mercoledì 7 ottobre 2015

La Svezia introduce la giornata lavorativa di 6 ore

La Svezia introduce la giornata lavorativa di 6 ore: aziende, ospedali e case di riposo accolgono la "rivoluzione" (FOTO)

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JOB
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La fase di sperimentazione è terminata, ora si fa sul serio. La Svezia, dopo aver annunciato la riduzione della giornata lavorativa a sei ore e dopo aver portato avanti coraggiosi tentativi per valutarne gli effetti sul rendimento dei lavoratori (come quello alla casa di cura Svartedalens di Gothenbur), ha cominciato a muoversi per ufficializzare la decisione: ridurre la giornata lavorativa di molti impiegati in settori pubblici con l'obiettivo di migliorare il rapporto lavoro-vita privata e di rendere i lavoratori più produttivi.
I datori di lavoro in tutto il Paese hanno già dato il via alla rivoluzione, adeguandosi alle direttive, come riporta il sito Science Alert. L'obiettivo era quello di passare ai fatti nel più breve lasso di tempo possibile e di assicurarsi che le persone conservassero energia per godersi la loro vita privata.
I centri della Toyota in Goteborg, seconda città della Svezia, hanno fatto il passaggio 13 anni fa, riportando come conseguenza della riduzione delle ore di lavoro, un personale più felice, un tasso di turnover più basso, e un aumento dei profitti. La Filimundus, azienda sviluppatrice di app con sede nella capitale Stoccolma, ha introdotto la giornata di sei ore l'anno scorso. "Il giorno di lavoro di otto ore non è così efficace come si potrebbe pensare" ha detto Linus Feldt, CEO della società a Fast Company. "Rimanere concentrati su un compito specifico per otto ore è una sfida enorme. Per far fronte a questo gravoso impegno, tentiamo di mescolare le cose e di fare pause per rendere la giornata di lavoro più sopportabile. Allo stesso tempo, abbiamo difficoltà a gestire la nostra vita privata".
Feldt ha detto che da quando ha introdotto la giornata lavorativa di 6 ore, ai membri del personale non è consentito utilizzare i social media, gli incontri sono ridotti al minimo, e che altre distrazioni durante il giorno vengono eliminate: questo perché il personale è più motivato ​​a lavorare intensamente, mentre si trova in ufficio. Una giornata lavorativa più corta, infatti, garantisce alle persone di conservare abbastanza energia per portare avanti la loro vita privata quando lasciano il lavoro, per questo si dedicano con maggiore solerzia ai propri compiti quando sono in ufficio.
"La mia impressione è che ora è più facile concentrarsi più intensamente sul lavoro che deve essere fatto e si ha maggiore capacità di resistenza", ha aggiunto Feldt.

Grom comprato da Unilever.

Grom comprato da Unilever. L'azienda artigianale di gelato passa alla multinazionale anglo-olandese

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GELATO GROM
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Grom, l'azienda artigianale di gelato fondata da Federico Grom e Guido Martinetti, è stata acquistata dal colosso anglo-olandese Unilever. Lo ha comunicato con una nota la multinazionale, senza specificare i dettagli economici dell'operazione. "Il business di Grom - si spiega- resterà autonomo e continuerà ad essere gestito da Federico e Guido dalla sede torinese".
L'acquisizione di Grom, che a dodici anni dall'apertura conta 67 negozi in Italia e nel mondo, "è in linea con la crescita del mercato del gelato nel segmento premium" e "rafforza ulteriormente il portfolio di Unilever nella categoria ice-cream".
Unilever, che impiega nel mondo 172 mila persone e nel 2014 ha registrato un fatturato di 48,4 miliardi, ha un portafoglio di marchi tra i quali figurano Algida, Knorr, Magnum, Lipton, Mentadent, Svelto e Coccolino.
Unilever e Grom "condividono la stessa passione per il gelato nonché importanti valori aziendali quali l'attenzione all'approvvigionamento sostenibile delle materie prime", ha spiegato Kevin Havelock, president Refreshment Category di Unilever. "I consumatori di Grom continueranno ad apprezzare gli stessi gusti e lo stesso sapore del gelato Grom che amano da sempre. Allo stesso modo - ha spiegato - facendo leva sulle economie di scala, Unilever favorirà l'accesso a nuovi mercati e aiuterà Grom am creare nuove opportunità di crescita".
"Continueremo ad utilizzare i migliori ingredienti provenienti dalla nostra azienda agricola biologica Mura Mura e quelli realizzati dai nostri fornitori, e manterremo la produzione a Torino, per continuare ad offrire ai nostri consumatori i gelati ed i sorbetti che amano", ha spiegato Guido Martinetti. "Siamo orgogliosi - ha aggiunto - di aver la possibilità di lavorare insieme ai migliori manager di Unilever, perché siamo certi che grazie alle loro competenze e alla loro conoscenza dei mercati internazionali riusciremo a realizzare il sogno, nato 12 anni fa in un piccolo negozio nel centro di Torino, di portare il gelato italiano di qualità nel mondo".

Bambino decapitato in un incidente d'auto. I medici lo salvano dopo 6 ore in sala operatoria

Bambino decapitato in un incidente d'auto. I medici lo salvano dopo 6 ore in sala operatoria (FOTO)

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JACKSON TAYLOR
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Il piccolo Jackson Taylor, di 16 mesi, si trovava in auto con sua madre e la sorellina di nove anni quando hanno avuto un incidente nella loro città, a Brisbane in Australia. Una macchina gli è andata addosso causando uno scontro frontale. Nell'impatto, la prima e la seconda vertebra del piccolo si sono rotte e il collo non era più attaccato alla schiena. Solo un miracolo lo avrebbe salvato.
I migliori medici chirurghi si sono riuniti in sala operatoria e dopo sei ore sono riusciti a riattaccare le vertebre di Jackson usando parte dell'osso di una costola del bambino. L’operazione è riuscita perfettamente.
Per due mesi il piccolo dovrà indossare un tutore che gli permette di mantenere il corpo dritto e stabile. Quella che sembrava un’irrimediabile tragedia si sta concludendo nel migliore dei modi.
Geoff Askin, il medico chirurgo che ha coordinato l’operazione, ha detto, come riporta il Daily Star: “Molti bambini non sarebbero sopravvissuti o anche se rianimati non avrebbero potuto muoversi o respirare di nuovo” ma il piccolo Jackson ha sorpreso tutti e crescerà più forte che mai.
jackson taylor
Anche la sorellina del piccolo Jackson ha riportato una frattura vertebrale e dopo tre ore e mezzo di operazione. La bambina dovrà indossare un busto per alcune settimane per evitare il rischio di diventare gobba.

Premio Nobel Medicina 2015 a William C.Campbell e Satoshi Omura per ricerche parassiti infezioni e a Youyou Tu per la lotta alla malaria

Premio Nobel Medicina 2015 a William C.Campbell e Satoshi Omura per ricerche parassiti infezioni e a Youyou Tu per la lotta alla malaria

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Il Nobel per la Medicina 2015 è stato assegnato all'irlandese William C. Campbell e il giapponese Satoshi Ōmura per le ricerche contro parassiti responsabili di infezioni e a Youyou Tu, ricercatrice cinese, per le nuove strategie di lotta alla malaria.
Ad annunciarlo al Karolinska Institutet di Stoccolma, Urban Lendahl, segretario del comitato dei Nobel per la Medicina e la fisiologia. I candidati a ricevere il riconoscimento erano 327, di cui 57 nominati per la prima volta. L’ammontare del premio in denaro è pari a 8 milioni di corone svedesi, quasi 900 mila euro.
Le ricerche sulle infezioni provocate da parassiti condotte da William C. Campbell e Satoshi Ōmura hanno permesso di mettere a punto nuove armi contro malattie che affligono un terzo della popolazione mondiale, concentrata in Africa sub-sahariana, Sud Asia e Centro-Sud America. La cinese Youyou Tu ha dato un enorme contributo alla lotta contro la malaria, grazie alla scoperta dell'artemisina.
UNA MEDICINA NATA DALLE ERBE - Per Youyou Tu è stato fondamentale il nuovo farmaco contro la malaria, nato da erbe cinesi studiate e utilizzate da oltre 1.500 anni per curare "le febbri", e milioni di vite salvate in Africa, Asia meridionale e Sud America. E' il principale risultato ottenuto dalla 85enne cinese, insignita oggi del Nobel per la medicina.
Nata in Cina, a Ningbo, nel 1930, Youyou Tu si è laureata all'Università di Medicina di Pechino nel 1955, e dal 1965 al 1978 è stata assistente alla Accademia cinese della Medicina tradizionale, dove dal 2000 è primario alla stessa Accademia. Quindi una chimica, immunologa, ma anche esperta di medicina tradizionale e di erbologia. Un ibrido per la prima volta premiato con il Nobel. Le sue grandi scoperte nascono proprio dallo studio delle erbe: nel 1969, Mao avalla il progetto 523 per studiare le erbe tradizionali cinesi: la 39enne Tu si concentra sull'erbologia classica cinese, visita in tutto il Paese gli anziani esperti, si focalizza su 380 estratti di erbe usati tradizionalmente contro la malaria, la principale causa di morte all'epoca nel Sudest asiatico, paesi alleati della Cina di Mao. Una di queste erbe, l'Artemisia Annua, ottiene risultati verificabili sui topi: effettivamente contrasta la malaria, come sostenevano testi di medicina cinese vecchi di 1.600 anni. Ma ci vogliono anni di tentativi: gli antichi testi prescrivevano di bollire l'erba, cosa che si rivela nociva. Nel 1972 Tu e i suoi colleghi ottengono finalmente, dopo vari tentativi di estrazione eliminando le tossine dell'erba, la sostanza pura, Artemisinina o Qinghaosu: è il nuovo farmaco contro la malaria, che in 40 anni ha salvato milioni di vite.
Tra i numerosi premi vinti, l'Albert Einstein World Science Prize nel 1987 e l'Albert Lasker per la Medicina nel 2011, prima volta per un cinese.

Sciopero Air France e tagli, capo risorse umane aggredito e denudato.

Sciopero Air France e tagli, capo risorse umane aggredito e denudato. Costretto a scappare. Tensione a Parigi

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Il capo delle risorse umane di Air France ha la cravatta ancora al collo ma per il resto è semi nudo, il volto teso e i pantaloni sgualciti da una rete metallica. Un'immagine surreale: scappa, nudo e impaurito, dai suoi dipendenti. In Francia è la resa dei conti fra i lavoratori e la dirigenza della compagnia di bandiera parigina dopo mesi di braccio di ferro.
Durante la riunione di Parigi "centinaia" di dipendenti Air France sono entrati nella sede, hanno urlato slogan contro l'azienda e poi hanno aggredito il capo delle risorse umane, Xavier Broseta, strappandogli la camicia. Broseta ha cominciato a correre fuggendo all'esterno finché non l'hanno aiutato a scavalcare una recinzione e a dileguarsi. E' riuscito a fuggire anche Pierre Plissonnier, il direttore generale: per lui stessa sorte, camicia strappata (ma non denudato) e tanta paura fino a quando non si è messo "in salvo".
La riunione del comitato centrale d'impresa è delicatissima: è qui che l'azienda deciderà quanti posti di lavoro (si parla di 2.900) saranno tagliati nel prossimo piano di rilancio. Si tratterebbe del primo piano di licenziamenti per Air France dalla metà degli Anni Novanta.
L'irruzione dei dipendenti, infuriati contro gli ennesimi tagli, ha però portato alla drammatica fuga dei dirigenti e alla momentanea sospensione dell'incontro. L'azienda ha già fatto sapere che prenderà provvedimenti contro questa "violenta aggressione che condanniamo".
Il compito di Broseta, in Air France dal 2012 e costretto a ridimensionare il personale a causa della crisi, non è affatto semplice e già lo scorso anno c'erano state forti frizioni con i sindacati. Quando la folla di dipendenti ha fatto irruzione nella riunione gli slogan erano però tutti per lo chief executive, Alexandre de Juniac, "dimettiti!".
De Juniac aveva dichiarato che i negoziati con i piloti erano finiti e minacciato di ridurre del 10% le sue attività a lungo raggio entro il 2017 nel caso i piloti non avessero accettato tagli dei costi e modifiche alle condizioni lavorative. Dopo l'aggressione ai manager il premier francese Manuel Valls è intervenuto dicendosi "scandalizzato" dalle violenze e ha anche espresso tutto il suo "sostegno" alla direzione.
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Sciopero Air France: manager scappa a torso nudo
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REUTERS
Piloti e personale di terra di Air France sono in sciopero da stamattina. La compagnia prevede di non annullare nessun volo, ma avverte che "ci potrebbero essere ritardi", in particolare ai banchi dei check in. Secondo i sindacati, alcuni dipendenti hanno deciso di scioperare solo per qualche ora, mentre altri lo faranno per la giornata intera. "Faccio appello a tutti, in particolare i piloti, perché facciano uno sforzo - ha commentato ai microfoni di France Inter il portavoce del governo francese, Stephane Le Foll - ovviamente bisogna che il dialogo sia possibile, bisogna mettersi intorno a un tavolo". Intanto, sui social network molti criticano l'atteggiamento dei piloti, che hanno rifiutato di accettare un accordo di produttività con l'azienda. "Si dice che i piloti Air France sognano di volare da quando hanno sei anni, ma non accettano sei voli intercontinentali in più all'anno. Troppo faticoso", scrive un utente su Twitter, mentre un altro li accusa di "fregarsene della sorte del resto del personale"