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domenica 20 gennaio 2013

Gas: i consumatori attaccano e l'Authority taglia le bollette: da aprile giù del 6-7%, -90 euro all'anno


Gas: i consumatori attaccano e l'Authority taglia le bollette: da aprile giù del 6-7%, -90 euro all'anno

Il gas costa sempre meno sui mercati internazionali ma sempre di più in Italia, nonostante la flessione dei consumi che continua inesorabile (-4% nel 2012 secondo i dati Anigas). Un andamento a forbice, per il quale Adusbef e Federconsumatori puntano il dito contro l'Autorità per l'Energia, che negli ultimi anni non avrebbe favorito le famiglie, e si sarebbe mossa "a esclusivo vantaggio dei gestori". Ma l'organismo diretto da Guido Bortoni conferma che i nuovi meccanismi di calcolo sono in arrivo e che da aprile arriveranno ribassi per 90 euro annui.
Calo del costo internazionale del 20% - Stando ai calcoli dei consumatori, "nel biennio 2011-2012 il prezzo del metano sui mercati internazionali è sceso del 20%, ma l'Autorità per il Gas e l'Energia, invece di deliberare tali diminuzioni sulle bollette di 26 milioni di famiglie e quattro milioni di piccole e medie imprese, ha provveduto a continui salassi, con rincari pari al 23,7%, più di 4 volte l'inflazione, generando una perdita del potere di acquisto ad esclusivo vantaggio dei gestori". Tra l'altro, prendendo in esame una bolletta tipo, lo studio evidenzia come solo il 37,4% della fattura delle famiglie riguardi la materia prima, mentre il 62,6% è riferito a oneri di altro tipo (ad esempio distribuzione, trasporto e assicurazioni). Per questo le due associazioni chiedono un blocco totale biennale di prezzi e tariffe, "per contribuire a uscire dalla recessione dando impulso alla ripresa economica con una maggiore capacità di spesa dei consumatori".
In arrivo il calo deille tariffe - L'Autorità, invece, assicura che i ribassi arriveranno presto, grazie ai nuovi meccanismi di aggiornamento che stanno per essere introdotti. Già da aprile, quindi, le bollette del gas inizieranno a diminuire: il decremento complessivo sarà del 6-7%, con un risparmio di circa 90 euro su base annua. L'Authority conferma così l'imminente approvazione di un nuovo documento sulla riduzione dei prezzi della materia prima gas.
Più concorrenza - Il nuovo meccanismo consentirà un'azione "molto incisiva" a beneficio di famiglie e piccoli consumatori, proseguendo nel percorso già avviato dal 2011 per contenere le bollette e trasferire i benefici derivanti dalla maggiore concorrenza sui mercati all'ingrosso e dall'avvicinamento dei prezzi italiani a quelli Ue, reso possibile anche grazie all'istituzione da parte dell'Autorità del mercato di bilanciamento, in grado di fornire un prezzo 'spot' non più legato a contratti di lungo periodo. Per l'energia elettrica, ricorda l'Autorità, le bollette sono già diminuite dell'1,4% con una minore spesa di 7 euro a famiglia mentre la forbice di prezzi dell'elettricità con gli altri paesi europei si sta attenuando. "Occorre quindi proseguire con le riforme avviate, in costante raccordo con le associazioni dei consumatori, nel comune intento di tutelare i clienti finali", conclude l'organismo di controllo
Coldiretti: bene taglio bollette dopo +13,4% del 2012 - Per Coldiretti è positivo l'annuncio del taglio delle bollette da parte dell'Autorità per l'energia dopo che nel 2012 i prezzi dei beni non regolamentati come l'energia elettrica e il gas naturale hanno subito un rincaro record del 13,4%, più che raddoppiato rispetto a quello del 2011. L'aumento della spesa energetica in un momento di crisi ha un doppio effetto negativo perché - sottolinea la Coldiretti - riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l'agroalimentare.

martedì 9 ottobre 2012

Crolla il potere d'acquisto delle famiglie italiane. Propensione al risparmio ai minimi dal 1999


Crolla il potere d'acquisto delle famiglie italiane. Propensione al risparmio ai minimi dal 1999


Ennesima conferma statistica della crisi economica che sta travolgendo l'Italia. Nel secondo trimestre 2012 il potere d'acquisto delle famiglie consumatrici, tenuto conto dell'inflazione, si è ridotto dell'1,6% rispetto al trimestre precedente e del 4,1% rispetto al secondo trimestre 2011. Lo comunica l'Istat precisando che il calo tendenziale è il più marcato dal 2000.
Variazione Pil nel 2012 rivista al -2% - L'Istat ha rivisto al rialzo la variazione del Pil acquisita al secondo trimestre del 2012 per l'intero anno (quella che si avrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno): dal -2,1% a -2%. Nel secondo trimestre del 2012 il pil é diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2011.
Propensione al risparmio ai minimi dal 1999 - Nel secondo trimestre 2012 la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalità, è stata pari all'8,1%, con una diminuzione di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,5 punti rispetto allo stesso periodo 2011. Lo comunica l'Istat, precisando che il dato è più basso dal 1999.
Reddito disponibile in calo dell'1,5% - Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è diminuito dell'1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2011 e dell'1% rispetto al trimestre precedente. Mentre il tasso d'investimento delle famiglie, sempre nel secondo trimestre, è stato pari al 6,8%, invariato rispetto al trimestre precedente e in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al secondo trimestre 2011.
Indebitamento netto Pa in calo al 2,8% - Nel secondo trimestre 2012 l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è stato pari al 2,8%, inferiore di 0,4 punti percentuali rispetto a quello del corrispondente periodo del 2011.
In calo quota profitti società non finanziarie - La quota di profitto delle societa' non finanziarie nel secondo trimestre 2012 è scesa al 38,5%, con una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 2,1 punti rispetto al secondo trimestre 2011. Lo comunica l'Istat, precisando che il dato è ai minimi dal 1999, cioé dall'inizio delle serie storiche. Il tasso d'investimento delle imprese, pari al 21%, è inferiore di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,3 punti rispetto al secondo trimestre 2011.
In aumento le entrate fiscali per effetto di Imu e accise - La prima rata dell'Imu e la crescita delle accise fanno salire le entrate. Nel secondo trimestre del 2012 le entrate totali sono cresciute, in termini tendenziali, del 2,4% e la loro incidenza sul Pil è salita al 46,3%. Lo ha comunicato l'Istat. Le entrate correnti, infatti, sono aumentate del 2,5% su base annua per effetto di un incremento del 3,1% delle imposte dirette (a cui ha contribuito il maggior gettito delle imposte sostitutive sulle attività finanziarie derivante dalle modifiche al regime di tassazione) e di un aumento del 6,6% delle imposte indirette, influenzate positivamente dal gettito dell'Imu e dalla crescita delle accise. Sono invece in diminuzione i contributi sociali (-1%) e le altre entrate correnti (-3%). Le entrate in conto capitale sono diminuite dello 0,2%.

mercoledì 19 settembre 2012


Spesa alimentare, il risparmio va cercato
05/09/2012 
Spesa alimentare, il risparmio va cercato
Riuscire a risparmiare facendo la spesa? In tempi di difficolta' economiche sarebbe un colpo da maestro, visto che la spesa alimentare (secondo Altroconsumo) assorbe il 20% del bilancio familiare. Con scelte oculate al momento di entrare nel supermercato, rivela l'associazione dei consumatori dopo un'attenta indagine, si puo' arrivare a risparmiare dai 1500 fino ai 3500 euro l'anno.

L'inchiesta
Passando in rassegna 950 punti vendita in tutti Italia - da Bolzano a Palermo - l'associazione per la difesa dei consumatori Altroconsumo ha confrontato i prezzi dei prodotti, per verificare quanto si puo' risparmiare nel fare la spesa se si hanno pazienza, tempo e possibilita' di girare vari supermercati.
Prendendo in considerazione quasi 900mila prezzi, la ricerca ha dimostrato che si puo' arrivare a risparmiare fino a 1.500 euro all'anno se si e' disposti a cercare il supermercato piu' economico dove fare la spesa; inoltre, scegliendo di rinunciare ai prodotti di marca, i risparmi possono arrivare a 3.500 euro annuali.

L'importanza del risparmio sulla spesa alimentare

Riuscire a contenere gli esborsi per la spesa alimentare sarebbe un risultato significativo per le famiglie italiane, visto che - come ripetono le associazioni di consumatori - il caro-vita non si ferma e ha provocato un rincaro dei prodotti confezionati rispetto all'anno scorso pari al 2,8% in media (ma con +23% per il caffe', +11% per la passata di pomodoro e + 9% per lo shampoo e la cioccolata).
Inoltre, come ricorda Altroconsumo, la spesa alimentare e' un capitolo basilare per il bilancio familiare, assorbendo il 20% dell'intero budget annuale a disposizione, per un totale di circa 6.372 euro (dati fonte Istat).

Strategie di risparmio

Secondo i dati raccolti da Altroconsumo, un buon metodo per risparmiare e' sfruttare le promozioni. Con un occhio attento ai volantini dei supermercati, spiega l'associazione si puo' arrivare a: "24% di spesa in meno se si scelgono i prodotti di marca in offerta; 38% in meno se si opta per i prodotti col marchio dell'insegna del supermercato; 55% di esborso in meno se i prodotti sono sempre quelli primo prezzo; ben 61% in meno se si abbandonano i prodotti di marca, scegliendo l'hard discount".

Regione che vai, prezzo che trovi

L'indagine, inoltre, ha stilato una classifica delle regioni piu' e meno care. La spesa meno costosa, a livello regionale, si fa in Toscana, Umbria, Veneto ed Emilia Romagna, mentre risultano piu' care della media Trentino, Valle d'Aosta, il centro-sud (Marche, Abruzzo, Lazio, Basilicata e Calabria) e le isole Sicilia e Sardegna, (zone in cui vi e' meno concorrenza sul mercato)
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mercoledì 8 agosto 2012

Acqualita invita al risparmio dell'acqua


CALDO E CONSUMI
Acqualatina invita al risparmio dell’acqua   

LATINA – Acqualatina in una nota invita agli utenti della provincia pontina e che rientrano nell’Ato 4 al risparmio e a ridurre l’utilizzo dell’acqua per le sole esigenze igienico sanitarie e potabili. . Acqualatina sostiene che non è da escludere anche un momentaneo abbassamento di pressione nelle zone dei paesi e nei piani alti delle abitazoni.