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lunedì 1 aprile 2013

CONSERVE VEGETALI, ECCO IL DECALOGO SULLA SICUREZZA DEI PRODOTTI


CONSERVE VEGETALI, ECCO IL DECALOGO SULLA SICUREZZA DEI PRODOTTI
di D. P.
Le marmellate e gli ortaggi sott’olio preparati in casa sono prodotti a cui occorre fare molta attenzione, perché possono generare la presenza del botulino, un potente tossina, che anche in dosi molto basse può portare a malattia o morte da avvelenamento in poco tempo.
Da Coldiretti arrivano le dieci regole fondamentali da adottare nella preparazione delle conserve “fai da te”. Come principio basilare, Coldiretti ricorda che tutti i cibi conservati non cotti e che non siano sufficientemente acidi sono potenzialmente a rischio. Come si devono comportare allora i produttori casalinghi? Ecco i consigli utili.
1. Rispettare le buone prassi igieniche di produzione primaria, come contenute nella manualistica messa a disposizione di Coldiretti e pubblicata anche sul sito del Ministero della Salute.
2. Funghi, olive, peperoni, melanzane e fagiolini sott’olio sono gli alimenti a maggior rischio. Bisogna lavarli per bene evitando la presenza di terra e residui in barattoli puliti, asciutti e con capsula ermetica.
3. L’acidificazione a più di 4,6 pH rende l’ambiente inadatto alla crescita del botulino; l’aceto deve quindi ricoprire per intero il prodotto conservato.
4. È necessario lavare verdure, stoviglie, piani di lavoro e contenitori per limitare o eliminare la presenza del batterio e delle spore. Va evitata inoltre la contaminazione crociata, mantenendo separate le fasi produttive (ad esempio, non riutilizzare contenitori usati per la verdura da pulire per rimetterci poi la verdura lavata).
5. La tossina botulinica viene distrutta alle alte temperature e quindi la sterilizzazione dei cibi in vasetto e in scatola, tramite bollitura per almeno 10 minuti, ne garantisce l’eliminazione. L’acidità, che si ottiene con l’aggiunta di aceto e sale contribuiscono a controllare lo sviluppo del batterio, riducendo quindi la possibilità della produzione delle tossine.
6. È importante ricordare che le tossine botuliniche sono tutte termolabili e quindi sono distrutte rapidamente dalla comuni temperature di cottura dei cibi (almeno 80°C per 5 minuti). Per questo si consiglia portare a bollitura le conserve di pomodoro fatte in casa prima di utilizzarle (ad esempio, nella preparazione di un sugo, riscaldandolo adeguatamente).
7. La distruzione delle spore (responsabili della produzione della tossina) richiede trattamenti più drastici, come una sterilizzazione a 121°C per 3-4 minuti che assicura la riduzione delle spore a un valore sufficientemente piccolo da non rappresentare nessun rischio per la salute umana. Una volta aperto il barattolo, il prodotto va conservato in frigorifero per breve tempo.
8. Anche se non costituisce obbligo di legge, consigliamo di indicare a tutela delle imprese, tra le condizioni di conservazione, una durata stabilita (come “conservare in frigorifero una volta aperto, non oltre 7 giorni”).
9. Mantenere la catena del freddo.
10. Buttare prodotti conservati sui quali si hanno dubbi sullo stato di conservazione, che hanno subito rotture della catena del freddo, o di cui non si ha sicurezza della perfetta conservazione (ad esempio, latte arrugginite, presenza d’aria nei sottovuoto, capsule ermetiche che emettono il caratteristico “click” in seguito a pressione sul tappo o al contrario, capsule “gonfie” a causa di fermentazione batterica, alterazione apprezzabile di aspetti visivi e olfattivi).
La proliferazione del botulino è inoltre riscontrabile - avverte Coldiretti - analizzando le conserve, in particolare: la frutta e gli ortaggi si presentano rancide e con difetti di consistenza; la carne si scurisce; l'odore è alterato (ma non sempre: ci sono ceppi non proteolitici che non producono alcun odore, quindi si raccomanda comunque di fare attenzione); il liquido di conservazione può diventare torbido; la capsula del barattolo si può gonfiare. In tutti i casi in cui l'aspetto o l'odore delle conserve non ci rassicurano, è sempre consigliabile buttarle.

sabato 17 novembre 2012

Rapporto sulla sicurezza e sull'andamento della criminalita' nel Lazio, anche Latina tra le zone a rischio

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16-11-2012

Rapporto sulla sicurezza e sull'andamento della criminalita' nel Lazio, anche Latina tra le zone a rischio

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Quasi 20mila reati in piu' nella Capitale: tra il 2010 e il 2011 i crimini denunciati sono aumentati passando da 178.496 a 197.659, anche se sono comunque diminuiti rispetto al 2006 e 2007. In crescita anche i reati di violenza sessuale che dal 2006 al 2011 sono passati da 201 a 273, cosi' come quelli legati alla droga, da 15.937 a 23.465. E' quanto emerso dal 'Rapporto sullo stato della sicurezza e sull'andamento della criminalita' nel Lazio', presentato oggi dall'assessore a enti locali e sicurezza, ambiente e sviluppo sostenibile, politiche dei rifiuti della Regione Lazio, Giuseppe Cangemi.

Le zone piu' a rischio nel Lazio restano la fascia litoranea e la provincia di Roma e di Latina. "L'incremento omogeneo dei fatti criminosi nelle cinque province del Lazio - spiega Cangemi - e' legato, da una parte, ad un aspetto positivo della nostra societa': la presa di coscienza da parte dei cittadini dei propri diritti e della assoluta necessita' di denunciarne ogni violazione. Come nel caso dei reati contro la persona, massimamente nei confronti delle donne, reati che, storicamente, morivano nel silenzio delle mura domestiche".

"Dall'altra parte - continua Cangemi - ad un aspetto purtroppo sociologicamente inconfutabile: i periodi di crisi economica trascinano dietro di se' le difficolta', anche le piu' banali, di intere famiglie che, esasperate, ricorrono a stratagemmi per cercare di sbarcare il lunario. Prova evidente ne e' l'aumento delle rapine (+20%) e l'incremento del traffico e spaccio di stupefacenti (+25%). Un dato per tutti vale la pena di analizzare e riguarda la Capitale. Il numero complessivo dei reati denunciati in Roma si e' ridotto dai 221.370 del 2006 a 197.659 del 2011".

"In controtendenza il numero dei reati per danneggiamento che dal 2006 ha visto un aumento costante: da 15.937 del 2006 a 23.465 denunce del 2011. Fenomeno legato sicuramente alla movida romana e alla densita' della popolazione, ma anche al numero sempre crescente di raduni, cortei e manifestazioni cui, forse, qualcuno dovra' porre rimedio. Quantomeno interrogarsi", aggiunge l'assessore.

"L'incremento dei fatti criminosi - prosegue Cangemi - e' un aspetto della nostra societa' da considerare con molta attenzione. Proprio per questo, da quando abbiamo iniziato il nostro lavoro, circa due anni e mezzo fa', abbiamo voluto rendere operativo l'Osservatorio regionale sulla sicurezza. Questo secondo monitoraggio sull'andamento della criminalita' nel Lazio, dopo quello dello scorso anno che aveva passato sotto la lente d'ingrandimento il quinquennio 2006 - 2010, risulta essere di massima importanza per tutte le istituzioni impegnate nella salvaguardia del benessere e dell'incolumita' pubblica".

"Pur essendo un lavoro apparentemente asettico, una grande quantita' di numeri, il rapporto ha valenza statistica e ci ha permesso di creare una cosiddetta mappa del rischio della nostra regione, con una approssimazione a livello comunale e addirittura municipale. Lungi dall'aver risolto i problemi - conclude Cangemi - il rapporto nasce proprio dalla volonta' di fornire uno strumento operativo per analizzare le difficolta' ed intervenire con precisione scientifica. E' uno strumento di conoscenza ad uso delle Istituzioni e a beneficio dei cittadini».(Adnkronos)

lunedì 20 agosto 2012

Sicurezza, in Italia reati in aumento


Sicurezza, in Italia
reati in aumento
Milano e Rimini
le città più insicure

Nel 2011 sono stati due milioni e 700mila: in testa gli scippi

Sicurezza, i dati del viminale: +5,4%. Forlì la città con la percentuale di aumento maggiore: +18,3%. I sindacati di polizia: "Ma i tagli continuano"
Una volante della polizia (Businesspress)
Una volante della polizia (Businesspress)
Roma, 20 agosto 2012 - Il consuntivo dei reati nel 2011, dopo tre anni di flessioni, evidenzia un aumento del 5,4% e il totale dei delitti ha superato quota due milioni 760mila. E' quanto risulta dai dati del ministero dell'Interno e pubblicati oggi sul 'Sole 24 ore'. Per quanto riguarda la tipologia dei reati in testa gli scippi che crescono del 24%, seguiti dai furti +21% e le rapine +20,1%. In aumento anche i borseggi +16%. Unica tipologia in calo e' quella dei furti d'auto -0,7%.
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In testa per maggior incremento del numero dei reati in genere c'e' Forli' con +18,3%, seguita da Livorno con il +15,8%, Rimini con il +13,9%, Ravenna +13,7% e Lucca +12,5 %, ma anche Piacenza e Pisa con percentuali sopra l'11 per cento. Nella classifica dei crimini in calo i primi posti sono occupati dalle citta' del Sud: Foggia -6,7%,  Matera -3,6% e Catanzaro -3,3%.
Quanto all'incidenza dei reati totali sulla popolazione (la media e' di 4.557 ogni 100mila abitanti), in testa alla classifica c'e' Milano con 294.875mila (7.360 ogni 100mila abitanti), seguita da Rimini con 23.054  (7.001 ogni 100mila abitanti), Bologna, Torino con 155.701mila (6.763 ogni 100mila abitanti) e Roma 257.434 (6.138 ogni 100mila abitanti). L'incidenza minore si registra nelle province del Sud: Oristano (3.615 reati), Matera, Potenza, Enna, Benevento e Crotone.

sabato 30 giugno 2012

Protesta per la Superpontina


Superpontina, protesta sotto il ministero

Cronaca - CRONACA : LATINA
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Un'altra porzione del faraonico progetto della super Pontina fa scatenare gli ambientalisti del Lazio: 16 chilometri per la nuova viabilità del tratto A12-Tor de' Cenci che costeranno 500 milioni di euro con un impatto ambientale fortissimo.
Asfalto e cemento per un maxi viadotto su cui è previsto il passaggio di 15 mila mezzi tra vetture e camion. Un'opera che ancora una volta non incentiva la mobilità pubblica, risultando privo di interconnessioni con il trasporto pubblico sia esso su gomma o su rotaia. I cantieri della Roma-Latina, per le cui costruzione sei aziende si sono dette interessate rispondendo ad un bando preliminare, sono ancora lontani dal vedere la luce, mentre sono già stati spesi milioni di euro solo per la progettazione.
Per dire no al progetto complessivo da 2,8 miliardi di euro di cui il 40% saranno pubblici (per realizzare 99 chilometri di autostrada sino a Latina compresi i 31,5 chilometri della Cisterna- Valmontone oltre a 46,2 chilometri di viabilità secondaria), il movimento "No Corridoio" manifesta mercoledì dalle 14 presso il ministero delle Infrastrutture in piazza di Porta Pia a Roma supportato dagli esponenti di Legambiente e dal mondo ecologista. L'obiettivo è quello di incontrare il ministro per ribadire ancora una volta la ricetta di trasporto compatibile teso alla diminuzione dei flussi veicolari.
Il portavoce di "No corridoio", Gualtiero Alunni, lancia l'allarme sulla nuova porzione di progetto: "Non paghi della dissennata autostrada a pedaggio del corridoio Roma-Latina e della Bretella Cisterna-Valmontone, il Governo e la Regione Lazio, stanno peggiorando la situazione con  la "nuova" progettazione del collegamento A12-Tor de Cenci, 16 chilomentre totalmente in viadotto, galleria e un ponte di 1,5 chilometri alto 25 metri, dove centinaia di Tir e auto private (15.500 da studio trasportistico ufficiale) faranno compagnia alle auto bloccate quotidianamente in file interminabili, pagando anche il pedaggio. E ancora, si produrranno devastazioni come le centinaia di ettari di terreni espropriati, l'abbattimento di decine di case, lo sventramento del Parco Regionale di Decima-Malafede, il forte impatto sull'area golenare del Tevere e sulla Riserva Statale del litorale Romano, l'interferenza con due siti d'importanza comunitaria e con due aree archeologiche, la chiusura di aziende agricole." Come spiega ancora Gualtiero Alunni, occorre invece "eliminare i continui incidenti mortali e quindi adeguare in sicurezza tutta la Via Pontina da Roma a Terracina e non solo fino a Latina Nord come da progetto autostradale; progettare e costruire la metropolitana leggera Roma-Pomezia-Ardea. Si deve potenziare le reti ferroviarie pontine - aggiunge -  come il raddoppio del binario linea Nettuno-Roma e ripristinare le 20 corse sulla linea ferroviaria Roma-Latina tolte per l'entrata in funzione della Tav; costruire i parcheggi di scambio alle stazioni."
"Ci stiamo avvicinando all'avvio dell'opera", diceva Renata Polverini nell'aprile scorso quando il tar respingeva i ricorsi che avrebbero causato il blocco dell'opera per via di una precisa clausola del Cipe che vincolava i finanziamenti alla totale assenza di contenziosi, anche se la Regione subisce comunque pesanti sanzioni nell'ambito degli arbitrati richiesti dai soci privati della società Arcea - estromessi dall'affare in epoca Marrazzo -  che hanno visto contrapposta la Regione al Consorzio 2050 oltre che alla società  Autostrade per l'Italia.