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sabato 3 novembre 2012

Latina: in dieci anni, cementificata un’altra città


Latina: in dieci anni, cementificata un’altra città

Riceviamo e pubblichiamo 

È dello scorso 14 settembre il cosiddetto Decreto salva suolo, varato dal Consiglio dei Ministri al fine di limitare la cementificazione selvaggia delle aree extraurbane, per una corretta valorizzazione e tutela dello spazio agricolo nonché per perseguire uno sviluppo equilibrato e la salvaguardia sia delle aree urbane sia di quelle rurali.

La Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, esprime grande soddisfazione per il disegno di legge che ha preso vita su proposta del Ministro delle Politiche agricole Mario Catania. Il provvedimento – secondo la Fiaip – persegue l’obiettivo di garantire l'equilibrio tra i terreni agricoli e le zone edificate o edificabili, ponendo così un limite massimo al consumo di suolo e stimolando il riutilizzo delle zone già urbanizzate, oltre a favorire incentivi al recupero del patrimonio edilizio rurale, favorendo ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti e imponendo nuove restrizioni all’edificabilità dei terreni rurali, e promuovendo il riutilizzo di zone già urbanizzate.

Chiari e preoccupanti i dati: in Italia ogni giorno si cementificano oltre cento ettari di superficie libera, e dal 1956 al 2012 il territorio nazionale edificato è aumentato del 166%. I risultati più evidenti di questo consumo famelico di territorio sono intere zone di città, sovente molto periferiche, spesso sguarnite di servizi per il cittadino e con costruzioni dal dubbio valore estetico. E a Latina? Non va certo meglio, anzi. Nella nostra provincia la crescita dell'urbanizzazione dal 1999 al 2009 è stata pari a 2.018 ettari, pari a 0,8 volte le dimensioni della città di Latina. Ogni giorno si perdono circa 5.600 mq di suolo e, nel decennio, il suolo agricolo consumato è stato di 2.142 ettari. secondo i dati del Rapporto 2012 del Centro Ricerca Consumo di Suolo fondato da Legambiente e Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu)

«Questo disegno di legge rappresenta un vero e proprio stop alle cementificazioni selvagge – dichiara il Presidente provinciale Fiaip Latina, Santino Nardi –, e contribuisce alla salvaguardia del territorio e delle aree agricole. In Italia ogni giorno spariscono centinaia di ettari di superficie libera e si deliberano piani di edilizia agevolata da parte delle amministrazioni locali, immettendo sul mercato nuove abitazioni, incuranti del fatto che le imprese edili del nostro Paese abbiano in “magazzino” un milione e duecentomila immobili invenduti di nuova costruzione.» «A Latina si dovrebbe cominciare con una ricognizione immobiliare dell’esistente – insiste Nardi – e pianificare uno sviluppo sostenibile del territorio che non sia votato al consumo del suolo tramite concessioni indiscriminate di cubature e volumetrie, ma che miri in primo luogo al recupero dell’esistente soprattutto quando è degradato. Penso ad una politica urbanistica che incentivi il restauro e il recupero, con provvedimenti concreti di premialità in merito ai contributi di costruzione ed eventualmente sotto altri profili edilizi e urbanistici.»

«Nel corso della storia - ha spiegato il presidente nazionale FIAIP, Paolo Righi - si sono alternate epoche in cui la campagna ha vissuto dei momenti di splendore e dei momenti di abbandono. In epoca recente, in questa alternanza, si è inserito un fattore che ha reso il consumo del suolo un processo irreversibile: la cementificazione.» «La sottrazione di superfici alle coltivazioni abbatte la produzione agricola, ha un effetto nefasto sul paesaggio e, di conseguenza, sul turismo - prosegue il Presidente -; serve una nuova visione economica, un diverso modello di sviluppo. Dobbiamo modificare una certa cecità della politica, introducendo un cambiamento normativo nel meccanismo di spesa degli oneri di urbanizzazione che vanno nelle casse dei Comuni.»

«Ormai siamo abituati a sentir parlare e leggere solo di spread, crisi, antipolitica e, al massimo, legge elettorale - gli fa eco il Presidente pontino Nardi -, ma la politica qualche volta torna a far Politica: ovvero occuparsi dei cittadini e preoccuparsi del proprio territorio nazionale.» Fiaip garantisce che il provvedimento verrà seguito con attenzione nel corso del suo iter parlamentare e si augura che lo stesso disegno di legge non subisca sostanziali stravolgimenti.»

venerdì 14 settembre 2012

Governo approva ddl per ridurre cementificazione terreni


Governo approva ddl per ridurre cementificazione terreni

ROMA (Reuters) - Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare il disegno di legge per valorizzazione le aree agricole e contenere il consumo del suolo.
Per spiegare l'importanza del provvedimento, il governo dice che "in Italia ogni giorno si cementificano 100 ettari di superficie libera".
"Dal 1956 al 2012 il territorio nazionale edificato è aumentato del 166%. La perdita di superficie agricola - e la conseguente riduzione della produzione - impedisce al Paese di soddisfare completamente il fabbisogno alimentare nazionale e aumenta la dipendenza dall'estero", si legge in una nota di Palazzo Chigi.
Il ddl mira a garantire l'equilibrio tra i terreni agricoli e le zone edificate o edificabili, ponendo un limite massimo al consumo di suolo e stimolando il riutilizzo delle zone già urbanizzate. Ha inoltre l'obiettivo di promuovere l'attività agricola che si svolge (o si potrebbe) svolgere su di essi, contribuendo alla salvaguardia del territorio.
"Il mantenimento dell'attività agricola infatti consente di poter gestire il territorio e contribuisce a diminuire il rischio di dissesti idrogeologici".
Più in dettaglio, il disegno di legge identifica come "terreni agricoli" tutti quelli che, sulla base degli strumenti urbanistici in vigore, hanno destinazione agricola.
Viene inoltre introdotto un meccanismo di identificazione, a livello nazionale, dell'estensione massima di terreni agricoli edificabili (ossia di quei terreni la cui destinazione d'uso può essere modificata dagli strumenti urbanistici).
Lo scopo, dice Palazzo Chigi, "è quello di garantire uno sviluppo equilibrato dell'assetto territoriale e una ripartizione calibrata tra zone suscettibili di utilizzazione agricola e zone edificate".
Il provvedimento prevede inoltre il divieto di cambiare la destinazione d'uso dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuto di Stato o di aiuti comunitari.