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mercoledì 5 dicembre 2012

Consumi a picco per un Natale in rosso, tredicesime in fumo per debiti e bollette, pochi i regali sotto l'albero


Consumi a picco per un Natale in rosso, tredicesime in fumo per debiti e bollette, pochi i regali sotto l'albero

Natale in chiaroscuro: sale la speranza, ma cresce anche il numero di coloro che temono sia il peggiore del triennio. Secondo il sondaggio Confesercenti-Swg il 54% degli italiani (era il 51% nel 2011) si affida alla speranza per definire l'ormai prossimo Natale ed in tal modo cerca di contrastare gli incubi della crisi e del futuro. Ma cresce anche in modo netto il numero di coloro che non si fanno illusioni: per 19 milioni di connazionali, infatti, questo sarà il peggior Natale dal 2010 (si sale dal 25% del 2011 al 38% di quest'anno), 20 milioni non vedono differenze con l'anno passato, mentre una consistente minoranza, 11 milioni, crede in un miglioramento.
Spesa natalizia in calo - A risentirne sono i consumi: questo dicembre, in totale, gli italiani spenderanno 36,8 miliardi: il 3% in meno rispetto al 2011, quando spesero 38 miliardi. In calo della stessa percentuale anche “l'effetto Natale”, l'insieme di spese innescate dalle festività dell'ultimo mese dell'anno: nel 2012 è di 10,7 miliardi, contro gli 11 registrati nel 2011.
Due miliardi in meno di tredicesime destinati agli acquisti - Nessuna speranza neanche dalle tredicesime che serviranno per far fronte ai mutui, pagare i debiti e ripristinare il risparmio eroso dalla crisi. Sempre secondo il sondaggio di Confesercenti, degli oltre 41 miliardi complessivi di tredicesime cala di due miliardi la quota destinata agli acquisti (ora a 17 miliardi e 787 milioni) ed in particolare ci saranno 700 milioni di euro in meno per i regali. In calo del 14%, la spesa media. Una parte consistente della tredicesima, 11 miliardi e 739 milioni, andrà invece a rimpinguare i risparmi erosi dalla difficoltà economiche. Circa 12 miliardi provenienti dalle tredicesime, invece, verranno usati per far fronte ai mutui e pagare i debiti (+641 milioni sul 2011), mentre quasi 13 miliardi e mezzo saranno impiegati per affrontare le necessità della casa e della famiglia (in calo di 1 miliardo e 314 milioni).
Regali utili contro la crisi - In occasione delle festività natalizie, gli italiani compreranno soprattutto prodotti alimentari e vino, indicati dall'82% degli intervistati, contro l'83% dello scorso anno. Aumentano invece i libri, che passano dal 51% al 55%, e i viaggi, che crescono di quattro punti percentuali sul 2011, raggiungendo il 14% dei rispondenti. Rimangono stabili abbigliamento (54%), profumi e cosmetici (35%), elettrodomestici (18%) e auto, moto e scooter (2%). In calo i giocattoli, scelti quest'anno dal 45% contro il 49% del 2011, e gioielli, che scendono dal 10 al 7% delle preferenze.
Risparmio sotto l'albero - Così si tira la cinghia: se il 68% degli intervistati spenderà meno dello scorso anno, il 26% punta ad un risparmio del 50%, il 20% tra il 30% e il 50% e il 21% fino al 30%. Solo il 2% segnala di voler aumentare le spese, mentre il 30% si terrà sugli stessi livelli del 2011. La spesa media per i regali è attesa in calo del 14%, come nel 2011. E a rimetterci per la “spending review” natalizia saranno soprattutto parenti e amici.

martedì 24 luglio 2012

Confesercenti: il governo studia il blocco delle tredicesime


Crisi, l'allarme della Confesercenti: il blocco delle tredicesime sarebbe un autogol da 8 miliardi sui consumi

Per risollevare i conti dello Stato Mario Monti sta pensando di varare il blocco delle tredicesime degli statali. Un iattura, secondo Confesercenti: un eventuale blocco delle tredicesime rappresenterebbe un ''iniquo'' e ''drammatico autogol'' che causerebbe un nuovo crollo dei consumi di 8 miliardi di euro. E' quanto denuncia che chiede al governo ''di smentire tale voce che avrebbe il solo esito di allontanare una qualsiasi forma di ripresa''.
Ipotesi allo studio per fare cassa - ''Troppe voci, troppo insistenti - rileva la Confederazione - parlano in questi giorni di un'ipotesi allo studio per fare cassa: il congelamento delle tredicesime dei dipendenti pubblici e di buona parte dei pensionati. Una misura di questo genere non solo potrebbe essere considerata discriminatoria e iniqua socialmente, ma sarebbe certamente un drammatico autogol economico che manderebbe i consumi in tilt, spingerebbe migliaia di imprese alla chiusura e provocherebbe la perdita consistente di posti di lavoro autonomi e dipendenti''.
Cedimento dei consumi privati - Confesercenti fa ''i conti di questa sciagurata eventualità: le 13me nette dei dipendenti pubblici e dei pensionati con assegni al di sopra dei mille euro ammontano a circa 16,1 miliardi. Circa la metà va in consumi e quindi si sottrarrebbe all'economia reale una cifra pari a 8 miliardi di euro, con un cedimento dei consumi privati che passerebbe dal meno 1,7% stimato dal Governo ad un valore negativo vicino al 2,7%''.
Gravi effetti sull'intera economia - ''Ma se anche si puntasse solo al congelamento del 50% delle 13me - prosegue - si tratterebbe comunque di una taglio alla spesa di circa 4 miliardi di euro, con un impatto sui consumi di circa 4 decimali di punto, portando la flessione prevedibile all'interno del range compreso tra il -2,1% e il -2,4%. Questa impostazione comporterebbe gravi effetti sull'intera economia, a partire dalla chiusura di molte imprese e dalle nefaste conseguenze sul piano occupazionale. Un salasso davvero inaccettabile''.