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domenica 23 settembre 2012

Sindacato prostitute contro studentesse: Fanno crollare i prezzi


Sindacato prostitute contro studentesse: Fanno crollare i prezzi

Milano, 22 set. (LaPresse) - Il sindacato delle prostitute scende in campo contro studentesse e casalinghe. Il motivo? Decine di migliaia di ragazze giovani, ma anche di casalinghe esercitano il più antico mestiere del mondo sottraendo mercato alle professioniste e facendo crollare i prezzi. La denuncia è stata lanciata da Carla Corso, presidente del Comitato per i diritti civili delle prostitute in una intervista rilasciata al programma KlausCondicio condotto da Klaus Davi su YouTube http://www.youtube.com/user/klauscondicio. Il fenomeno della prostituzione nel nostro Paese è un business stimato in 5 miliardi di euro l'anno che coinvolge circa otto milioni di italiani. Ma negli ultimi due anni c'è stato un vero e proprio crollo dei prezzi. Secondo Carla Corso, infatti, "si passa da una media di 50 euro a rapporto completo a chi arriva a vendersi anche solo per 5 euro".
Il tracollo dei prezzi è determinato soprattutto, spiega la presidente del Comitato, "dalle prestazioni dalle ragazze di colore, in primis nigeriane, che pur di non perder la loro fetta di mercato popolare sono disponibili ad avere rapporti sessuali a prezzi stracciati". Non tutto il mercato della prostituzione è soggetto, però, agli effetti della spending review. "Il settore dei trans e dei travestiti - spiega Corso - continua ad essere florido perché la tipologia del cliente che ricorre a questa prostituzione non è disposta a rinunciare a un certo tipo di prestazione". Nel corso della puntata la presidente del Comitato per i diritti civili delle prostitute ha segnalato anche un altro fenomeno, quello della concorrenza massiccia di casalinghe e studentesse che ormai esercitano anonimamente il mestiere più antico del mondo nel privato delle proprie case.
Secondo Corso, infatti, questa fetta di mercato ormai raggiunge il 30% e coinvolge studentesse e casalinghe assolutamente insospettabili, che per arrivare a fine mese esercitano la prostituzione anche via web. Le modalità usate, infatti, vanno dalla prostituzione via webcam, agli incontri in casa o a domicilio del cliente o, ancora, in alberghi di periferia. L'inchiesta ha rivelato, inoltre, che la prostituzione in Italia occupa circa 80mila persone tra donne, trans e uomini e a queste si deve aggiungere una cifra simile composta da studentesse e casalinghe ma anche studenti, che stanno aggredendo una fetta di mercato una volta intoccabile.

sabato 1 settembre 2012

Istat, l'inflazione al 3,2%


Istat, l'inflazione al 3,2%
Volano i prezzi di benzina
e 'carrello della spesa'

Eurispes: "Vita dignitosa solo
per un terzo delle famiglie"

I prezzi dei carburanti ad agosto risalgono rispetto a luglio: la benzina rincara del 3,6% e il gasolio per mezzi di trasporto aumenta del 4,4%
Un carrello vuoto in un supermercato (foto Ansa)
Un carrello vuoto in un supermercato (foto Ansa)
Roma, 31 agosto 2012 - Ad agosto, secondo le stime preliminari, l’inflazione registra un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% nei confronti di agosto 2011 (era +3,1% a luglio). Lo rileva l’Istat.  Vola il carrello della spesa. Secondo l’Istat i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori aumentano su base mensile dello 0,4% e il tasso di crescita su base annua sale al 4,3% (+4,0% a luglio).
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I prezzi dei carburanti ad agosto risalgono rispetto a luglio: la benzina rincara del 3,6% e il gasolio per mezzi di trasporto aumenta del 4,4%. Su base annua si registrano accelerazioni sia per la verde, che sale al 15,1% (dal 12,5% di luglio), sia per il diesel, in rialzo del 17,5% (dal 14,2% di luglio).

venerdì 31 agosto 2012

Istat: stipendi crescono meno dell’aumento dei prezzi

Istat: stipendi crescono meno dell’aumento dei prezzi 30/08/2012

Istat: stipendi crescono meno dell’aumento dei prezzi


Nel mese di luglio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e cresce dell'1,5% rispetto a luglio 2011


Istat: stipendi crescono meno dell’aumento dei prezzi
Alla fine di luglio 2012 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 70,3% degli occupati dipendenti e al 66,6% del monte retributivo osservato.
Nel mese di luglio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e cresce dell'1,5% rispetto a luglio 2011. Nella media del periodo gennaio-luglio 2012 l'indice è cresciuto, nel confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente, dell'1,4%.
Con riferimento ai principali macrosettori, a luglio le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2,0% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.
I settori che a luglio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: energia elettrica e gas (2,9%), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,8%), chimiche, legno, carta e stampa, acqua e smaltimento rifiuti (2,7% in tutti gli aggregati). Si registrano, invece, variazioni nulle per agricoltura, telecomunicazioni e tutti i comparti della pubblica amministrazione.
A luglio, tra i contratti monitorati dall'indagine, non si è registrato nessun rinnovo.
Alla fine di luglio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 29,7% nel totale dell'economia e dell'8,5% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di 31,6 mesi per l'insieme degli occupati e di 33,9 mesi per il settore privato.