lunedì 30 maggio 2016
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. Cronaca
Alimentazione sana: 9 miti da sfatare
FRANCESCA GASTALDI 12 APRILE 2016
Siete delle irriducibili del mangiare bene e dell’alimentazione sana? Attenzione allora a non farvi trarre in inganno da alcuni tipi di cibi.
Non tutto quello che viene ritenuto sano lo è davvero e viceversa: spesso infatti le nostre abitudini a tavola sono condizionate da false credenzeperpetrate nel tempo.
Non ci credete? Ecco allora 9 miti da sfatare che riguardano l’alimentazione sana.
- I prodotti bio sono più nutrienti. Se quando andate a far la spesa puntate esclusivamente sui prodotti bio perché ritenete facciano meglio, sappiate che in realtà l’unica differenza sta nel loro metodo di coltivazione improntato al rispetto per l’ambiente. I valori nutrizionali però sono gli stessi di quelli non biologici.
- I carboidrati fanno ingrassare. Evitate di mangiare pasta e pane per la paura di accumulare qualche chilo di troppo? Anche questa è una falsa credenza. Tutto dipende infatti dalle quantità e dagli abbinamenti: basta quindi ridurre le quantità e abituarsi a condire la pasta con sughi leggeri e delicati.
- Lo zucchero di canna fa meglio di quello bianco. Anche preferire lo zucchero di canna considerandolo più salutare è un mito che va decisamente sfatato. Entrambi gli zuccheri infatti sono lavorati, quello che cambia è solo il livello di raffinazione.
- Le uova aumentano il colesterolo. Spesso si tende a evitare le uova perché nei tuorli sappiamo essere contenuta un’alta percentuale di colesterolo. Tuttavia bisogna anche considerare che l’apporto di colesterolo non genera di per sé un aumento di quest’ultimo nel sangue, perché l’organismo è capace di regolare la sua assunzione. I problemi nascono quando c’è una predisposizione a gestire il colesterolo assunto con i cibi.
- La buccia della frutta contiene più vitamine. Temete che sbucciare la frutta significhi perdere la maggior parte delle sue proprietà nutrizionali? Non è poi così vero. Si tratta infatti di un dato decisamente sovrastimato: anche la polpa della frutta contiene fibre e vitamine in quantità soddisfacente.
- Il sale fa male. C’è chi lo ha persino eliminato totalmente dalla propria dieta credendolo responsabile di problemi come l’ipertensione: in realtà grandi quantità di sale possono far male solo in presenza di determinate problematiche e patologie preesistenti.
- L’ananas brucia i grassi. Se quando siete fuori a cena tendete a concedervi più di un peccato di gola pensando che poi tanto potrete concludere con una fetta di ananas capace di bruciare i grassi, è il caso di ricredervi. L’ananas è infatti un frutto che ha ottime proprietà ma non effetti miracolosi taglia-calorie.
- Il pane integrale fa meglio di quello bianco. Si ritiene spesso che il pane integrale sia più salutare perché molto più ricco di fibre e con un tasso glicemico più basso. In realtà, rispetto al pane bianco, queste differenze sono davvero minime.
- Mangiare molta frutta fa bene. Attenzione infine anche al consumo eccessivo di frutta. Sicuramente mangiando mele, pere, kiwi, ecc possiamo fare il pieno di vitamine, ma dobbiamo considerare anche che la frutta è una grande fonte di zuccheri, oltre al fatto che in grandi quantità può fermentare nell’intestino e causare fastidiosi gonfiori.
Ritenzione idrica: le cose da sapere
FLORIANA 21 APRILE 2016
La ritenzione idrica è un problema piuttosto diffuso che colpisce circa il 30% delle donne italiane, causando un accumulo di liquidi nel corpo su alcune zone importanti come pancia, cosce, glutei, braccia e caviglie. È un disturbo da contrastare con ogni mezzo a nostra disposizione.
Cause della ritenzione idrica
La ritenzione idrica può innanzitutto essere di quattro tipi, con diverse cause:
- Ritenzione idrica alimentare, causata da uno stile alimentare errato, magari troppo ricco di sale, o da una possibile intolleranza al lattosio
- Ritenzione idrica secondaria, legata a patologie ai reni, al cuore, al fegato o ancora alla vescica
- Ritenzione idrica da farmaci, quindi derivante dal loro abuso
- Ritenzione idrica circolatoria, dovuta a un cattivo funzionamento della circolazione corporea.
La causa più frequente della ritenzione idrica è quella alimentare. Sovrappeso, intolleranza al lattosio e in generale una dieta non corretta possono portare facilmente a questo disturbo. Provate a fare questo semplice test: basta premere con il pollice su una parte della coscia per un po’ di secondi. Se togliendo il dito l’impronta è rimasta ed è ancora molto visibile, allora si soffre probabilmente di ritenzione idrica.
Rimedi per la ritenzione idrica
Per porre rimedio al problema della ritenzione idrica si consiglia di curare di più il proprio stile di vita, seguendo questi consigli che vanno bene per qualunque persona.
- Bere molta acqua, almeno un litro e mezzo o meglio due litri al giorno
- Evitare i cibi salati
- Eumentare il consumo di frutta e verdura
- Prediligere le verdure ricche di vitamina C come lattuga, cavolfiore, cavolo, peperoni, sedano e broccoli
- Quando possibile, mangiare le verdure crude. Quindi via libera alle insalate miste
- Ridurre drasticamente l’uso dei carboidrati raffinati e sostituirli con i cereali, meglio se integrali
- Evitare le bibite zuccherate e i succhi di frutta già pronti
- Evitare caffè, alcolici e fumo
- Aiutare il corpo con le tisane
- Fare spesso un po’ di sana attività fisica. Va bene anche una camminata veloce di almeno 40 minuti al giorno.
Se con uno stile di vita sano e salutare non si riesce a combattere la ritenzione idrica, probabilmente la sua causa sarà un’altra e pertanto è consigliabile rivolgersi a uno specialista.
7 erbe aromatiche da utilizzare sempre in cucina
NICCOLO PICCIONI 22 APRILE 2016
Per rendere ancora più sfiziosi i piatti che ogni giorno si cucinano per se stessi o per la propria famiglia si possono utilizzare le erbe aromatiche. Facili da trovare e disponibili in tutti i supermercati, le erbe aromatiche consentono, oltre al sapore, di dare una spinta all’organismo per farlo star bene.
Ecco le 7 erbe aromatiche che non dovrebbero mai mancare nella credenza – possibilmente fresche.
- Prezzemolo: perfetto con pesce e verdure, il prezzemolo è tra le erbe aromatiche più versatili in assoluto, anche per via della sua semplicità di coltivazione (può essere tranquillamente piantato sul proprio terrazzo, purché sia un punto molto luminoso). Il suo sapore forte diventa più dolce conoscendone i benefici; infatti, il prezzemolo stimola la diuresi, è un fortissimo antinfiammatorio naturale, è un regolatore della pressione e riduce la caduta dei capelli.
- Coriandolo: seppur tra le erbe aromatiche meno utilizzate in Italia, il coriandolo deve, ad ogni costo, essere nella propria credenza ed insaporire i propri piatti. Erba adatta ad arricchire il gusto di gamberi e crostacei, pollo e carne rossa, il coriandolo è un ottimo carminativo, antispasmodico e stomachico, dunque un buon rimedio naturale contro coliche addominali, difficoltà digestive e gonfiore. Inoltre, il suo effetto stimolante attenua il senso di fatica, combatte l’inappetenza e lo rende un buon tonico per l’attività cerebrale e per il sistema nervoso.
- Menta: una delle erbe aromatiche più diffuse, sia per la cucina salata che nella produzione di dolci e bevande, la menta non può mancare nella propria cucina per dare ad ogni pietanza una ventata di freschezza ed il tipico sapore pungente capace di stimolare le papille gustative. Le sue proprietà più conosciute sono quelle cicatrizzanti e disinfettanti. Utile in caso di disturbi gastro-intestinali, aiuta il funzionamento del fegato e favorisce la digestione. Contiene mentolo, vitamina C, sostanze antibiotiche, limonene e isovalerianato.
- Erba cipollina: una delle erbe aromatiche più utilizzate, soprattutto nella cucina italiana, è l’erba cipollina, discendente della cipolla dal sapore molto simile a quella dell’ortaggio, seppur più leggero e meno sgradevole (perché in molti non amano il sapore deciso della cipolla). Facilissima da coltivare, anche a casa, l’erba cipollina stimola l’appetito e la produzione di succhi gastrici; ha, inoltre, proprietà depurative ed antisettiche. È considerata un vero e proprio toccasana per il cuore e, grazie alle sue qualità cardiotoniche e stimolanti dell’irrorazione sanguigna, è considerata anche una delle erbe aromatiche più afrodisiache.
- Timo: tra le erbe aromatiche elencate, il timo è quella dal sapore più corposo e deciso, molto adatta per zuppe, stufati, piatti a base di carne o arrosti. Con oltre 400 diverse varietà di timo, questa erba aromatica si contraddistingue per essere un vero e proprio alleato della salute umana. Infatti, grazie alla sua attività antibatterica, ha il potere di disinfettare le vie respiratorie e di porre fine ad eventuali malesseri respiratori. Ha potere disinfettante anche per le vie urinarie.
- Rosmarino: tipico ingrediente delle griglate e degli arrosti, il rosmarino è tra le erbe aromatiche, come il prezzemolo, più versatili. Grazie al suo sapore inconfondibile, riesce a rendere prezioso ogni piatto, senza distruggerne o alterarne il gusto (salvo che non venga bruciato). Il rosmarino è un valido alleato della digestione, che rende più fluida e meno pesante; è inoltre un importante energizzante e tonico naturale, che permette la salvaguardia dell’organismo molto a lungo.
- Basilico: infine, tra le erbe aromatiche non poteva mancare il basilico, protagonista indiscusso della cucina italiana. Che sia per la pizza o per il classico sugo al pomodoro, il basilico addolcisce ogni piatto, rendendolo gustoso e completo al palato. Consumato frequentemente crudo (appena raccolto), in commercio sono disponibili anche formati di basilico essiccato che non perde le proprie caratteristiche. Questa pianta, infatti, è ricca di potassio, utilissima per regolare l’equilibrio idrico nel corpo; contiene calcio, fondamentale per il benessere e la solidità delle ossa, e ferro, che è essenziale nel sangue per consentire il trasporto e il ricambio di ossigeno.
Acqua: ok al minimo vitale gratis per tutti i cittadini
Acqua: ok al minimo vitale gratis per tutti i cittadini
Pubblicato da lentepubblica.it il 22 aprile 2016
Il servizio sarà considerato completamente gratuito e fuori bolletta idrica in quanto considerato un servizio necessario per la sopravvivenza e fondamentale per la vita. Per chi è moroso con arretrati di pagamento, non dovrà temere l’interruzione della fornitura e potrà beneficiare dei 50 litri gratis, inoltre se presenta un Isee basso può dimostrare la situazione di morosità incolpevole. Il costo per l’acqua gratis, non sarà sostenuto dallo Stato, ma dai cittadini, da coloro che hanno redditi più alti: il costo, dei 50 litri di acqua gratis a cittadino verranno scaricati sulla tariffa applicata agli scaglioni più alti di consumo, questo per incentivare al risparmio delle risorse idriche.
La bolletta dell’acqua sarà più trasparente. Oltre al dettaglio dei consumi, gli utenti potranno conoscere i dati sugli investimenti effettuati dai gestori, sui costi di depurazione sostenuti e anche sulle percentuali medie di perdite idriche nelle reti. A pagare, quindi, saranno i più fortunati, ma resta il dubbio su quale impatto possa avere la proposta di legge sulla nuova disposizione del codice civile, introdotta con la riforma del condominio, “che consente – spiega ancora il sito – all’amministratore, nel caso in cui qualche condomino non paghi le spese mensili da oltre 6 mesi, di sospenderlo dall’utilizzo dei servizi condominiali ‘suscettibili di godimento separato’ come appunto – secondo molti – l’acqua”.
Novità anche sul fronte misurazione con la previsione di interventi per favorire la diffusione della telelettura in modalità condivisa da effettuare attraverso la rete elettrica, tramite l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, al fine di favorire il controllo dei consumi e la verifica del diritto all’erogazione del quantitativo minimo vitale. Nel testo viene previsto altresì, in materia di monitoraggio, anche l’obbligo in caso alle regioni di installare contatori per il consumo dell’acqua in ogni singola unità abitativa, nonché contatori differenziati per le attività produttive e del terziario esercitate nel contesto urbano.
5 miti da sfatare sulla cellulite
NICCOLO PICCIONI 12 MAGGIO 2016
La cellulite è uno degli argomenti più discussi tra le donne e sulle riviste a loro dedicate: in molti cercano di dare una risposta e una soluzione al problema, tuttavia ci sono dei miti da sfatare sulla cellulite.
Infatti, molto spesso, ciò che si sente dire della cellulite non corrisponde alla verità. E tra inesattezze, passaparola e un po’ incompetenza sono tante le notizie false e gli inutili rimedi che prolificano.
Ecco 5 miti da sfatare sulla cellulite che potrebbero trarre in inganno tantissime donne.
- Solo le persone in sovrappeso hanno la cellulite. Anche se in molti lo pensano, questa è una delle più grandi bugie in materia. Infatti, la cellulite non è causata dall’eccesso di peso, bensì da fattori indipendenti come la genetica, l’invecchiamento, la ritenzione idrica, la scarsa circolazione sanguigna e i danni del sole. Tuttavia, è corretto dire che non osservare una dieta regolare aumenta l’evidenza dell’inestetismo.
- Se si perde peso, si perderà anche la cellulite. Anche la fluttuazione del peso diventa complice della comparsa della cellulite. In questo caso, infatti, perdendo volume corporeo sarà molto facile ridurre l’impatto della celliulite che, tuttavia, persisterà. Inoltre, fare diete che sottopongono il corpo ad uno stress elevato potrebbe causare danni all’elasticità cutanea.
- Con la ginnastica cardio si elimina la cellulite. Se è vero che l’esercizio fisico può rafforzare il tessuto adiposo alla base della buccia d’arancia, la ginnastica cardio non è un vero modo per riuscire a ridurre l’impatto della cellulite. Infatti, per ridurre l’inestetismo servirebbe un’attività fisica che vada a colpire lo strato inferiore del muscolo, andando a ledere le sacche formatesi.
- Le creme rassodanti fanno sparire la cellulite. Nonostante quello che numerose etichette inducono a credere, non esistono (al momento) creme o altri prodotti che facciano sparire la cellulite. Questo perché, come già detto, derivando da numerosi fattori, la cellulite non può sparire solo grazie a una crema. Però alcuni prodotti, in particolare quelli contenenti retinolo, potrebbero lavorare per ridurre temporaneamente la comparsa di fossette, anche se nel lungo periodo l’inestetismo si continuerebbe a presentare.
- La liposuzione potrebbe rendere meno evidente l’inestetismo. Infine, numerose donne ricorrono alla liposuzione per ridurre l’effetto della cellulite. Oltre ad essere molto costoso e doloroso come intervento, questo potrebbe peggiorare la situazione, in quanto il movimento degli appositi macchinare potrebbero andare a creare nuovi sedimenti di adipe che, in precedenza, non esistevano.
Unioni Civili: ecco tutte le novità della Riforma
Unioni Civili: ecco tutte le novità della Riforma
Pubblicato da lentepubblica.it il 12 maggio 2016
Le unioni civili si sottoscrivono di fronte a un ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni e viene iscritta in un registro comunale. È certificata da un documento che attesti la costituzione dell’unione e che deve contenere: dati anagrafici; regime patrimoniale; residenza. Si può scegliere uno dei due cognomi o decidere di adottare entrambi i cognomi.
La similitudine con il matrimonio emerge anche per la regolazione del regime giuridico ovvero diritti e doveri reciproci, figli, residenza, concorso negli oneri, abusi familiari, interdizione, scioglimento dell’unione: il ddl prevede infatti la completa applicazione degli articoli del codice civile previsti per le coppie sposate. In particolare, in caso di decesso di una delle parti dell’unione civile prestatore di lavoro, andranno corrisposte al partner sia l’indennità dovuta dal datore di lavoro (ex art. 2118 c.c.) che quella relativa al trattamento di fine rapporto (ex art. 2120 c.c.). In relazione alla successione, si applicherà ai partner dell’unione civile parte della disciplina contenuta nel libro secondo del codice civile. In caso di decesso il membro superstite avrà diritto, inoltre, alla pensione di reversibilità, alla pensione ai superstiti o all’indennità di morte.
Le coppie di fatto
Oltre alle unioni civili tra persone dello stesso sesso il ddl regola anche le coppie di fatto. Precisando che vengono considerati conviventi di fatto due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale e coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune. La convivenza di fatto può riguardare tanto coppie eterosessuali quanto coppie omosessuali e consiste una forma di tutela più debole rispetto al matrimonio o all’unione civile. In particolare vengono estesi ai conviventi di fatto solo alcune prerogative spettanti ai coniugi (in buona parte sono così codificati alcuni orientamenti giurisprudenziali) come i diritti previsti dall’ordinamento penitenziario, del diritto di visita e di accesso ai dati personali in ambito sanitario; alla facoltà di designare il partner come rappresentante per l’assunzione di decisioni in materia di salute e per le scelte sulla donazione di organi; i diritti inerenti la casa di abitazione; le facoltà riconosciute in materia interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno; del diritto al risarcimento del danno da fatto illecito.
Da segnalare anche la possibilità di regolare i rapporti patrimoniali attraverso il cd. contratto di convivenza cioè un accordo, con atto pubblico, con cui i conviventi di fatto disciplinano i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune e fissano la comune residenza. La proposta specifica i possibili contenuti del contratto, attraverso il quale i partner possono fissare la comune residenza, indicare le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, scegliere il regime patrimoniale della comunione dei beni, cui si applicano le regole del codice civile. Il contratto di convivenza si risolve in caso di morte; di recesso unilaterale o di accordo tra le parti; in caso di matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente e un terzo.
Alla cessazione della convivenza di fatto potrà conseguire il diritto agli alimenti in capo ad uno dei due partner. Tale diritto deve essere affermato da un giudice ove il convivente versi in stato di bisogno e non sia non è in grado di provvedere al proprio mantenimento (ex art. 438 c.c.). Spetta allo stesso giudice determinare la misura degli alimenti (quella prevista dal codice civile) nonché la durata dell’obbligo alimentare in proporzione alla durata della convivenza.
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