e poi lavorerà a una «lenzuolata» contro la corruzione. «Al primo giorno a Palazzo Chigi - ha affermato dal palco di Piazza Duomo a Milano - io chiamerò la Caritas, l'Arci e i Comuni a far dire agli italiani che c'é un sacco di gente che non riesce a mangiare, e partiamo da lì». Durante il suo discorso, il segretario del Pd ha poi ribadito che tra le priorità ci sarà una «grande "lenzuolata" di norme contro la corruzione». «Perché é ora che si premino gli onesti, e non i furbi», ha detto.
L'intervento di Prodi (a sorpresa): votare uniti
Il fuori programma alla manifestazione è stato l'arrivo diRomano Prodi, accolto da applausi e grida del suo nome. L'ex premier ha rilasciato oggi un'intervista al Sole 24 Ore in cui propone un patto di legislatura con al centro il Pd. «Dopo 4 anni - ha detto - sono di nuovo salito su un palco perché oggi vale la pena. Sono venuto qui per ribadire l'importanza della sfida per l'Italia e per la Lombardia e per farvi l'invito a votare uniti. E poi torno al mio lavoro». «Ogni cittadino - ha continuato Prodi - deve capire che domenica prossima si gioca il nostro futuro e deve fare il possibile perchè l'Italia abbia un governo forte, onesto che nei prossimi cinque anni ci porti fuori dai guai».
Vendola assicura: sarò garanzia di stabilità e governabilità
Il governatore della Puglia ha assicurato: «Non sarò un elemento di disturbo» per il governo di centrosinistra «ma una garanzia di stabilità e governabilità». Prima di tenere il suo intervento, Vendola ha commentato su twitter la fotografia che lo ritrae assieme al segretario del Partito Democratico: «una coppia di fatto»?, ha chiesto con un po' di ironia.
Lombardia, Ambrosoli: regole stracciate con meticolosità
«Nel nostro presente le regole sono state stracciate con una tale meticolosità da permettere alla 'ndrangheta di mettere in debito con se stessa un soggetto che sedeva nella Giunta regionale», ha ricordato il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lombardia, Umberto Ambrosoli. «Vogliamo costruire il nostro futuro con i mattoni delle regole ma ci sono persone a cui le regole non interessano e che si vogliono appropriare del bene comune». Secondo Ambrosoli le regole «fanno parte di un patto sociale per permettere di proteggere i più deboli e dimostrare che i forti hanno capito il valore della solidarietà».

mercoledì 3 ottobre 2012

Lady Gaga a Milano da Donatella Versace.


Lady Gaga a Milano da Donatella Versace. Traffico in tilt e attesa per lo spettacolo pop fantascientifico





Traffico in tilt e fan in delirio a Milano per Lady Gaga stasera a cena da Donatella Versace e domani in concerto a Milano al Forum di Assago, unica tappa italiana del tour. La stilista, che ha disegnato gran parte dei costumi di scena della pop star, ha invitato stasera Stefani Joanne Angelina Germanotta a Palazzo Versace in Via del Gesù a Milano. Con lei, a quanto si apprende, l'amico e fotografo Thierry Richardson.
Alieni, cavalli meccanici e un imprecisato numero di cambi d'abito per la cantante che domani presenta il suo spettacolo pop fantascientifico. Partito dal continente asiatico lo scorso mese di aprile, il "Born This Way Ball Tour" fa tappa al Mediolanum Forum di Assago. Gli 11.200 biglietti sono andati esauriti in prevendita e con largo anticipo rispetto all'unica data italiana del mastodontico tour di oltre un centinaio di concerti in giro per il mondo. Un evento concepito con una serie infinita di trovate spettacolari ed effetti vari e che si regge sulla trama nella quale Lady Gaga impersona una sorta di aliena in fuga da un ologramma che rappresenta poi una versione malvagia di lei stessa, tale Mother G.O.A.T. Per celebrare al meglio anche dal vivo il successo del suo album da sei milioni di copie vendute e protagonista del tour, la voce di "Alejandro" ha pensato bene di sistemare in scena anche un meccanismo che le permetterà di trasformarsi in una creatura mezzo donna e mezzo motocicletta, come sulla copertina dell'ultimo capitolo discografico, così come di indossare un poco rassicurante reggiseno mitragliatore. Tra i vari cambi di costume che durante la serata permetteranno a Stefani Joanne Angelina Germanotta di mutare aspetto, nonostante i chili presi negli ultimi tempi e che lei pare non essere interessata a nascondere, come ha dimostrato qualche sera fa in concerto in Svizzera, è stato annunciato anche un ritorno del costume in finta carne con il quale la reginetta del pop mondiale si era già presentata due anni fa agli Mtv Awards. 

sabato 1 settembre 2012

Martini, l'ultima lezione del grande teologo: "No all'accanimento terapeutico"


Martini, l'ultima lezione
del grande teologo: "No
all'accanimento terapeutico"

Si è spento a Gallarate
- dall’inviato Gabriele Moroni

Aveva ottantacinque anni, era malato da tempo. Dopo un lungo periodo in Terra Santa è rientrato in Italia nel 2008 per le cure. Papa Benedetto XVI: "Ha servito generosamente il Vangelo e la Chiesa”. Lunedì i funerali, sarà presente anche Monti
dall’inviato Gabriele Moroni
Il cardinale Carlo Maria Martini (ANSA )
Il cardinale Carlo Maria Martini (ANSA )
GALLARATE (Varese), 1 settembre 2012 - IL CARDINALE se n’è andato impartendo la sua ultima lezione: il rifiuto di ogni forma di accanimento terapeutico sulla sua persona. Un addio ovattato dalla sedazione alla quale era sottoposto dalla serata di giovedì, dopo che in mattinata, sulla carrozzina, in silenzio, aveva celebrato la sua ultima messa. Mentre, nella camera austera, al terzo piano della casa dei gesuiti di Gallarate, i confratelli si alternavano nelle letture della Bibbia e la sorella Maris e i nipoti Giulia e Giovanni lo vegliavano. Alle 15.45 di ieri pomeriggio il congedo. Un’ora dopo il padre superiore, Cesare Bosatra, ha annunciato che il cardinale Carlo Maria Martini, per ventidue anni arcivescovo di Milano, si era congedato «molto serenamente».
Un commiato all’insegna della coerenza, ultimo sigillo a una esistenza vissuta per 85 anni alti, intensi e una lotta con il morbo di Parkinson durata diciassette anni. È Gianni Pezzoli, il neurologo del cardinale, direttore dell’unità di neurologia del Centro Parkinson degli Istituti clinici di perfezionamento di Milano, a riferire che Martini ha respinto l’accanimento terapeutico nella forma dell’inserimento di un sondino nasogastrico per l’alimentazione oppure della cosiddetta Peg, il tubicino inserito direttamente nello stomaco bypassando l’esofago.
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DA QUINDICIgiorni l’arcivescovo emerito non riusciva più a deglutire né cibi liquidi né cibi solidi e veniva sostenuto con una idratazione parenterale. Martini è morto come Giovanni Paolo II, ucciso come lui dal Parkinson.
«L’accanimento terapeutico — dice Pezzoli — non va mai applicato in nessuna terapia medica, quindi anche in questo caso». Senza che il medico e il suo grande paziente dovessero parlare, consultarsi, «la sua posizione — dice Pezzoli — sull’accanimento terapeutico era nota, ha scritto tanto in questi anni ed è quello che ha rispettato. Non c’è stato dunque bisogno di parlarne. Il cardinale Martini è stato comunque sempre molto scrupoloso nell’assumere farmaci e non ha mai detto: ‘Questo non lo voglio’».

MORIRE
in coerenza, mantenendo la netta convinzione, espressa a più riprese, a proposito dell’accanimento terapeutico. Nel 2007 Martini interviene con l’articolo «Io, Welby e la morte», a poche settimane dalla morte di Piergiorgio Welby, il malato terminale di distrofia muscolare che aveva chiesto la sospensione delle cure. Nel suo ultimo libro «Credere e conoscere», un dialogo con Ignazio Marino, il cardinale afferma, quasi profeticamente: «Le nuove tecnologie che permettono interventi sempre più efficaci sul corpo umano richiedono un supplemento di saggezza per non prolungare i trattamenti quando ormai non giovano più alla persona». Forte della convizione di sempre che la prosecuzione della vita non doveva collidere con la dignità umana.
Oggi a mezzogiorno inizierà l’omaggio alla camera ardente di Martini nel Duomo di Milano. Lunedì pomeriggio i funerali.

venerdì 27 luglio 2012

Milano, approvato il registro delle unioni civili


Milano, approvato il registro delle Unioni civili. Il sindaco Pisapia: "Da oggi ci sono più diritti"

Dopo una maratona in Consiglio comunale, segnata da un lungo lavoro di mediazione fra le richieste dell'ala cattolica del Pd e di quella laica del Pdl, è stata approvata la delibera che istituisce il registro delle unioni civili del Comune di Milano. Al termine di una seduta durata 11 ore e 30 minuti, la terza dedicata al tema, il provvedimento è passato con 27 voti favorevoli, 7 contrari e 4 astenuti.
"Da oggi a Milano ci sono più diritti, anche se escludo i matrimoni gay ", ha commentato dopo l'approvazione il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Si sono astenuti i quattro consiglieri dell'ala cattolica del Pd perplessi sulla creazione del registro, che però hanno evitato di provocare una spaccatura nella maggioranza con un voto contrario. Sul fronte dell'opposizione hanno contribuito al via libera al provvedimento i voti favorevoli del grillino Mattia Calise, di Manfredi Palmeri (Fli) e di due consiglieri comunali della compagine 'liberal' del Pdl, Luigi Pagliuca e Pietro Tatarella. Mentre è rimasta ''nettamente contraria'' la posizione della maggioranaza del Pdl e della Lega Nord, che ha definito il registro ''una bandierina di Pisapia per la comunità gay''.
Al lungo dibattito in Aula hanno assistito diversi milanesi e rappresentanti dell'Arcigay e di associazioni per i diritti delle coppie omosessuali, che hanno fatto il tifo per il passaggio del provvedimento. Quella approvata dal Consiglio comunale è una delibera riveduta rispetto alla versione originale, alla quale si è arrivati con un lavoro di mediazione fra laici e cattolici. Nel testo il termine 'famiglia anagrafica' è stato sostituito con 'unione civile', per ''rimarcare la differenza tra coppie di fatto e famiglia tradizionale''.
 E, nel definire le unioni civili, il passaggio 'insieme di persone legate da vincoli affettivi' è stato sostituito con 'due persone legate da vincoli affettivi', per ''evitare il rischio di poligamia''. Si è arrivati così alla creazione di un registro ''diverso da quello della famiglia anagrafica ma collegato'', che consentirà di ottenere un attestato di unione civile e al quale le coppie di fatto potranno iscriversi dopo aver ottenuto il certificato di famiglia anagrafica. Con l'obiettivo, espresso nel testo della delibera, di ''superare situazioni di discriminazione e favorire l'integrazione delle unioni civili nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio''.
27 luglio 2012